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Autore

Lucio Paolo Raineri

in archivio dal 23 mar 2007

08 dicembre 1938, Genova

mi descrivo così:
Amo il bello dovunque e comunque

15 novembre 2012 alle ore 16:20

Nomi e soprannomi

Il racconto

Sento che Gabriella, la mia segretaria, è in difficoltà, al telefono, nella stanza accanto. Mi giungono frammenti di frasi “ Ma come posso io.”- “Ma si immagini sei io chiedo in sala..”- “Il nome almeno me lo vuole dire?”..Il tono della voce è acuto, non consono a lei.
Vado in suo soccorso e le chiedo cosa stia accadendo. Gabriella è da pochi mesi che lavora con me e vive, in uno stupore quotidiano, i rapporti con i miei pazienti.
- “Dottore, c’è una signora, al telefono, che mi dice di andare in sala d’aspetto e chiedere se ci sta ancora il “ fratello di Peppino o’ scemo”. Insiste che se non lo chiamo così lui non capisce…"

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