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in archivio dal 19 mag 2007

Manchelle Moren

05 maggio 1975, Roma
Segni particolari: Potrei sintetizzarmi in queste parole di Oscar Wilde: "amo i piaceri semplici, sono l'ultimo rifugio della gente complicata".
Mi descrivo così: E' mia consuetudine dare il massimo in ogni tipo di rapporto, professionale e/o affettivo...
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  • 21 maggio 2007
    Di notte

    Soffia il vento e stridono i battenti.
    Regge il lume la luna e la notte s'addentra...
    Colpi di fucile,
    il pianto d'un gatto,
    nelle vetrate una velata d'umido freddo.
    E' notte.
    Il sonno pian piano invade il mio pensiero.
    Per le strade
    gli stracci di un giorno,
    per le vie
    i sogni della gente.
    Scende a rilento un timido bagliore.
    Di notte la vita è più chiara.
    Si estende più grande del buio il silenzio.
    Ormai è tardi:
    ho nel cuore il sereno.

     
  • 21 maggio 2007
    Raccontar di te

    Raccontar di te...
    della tua umiltà,
    del tuo amore per la famiglia,
    del rispetto per la gente.
    Raccontar di te...
    della tua sete di giustizia,
    dei sogni semplici della tua vita onesta,
    del lieto silenzio che accompagnava l'osservare dei curiosi eventi
    del tempo.
    Raccontar di te, nel tempo... ora come sempre.
    Raccontar di te,
    di un uomo che amava e si faceva amare,
    di un uomo che non temeva l'uomo,
    e non voleva essere altro che se stesso.
    Mio Padre.

     
  • 19 maggio 2007
    C'è una cosa...

    C'è una cosa,
    che nella vita
    ti fa essere uomo tra gli uomini.
    C'è una cosa,
    nella testa degli uomini,
    che permette di arrivare "oltre".
    C'è una cosa,
    ed è l'unica,
    che permette il dialogo tra i diversi e le diversità del mondo:
    l' apertura mentale.
    Non esistono confini.
    Esistono uomini confinati.

     
  • 19 maggio 2007
    Amaro

    Ridi Pagliaccio,
    sbavato è il tuo rossetto sulle labbra amare.
    Pieni di pianto hai gli occhi,
    ma balli per un soldo che ti compra.
    All'anima parlar non puoi...
    E' il momento di far ridere di te.

     
  • 19 maggio 2007
    Sopra i pensieri

    Sull'altopiano silenzioso e vasto
    una solitudine più grande dell'immenso
    avvinghia le ferite del mio cuore.
    Come un medico,
    che cura tutte le piaghe di un corpo spappolato,
    ritorno a ricordare...
    guardando tra le nuvole...

     
  • 19 maggio 2007
    Nonno

    E non ci sei più...
    Non ci sei più tu...
    La vita va avanti senza che il tempo dia fiato.
    Anche oggi il mondo è diverso,
    senza più lo stesso sorriso...
    Senza le tue grandi mani...
    Quell'allegria...
    Senza i tuoi lunghi passi...
    le tue canzoni...
    Non canterà più la "bella biondina".
    Il cielo oggi ha meno azzurro.
    Si sono chiusi i tuoi occhi...
    ... e tu non ci sei più.

     
  • 19 maggio 2007
    Rosso di sera

    Rosso di sera,
    splendido orizzonte pieno di bello.
    Davanti alla mia casa il regalo più grande.
    Sotto i miei occhi così tanto cielo.
    Da lontano: le navi in mezzo al mare.

     
  • 19 maggio 2007
    E' sera

    E' sera.
    Come tanti poeti mi sono lasciata incantare.
    Poesia più bella.
    Cielo rosso sopra il mare chiaro.
    Luna piena, stelle brillantine.
    Grilli e raganelle dentro il fosso.
    Anima serena canta i tuoi versi all' immenso.

     
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  • 05 giugno 2007
    Un attimo e un'emozione

    Come comincia: Sandro era mattiniero. Determinato uomo di legge, tutto d'un pezzo. Oggi incontrava una ragazza prima di andare a lavoro.

    L'aveva pensata molto. Conosciuta in una chat. Appuntamento alle 9 in punto. Davanti a quel bar della piazza Garibaldi.


    Immediato il riconoscimento! Un abbraccio ed un bacio. Il dubbio che lei avesse esitato.

    Sei tu?! Non vedevo l'ora.

    Mi fai emozionare. Tremo. Che bello stare qui con te.


    I baci più appassionati dentro la macchina lercia di cicche e scopate passate. Sei speciale. Una cosa bella che mi sta succedendo. Voglio viverti. Sei nell'anima. Sei importante...


    Note brucianti accompagnavano questo apparente inizio di un folle amore.


    Saluti e baci. Poi ancora abbracci. Sms di arrivederci un minuto dopo la separazione. Bellissima storia che dura un giorno e finisce.


    Al lavoro. Sandro non mette mai nulla prima di questo. Ligio, puntuale. Agente scelto. Un giorno qui, poi a Bologna. Si torna a Napoli.


    Il telefono squilla. Minchia che vuole?!

    Il telefono squilla mille volte.


    Sì, un nuovo incontro, finalmente ritrovarsi. Strana freddezza.

    Come se il tempo avesse cancellato dal cuore ogni passata grande emozione.


    Per restituire quei baci in modo più appassionato che mai, con l'amore più profondo, come mai vissuto prima. In un posto squallido, quasi a presagire il dopo. Lei, avvinghiata al niente, cerca col pensiero un contatto, il suo cuore.

    Nessuna emozione profonda, nessuna farfalla intrappolata nelle viscere.

    -Che faccio con questo?-

    -Ti amo...Ti amo...-

    -Sì, anch'io ti amo!-

    Ciao.

    Fine di una storia.