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Layla Moments

26 ottobre 1976, Ventotene (LT) - Italia
Segni particolari: Sono la ricetta magica che tutti sognano di toccare, possedere, respirare... è l’abbandono verso un mondo di piacere in cui i sensi cercano i sensi dialogando con tutte le sfere emotive del nostro corpo... le sensazioni più calde e profonde, quelle più vive, istintive... 
Mi descrivo così: Ero la principessa incantata che seminava polveri argentate e dorate dipingendo stelle nella notte e raggi color arcobaleno… Vivevo, crescevo, amavo… e tutto cambiava, viveva, cresceva… 
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  • 18 aprile 2012 alle ore 19:34
    Quanta strada

    Quanta strada
    ancora
    dinnanzi a me

    quanti passi
    quanto cammino
    quante cose da capire
    provare
    vivere
    conoscere

    quanti rebus da risolvere
    quante frecce da scagliare

    mentre le primavere accarezzano il tessuto sulle mie spalle
    risalgo verso Venere
    raccolgo lacrime da trapiantare nelle ampolle del futuro
    elisir d’amore per averti
    ricetta per trovarti
    incontrarti.

    Dove sei, amore… dove sei?

    Vieni

    ti prego
    ti invoco
    ti supplico.

    Mano nella mano
    braccio sottobraccio
    vieni ad avvolgermi a te
    sarai mantello e bozzolo del mio cuore
    sarai sovrano della tua regina
    saremo luci del firmamento
    avrai tutto
    saremo tutto.

     
  • 17 ottobre 2011 alle ore 22:19
    Amore rosso...

    Ci baciamo, ci uniamo per essere insieme un unico insieme, per profumare l'aria con il respiro congiunto, delirare nel folle desiderio che spegneremo insieme, coniugando la pazzia di un orgasmo multisensoriale e bruciando le scariche energetiche, magnetiche, congiunzione di organi che si trapiantano, si trasformano, si mischiano, scivolosi e sottili, trafiggono i nostri desideri penetrando il cuore, come frecce angeliche, scaglie di fuoco, schegge d'amore rosso...

     
  • 25 settembre 2011 alle ore 10:54
    Correre, correre sempre...

    Ubriacarsi d'amore, di desiderio, annegare nella perdizione dei sensi, nella concitazione dell'abbandono, nel trasporto di baci travolgenti, mani assatanate... sentire la pelle satura di cibo, correre lungo i solchi vertebrali fino a raggiungere l'epicentro, la zona rossa, proibita... in cui convergono tutte le terminazioni del piacere... scioglierla tra le mani, infiammarla... riempirsi la bocca di sapori... correre ancora, correre sempre... verso le più elevate vette dell'amore, dell'unione, centrali nucleari... centrali termoelettriche, alimentate dalla martellante energia che scaturisce dalle nostre scintille...

     
  • 25 settembre 2011 alle ore 10:53
    La forza di un sogno

    Ci sono sogni che appartengono al mondo della fantasia, a spazi proibiti...
    Sogni nel cassetto, riposti in un angolo dei nostri desideri, spesso irraggiungibili...

    Lui e' stato a lungo il mio sogno ideale, custodito accanto ai miei progetti di vita e di amore.

    Mi è mancato da sempre, lontano, inarrivabile, mentre i giorni mi portavano una realtà diversa
    e il tempo mi chiedeva adeguamento, rassegnazione, rinuncia...
    Lui esisteva, esiste, vivo in lui con lei, insieme, il mondo del nostro rapporto,
    un mondo dove amore, sesso, progetti di vita alimentano il nostro sogno quotidiano.

    A chi crede nella forza di un sogno

     
  • 07 settembre 2011 alle ore 0:31
    Un vero artista

    Musica celestiale, note d'autore... sparpagliate nella luna le vibrazioni silenti lasciano onde di armonia, ricamatrici di stelle e desideri, sogni e deserti, 
    entrano nello spazio come figlie del tempo, fremito d'ali, battito di ciglia, 
    con le foglie, al vento, insieme ai rami e alle fronde, sotto l'erba, sui tronchi...
    frinisce l'aria dell'autunno e le nuvole si annodano all'orizzonte,
    sale il concerto della sera in multifonia, suona lo spazio, suona il tempo, 
    suona e risuona, best seller della notte, anima del crepuscolo,
    colori soffusi, pastello, pastelli, acquerelli, ovatta, bambagia, suono ovattato, campagne, fienili, rondini della sera, dipinti, canzoni, sculture vegetali, corteccia e radice, ceppo e cespuglio,
    corona di margherite, nocciole, ginepro, ragnatele e formicai, alveari, trifogli, lumache...

