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Poesie di Luciano Tarabella

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  • 09 dicembre 2008
    Portata massima

    Conosco gente
    che raccoglie con cura
    spazzatura invadente.
    Sono messe da parte
    razionalmente impilate
    lische di pesche
    e lattine cromate.
    E' gente accorta
    che, con buona ragione,
    spranga la porta
    e guarda la televisione.

    Da Attento, la vecchiaia ti piglia a tradimento!

  • 09 dicembre 2008
    Il rimprovero

    Santi del Cielo datevi una mossa
    c'è dell'altro che va oltre il caffè:
    nessuno canta più Bandiera Rossa
    ma guardate giù in Terra cosa c'è!

     

    Pur avendo uno stinco nella fossa
    chi si sciacqua la faccia nel bidét
    chi si pettina il ciuffo con la scossa
    chi fotte i bimbi appena fanno: unguè.

     

    Non state a chiacchierare, pelandroni!
    Intercedete oppure vengo su
    e vi pago, sull'unghia,  due schiaffoni!

     

    E qui siamo ridotti al lumicino,
    l'intera umanità non ne può più,
    questo non è un pianeta ma un casino!

  • 06 dicembre 2008
    Il Pino sul Tetto

    Con le foglie di platano che mi strusciano
    fino agli stinchi vado bambino
    incolume e contento per le biglie vinte.
    Intorno piumini di scriccioli come me
    volano da una fronda all'altra
    di lecci di acacie di pini di rovi.
    Saltando fossi guadando pozzanghere
    tremando per  terribili mostri in agguato
    scruto così veloce ogni tana di fiera
    che non so nemmeno che quella
    è per me irripetibile gioia perfetta.

  • 01 dicembre 2008
    Il Papa tedesco

    Come Wojtyla non ne torna uguale!
    Che venga dall'Alaska o dalla Cina
    dopo di lui qualunque Cardinale,
    ci passa  certamente da scartina.

     

    Anche questo, però, ne ha di sale
    e sa come indossar la papalina;
    sarà tutto d'un pezzo, un gran curiale
    che esigerà parecchia disciplina.

     

    I tedeschi, si sa, sono più attenti
    e quindi prepariamoci a un papato
    un po' chiuso nel fare i mutamenti.

     

    Intanto sono già in agitazione:
    già vedo Don Luigi, il mio Curato,
    che fa il passo dell'oca in processione.

  • 01 dicembre 2008
    Natale Ungar

    In vernacolo livornese


    'Un ciò mìa voglia di buttàmmi
    in un grovigliolo di strade
    ciò un branco di stanchezza sul groppone.
    Lasciatemi vì come un troiaio
    arronzato in un cantino e dimetìato.
    C'è un calduccino che è una bellezza.
    Di vi' 'un mi ci leva neanco la gru der Bettarini.
    E siccome ir caminetto 'un ce l'ho
    m'accontento delle 'vattro capriole
    di fumo der cardano.

  • 01 dicembre 2008
    Il guardone

    Come sempre eravamo in cima a Ciano*
    dentro una cinquecento. Emozionati
    prendiamo una stradina fuori mano
    come fanno i ragazzi innamorati.

     

    Quand'ecco che sentiamo, fra le piante,
    un tramestìo di rami calpestati;
    tu batti una testata nel volante
    io recito due salmi ben cantati.

     

    Lo vedo di sfuggita. Era un guardone
    che munito d'un grosso cannocchiale
    ci spiava dall'alto del costone.

     

    Fra te che non trovavi il reggiseno
    ed io che con la lampo chiudo male...
    avessimo concluso perlomeno.


    * collina prossima a Livorno

  • 29 novembre 2008
    Documentario

    Sono salito in vetta alla collina
    della dolce poesia e da qui vedo
    il mio sentiero verde giù nel piano
    delle corse sull'erba a perdifiato.

     

    Da allora tanto sole è tramontato,
    la sua luce m'abbaglia da lontano
    ché presto sarà l'ora del congedo
    alla sera che sento già vicina.

