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Autore

Lucio Paolo Raineri

in archivio dal 23 mar 2007

08 dicembre 1938, Genova

mi descrivo così:
Amo il bello dovunque e comunque

24 ottobre 2012 alle ore 23:20

La mano

Il racconto

Eri solo una mano, stamane. Una mano, che, a notte, forse aveva accarezzato un'amore, una mano, che all'alba aveva preparato un caffè, una mano, che aveva salutato un volto caro, ignara dell'addio. Eri solo una mano, stamane, eppure ti ho subito riconosciuta: “ Oggi esercitazione: evidenziare i muscoli flessori della mano”. Ricordo l'odore della sala anatomica, il talco dei guanti, le risa nostre per sopravvivere. Eri solo una mano, che sembrava aver abbandonato il corpo, coperto da un lenzuolo, buttato lì, sulla strada, frettolosamente, non per pietà, ma per orrore della morte. Il traffico impazzito era un boato di motori fermi, di clacson e di sirene. Sembrava che si fosse fermata la città. Tutto questo per una mano, che nonostante il suo colore giallo pallido, sembrava voler chiedere scusa di essere stata travolta, a pochi metri dalle strisce pedonali, creando il nostro disagio.
-” Ma che è stato?”-
-” Ce sta 'nu muorto”-
-” 'O cazz..?”-

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