    Una canzone che entra nello spirito disteso da questo grande, immenso musicista...

    L'ho sempre detto io: il grillo è un vero artista ... !

     
  • 23 agosto 2011 alle ore 18:22
    Acqua...

    L'acqua ... dalle sorgenti al mare... Lei ci collega, ci unisce... toccala, bagnati...
    Oggi mi dedico a te, per te... tutta la giornata ad ascoltarti, sentirti, tutta la giornata, preparati...
    Ora nel bosco, un bosco magico, percepisco la presenza di tante magiche fate... sei in ogni foglia, le sfioro, tutte... mi carico di te...
    Io sono il tronco, tu la radice... io sono il ramo e tu la foglia... io sono il seme, tu sei la linfa... io sono autunno e tu primavera...
    Tu sei la pietra e io il muschio che ti riveste... io sono il fusto e tu l'edera, rampicante... tu sei la fragola, la mora, la felce... io il mirtillo, il trifoglio e il ciclamino...

    Vicini oggi , vicini con i cuori che si sentono... battono insieme...
    Insieme!!!! Insieme !!!!
    Davanti a me la costa di un lago color smeraldo...

    Il silenzio è un grido...

    Mi spengo, vicino a te... nel silenzio della notte, dei sogni, ti tengo per mano, le dita intrecciate sotto il cuscino, il piccolo bacio, della buonanotte... la fiaba continua...

    moriremo insieme, ma solo dopo aver vissuto tutto...

     
  • 23 agosto 2011 alle ore 18:18
    La traduzione

    Il cielo dipinge, le nubi traducono antichi testi, manoscritti cosmici senza segreti nè codici, senza firewall nè protezioni… tutto è stato progettato per una missione di luce e di amore, semplice, limpida e chiara… Ma riflettersi nell’oro è un dono impalpabile… pensare, soppesare, quantificare, calcolare, definire cosa sia l’amore è come creare ragnatele nel cuore, mummificare l’anima, alimentare la testa malata del serpente che striscia nella parte oscura della propria sfera emotiva.

     
  • 18 agosto 2011 alle ore 23:40
    Il tutto...

    Sono chiamata alla condivisione, alla passione verso una forma di erotismo quasi universale, artistico e romantico, istintivo e animalesco, raffinato e volgare, poetico e passionale, struggente, folle, riflessivo, compulsivo, elegante, nudo, timido, timoroso, esplosivo, vulcanico, ardente, piccolo, grande...

    in poche parole modulabile, elastico, ampio, non definito

    in una parola è il tutto, l'estremo di ogni estremo, dal nulla al tutto...

     
  • 16 agosto 2011 alle ore 15:11
    Sensi...

    Sensi...

    nascono nuovi sensi insieme a te...

    l'udito quando ti ascolto
    l'olfatto quando ti respiro
    il tatto... ovunque...
    il gusto... del tuo sapore...
    la vista... della tua bellezza...

    poi...

    il senso unico... la strada che mi porta a te, una via senza uscita, un percorso obbligato, labirintico e rettilineo al tempo stesso...

    il senso vietato... pensarti...desiderarti... qualunque pensiero... è proibito...

    il senso della vita... TU... la tua pelle, il tuo cuore, la tua mente...

    il senso dell'ignoto... cosa può nascere da una fusione tra particelle cosmiche accelerate oltre la velocità della luce...?

    il senso della misura... esattamente quello che perdo insieme a te...

    in non-senso... l'inizio del principio... la fine del tutto...

    il buon senso... usalo tu, è una virtù superflua... a me non interessa...

    senza senso: una vita senza te...

