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in archivio dal 20 set 2011

Kristalia Conti

Torino
Mi descrivo così: Navigo senza bussola alla ricerca del sublime.Lo cerco forse su un’isola “che non c’è” e che spero davvero di non trovare, perché se quell’isola ci fosse e  la raggiungessi, il mio viaggio terminerebbe. Invece continuo a viandare  per nutrire la mia anima.
Mi trovi anche su:

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  • 20 settembre 2011 alle ore 20:38
    Mi farò tanto male

    E smetterò di amare

    se mai ti ho amato

    E tornerò a volare

    se mai ho volato.

    Oppure tornerò mare

    che tu non hai mai capito

    E cancellerò il male

    che, incosciente, hai perpetrato.

    Ripercorrerò le strade del peccato

    affinché il sangue sia profanato

    nell'animo da te violato.

    E basta, basta, basta! Non mi cercare

    son per te, da oggi, il frutto del male.

    Amerò solo così

    come un animale

    e sarò di nuovo immortale.

    «E mi farò tanto male che...

    Male che come il sole all'improvviso scoppierà»

     
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  • 20 settembre 2011 alle ore 20:41
    Paura

    Come comincia: Paura… paura e delirio
    e silenzio
    Osservo, leggo, ascolto ed ho paura.

    E torno a blindarmi
    Brividi, incupimento. Invisibili peli che si rizzano dai brividi, come freddo, brrrr che freddo!

    Urli, rumore
    Voci stridenti che sentenziano: “questo è giusto” “Quello è bello” (mica è di mio gusto.
    No, è bello e basta!)
    “Quello è patetico”, “quello è cretino”, già, cretino è chi non si uniforma al tuo pensiero.

    Odore di sentenze
    Il dito puntato addosso, è più crudele di una lama che ti trafigge.
    Giudici, opinionisti, tuttologi; frettolosi, distratti, sordi, soprattutto sordi,
    presi dall’ansia di dire e decretare.

    Smarrimento
    pensieri confusi, emisfero destro in conflitto con il sinistro… caos!

    Devo andare
    Tutto è così normale, così ordinatamente inconsistente.
    L’inconsistenza dei rapporti, delle scelte, della vita… azioni reazioni controreazioni.
    Fragili impauriti arroccati, aggressivi in difesa, urlatori suadenti, silenti osservanti.

    Sto come d’autunno sugli alberi… una foglia tremante che cadrà prima o poi.
    Paura!
    Il mio amico mi ripete:

    - esci Sant’Iddio! Esci dalla tua tana, vai, incontra gente, chiacchiera, parla!

    - E con chi, con gli alberi? - rispondo io.

    Ho paura amico, non l’hai ancora capito?

     
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