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Autore

Lucio Paolo Raineri

in archivio dal 23 mar 2007

08 dicembre 1938, Genova

mi descrivo così:
Amo il bello dovunque e comunque

20 giugno 2008

Il mio teatrino

Intro: Questa è la storia di Annella, una ragazza del popolo che è già donna, almeno per le sue idee chiare. E nel raggiungere i suoi obiettivi una suorina non può essere un ostacolo, una soluzione si trova sempre...

Il racconto

Annella è entrata in ambulatorio, questa mattina, con aria decisa.
- “Chiudite a porta, vaggia parlà".
Una guagliona del popolo, snella, un jeans ed una camicetta nera, due perline ai lobi, un sorriso quasi dipinto. Convalescente da un intervento per una grossa cisti all’ovaio.
- “Devo fare l’analisi dello sperma al mio fidanzato, devo capire perché da sei mesi che facciamo all’amore, non resto incinta”.
Maschero il mio stupore e le chiedo perché questo problema prematrimoniale, potrebbe, prima, attendere di sposarsi.
- “No, voglio un figlio e voglio essere sicura di averlo con l’uomo che sposerò. Appena resto incinta mi sposo”. 
La novità dell’impostazione mi fa passare dalla meraviglia all’ammirazione per questa ragazza che sento quanto mai donna.
- “Non ridete, ora, dottore, ma stamattina sono andata nella cappella di Santa Patrizia, la conoscete? Ci sta na sedia fertilizzante...”
Ricordo brani di un documentario. Una coda in un vicolo angusto di Napoli. Madri potenziali in attesa di un miracolo, dopo essersi sedute su questa strana sedia miracolosa. La rassicuro, ne conosco l’esistenza.
 - “Ho chiesto alla suora, quando è venuto il mio turno, di potermi sedere.
Lei mi ha domandato: - “Figliola sei sposata?". Io le ho risposto: “Suora, faciteve e fatte vostre ! “
Ho trattenuto un sorriso che sapevo non consono al momento.
- “Quindi non ti ha fatto sedere?"
- “L’aggio dato na regalia e m’ha fatto sedere”.

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