     
  • 16 agosto 2011 alle ore 11:28
    Regina vegetale

    Ora poteva vederlo e guardarlo
    avvolgerlo in un profondo abbraccio stringendosi a lui
    stringendosi più forte
    fino a entrare in lui
    nel suo corpo posseduto…
    viverlo e sentirlo vivo… sbocciare, germogliare, crescere, fiorire…
    avvolto tra i suoi petali colorati, ipnotizzato da un profumo magico femminile che saliva, aumentava, esplodeva…
    il bocciolo di rosa artigliava il lungo stelo incatenato… segnato dalle spine…
    amava, disegnando ricami floreali, cercava la linfa profonda che usciva dall’anima tropicale, eccitata e abbandonata in una danza sensuale dei sette petali, del settimo cielo, scendeva…
    ancora…
    regina del regno vegetale…
    nella magia dell’amore assoluto…

     
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  • 17 ottobre 2011 alle ore 20:39
    Prima del nascere

    Come comincia: Ero nel suo grembo, embrione fetale, posizionato al centro della mia sorgente di origine… lì ero nato, cresciuto per i primi 9 mesi di battito cardiaco… galleggiavo beato e silenzioso in questo liquido amniotico dai mille sapori: alimento e ossigeno al tempo stesso, mezzo uomo, mezzo pesce, una specie di ranocchio anfibio che gracidava nella gravidanza, mi spuntavano arti, protuberanze, dita e un minuscolo peduncolo tra le gambe… ero un fiocco azzurro, la cicogna mi stava traslocando dal limbo alla terra del peccato originale… un nuovo peccatore giungeva a recapito sul pianeta terra pronto per rigiocarsi la conquista dell’eden grazie ad un percorso ad ostacoli ricco di trappole, trabocchetti e difficoltà di ogni genere… ma alla fine il premio era un Jackpot senza precedenti… il Paradiso !!!! Non pensavo a nulla, mi rotolavo in questo grembo gioioso senza occuparmi di nulla, lei provvedeva a tutto e io rotolavo girovagando in questo cosmo liquido, placentico, mi avvitavo sul cordone ombelicale e ascoltavo il calendario astrale che mi chiamava alla luce, era laggiù… sul fondo del tunnel uterino percepivo una luce pelosa, profumava di piscio dolce e dorato… era la pista di decollo per la chiave del peccato, rampa di lancio per la gioia paterna ma quando giungevano spruzzati nel mio habitat schizzi incontrollati di sperma, milioni di spermatozoi si annientavano distrutti ai piedi del mio trono… non c’era più posto, giungevano tardi, il regno era già occupato, ero io la cellula vincente, quella che aveva conquistato il più grande trofeo di tutti i tempi, campione mondiale, oro olimpico, estratto dalla sorte quale vincitore unico del trofeo più ambito che si possa, appunto, concepire… il diritto alla vita, alla nascita, e non un diritto qualunque… io ero stato concepito nel ventre della donna più importante, la più bella, la più amabile, la madre di tutte le donne…

    MIA MADRE…

    Il posto era già occupato, l’ovaia me l’ero fecondata io, primo su milioni, miliardi di agguerritissimi rivali… che lotta furibonda! L’ho raggiunta, presa, posseduta, sono entrato in lei lasciando tutti a secco… loro sono diventati polvere organica, sono rimasti nel nulla, incompleti, ne maschio ne femmina, io ho tagliato il nastro, raggiunto il traguardo per primo e ora navigo tra queste calde pareti e godo del premio più grande, vivere nel ventre materno, essere una sua estensione, portare alle sue cellule riproduttive il codice genetico di mio padre, unirli, creare una nuova forma di vita che possa fondere le loro caratteristiche somatiche, chimiche, biologiche e… magari… persino spirituali… sono un frutto del loro amore… ero un seme senza destino e ora sono il più grande predestinato alla imminente nascita, vedrò la terra, pianeta forgiato dalla natura, sarò incarnato in un essere umano di genere maschile, potrò parlare, pensare, contare, sognare, amare…