     

    Ora i rimpianti fatti semoventi
    per i sogni che oltre non ci sono
    se non quelli degli uomini scontenti
    senza prova d'appello o di perdono.

     

    Guardo ansioso il futuro al cannocchiale
    inverso mentre il tremito m'assale.

  • 29 novembre 2008
    Chiuso il giovedi

    Trucci trucci Romolo
    chi è che va a cavallo...
    io no perché con il mal di vita...
    il Re del Portogallo
    la cavallina zoppa...
    se potessi tornare indietro
    ma è come spingere una corda...
    ma quanto tempo ci vuole
    per imparare la vita?
    E i miei maestri
    dove sono?
    Eppure tra vent'anni
    se li avrò
    sarà dolce questa insoddisfazione.
    Canta ancora
    poeta da quattro soldi!
    Anzi, centesimi.
    (dimenticavo l'euro!)

  • 29 novembre 2008
    Esaurito

    Bello sarebbe se le parole
    non avessero suoni
    e tu sentissi questa voce
    direttamente dai miei neuroni.

     

    Sarebbe bello perché
    dopo tanto dolore
    troveresti un avvocato difensore
    anche per me.

  • 29 novembre 2008
    Piccolo uomo

    Vai a dormire
    piccolo uomo distratto
    oggi ancora
    non hai fatto
    una cosa sensata!
    Fuma un'altra sigaretta
    una vecchia giornata
    domani t'aspetta
    ma prima cogli da quest'attimo
    di silenzio notturno
    un ultimo grido di speranza
    poi fatti taciturno
    hai già detto abbastanza.
    Metti da parte le illusioni e
    vai a dormire
    piccolo saggio
    sei un granello di sabbia
    fuori dell'ingranaggio.
    Prendi da quest'attimo
    di silenzio notturno
    ancora un grido di poesia.
    Poi sogna
    piccolo uomo:
    di tutta la giornata
    sarà questa la cosa sensata.

  • 29 novembre 2008
    Notte antica

    Così lontano che mi sembra ieri
    mio padre disse: " Su, facciamo un gioco;
    vieni fra le mie braccia e dimmi un poco:
    qual'è il più grande de' tuoi desideri?"

     

    (Avrei dovuto dirgli: siamo seri
    se non abbiamo cibo sopra il fuoco
    come possiamo?) ma gli chiesi roco:
    "Un cavallo però di quelli veri!" (1)

     

    "Allora attento;  guarda questo lume,
    lo spengo con un soffio e tu vedrai
    un puledro che beve in riva al fiume."

     

    Mia madre mi cullò ed io volai
    con Pegaso attaccato alle sue piume.
    La gioia d'un sogno non si scorda mai|!

     

    (1) Infatti avevo un cavallo a dondolo

  • 29 novembre 2008
    A Patrizia

    Il nostro posto, sotto l'acquedotto,
    ci trovava sul prato già fiorito
    mentre intorno scoppiava primavera
    per la natura intatta e dentro noi.

     

    O d'inverno, seduti sul cappotto,
    incontravo il tuo sguardo intimorito
    quando, immersi nell'ombra della sera,
    ci baciavamo sulle Mura. Poi,

     

    non ricordo perchè, tornata indietro,
    tu non venisti più agli appuntamenti;
    io non feci domande e li finì.

     

    Trent'anni ha il mio rimpianto e sono qui
    che, ripensando teneri i momenti
    scopro le antiche  lacrime di vetro.

  • 29 novembre 2008
    Amore più

    Amore Pagliaccio
    non prendermi in giro!
    Ho  pagato i tuoi danni
    fino a quando il calendario
    mi ha reso refrattario
    in tutti questi anni.
    Abbi pazienza
    se preferisco fare senza
    ché più  non ce la faccio.
    Vecchio Pagliaccio
    guarda sono vinto
    non tirarmi la giacca
    ho già visto un naso finto
    e una lacrima di biacca!

