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Autore

Katia Guido

in archivio dal 30 nov 2005

Bressanone - Italia

segni particolari:
Redattrice di Aphorism dal 2005. In tanti, troppi, mi dicono che sono come "Amélie"

mi descrivo così:
Unite eredità abruzzese, derivazione altoatesina, una presa veneta. Più tardi un pizzico d'Inghilterra. Servite: incorreggibile romantica, eterna sognatrice, moderatamente folle, rapita dalla luna, malinconica ma quasi sempre allegra, invaghita d'Irlanda.

09 agosto 2010

A mio padre

Il tuo sguardo,
grave e serio
pieno d'esperienza
che vela i tuoi occhi stanchi,
nei quali ancora s'intravede
il guizzo d'una fresca curiosità
da sempre affamata di nuova conoscenza.

La tua voce
robusta e profonda
incute rispetto,
ma sa anche tramutarsi,
per coccolare chi più ami,
in una dolce e delicata carezza.

I tuoi valori
antichi e solidi
d'altri tempi ben sai
cozzan contro le mie insolite opinioni,
che tanto lontane son dai tuoi sogni
come le tue storie son dalle mie.

I tuoi ricordi
agrodolci ma fieri,
son quelli che ci racconti,
che pur ascoltando attentamente
mai del tutto riusciremo a capire.

Il tuo passato
vissuto e cresciuto in fretta,
come un artista,
ha plasmato la forma dell'essenza
di ciò che sei diventato.

Le tue mani
lavoratrici e forti
scacciavan le mie paure di bambina
e ancor'oggi mi regalan la sicurezza,
che nella vita ancora mi manca.

Litigi e cattiverie a volte s'intrecciano
nel quotidiano della nostra convivenza,
spesso tanto aggressivi e impetuosi
quanto l'amore che ci legherà per sempre.
Un legame più forte dell'acciaio,
più indistruttibile di un diamante.
Il bene tra un padre e una figlia.

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