    Vivo di vibrazioni, percezioni, sento il suo battito cardiaco, il suo respiro, le sue palpitazioni emotive, il suo stato d’animo, sento tutto e vivo simbiotico in lei e con lei… rapporto unigenetico, armonia sensoriale e molecolare, anima della sua anima, tum… tum… le vene iliache scandiscono il tempo della mia procreazione come tamburi di pace, sarò uomo… sono un embrione… un germoglio interiore, una specie di tuorlo nell’uovo di origine, annaspo godendo il piacere straordinario di essere qui, dove tutti amano, tutti sognano, tutti esistono, vivono, crescono, nascono…

    Fuori gli umani passano il tempo a contare in avanti… quanti anni hai? Quanto tempo è passato? A che ora vieni? Quando morirai? Fanno il calcolo di quanto è passato dalla propria nascita e quanto manca alla loro morte: è possibile infatti prevederla con una notevole precisione, tutti sanno quando moriranno, TUTTI! Pensate che su un pianeta che vive rotolando nello spazio da qualche miliardo di miliardi di anni ogni essere vivente può prevedere la sua data di morte con un margine di errore non superiore ai 100 anni! E’ veramente incredibile questa cosa e non tutti ci arrivano, no… passano la vita in paranoia a fare calcoli, programmi, progetti… ha ha!!! Io invece vivo fuori dal tempo, fuori dallo spazio, sono qui, chiuso e rinchiuso e i miei secondi, le mie ore, i miei giorni scandiscono al contrario…

    “Quanto manca al mio nascere…?”

     
  • 03 ottobre 2011 alle ore 20:48
    I veri demoni

    Come comincia: Se gli angeli sono quei biondi cherubini dal viso ceruleo che volteggiano doratamene sopra la nostra aura ammantandoci di amorevole protezione, i demoni sono certamente i loro antagonisti, quelli che si sforzano, si impegnano a procurarci il male, vivono e si alimentano di questo e non a caso, le due forze contrapposte, combattono da sempre una interminabile lotta per la conquista delle anime.
    Ma se è semplice capire in quale spoglia si manifesta un angelo, non è poi così semplice capire dove si nasconde il demone, proprio perché per sua natura, può giocare sull’inganno, la falsità… l’angelo combatte con la trasparenza, è un essere di cristallo, puro e luminoso, non indossa maschere e la sua forza è nella celestialità, nel candore, nel potere della luce… il demone fa uso di maschere per schermarsi, nascondersi, invadere, possedere le anime e contaminarle, confonderle, la sua forza è nelle tenebre, nell’oscurità, nella malvagità…

    Da questa parodistica visione del mondo spirituale appare certamente un po’ brusco calarci qui, nel nostro regno di peccatori incalliti che, prima ancora di stringerci al seno materno, siamo già chiamati ad espiare un terribile peccato di origine! Ma è solamente un modo per introdurre i concetti di buono e cattivo, giusto o ingiusto, corretto o scorretto, morale o immorale, sano o insano… conflitti antitetici che puntualmente vengono invocati ogni volta che accade un evento che turba il nostro equilibrio sociale, qualcosa di anomalo, un delitto particolare, un incidente, qualcosa di grave che muove immediate reazioni tra le coscienze e le opinioni.

    C’è un confine molto delicato tra il piacere e il pericolo, tra il divertimento e la tragedia: quotidianamente ci sono vittime della montagna, che passeggiano più o meno coscienziosamente su vette, rocce o ghiacciai, puntualmente sciatori del fuoripista, per quanto proibito e segnalato sia, provocano valanghe e relative tragedie… ogni giorno incidenti d’auto sono provocati da errori umani, distrazioni e spesso proprio da irresponsabili che guidano a folle velocità o con elevato margine di distrazione, magari hanno in mano veicoli fabbricati da case automobilistiche che mettono in circolazione auto che fanno i 250Km/h o motociclette che superano i 300Km/h, ma pazzo non è che le costruisce o chi le vende, ma chi le guida! E quando un esploratore dell’estremo consuma in tragedia la propria vita per un errore di calcolo nell’apertura del paracadute, si compiange giustamente il martire, l’eroe… e cosa dire di quelle vittime dell’ottovolante che cercavano l’ebbrezza di un giro vertiginoso e si sono ritrovati a deragliare fuori dalla loop? Ovunque ci sia il piacere del pericolo, aumentano inevitabilmente i rischi che si corrono e questo accade ovunque, in qualunque attività, disciplina, esercizio, persino nelle missioni spaziali o nella Parigi-Dakar, è un prezzo drammatico da pagare al demone del brivido, alle forze tentatrici che impediscono alle anime inquiete di vivere nella quiete, nella pace, nel relax, nella serenità… non sono necessariamente anime dannate, anzi, spesso reincarnano lo spirito di grandi conquistatori, mitici esploratori, leggendari guerrieri… quando un pilota di f1 ci lascia per le conseguenze di un testacoda lo consacriamo come un eroe, ne ricordiamo e ne narriamo le gesta… ma chi è il demone che ne ha raccolto l’ultima spira di vita… non sono forse quei meccanismi di rivalità, di sfida, quelle colossali montagne di denaro, di interessi, sponsorizzazioni, televisioni, merchandising, marketing ad alimentare, spingere e fomentare le gare di automobili, le regate transoceaniche, le sfide al confine di ogni limite…? Lì certamente si annidano i demoni della speculazione, del malaffare, dello show-business e le vittime…

