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Autore

Italo Calvino

in archivio dal 17 gen 2002

15 ottobre 1923, Santiago de Las Vegas - Cuba

19 settembre 1985, Siena

segni particolari:
Cesare Pavese s'innamorò del mio romanzo d'esordio, Il sentiero dei nidi di ragno.

mi descrivo così:
Mi piace riflettere sulla storia e le società contemporanee utilizzando vari generi, dal realistico al fantastico.

14 marzo 2013 alle ore 8:33

Lezioni Americane

di Italo Calvino

editore: Mondadori

pagine: 164

prezzo: 6,75 €

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La raccolta delle 6 lezioni di Calvino, scritte per le Lectures alla Harvard University e pubblicate postume con il sottotitolo “Sei proposte per il prossimo millennio”, sono una sorta di testamento intellettuale, un inno alla letteratura, all’essere coscienti e non vivere passivamente la stessa. Le cinque lezioni si intitolano Leggerezza, Rapidità, Esattezza, Visibilità e Molteplicità; la sesta lezione avrebbe trattato la Coerenza. Ricco di citazioni che variano con un piglio e una velocità mirabile, si passa da Lucrezio a Dante, da Leopardi a Queneau, da Gadda a Zola, da Voltaire a Pico della Mirandola, da Kafka a Galileo Galilei, da Ignazio de Loyola a Gogol, da Galland a Musil, da Levi a Swift, da Pitagora a Tolstoj e così potrei continuare ancora per molto. Le citazioni per le opere straniere vengono riportate prima in lingua originale, poi in lingua italiana, Calvino inoltre è un po’ un precursore, un uomo che è riuscito a vedere oltre, imperava già ai tempi ad un avvento massiccio delle tecnologie, come il Computer, ma soprattutto Internet che veste un cambiamento radicale nell’approccio e lascito letterario.
Sono per così dire, queste Lezioni un lascito, un monito, un preziosismo a cui dobbiamo dare valore, da riprendere ad ogni occasione, una esamina sulla letteratura che non si fa faziosa e di parte, ma che è reale, viva, pulsa spessore, diventa reale, cattura l’animo gentile del lettore per erudirlo, aspettandosi poi mestamente un minimo e insulso e solo: grazie!
“La mia operazione è stata il più delle volte una sottrazione di peso; ho cercato di togliere peso ora alle figure umane, ora ai corpi celesti, ora alle città; soprattutto ho cercato di togliere peso alla struttura del racconto e al linguaggio”.

recensione di Gino Centofante

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