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Autore

Kristalia Conti

in archivio dal 20 set 2011

Torino

mi descrivo così:
Navigo senza bussola alla ricerca del sublime.Lo cerco forse su un’isola “che non c’è” e che spero davvero di non trovare, perché se quell’isola ci fosse e  la raggiungessi, il mio viaggio terminerebbe. Invece continuo a viandare  per nutrire la mia anima.

26 settembre 2011 alle ore 18:37

Dodici passi + due

di Kristalia Conti

editore: Youcanprint

pagine: 338

prezzo: 11,70 €

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Un romanzo pieno di tensione, erotismo, dolore, ma soprattutto tanta voglia di amore.
Kairi, la donna dalle sette vite, nata sotto il segno della luna, sempre così restia a farsi conoscere, a mettersi a nudo, non cercava una storia d'amore, ma ha incontrato Lenny.
Lenny, un ragazzo con la sindrome da Pinocchio. Un uomo che non è cattivo, ma soltanto malato. Lui l'ha saputa stanare, ha trovato la chiave per penetrare attraverso l'armatura. Ha rotto il guscio e ha trovato la parte più morbida ed indifesa del mollusco. L'ha trovata e lentamente l'ha trafitta, come si fa con la forchetta quando si mangia una vongola. Kairi, non è debole, anzi. E' una donna forte, che però di fronte al cosiddetto amore, alla passione e alla tenacia di lui non sa dire di no. La sua storia, il suo passato l'hanno profondamente segnata. Non riesce e non vuole procurare dolore agli altri, e per questo non sa dire di no. Non riesce a ferire gli altri, ma è un fenomeno nel ferire sé stessa. Il suo stesso „altruismo“ diventa un arma, un coltello con cui si auto infligge delle ferite, che non si rimarginano mai. Si chiudono, forse, ma continuano a sanguinare, fino a quando non permette a Lenny di tornare alla carica e di strappare le cicatrici esponendo la carne dolorante.
Si fa fatica, durante tutta la lettura, a mantenere un giudizio oggettivo. Difficile comprendere un atteggiamento così autodistruttivo, che disturba in qualche modo. Tante donne avrebbero chiuso la porta, anzi no, l'avrebbero sbattuta in faccia ad una persona come Lenny. Mentre Kairi sembra quasi non riuscire a fare a meno degli abusi velati. Difficile comprendere come una donna, che sembra essere così libera e sicura di sé, riesca a farsi imprigionare in un gioco sadico e suicida come questo. Una storia forte, senz'altro, che fa riflettere sui giochi perversi in cui spesso le donne si lasciano coinvolgere, che hanno ben poco a che fare con l'amore. La storia di una donna che non ha imparato ad amare sé stessa prima di tutto. Perché solo amando sé stessi si riesce a riconoscere l'amore degli altri nei nostri confronti.

recensione di Katia Guido

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