    Siamo proprio sicuri che le persone che tanto facilmente additiamo non siano Angeli, vittime di un incidente provocato da un demone… ?

     
  • 06 agosto 2011 alle ore 23:18
    La filovia

    Come comincia: La filovia... quel maledetto autobus con le antennine elettriche che non arriva mai, specialmente quando la nebbia rende ogni cosa più gelida e triste di quanto già sia… era la notte di un autunno bagnato e aspettavo un mezzo di trasporto per rientrare a casa e ritrovare sotto le lenzuola il calore familiare che in quel momento tanto mi mancava…
    Una macchina di passaggio ha rallentato di fronte a me e ho notato l’uomo alla guida osservarmi, fissarmi, svoltare nel controviale come per ripassarmi davanti una seconda volta ... mi ha preso un colpo al cuore di angoscia e paura che è aumentato quando ha fatto la seconda manovra di inversione, a conferma che stava venendo proprio da me, non so a che scopo… so solo che me la sono data a gambe, così… a caso… correndo in direzione contraria a lui... ho avvicinato due persone che dialogavano in piedi accanto al semaforo e ho chiesto aiuto… c’è una macchina che mi insegue…  ricordo il loro stupore, la reazione quasi impaurita nel cercare di capire cosa stesse succedendo finché….

    Fari divini spuntano dalla coltre grigiastra e umida e si avvicinano… è lei !!!

    la riconoscevo dal “sorriso” anteriore, quella faccia da vecchio filobus che da tanti anni ormai mi accompagnava un po’ ovunque in giro per la città: a scuola, in centro, all’oratorio…
    una nuova corsa verso la fermata facendo disperato cenno all’autista di fermarsi e finalmente su... la mia salvezza, con il fiato spezzato dall’agitazione mentre l’automobilista passava accanto e tirava dritto fingendo nulla…

    Questa scena si è ripetuta analoga una seconda e una terza volta, fin quando ho cominciato a maturare l’idea che l’unico interesse di questi automobilisti erranti fosse per me che passeggiavo senza compagnia, o peggio ancora mi esponevo sul marciapiede come una puttana qualunque.

    Certo, a sedici anni non è facile coniugare le cose e l’istinto era sempre quello di fuggire o fingere indifferenza, ma questa richiesta dai vetri abbassati ad avvicinarmi a loro,  accettare un passaggio… e quelle domande vaghe e provocanti … aprivano in me un turbamento particolare misto di ansia e pelle d’oca che sotto sotto, per farla breve… mi davano una strana sensazione di piacere.

