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in archivio dal 11 lug 2007

Laura Carosella

02 novembre 1984, Agnone (IS)
Segni particolari: Particolarmente labile nella mente, iperattiva viandante delle strade romane, scrittrice per gioco ma anche per passione.
Nel 2011 ho pubblicato la raccolta di poesie " L'Aurora in fondo al Cuore" con  Eva Edizioni nella collana Fermenti.
Mi descrivo così: Sono una persona che per trovare la sua strada ha dovuto abbandonare le origini e trapiantare le proprie radici in una nuova galassia. Acuta osservatrice. Sognatrice disillusa. Ho poche certezze ma tutte necessarie.

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  • 11 giugno 2011 alle ore 3:26
    Il Pensiero di una Stella

    Tutti si devono rassegnare alla fatalità del Caso.
    Sono qui e a trecento miglia distante.
    Sono lontana ma terribilmente vicina.
    Nel bene o nel male
    lascio una traccia che non se ne va.
    E siamo tutti stelle con una propria scia.
    Ma io calco la mia.
    E potremo anche non sentirci mai più, ma ci sarò.
    Resterò.
    Mentre tu... oh sì, te ne andrai prima o poi
    da queste pagine colme di parole
    già dette per altri,
    che non avevano il tuo volto,
    ma la tua stessa maschera vuota d'amore,
    dipinta di bugie.
    E poi, niente.
    Se non ti piace giocare,
    non tirar fuori i soldatini.
    Lasciali lì nel loro baule,
    a meditare una memorabile,
    perfetta, strategia.
    Vinceranno la guerra,
    anche senza di te.

     
  • 05 giugno 2011 alle ore 14:47
    Un Nuovo Pensiero.

    Mi basterebbe una parola per capire.
    Non riuscirei altrimenti
    a farti sapere
    che il mondo non ruota più attorno
    ai miei sogni
    ma attorno alla realtà che ancora non sei.

    Quel giorno, seduti, a parlare di tutto
    a parlare di niente
    per un attimo solo è stata follia.
    L’aria che odorava di poco
    la bocca che non trovava discorsi.
    I sensi bloccati in un solo respiro
    e tutta la forza che avevo
    lì, ad aiutarli.

    Ti sembrerà assurdo
    ma adesso è  così.
    E’ da un po’ che trascorro le notti
    a far finta di niente, in un sogno costante.
    E le parole richiaman sorrisi
    se dette con te
    E quel tuo modo di chiamarmi e “svegliarmi”
    quando mi scopri a pensare.

    “A che pensi?” mi chiedi.
    Ah, se sapessi sul serio
    quanto è beffarda la mente
    quando si rifiuta di comandar la parola
    per confessarti ciò che conosce.
    Fosse più onesta, ti svelerebbe ogni cosa.

    “ Ti ho sempre cercato
    e non l’ho mai saputo.
    Ho mentito
    ho tradito
    pur di averti vicino.
    E quando lui se n’è andato
    io non ho pianto.
    Era te che volevo.
    Da prima. Da tanto.”

    E’ difficile, sai
    se non mi aiuti tu a dire.
    Se non mi aiuti  a mutare il pensiero
    in reale
    Perché è un po’ che ti penso…
    Che io penso a te.
    Chissà se può farti piacere,
    chissà se mi aspetta un sorriso
    o il pianto.

     
  • 21 maggio 2011 alle ore 16:38
    E' stato bellissimo.

    E’ stato bellissimo
    sentirmi di troppo quando troppo
    era l’amore
    Come  è stato bellissimo sognarti
    e non averti accanto al risveglio
    che per sentirsi meglio
    era la voce a chiamarti
    in un sonno tormentato.

    E’ stato bellissimo tenerti
    quando il buio era più denso
    del sangue che scorreva nelle vene
    E pensare di potermi trattenere
    per sempre in quel momento.
    Le unghie sulla tua pelle
    ferme  e salde per averti
    mentre tu fuggivi.

    -Cosa mi resta adesso di quella flebile illusione
    che tu sia stato mio?-

    E’ stato bellissimo nascondermi
    quando per il tuo Mondo non ero abbastanza.
    Bello come lo è stato desiderare anche solo la tua voce
    quando nemmeno quella c’era
    a leccarmi le ferite.

