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in archivio dal 03 ott 2009

Luigi Carlo Rocco

05 maggio 1958, Bisceglie
Segni particolari: Può una lucida forza aprire altre porte, altre finestre. Perle nere sono i tuoi occhi.
Mi descrivo così: Scegliere il mondo oltre ogni ragionevole dubbio.
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  • 25 febbraio 2011 alle ore 12:12
    IL PETALO E IL GEODE

    Cristalli
    al riparo nel geòde
    la pittografica mano
    fu ultima specie.

    Al tremore della terra
    il petalo
    soffio veloce
    non farà più ritorno.

    Inconsapevole volo
    un fremito
    spazi infiniti
    ritornati alla profonda natura.

    Riflesso di luce
    caleidoscopico raggio
    era smarrimento
    ora è corolla.

    In quel paradiso
    eternità perduta
    erano cristalli
    ora è un senso alla vita.

     
  • 25 settembre 2010
    L'equilibrio imperfetto

    Schizzi di gesso
    al tavolo di pietra
    conchiglie nella borsetta
    caviglie scoperte
    cerchi qualcosa
    travestimenti
    l'agenda, quel nome
    i tuoi anni, ora
    aggrappati
    alla ricerca di lui
    era lì
    lo hai fatto scappare
    dalla tua mano
    nel cuore non visto
    non sopportato
    protetto
    arrivato in ritardo
    amico nascosto
    se c'era, era accanto,
    un numero solo
    come è potuto accadere
    non c'è;
    non è una giornata
    è una stupida idea
    ospite del tuo equilibrio
    morsicata imperfetta
    impadronita di te,
    ma quello era il gioco
    che stavi aspettando,
    più in fondo
    per vedere cos'era
    ancora di più
    per sapere, toccare
    e quella fiammella
    ormai propaga ogni cosa
    la tua idea
    si fa gioco di te.

     
  • Quando il vento del sud
    ti scioglierà i capelli
    e porterà la pioggia
    sapremo se rimanere lì,
    bagnati e incoscienti
    con un bacio sfuggito al silenzio
    e un amore incapace di pensare.


    Conosceremo l'odore del corpo
    e il sapore della terra
    il risveglio
    del colore dei nostri occhi
    saremo lì
    a raccontare le storie dell'infanzia
    e a parlare male del mondo
    così sbronzi da non prendersi sul serio.


    Il tempo si farà normale
    Continuo
    Scandirà il ritmo dell'attesa
    avvicinerà la tragedia e la beffa
    tutto questo sarà
    ma ora
    sono sospiri caldi
    umidi cristalli
    un amore incapace di pensare.

     
  • 19 gennaio 2010
    L'albero delle mimose

    Sull'albero delle mimose
    il rifugio tra i fiori
    intensi profumi
    scintille di oro
    salire lassù
    sul ramo più alto
    non lasciarsi vedere
    è stato sempre desiderio più grande,
    la condizione cercata
    poter scomparire
    senza spiegare il perché,
    anche la vita
    ha bisogno di pause
    momenti che non puoi raccontare
    sapori indecisi
    silenzio dei suoni
    certezze mancate
    nelle tue orecchie ronzii
    voci non confessate
    mentre osservi la terra
    l'aria asciutta in quell'ora
    la famiglia che tace,
    tutto il peso
    di quella salita.

     
  • 01 dicembre 2009
    Sogno di campagna

    Era steso
    sotto un albero
    con le foglie grandi,
    corteggiato
    dalla pigrizia,
    distratto,
    e ogni enigma
    era un pensiero bizzarro
    una nuvola di cielo,
    e intorno a lui
    quel brulichio di formiche
    sparse sulla schiena,
    indaffarate.


    Ogni volta
    che quel desiderio,
    la sua vita,
    si sarebbe fatto largo
    tra quelle foglie,
    nessuno
    forse nessuno
    lo avrebbe raggiunto
    quando sazio di curiosità
    si sarebbe lasciato andare
    al suo sonno inutile.

     
  • 23 ottobre 2009
    Illusioni di pietra

    Fino all'ultima illusione
    che la mia natura
    non trova il modo di perdere
    per essere eretti
    quando capovolti noi siamo
    cielo in un microscopio
    lampioni dietro le tende
    contenti per non morire
    perché la storia faccia il suo corso
    e noi a guardare
    non rugiada
    lance acuminate.

     
  • 10 ottobre 2009
    Ciclamini di campo

    I nostri baci
    li sento ancora
    al gusto di ribes
    di una gomma da masticare.


    Nascosti, sulla strada deserta
    dietro la pensilina
    di una corriera dismessa
    nell'occasione dell'assemblea.


    La scuola è già lontana
    distesi tra ciclamini di campo
    e odori di salvia,
    quella risata non trattenuta.


    Brevi pensieri, una nuvola in cielo,
    il corpo immaturo
    l'erba stretta
    tra le tue mani.


    Un altro bacio
    non certo io, non certa lei,
    è lo scirocco che passa,
    non vogliamo fermarlo
    chissà dove vuole arrivare.


    Tiepida luce
    su pietra viva,
    nulla si muove,
    l'abbandono
    il mare calmo.

     
  • 03 ottobre 2009
    L'acerba passione

    Voglio sottrarti
    a tutto ciò che mi precede
    cancellare
    tutta la strada che hai seguito
    annullare
    l'incertezza
    lo sguardo trattenuto
    rubare timidi pensieri
    e scendere più giù
    dalla montagna
    inseguiti da una valanga
    e con un lunghissimo mantello
    coprirne il respiro
    l'ansia la fuga
    per raccogliere ogni cosa
    che mi ha spinto a cercarti
    il coraggio dei versi
    le voglie di luci lontane
    l'acerba passione
    e provare ancora
    l'inizio di una storia
    infinita e illusa
    che si perde e scompare
    in questa notte segnata
    che ho chiamato per noi
    l'ho chiamata,
    ci siamo noi due
    la luna ci attende.