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Autore

Luigi Ippolito

in archivio dal 29 mar 2013

29 agosto 1984, Napoli - Italia

03 giugno 2013 alle ore 10:54

La morte di Elderico

Mi meraviglio di come mi sia ferito,
e di  come questo squarcio nell’ addome si sia aperto,
velocemente come il fulmine che apre il cielo,
inutile pensarci ora che il duello è finito
e lo pungolo avverso è cosparso del mio sangue.
Mi meraviglio di quanto sia stato stupido,
e di quanto la boria mi abbia lasciato scoperto,
la fortuna mi ha voltato le spalle oggi,
ed io ora ne pago pegno e rimpiango
la calma che non ho mai avuto.
Mi meraviglio della mia lentezza,
e di come una pugnale batta una spada,
se la mano di Dio trattiene il duellante,
che tronfio arreca torto ad un passante,
credendosi immortale ed invincibile.
Mi meraviglio di come morire suoni dolce e liberatorio,
e di come comprenda cosa ho distrutto con i duelli,
di come i pallidi volti dei morti mi osservino e ridano,
poiché oggi tutto per me termina all’ombra di un melo
per ogni peccato che dalle mie labbra non sarà mai lavato.

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