    La volta successiva ho provato a rallentare il passo, andare avanti e indietro, farmi seguire, lasciar correre lo sguardo maniacale su di me e poi fermarmi, come per aspettare qualcosa o qualcuno... studiavo la loro reazione con la coda dell’occhio: prima l’auto si fermava un po’ indietro, poi avanti a me, allora riprendevo a camminare e poi di nuovo mi fermavo, facevo trasparire ambiguità mentre un perverso desiderio vibrava nel mio stomaco dandomi una forte agitazione che stentavo a controllare… poi la portiera, la maniglia, e lo sguardo impacciato che stentava a parlarmi, forse incredulo… il mio rifiuto e la portiera chiusa con sufficienza, ma in me stava maturando qualcosa che non avrei più controllato molto facilmente, anzi…

    Ancora oggi ho in me una ricetta magica che tutti sognano di toccare, possedere, respirare... è l’abbandono verso un mondo di piacere in cui i sensi cercano i sensi dialogando con tutte le sfere emotive del nostro corpo... le sensazioni più calde e profonde, quelle più vive, istintive... sapevo già allora che custodivo un tesoro inestinguibile sotto i miei abiti, dentro le mie vene, nei cunicoli più contorti del mio perverso DNA. Dovevo liberare questa energia e donarla al mondo che aspettava: amore, piacere, libertà... orgasmi infiniti...

     
  • 06 agosto 2011 alle ore 23:11
    Il muro

    Come comincia: Ci sono dei muri enormi nel cammino di ogni esistenza, barriere insormontabili di fronte alle quali desistiamo, ci arrendiamo, ci fermiamo di fronte all’invalicabile, impotenti esploratori senza appigli per scalare, né bombe da lanciare... Restiamo lì impietriti di fronte ai nostri confini e sappiamo che non dobbiamo andare oltre, la bussola ci riporta indietro, la strada è chiusa, sbarrata, impraticabile, senza uscita... Magari oltre il muro sentiamo delle voci, sbirciando tra le fessure dei mattoni intravediamo il sole, gente felice che crede in sé stessa, che sa mettersi in gioco e lottare, ma il cartello avvisa chiaramente che si tratta di  qualche infedele, profanatore, traditore meschino delle regole... sono solo degli snobbatori del senso comune del pudore, brutte persone da schivare, esseri anormali e imbruttiti, forse esperimenti genetici mal riusciti, creature mutanti o chissà... presenze aliene??? E ci rimandano indietro, sulle stesse orme, chiudono ogni porta e ogni finestra, sigillano gli spazi per rinchiuderci nello stesso spazio di prima, nel grande carcere colloso della tradizione, delle paure, della vigliaccheria, della codardia, dell’ipocrisia... segnali stradali unidirezionali, canali inariditi, strade senza diritto di precedenza, semafori sempre rossi, vicoli ciechi, gallerie e sottopassaggi senza luci, divieti di svolta, divieti di sosta, di circolazione, di pensiero, vietato pensare, immaginare, sognare, essere, uscire dal cerchio, colpire la botte, vietato tutto perché ogni cosa è peccato mortale, ogni boccata d’aria è un veleno letale, antracico, nervinico, tossico più della droga che finisce nelle vene dei ragazzi di buona famiglia che hanno avuto tutto da tutti, educazione, cultura, valori, denaro, oggetti, abiti e automobili, cellulari e scarpe da 500 euro a stringa ma poi crollano nel nulla, privi di amore, privi di esempio, privi di essenza vitale... Però il muro deve restare, inamovibile monumento al proprio limite, rinforzato nelle fondamenta, inasprito da filo spinato ad altissimo voltaggio, sorvegliato da telecamere e microcamere, illuminato giorno e notte, isolato come una zona x, contaminata, radioattiva, malarica, pestifera, paludosa... Il muro ci protegge dalle terre sconosciute in cui potremmo smarrire la retta via, perderci su un’autostrada rettilinea mentre dobbiamo restare qui, nel labirinto, nelle sabbie mobili che ci garantiscono protezione, cura, certezze... schiavi delle ideologie e di un’etica storicamente consolidata in cui manuali, dispense, libri, giornali, messali, vademecum, riviste specializzate e trasmissioni cineradiotelevisive ci dimostrano quotidianamente quanta povertà sia necessaria pur di tenerci al guinzaglio, nella cuccia riscaldata e ignifuga a prova di tempeste magnetiche, onde cosmiche o radiazioni da cui, nel dubbio, è sempre bene schermarsi.