  • 29 novembre 2008
    Lucca

    Appoggiato al piccolo obelisco
    di Piazza Napoleone
    t'aspettavo nel sole
    e pazza l'anima mia
    faceva capriole.
    Tu dove sei?
    E chi lo sa
    se spazza ancora le foglie
    sopra le aiuole la serva
    o il vecchietto colla mazza
    biascica sempre
    le stesse parole?
    Troppo tempo è passato
    così come niente
    e quanto stupore
    quando torna alla mente!

  • 24 novembre 2008
    Paradiso channel

    Magari vado a Lourdes
    a chiedere un miracolo
    e mi tronco una gamba
    scivolando su un gradino
    bagnato d'acqua santa.
    Magari vado allo stadio
    a vedere la finale Italia-Brasile
    ed un banco di nebbia
    l'unico in Europa 
    cala sul triangolo di gioco
    nascondendo il goal della vittoria.
    Ma allora tutto va a caso
    senza che io possa farci niente!
    A cosa mi serve
    quel poco che ho imparato
    in questo secolo?
    Magari vado in Chiesa
    proprio mentre il terremoto
    fa precipitare il soffitto
    e nel grande polverone
    è arduo trovare qualcosa
    figurati una risposta soddisfacente.
    Dio mio
    scusa l'ardire
    ma perché di noi te ne freghi?
    Non lo chiedo per me
    lo chiedo per te
    ci tengo alla tua credibilità.
    Su magari qualche volta
    dimostra che sei un bravo ragazzo!

  • 24 novembre 2008
    Il gabbiano

    Ho freddo. E' giovedì. Mi sento come
    avessi tutta l'anima gelata;
    fumo e ti penso bella senza nome
    da questa stanza male illuminata.


    E, mentre fumo, vedo che sul tetto
    c'è un giovane gabbiano tutto bianco.
    Chissà cosa farà? Se vado a letto
    magari sogna questo vecchio stanco.


    Sogna magari e lì reciterà
    gli antichi versi scritti per amore
    e, più degli altri, quelli che ha scordato.


    Ecco la sera! So che passerà
    quest'attimo violento di stupore
    mentre il gabbiano, intanto, è già volato.

  • 24 novembre 2008
    Il manuale dell'impiegato

    Ad ogni Direttore trasferito
    col nuovo devi prenderci la mano
    ragion per cui la parte del ruffiano
    è bene tu la sappia a menadito.


    Diventando il lacchè Suo preferito
    non ti stupire e non ti sembri strano
    se si vede, perfino da lontano,
    il marchio di spione rifinito.


    E poi, se non hai fatto complimenti
    e stracci la stragrande concorrenza
    che lotta sia con l'unghie che coi denti


    in cambio di siffatto meretricio,
    ruffiano di sostanza e d'apparenza,
    ti fa (se ti va bene)... capufficio.


    Da Arrufianati che Dio ti aiuta!

  • 24 novembre 2008
    Entrare adagio

     


     


    Basta basta basta basta basta
    non parliamone più.
    Oggi mi sento bene
    la giornata è splendida
    il pranzo era ottimo
    e a tutto voglio pensare
    tranne che a te.
    Ho capito ho capito
    non c'ero
    non ci sono
    e non ci sarò mai.
    Mi prendo tutte le colpe
    senza discutere.
    Se tu me ne avessi levata una
    una soltanto
    magari pensando:
    poveretto ha cercato di rimediare....
    invece niente.
    Con la corda al collo
    aspetti che precipiti nella botola
    per quel tanto che....
    basta basta basta basta basta
    non parliamone più.
    altrimenti va a finire che piove
    mi rovino la digestione
    (venticinque euro
    senza fattura
    bevande a parte)
    e sarebbero quattrini
    buttati via.


    Da Figli? Con le ragadi soffri meno!.

  • 20 novembre 2008
    Fecondazione assistita

    Ho preso la licenza elementare
    a forza di pedate e di schiaffoni
    perciò qualcuno mi dovrà spiegare
    che cosa sono le " fecondazioni ".


    E' tanto che ne sento ragionare
    dai grandi opinionisti chiacchieroni!
    E poi perché  "assistita"? A ben pensare
    è roba che sapranno i sapientoni!


