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Autore

Lucio Paolo Raineri

in archivio dal 23 mar 2007

08 dicembre 1938, Genova

mi descrivo così:
Amo il bello dovunque e comunque

26 febbraio 2011 alle ore 9:23

Un suicidio di classe

Intro:

Un suicidio che ha l'autorevolezza di un epos antico.

Il racconto

Il primo caffè, al bar di vico S. Vincenzo, alle sette di mattina, è come aprire la prima pagina del quotidiano. Già dai volti, dai toni dell’eloquio, dalla gestualità, tutta partenopea, si può dedurre l’importanza dei fatti accaduti nel circondario. -“S’è arrivutato ‘o quartiere, ieri sera; n’ammuina di pazzi, mai vista!”-

E’ la voce di Ciro, il barista, che mi colpisce. Sta parlando con Totonno, ‘o magliaro de Parì, che sfoggia un’insolita e improvvisa calvizie. Lui non lo sa, ma le vitamine, che crede che gli iniettino, ogni mattina, nell’ambulatorio dell’ospedale, sono sostanze chemioterapiche per una neoplasia mascellare, sottaciuta, a lui, dal suo medico curante. Al banco è appoggiata, voluminosamente, la corporatura di Franceschiello ‘o cecato, che ogni mattina reclama il suo posto, al banco del bar, investendo chiunque si trovi, distrattamente, sul suo cammino. E’ d’obbligo che lui debba fare, senza essere disturbato, la zuppetta con il cornetto alla nutella, nel mega-cappuccino, preparatogli, con assoluta precedenza, da Ciro, il barista. Giustamente non si può ravvedere degli schizzi che genera in questi tuffi , alla cieca, per cui gli viene dato uno spazio precauzionale di un metro di diametro, attorno alla sua figura.

–“ Ma chi è ‘sto Giruzzo?”- chiede Enzo ‘o sciaffer.

–“Dottò, Giruzzo era paziente a voi?”- Mi chiede Ciro, il barista, depositando sul banco, il mio caffè, amaro, bollente, macchiato senza schiuma, come solo lui sa.

–“ Giruzzo chi?” rispondo, vagando nella mia conoscenza di nomi e soprannomi.

–“ ‘O frate di Titina ‘a verdummaia. E’ cosa vostra?-“

–“ No, Ciro. Non m’appartiene…ma che è successo?”-

-“Dottò, ieri sera Giruzzo è trasuto dint’ospedale S. Gennaro. E’ iuto dint’ ‘a camera mortuaria e s’è spogliato annudo.”- Continua Ciro, il barista. Il tono della sua voce è concitato,non sa celare l’emozione. M’immagino la scena. Intravedo, come medico, una possibile deviazione sessuale. Necrofilia? Possibile!-“E poi, Ciro, dimmi ..che è successo?” -

–“Dottò, chille s’è sdraiato sul tavolo di marmo e s’è sparato.”-

Oggi, nella realtà. l.p.r.

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