    Eri tu al centro ed io ruotavo intorno
    come una Stella che accarezza il Sole suo.
    Ma il Sole non ha pietà con chi troppo si avvicina.
    Ma  è stato bello provarci.

    E’ stato bellissimo.

    Lo era.

    Non più.

     
  • 21 maggio 2011 alle ore 16:34
    Torino

    Bella agli occhi del Mondo intero
    Bella nei giorni di buio
    Bella di sogni e parole mai detti
    Bella di luci alla notte
    Bella splendente di sole
    Bella di torri che raschiano il cielo
    Bella di fiumi e riflessi al tramonto
    Bella di baci già dati e mai più
    Bella di rose e gabbiani
    Bella di monti innevati
    Bella di occhi e sorrisi
    Bella di ogni cosa successa
    Bella e vissuta di ricordi mai spenti.
    Bella e distesa su lenzuola
    di Luna e Galassie.
    Bella che non pare più vera.
    Bella che per me non è più.

     
  • 02 settembre 2008
    Sensazione #1

    Tutto attorno si muove veloce.
    Se apri gli occhi scorrono strade
    alberi, case, montagne innevate
    paesaggi vissuti migliaia di volte.
    Ritorna alla mente una vecchia emozione
    e sembra rifiorire in un istante
    quel giorno.
    Nodo alla gola,
    odori indotti dal ricordo
    tornano a rammentare percezioni
    mai spente.
    Indietro,
    tornare indietro per capire
    cosa si cela dietro all’impulso tenace
    di pensare che, forse …
    … è davvero tua la figura che domina
    questo ricordo.
    Mento a me stessa abbassando lo sguardo,
    per terra un bocciolo di rosa appassito
    mi riporta al giorno in cui io stessa appassii.
    Il rumore del treno mi trascina un po’ avanti,
    conducendomi a giorni meno remoti.
    Ho aperto gli occhi così,
    d’improvviso.
    Chi si è mai pentito di un sogno?

     
  • 11 luglio 2007
    Tocco mattutino

    Sfumato.
    Il contorno s’abissa
    discolora i miei sogni
    al tocco mattutino.


    Lontananza.
    Paura  si fissa
    negli occhi già aperti
    al tocco mattutino.


    Sai che non esiste una cura
    per questa alterazione
    di spazio e di tempo
    (tra il tuo spazio
    e il mio tempo)
    che ci tiene divisi?


    Insegnami come si fa
    a guardare i miei monti
    senza pensare
    che vette più alte
    ti hanno dato la vita.

     
  • 11 luglio 2007
    Antica (in)sofferenza

    Le campane a festa
    nel mio nido di neve.
    Quel giorno soltanto io sarò bella.
    Tanto bella da farli voltare
    così che possano dire
    bisbigliando a una vecchia comare
    “guardala, lei è proprio quella
    che in adolescenza venne derisa
    scostata da anime e santi
    è lei che oggi si sposa.”

    Che gioia per tutti i parenti
    - Giornata trionfale e felice -
    Qualcuno sussurra tra i denti
    “Finalmente, ne è stata capace”
    Paese di quindici chiese,
    tu mi hai vista annaspare nel niente.
    Suonerai, quel giorno soltanto,
    una dolce campana per me?

     
  • 11 luglio 2007
    Romantica

    Stazione.

    Persone mai viste dirette al binario

    Io cammino, ma in senso contrario

    e tu già mi appari  così come sei.

    Meravigliosamente confusa da stare male.

     

    Sto bene.

    Fra le mille strade che ho già percorso

    le botteghe, i negozi e poi… guarda lontano

    (nel cielo, maestoso, volteggia un gabbiano)

    monumenti e chiese che ti hanno cullata

    orgogliosi, anch’essi, di osservarti da dentro.

     

    Mi fermo.

    Una vecchia fontana riflette i bagliori del tempo,

    quella Bocca ti narra una  storia gloriosa

    io mi perdo nella tua meraviglia. Stupita.

    Immensa rinascita della mia vita.

     

    Mi spaventi.

