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in archivio dal 18 ago 2009

Kiren Okiri

22 aprile 1974, Roma
Mi descrivo così: Un idealista intransigente, puntuale, un osservatore acuto che non disprezza una strizzata d'occhio all'anarchia. Un uomo che studia il punto di rottura.
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  • 01 febbraio 2010
    Una goccia d'amore

    Le porte chiuse
    Le domande aperte
    Il cuore infranto
    La ragione e il sentimento
    Gli ingredienti di un tormento
    Il rispetto, il dolore
    Tutta la forza in una goccia d'amore
    L'assenza, la speranza, il buio
    E intanto rovisto fra gli errori

     
  • 01 febbraio 2010
    Strati d'animo

    Dice che a parla' cor core in mano
    le parole escheno fori mejo
    co' più disincanto e meno tormento.
    Forse è vero si nun c'è troppo sentimento,
    ma quanno che invece er core scotta, abbrucia e quasi scoppia, le parole nun sorgono pe' gnente,
    se strozzeno sull'uscio prima d'esse voce.
    Allora come a vole' trova' l'uscita a tutti i costi,
    queste s'affacceno dall'occhi,
    li pensieri cominciano a bagnasse
    e le parole che tanto cercavi
    so' le stesse che te stanno a scivolà sur viso.

     
  • 14 dicembre 2009
    L'altalena

    Il rumore del cancello che si chiude
    E subito un pensiero che si apre
    L’ansia di uno spazio
    L’ombra di uno strazio
    Il tempo che si ferma regalandoci illusioni
    Uno specchio maledetto che trattiene le emozioni
    È la danza di un amore che dondola sul baratro
    Il cigolio di un’altalena in cerca di equilibrio
    Sogno ancora di volare, ma ho bisogno di sentire, di vedere, di toccare
    E non riesco più a capire se lassù, oltre le nuvole, c’è ancora tempo per giocare.

     
  • 14 dicembre 2009
    La scia

    L'album di famiglia sfogliato dal vento
    I ricordi d'infanzia colorati dal tempo
    Tutta la vita visionata in un lampo
    La voce sospesa, la presa che cede, il segno visibile di un dubbio infinito
    Sono un funambolo stanco in precario equilibrio
    Il senso di un gesto, il lancio di un sasso
    Sono un vetro in frantumi e il lamento di un gatto
    Sono l'occhio che guarda e la voce che mente
    Una clessidra sdraiata
    La gioia del caso di un incontro curioso
    Sono un viaggio segreto di tutto riposo
    Un quadro in soffitta e un triciclo in cantina
    Un flash d'altri tempi di una macchina antica
    Sono la stampa sbiadita di una posa rubata
    Sono l'ultima foto, passeggero distratto in quest'ultimo scatto

     
  • 04 settembre 2009
    Il taglio

    C’era un arancio che pareva morto.
    Nulla poteva l’acqua, la terra, le cure del caso.
    Neanche il cambio del vaso è stato d’aiuto.
    E tutto sembrava perduto.
    A volte l’istinto può esser fatale.
    Seguir solo il cuore, senza ragione, di fatto è un errore.
    Non era né vivo né morto l’arancio appassito, ma aspettava paziente un gesto deciso.
    Il coraggio di un taglio, sano e vitale, saper pazientare, il verde che esplode e la gioia che sale.

     
  • 04 settembre 2009
    All'ombra di un desiderio

    Un incontro casuale, un'insolita richiesta.
    Cercavi un posto lontano dove ridere ancora, un sogno invisibile, un brivido vero, o forse solo il calore di un abbraccio sincero.
    Parole non dette, che segnano passi ancora da fare.
    Una bugia in punta di piedi, una corsa sul prato, le radici di un albero.
    Salire più in alto, guardarsi negli occhi e poi urlare alle nuvole.
    Le mani che giocano, un sapore diverso, sentirsi tutt'uno con l'albero e il vento.

     
  • 18 agosto 2009
    Tra il rosso e la cenere

    Sentirsi legati ad un filo invisibile
    I piedi pesanti che non vanno lontano
    Respirare a metà e gonfiarsi di meno
    L’ansia che cresce che muore e rinasce
    L’orribile vista di uno sguardo ormai fisso
    Le mani piegate, le parole sbagliate
    Gli ultimi istanti, crudeli e distanti
    Ricordi che tornano, colori sbiaditi
    Silenzi che contano e pensieri che girano
    Un ultimo sbuffo tra il rosso e la cenere

     
  • 18 agosto 2009
    A luci spente

    Un vuoto sottile
    l’impercettibile consapevolezza che fa da sottofondo
    Sentire che qualcosa non va
    e sapere di sicuro come va
    Attendere
    Sperare
    e far finta di star bene
    L’ombra che avanza, che non lascia speranza
    Esserci, non esserci
    Il desiderio di un ultimo sguardo
    voltarsi di scatto ed esplodere in un pianto
    Ridere della vita e di tutte le sue beffe
    irridere la morte e tutti i suoi misteri
    Spegnersi lentamente
    come le luci di un circo che non ha più spettatori
    prima una
    poi l’altra
    e così via