    L'altra notte, rientrando a casa presto,
    ho sorpreso la casta Nicoletta
    con uno che è scappato lesto lesto.


    L'ha fecondata? Boh, chi ne sa niente?
    Ma se gli davo un'altra mezz'oretta
    mi sa che diventavo... l'assistente!

  • 19 novembre 2008
    Notturno con pipistrello

    Amico pipistrello, cosa fai?
    Che c'è di buono intorno a quel lampione?
    Mi dici un po' ma non ti stanchi mai
    di fare tutte queste maratone?


    Tu mangi le zanzare, che ne sai
    di quello che mi frulla nel testone,
    non ti fermare, vola, corri, vai
    t'ammiro se non casco dal balcone!


    Giuro è tabacco, no, non è una canna,
    certo... andrà meglio, forse da domani...
    finisco il vino e me ne vado a nanna.


    Ciao, pipi. Ci vediamo un'altra sera.
    (qui rischio una musata nei gerani
    meno male che c'è questa ringhiera).


    Da Se non lo reggi, annacqualo!

  • Non posso dormire.
    Ho la tosse dei rimpianti
    che mi fa trasalire.
    Dovrei stendere l'anima
    per levarle la muffa.
    Uffa
    anche a noia mi sono venuto
    ché se mi guardo allo specchio
    prima ci sputo
    poi rischio l'infarto
    davanti a quel vecchio.
    Vorrei essere un'agile scimmia
    caduta dalle liane
    perché troppo lontane.


    Da "Masturbazione e  focomelia: progressi"

  • 17 novembre 2008
    Il frutteto delle pecore

    Sei
    la pecora nera del cesto
    la mela marcia
    nella famiglia
    magari dovresti stare nell'orto
    a zappare i frati
    solo per vedere
    l'effetto che fa
    ma tu
    che nascesti poeta
    intanto che aspetti
    tosi la pecora
    spicchi una mela
    giù da un albicocco
    e regali versi innamorati
    offerti uno ad uno
    con un fiocco.

  • 17 novembre 2008
    Foglie

    Per trasformarmi in un delta di radici
    sto seduto nell'autunno
    mentre la tastiera della pioggia
    vibra una canzone sulla sera.
    Durante mille attimi
    mi confondo nel vento
    così sono Novembre
    quando una ghianda
    precipita su le foglie
    togliendosi il cappello
    come davanti a un fauno novello.
    Poi
    tornato uomo vero
    riprendo a camminare
    lunghi passi sul sentiero.
    E scroscia!


    Da  Io sono bello dentro! Non ci credi? Vuoi una torcia?

  • 11 novembre 2008
    Divieto di sosta

    Per un amico che è andato a prendere le sigarette


    La lapide che sia in pasta d'acciughe
    ed il vaso dove mettere i bastoncini
    di liquirizia, tassativo, di marmellata.
    E  voi donne deponete:
    caramelle al gusto di giuggiola
    (nuove possibilmente!)
    spaghetti alla puttanesca
    e un ciuffo d'insalata fresca
    dopo aver distratto le formiche
    (s'intende.)
    Poi fatemi il piacere:
    non pregate per lui
    ma per quello accanto.

  • 11 novembre 2008
    Il Dittatore

    Da oggi Dittatore della Terra
    accoglierei pareri ed opinioni,
    sollevi ognuno tutte le questioni
    a patto non si parli mai di guerra.


    Siccome siamo tanti ed è impossibile
    trovare il modo che accontenti tutti,
    obbligherei gli onesti e i farabutti
    a fare, insieme, un mondo più vivibile.


    Darei più spazio al Centro Moderato,
    ai Mancini, ai Destrorsi, ai Qualunquisti
    però cancellerei tutto il Senato
    facendo, ed era ora, il repulisti.


    Quindi demolirei Montecitorio,
    abolirei politici e partiti
    perché d'esser fratelli e tutti uniti
    sarebbe diventato obbligatorio.


    Certo il mio nome, a futura memoria,
    fra monumenti, titoli ed encomi,
    comparirebbe nei libri di storia 
    ma prima su parecchi manicomi.