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Autore

Luca Gamberini

in archivio dal 29 apr 2008

30 maggio 1967, Bologna - Italia

segni particolari:
Mi sono fatto da me, raramente in compagnia.

mi descrivo così:
Chi siamo ce lo dice l'avverso, chi non siamo ce lo dice lo specchio.

27 marzo 2012 alle ore 20:45

Il sorcino

Intro: boh, se non sei fan di Renato Zero non ci capisci nulla, quanto me.

Il racconto

Morire qui, nei giardini che nessuno sa dove è nata la favola mia, in fondo vive chi vive nell’archivio della mia coscienza imbrattata da sogni di latta. Nascondimi tra i grattacieli di sale vicino a la stazione, stranieri si giocano il jolly al Colosseo, la gente ha talento e non è facile per questo vagabondo cuore trovarsi un amico. C’è fame, digli no, menefotto dell’erotica apparenza, quando finisce il male osservo il grande mare e ci sei, atomico pathos che inventi il triangolo in questa notte balorda nella quale contagio gli angeli in quella voglia di navigare sulle spiagge della mia fantasia.
Il carrozzone ospita un ragazzo senza fortuna, l’ambulanza fa capolino al Piper club,
danzerò sui marciapiedi in difesa de la tua idea, non sparare sull’oscuro futuro, spera o spara, muoviti, ancora fuoco eppure non sono un uomo da bruciare, ho dato l’aquilone ai figli della guerra e l’ultimo guerriero mi ha donato un po’ d’azzurro. Siamo così diventati pericolosamente amici e dubito che questo vento di ricordi libera le vie, magari vizi e desideri ti porteranno a l’altra sponda, in Via dei Martiri, come una sorta di introduzione l’eterna sfida è testimone de l’ammucchiata che si crea. Io qui mi vendo ma tieni giù le mani dalla musica, qualcuno mi ha ucciso e sta li la fregata, dove galeotto fu il canotto oltre ogni limite di un ostinato amore, il quale galleggia quanto un paleobarattolo. Guardo il calendario assaporando un amaro madely, non passerà l’altra Bianca dai capelli unici, neri. Sono sempre stato fuori tempo, fuori gioco, incastrato ne la rete d’oro, fammi sognare almeno tu anima grande di un nemico sincero che riunisce i commedianti adoperando il coraggio delle idee per far si che la pace sia con te. Si sta facendo notte e ripenso ai migliori anni della nostra vita, tra queste facce c’è aria di pentimenti, i ragazzi nella pioggia sanno che solo amando amando ha tanti cieli la luna, sterili si appoggiano spalle al muro, sono i nuovi santi, sosia delle rose odono il canto di Esmeralda elevandosi più su. Calerà il sipario nel bel mezzo di un tragico samba, no mamma, no!
Dimmi almeno una parola, io sono il sole che non vedi, quando parlerò di te tu dirai che sono innocente, che sono vivo, che sono il cielo. Mentre aspetto che ritorni penso a come mi vorresti, se facessi l’ormonauta, se Figaro, figlio o professore, ed io che ti vorrei sgualdrina, Regina, tu sei una magia e io sono il baratto dell’io uguale io. Per carità, siamo eroi, non potrei arrendermi mai in una guerra senza eroi, senza soldi,  senza il caos de l’impossibile vivere. Mi chiamo aria, non cancellate il mio mondo, mi tremano le mani forse sono depresso, chiedo immunità mi basta una promessa e non mi arrovellerò più in questo infernale dilemma del mai dire mai al telecomando e del dire sempre, radio o non radio, viva la rai. Questa civiltà odora di nafta, il ritorno dei pipistrelli annuncerà la fine dell’emergenza noia, su alzati e recati al mercato dell’usato di Casal de’ Pazzi tra felici e perdenti, beati voi che salpate sull’onda gay fatta d’aria e di musica. Credo stai bene lì, su un altro pianeta mi ameresti, che strano gioco è l’Ave Maria e ancor più perverso è il Padre nostro. Santa Giovanna, ti stupirai quando scoprirai che la vita è un dono e che tutti gli zeri del mondo hanno anche loro un fermoposta. Madame, niente trucco stasera, questo odore di periferia ci rende manichini in balia di Roma, una Roma malata, sono rh negativo e abito un metrò ma vivo in un motel, ti chiedo: amore si amore no, sbattiamoci a braccia aperte tra i miei miti in questa nuda proprietà. Meglio per te e a chi ci tira la vita da adesso, al nonsense, fino alla fine favola, non mia, di lei forse, ma potrebbe essere Dio, grazie a te che sei lezione di vita ed io ti seguirò per darti il Buon Natale. L’equilibrista ti osserva dal mare, metti le ali, le indossavi una vita fa, poi accade che nascono storie da dimenticare eppure devi sorridere sempre e quando parlerò di te, ancora gente, ed io mentre aspetto che ritorni mi sento supersolo. Prendimi la medicina, è li, al buio, nel fondo di un amore, credevo di essere al cinema e mi ritrovo nell’eden, più insieme all’assassino che a il toro, che ti do almeno una parola, forse due, scegli: Dino o Sauro il ritorno a un altro pianeta, ecco l’esempio di psicomania. Tutto appare naturalmente strano, come una commedia, l’italiana è la grande assente, dimmi chi dorme accanto a me e spiegami perché non si fa giorno mai, il maestro incita: svegliatevi poeti, c’è fame di bella gioventù, di un’altra gioventù, il mercante di stelle chiama il 113, sono al verde e mi sento un voyeur, sto seminando fiori d’arancio per dirti buon compleanno da uomo a uomo mentre sogni nel buio. Immi Ruah è la pioggia che va, souvenir di pura luce, ah questi amori fai da te, Sergente, no! Niente testo. L’evento è un’overture alla quale partecipano tutti gli artisti e il leone, è il tuo safari, d’altronde in mezzo ai guai vivi tu, tra pizza & rock and roll ma pare più una ricreazione, per non essere così non smetterei più perciò ti bevo liscia in attesa che qualcuno mi renda l’anima. Hanno arrestato Paperino, si trovava in Land of 1000 dances, Tk6 chiama torre di controllo, risponde 0/1023 Dana sta aspettando domani e pensa che bella libertà è essere Re del blu, Re del mai, chiedi di più, in fondo è stato un viaggio di strade su strade, tipo un m’ama non m’ama, attraverso il mondo. Ciao Stefania, problemi? Vamos, regalati una sera, tu, ancora qui, make up make up make up! L’incontro, scegli adesso oppure mai chi sei, uomo no, non sparare, non passerà. Questo è l’ultimo luna park nel quale ti porto, solo qui trovi profumi, balocchi e maritozzi, solo qui trovi fortuna. La trappola è un sesso o esse  fatto apposta per te: ecco noi, domicilio coatto, per te, siamo pionieri, i figli della topa in astronatività, infiniti treni fantasmi, donna, donna, donna, quale segreto amore celi? A quest’ora dormono tutti ma, tu che sei mio fratello, cercami.

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