    Lo spettacolo è finito
    cala il sipario
    Via i nani e i pagliacci
    non c’è più niente da ridere
    Io resto qui, tra le panche vuote
    con gli occhi lucidi a tremare d’amore
    Perché il mio respiro sei tu
    e il mio applauso a luci spente è per te, mamma

     
  • 18 agosto 2009
    Il salto

    Un uomo che corre
    deve avere una buona ragione per farlo
    Un uomo che corre
    guarda di sfuggita quello che lo circonda
    Un uomo che corre
    guarda avanti ma non vede niente
    Un uomo che corre e che travolge
    è un uomo che scappa
    Un uomo che scappa
    è un uomo che ha paura
    Un uomo cha ha paura
    è un uomo che ama
    Quell’uomo sono io
    e a un certo punto mi sono fermato
    mi sono voltato e c’eri tu
    Mi hai guardato e sei andata giù
    Un uomo che ama
    è un uomo che salta

     
  • 18 agosto 2009
    Il miele ghiacciato

    Svegliarsi presto e non trovare le parole
    Guardarsi accanto e sentirsi soli
    Un sole freddo che rimbalza veloce
    Il silenzio del vento, un letto vuoto e l’armadio pieno
    Il cuore pieno e la testa vuota
    Scale non scese, tempo di attese
    Una pagina bianca, un sorriso amaro
    La gioia che esplode in un pianto sincero
    L’abbraccio di un gatto, accontentarsi davvero
    Il miele ghiacciato che parla di noi
    Il fischio di un treno che parte e non c’è
    Il viaggio più bello è quello con te

     
  • 18 agosto 2009
    3650

    I giorni come perle che rimbalzano per terra
    Le tessere preziose di un mosaico di emozioni
    Il coraggio di cambiare per trovare altri colori
    Il disegno di un amore, il ritratto di una vita
    Il puzzle di noi due ancora insieme
    Un sorriso, i tuoi occhi dolci
    e un abbraccio in cui riconoscersi

     
  • 18 agosto 2009
    Aria

    Ti ho cercato nel futuro
    Era un lungo corridoio
    tante porte quasi tutte chiuse
    Avevo chiavi per aprire
    e chiavi per chiudere
    Anche chiavi inutili
    come quelle perse e poi ritrovate
    Stanze segrete e finestre murate
    Porte che sbattono
    muri che cadono
    lampi di gioia
    Un’aria diversa dal gusto un po’ amaro
    ma certo più vero
    Candele mai spente, le mani sul muro
    Cammino leggero guardando anche il cielo
    Il quadro è mutato e io muto incantato

     
  • 18 agosto 2009
    Il conte nascosto

    Il conte sussurrava al mattino
    un tormento notturno, una brezza sottopelle
    L’odore continuo di una speranza
    Il conte pensava taceva e pensava
    Chissà quali storie inseguiva affannato
    Ballava da solo, un sipario strappato
    Il conte rideva ma nessuno sentiva
    Taceva da sempre il conte silente
    La dura armatura di una vita in difesa
    Il conte bambino sorpreso e infelice
    sognava in soffitta e giocava in cantina
    Un ramo spezzato il respiro di un tarlo
    Una corsa sul prato
    la camicia sgualcita e un bottone saltato
    La classica posa che cambia curiosa
    È il sogno di un conte rinchiuso ma vivo
    il conte nascosto e il suo nobile gesto

     
  • 18 agosto 2009
    Déjà vu

    Riuscire a trovare le parole
    Ma c’è un tempo per parlare
    e uno per ascoltare
    Uno sguardo può dire tutto
    mille parole niente
    Ha mille volti il destino
    le sorprese sono il suo forte
    Sentirsi il cuore preso a schiaffi
    accorgersi che soffrire non è morire
    Consumarsi dentro
    Volare in alto
    fino a toccare il fondo
    Due occhi uguali ai miei
    Uno sguardo fulmineo lungo tutta una vita
    Il ricordo di mia madre
    Il dolore e la consapevolezza
    in un gioco di specchi senza luce
    I pensieri in caduta libera
    pesanti come le pietre
    Provare a leggere il cielo
    domare l’impazienza
    Sentirsi certi della propria innocenza
    senza avere le prove per dimostrarlo a se stessi
    Ascoltare il silenzio di un angelo
    Interpretare il brusio della vita
    con i suoi disegni e i suoi misteri
    Accorgersi che la vita è donna!

     
  • 18 agosto 2009
    Fiato sprecato

    Soffiare su una candela per spegnerla
    Oppure soffiare sulla brace per rinvigorire la fiamma
    Un sospiro di soddisfazione
    Il fiatone dopo una corsa
    Soffiare sulla bua di un bambino
    Soffiarsi aria calda tra le mani
    Anche alitare sul vetro per disegnare
    Per spolverare in tutta fretta
    Per fumare persino
    La bellezza di uno sbadiglio
    Il mio respiro
    Un bacio spedito
    Ma che peccato
    il fiato sprecato
    di parole non ascoltate!