    Quando sotterro i pensieri tra i tuoi neri giardini

    fra i polmoni del mondo da cui attingo il respiro

    tu sei il primo tra i miei desideri.

    Meravigliosamente lontana da stare male.

     

    Attendo.

    Solo in te vivo,  pruneto di luci alla sera

    che in molti risvegli attrazione e paura.

    Io cammino e il tuo* cuore non tace:

    “questo tempo, lo vedi, trascorre veloce”

     

    - Roma 26-06-2007 -



    *si riferisce al simbolo di Roma per eccellenza, l'Anfiteatro Flavio, immensa testimonianza di un passato più che remoto.

     
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  • 05 giugno 2011 alle ore 15:03
    L'insostenibile leggerezza.

    Come comincia: Svegliarti, pensare, sorridere.
    Ed ogni giorno continuare nello stesso ordine, cambiare tutto della propria vita eccetto quello.
    Svegliarti, pensare e  sorridere. A lui.
    E fare tue le sue abitudini, trasmettergli ogni istante un po’ di te, guardarlo dormire, sacrificarti, occupare meno spazio possibile nel vostro letto, coprirlo meglio d’inverno perché non senta quanto freddo c’è fuori, stringerlo, guardarlo con la bocca dischiusa e gli occhi serrati, accarezzargli i capelli, sentirlo respirare. Nel buio.
    E non importa quanto ti farà soffrire perderlo, ci penserai dopo.
    Dopo averlo amato.

    Quante banalità, mi viene da pensare.

    Lui si distese nel letto e prese la mia mano
    << fammi vedere>>
    <<cosa?>> gli chiesi
    <<quanto vivremo assieme…>>
    L’insofferenza si stava facendo sentire? Dunque era quello il principio del declino?
    Non era nulla di tutto ciò, solo una piccola parte di quella insostenibile leggerezza dell’essere, che si faceva strada tra il nostro amore e la nostra vita.
    Le scelte sono insignificanti, lo sai amore mio?
    Io non ti ho scelto, né tu hai scelto me. La nostra vita è senza senso.
    Ci siamo incontrati casualmente, una sera, ed io avevo sofferto, come avevi sofferto tu.
    Appartenevo ad un altro, prima e prima di lui ad un altro ancora. E così pure tu: tante donne prima di me ti avevano chiamato per nome e quel nome era stato anche il loro.
    Io non ho scelto di amarti, non ho scelto di starti accanto… è successo.
    Ma tu, dimmi cosa  hai scelto di vedere in questa “piccola donna”, sciocca e sognatrice, che ti scrive parole senza senso e desidera cose che solo tu puoi darle.
    Non esistono le scelte, mi risponderai a tua volta.
    Perché l’amore è imprevedibile e violento, è fatto di paure ed inquietudine, di scontri e di sconfitte, di dolore e sofferenza.
    L’amore è ciò che non esiste ma si prova, è un inganno, una facezia, lo spettro del piacere e dell’affetto, l’egoismo e la libidine, la necessità e l’abitudine, un istinto primitivo: riconoscersi dall’odore.
    A pelle.
    Pure e semplici reazioni chimiche.
    Io non posso crederci… perché lo sento quando ti sto accanto.
    Perchè sei tu che mi completi, che perdi le tue fattezze pur di assumere le mie.
    Sei tu che fermi il mondo per una mia lacrima e lo sollevi per un mio sorriso; tu che lo attraversi con me per mano.
    E allora mi chiedo: se non siamo stati noi a scegliere tutto questo, quale miracolo è avvenuto perché io potessi averti accanto?
    << La voglio fare io una domanda a te>>
    << falla pure, sono qui…>>
    <<cos’è per te l’amore, Tereza>>
    E’ uno specchio in cui rimirarsi, incontrarsi e conoscersi.
    E’ un muro col quale scontrarsi.
    E’ la gioia di aversi.
    Il dolore di perdersi.
    La rabbia, questo sì, nel dividersi.
    Il rancore  che si prova nell’essere costretti.
    E se mi lascerai, Tomas, non sarà una scelta mia ed io ti odierò in ogni istante della mia vita.
    <<L’amore è non perdonarsi mai.>>