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in archivio dal 06 lug 2009

Lori Panni

01 gennaio 2001, Chissà
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elementi per pagina
  • All'alba poche ore di tregua
    quando il sole accende la vita,
    poi irrompe lo strazio nell'anima
    per un nuovo girone d'inferno.

    Di nuovo un poco di pace,
    poi ritorna quel cupo dolore
    che pervade costante e profondo
    il mio corpo di frammenti di buio.

    Vagando mentre parlo da solo
    riverso il mio affanno nel mondo
    col cuore sgorgante di lacrime
    che bruciano scorrendo lontano.

    Oggi sto male, nel fondo dell'onda
    sul ciglio del fosso della disperazione
    che quasi mi scoppia il ventre di pianto
    smarrito sul senso di questo percorso.

     
  • Cercando ferite e mutilazioni
    che con il dolore e lo strazio di carne
    aiutino il cuore a portare la pena
    del martirio invisibile che sbrandella ogni fibra:

    assisto impotente a questa tortura,
    ondate di spasmi s'irradian da dove,
    violato, il mio corpo rifugge dai colpi
    ma s'aiuta, col pianto di questo soffrire,

    a coprire le fitte dell'animo in pezzi.
    Ma come le gocce sull'acciaio rovente
    appaiono ruggenti per pochi secondi
    poi sono per sempre nel nulla svanite,

    così nel mio cuore ben presto il patire
    si fa gigantesco spezzandomi in due.
    Almeno, esaurito dall'orrore compiuto
    riesco a dormire ancora una notte:

    domani mi aspetta un nuovo travaglio,
    un'ondata impetuosa di tribolazioni,
    la continua agonia di un cuore attaccato
    all'amore che scappa dall'essere amato.

     
  • Cancellato spazzato distrutto
    l'amore a lungo presente
    nel mio cuore come tabula rasa
    si è piantata la quercia più salda.

    Era assurdo pensare avvenisse
    un cambiamento di tale portata
    in un mondo oramai strutturato,
    anche se certi segni vaganti

    ti avevano un poco turbato.
    Ma la pianta cresciuta dovunque
    ora rischia d'esser divelta
    da un oscuro potente uragano

    d'una cieca forza crudele.
    E se tu questa quercia la perdi
    ti si strappan con essa le viscere
    dove aveva trovato sua linfa

    e poi inerme rimani squartato
    a guardare la forza che sfugge
    dal tuo cuore che s'era nutrito
    dell'attesa di tutta una vita.

     
  • 06 luglio 2009
    Lentamente E Senza Scampo

    Lentamente e senza scampo
    come un'abile modulazione
    che impercettibilmente
    sposta il senso della musica,

    così scoppia inesorabile
    il sentimento dentro me
    e contemplo il nostro amore
    senza dire una parola

    nel silenzio della sera,
    quando il buio tutt'intorno
    come goccia nella grotta
    incessantemente cresce.

     
  • La pienezza della vita ai quarant'anni
    e la fede sconfinata in questo mondo
    nulla posson quando arriva la tragedia.

    Lo spirito schiacciato si ritira,
    è dura, troppo dura per un uomo:
    i tuoi frutti, speranza e tuo futuro,
    per sempre son segnati e accantonati.

    La sconfitta ti ricaccia lì nell'angolo
    e ti toglie ogni entusiasmo, ogni passione,
    accecando i tuoi occhi luminosi.

    Io ti guardo e non capisco proprio tutto
    ma in silenzio prego d'esser risparmiata:
    d'evitare quella spada cieca e sorda
    solo penso, solo cerco, solo voglio...

    Solo ora,
    dopo tanto patire,
    il mio cuore ha compreso
    e si scioglie nel pianto
    abbracciandosi a te.

     
  • Lei non era un amore qualunque
    ma l'attesa di tutta una vita:
    arrivò quando già tu credevi
    il tuo tempo completo e deciso.

    Il ciclone non chiede il permesso
    per sconvolgere il parco ordinato
    né vedevi dov'era la meta
    quella sera del primo trastullo.

    Ma quel gioco d'un giorno, al secondo
    era gia' diventato tuo fato,
    quell'incontro inatteso il destino
    che e' disceso e ti ha preso per mano.

    La tua resa alla forza sublime
    ti ha lasciato in balia del tormento
    su un sentiero ch'appariva tracciato,
    quando poi quest'amore è scomparso.

    Ora vaghi per strade di nebbia
    senza più la tua guida né pace
    ricercando il tuo bene perduto
    con l'anelito a vivere ancora.

     
  • 06 luglio 2009
    Una Canzone Alla Volta

    Una canzone alla volta
    voglio sentire con te,
    per unire il cuore
    al di là delle montagne.

    Una lacrima alla volta
    voglio versare per te,
    per nutrire l'amore
    che mi squassa il corpo.

    Un libro alla volta,
    filo rosso dell'anima,
    per amarti lungo i sentieri
    sottili dello spirito.

    Una scelta alla volta,
    voglio avere il tempo
    di tutta la vita
    per viverla e morire con te.

     
  • Consultare l'orario e sognare di te
    e tornar con la mente a quei luoghi
    dove ignari del mondo e di tutto
    correvamo felici coi cuori intrecciati.

    Poi svegliarsi di colpo al fischio del treno
    e toccar la realtà indifferente
    che ricorda i doveri dell'oggi
    e rimette in cammino i miei passi depressi.

    Tutto è grigio qui dentro e nell'aria di fuori
    ed io m'accuccio seduto e silente
    abbracciando e cullando il mio bimbo:
    dormi bene ed aspetta che ritorni la gioia.

     
  • 06 luglio 2009
    Anni E Anni A Testa China

    Anni e anni a testa china
    sguardo fisso sulla linea
    nera o bianca o ideale
    senza mai tirare il fiato

    sempre un passo in fila all'altro:
    non c'è tempo di pensare
    non c'è tempo di guardare
    e neanche di ascoltare

    il tuo cuore che sta male.
    Poi di colpo, inaspettato,
    un incontro come gli altri
    buca i muri e le cortine

    svelle l'anima dormiente
    e la lascia nuda e libera,
    palpitante di dolore
    e ricolma di allegria.

     
  • Viaggiare insieme la notte,
    andar con la musica attorno
    e parlare di fila per ore.

    Vedere un film nel letto
    abbracciati e poi fare l'amore,
    chiacchierare nel bagno fumante

    e tornare di nuovo nel letto
    per baciarsi e rifare l'amore.
    Poi correre sotto le nubi

    e nell'onda che mormora piano,
    sospinti e tenuti dal vento
    e godendosi il mare silenzio.

    Ancora una volta è l'amore
    che stringe quei fili piu' forte
    unendo i due folli ragazzi

    perduti con gli occhi nel cuore
    e con l'animo in gola per dire
    io t'amo per sempre io t'amo.