    Eppure, ora, superato questo muro immaginario guardavo alle mie spalle e non vedevo nulla, nessun mattone, nessun ostacolo, nessun recinto... Vedevo la gente lontana fermarsi di fronte a questa proiezione inconscia del proprio limite e tornare sui suoi passi a testa bassa, rassegnati, impauriti... allungavo le mani per aiutarli, dimostrare che la paura e il senso dell’ignoto erano la loro unica e vera barriera ma non mi sentivano, non mi vedevano e se vedevano non capivano... Non mi sentivo né migliore né peggiore, non volevo sembrare questo, vivevo nel mio io insieme ad altri che avevano saputo scavalcare l’abisso estremo di sé stessi e ora si muovevano liberi sul prato luminoso della propria libertà interiore. Questo era il grande messaggio che ognuno cercava di lanciare oltre il muro, questo era l’unico segnale di speranza che l’esercito di esploratori cercava di trasmettere con amore e solidarietà agli impauriti conigli che rimbalzavano sulle pareti della loro vita, contro scheletri di gomma che li rispedivano dritti dritti nella loro tana di origine a leccarsi le ferite e chiedersi dove cazzo fossero i perché e i percome della loro vita.
    Comizi stradali e convegni spirituali, alimentazione controllata biologica, veganica, vegetariani, diete naturali, ipocaloriche, combinazioni alimentari... ogni cosa concorre alla ricerca del proprio benessere ed è per questo che la scienza si preoccupa di rimediare agli imprevisti ricercando nuovi antidepressivi, calmanti, ansiolitici, antidolorifici, prima l’auto e poi la pastiglia per il mal d’auto... matrimoni e divorzi, pillole anticoncezionali, fecondazione assistita e controllo delle nascite, religioni alternative del quinto giorno, del settimo, della maria addolorata e di quella beata, testimoni di eventi miracolosi, profezie benauguranti e minacce aberranti, importante credere in qualcosa che ti dia la dritta per vivere storto e se non bastano le nostre andiamo pure ad attingere nei sacri luoghi tibetani, indiani, nei monasteri altrui, nel ballo latino americano che è culturalmente dimostrato essere tipico delle nostre radici etniche, o nello spinning che rassoda i muscoli ossidati, nel running o nel footing, nel jogging soprattutto, nella meditazione globale in tutte le salse, dal metodo pilates all’intramontabile yoga, dal move-in alle tecniche di  respirazione, è un mondo fantastico dove esistono intere generazioni convinte che per mangiare, bere, camminare e respirare occorrano guide carismatiche ed esperte incapaci di perdersi nel loro bicchier d’acqua. Figuriamoci nello sconosciuto e primitivo mondo dell’amore, del sesso, dell’erotismo... dove un sexy shop viene guardato a vista dai perbenisti del caso che poi appena possono escono da quello stesso negozio con la cartella da lavoro rigonfia, o con un improbabile quotidiano del mese scorso sottobraccio per nascondere il loro imbarazzante acquisto... dove è proibito vendere il proprio corpo, ossia noi stessi mentre è consentito fare esperimenti di vivisezione sugli animali, pagare cavie umane disperate per testare farmaci sperimentali e nel sacro nome della scienza è persino normale fare esperimenti nucleari in incantevoli atolli del pacifico tanto sono deserti, disabitati e alla peggio salta in aria una stupida inutile barriera corallina costruita in milioni di anni dal pianeta Terra e popolata solamente da qualche milione di creature colorate incapaci di leggere i giornali, muti come dei pesci tropicali… mentre siamo liberi di scegliere se passare la vita ad una catena di montaggio piuttosto che marcire su un divano con la televisione accesa... dove tutti guardano la donna di tutti... tutti rallentano istintivamente di fronte a una prostituta ma poi raddrizzano lo sguardo e tirano dritto con impeccabile moralità... ci torneranno dopo di nascosto, quando la dolce mogliettina è a casa stanca e cercheranno il loro penoso istante di evasione infilando l’uccello in un buco qualunque purché si possano sfogare... Batuffoli di pelo e balsamo alle rose, animali domestici alimentati con crocchette e pappine principesche, gattini pettinati tosati acconciati e accuditi come figli del reame, cagnolini scodinzolanti con il fiocchettino e la sciarpina scozzese, animali da compagnia per tappare i buchi della solitudine, compensare le mancanze, i vuoti, le crepe affettive, la mancanza di amore...

     
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