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in archivio dal 07 ago 2006

Manuela Verbasi

22 ottobre 1963, Francoforte
Segni particolari: scrivo, ci provo, curo un sito di poesia e arte a cui tengo moltissimo
Mi descrivo così: Una Donna
Mi trovi anche su:

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  • Bacche di ginepro, mirto in gocce
    su rosso sangue e nera pece
    a rincuorare inebriando ogni vena
    dentro braccia d'albero di pesco.

    Capriccio  velluto da spolpare
    a morsi di tenerezza  respirando
    dichiarazioni d'amore a passeggio
    sul greto dei versi dai colori estivi.

    Concedi orme velate svelando
    carezze di labbra e di baci vernice
    in parole d'acqua verde immerso

    Senti d'essere voluttuoso mare
    e, del mare,
    conchiglia d’argenteo pallore

     
  • 02 agosto 2007
    Cose Così (fico)

    La notte è respiro scuro, scorre,
    prepotente solitudine tra muri silenti
    su labbra ai sogni consegnate

    Bacio urlante,  frastuono
    d'ombre confuse, speranze,
    toccarmi il collo e sentirti
    scricchiolando teneramente
    in memoria d'un cielo porpora

    Di chiaro ancora sciolgo
    il rosa carnicino, l'orizzonte
    dandoti le spalle, ora,
    lontana, vestendomi di nulla

    Nello stesso istante
    catturata da un respiro, sospiro,
    sperando di trovarti, rivederti,
    ape ebbra tra i fiori bianchi del fico
    Parlarmi con la saliva,
    schiavo d'amore nel delirio dei baci

     
  • Senz' orma di passi amore avanza
    betulla morbida dai pensieri di seta

    volteggia nel muschio sulle pietre
    collo ornato di bocche rossastre

    tra braccia forti del pruno ancorato
    canto di pelle rampicante sul muro

    desio ora desco di comuni mortali
    spezza i sospiri leccando i silenzi

     
  • Onde di sabbia nel mare immane,
    spumeggiano di giada accecando
    di fuoco si placano gesti cristallo
    crudele sapore a macchia di sale.

    Raschiano la gola riccioli bronzo
    scoperte incisioni non conosciute
    traboccanti coppe d' anse vuote
    lenzuola di fiume e fischi di sole.

    Estratto di rose nel folle volgere
    disperata-mente sorrido all' azzurro
    fino a spremermi papavero scosso
    bruciato sulla lapide nuda delle iridi.

     
  • Ascolto il fruscio delle carezze
    fazzoletti rossi sotto scarpe basse
    affondo ogni desiderio che percuote
    di risveglio lento l'alma fugace

    quando sei canto di pelle e di mani
    impossibili sogni attraverso i sensi
    sei discesa d'un volo stanco d'ali
    lungo i fianchi e ancora più giù

     
  • 01 agosto 2007
    Al mio amore

    L’aria è frizzante nel mattino dei petali freddi
    il sorriso allontana la notte di tiepido blu
    increspa i cuscini e spettina  letti di ferro
    arrotola momenti sotto braccio prima di legarli
    con dita curve di germogli e pensieri tristi
    ne fa ruggine di polvere da sparo.

    L’acqua del catino nel cuore di qualche bosco
    si fa specchio di trasparenza e siero di libertà
    unica via di fuga per sibilanti venti nelle tempeste
    vegliare sui sogni di mare e foglie d’acero
    finché randagia l’acqua non riavrà percorso

     
  • L'infinità dei tuoi occhi
    nel vento rannerito
    elitaria prode schiarita
    d'un colpo rapido

    sfaglio l'ultima figura
    passionale musmé
    giunonico spolettare
    nel far della sera

     
  • Voglio entrare nella notte
    e sgolato ogni dolore
    ripiegare miti e margini

    pelle sudata e sporca
    nell'oblio della paura
    di parole appese ai rami

    in socca di lino avorio
    segno a morte gli attimi
    di vuoto e di mimosa

    sterminata dal tormento
    respiro d'inguine la sera

     
  • 09 ottobre 2006
    Ancora Estate

    Ancora Estate di  finestre aperte
    capelli raccolti, ginocchia scoperte.
    Riflessi di sale e scollatura
    da torturare senza paura.

     

    Mani sapienti,  inumidite dita
    sotto un blu di seta fiorita
    Labbra rosate ed il sapore
    agrodolce, intenso, dell'amore.

     

    Lingua regala il martirio
    oblio di sensi in delirio
    Occhi verdi,  veri, spoglia
    li veste di sesso e di  voglia.

     

    18.09.06

     
  • 18 settembre 2006
    La Fenice

    Silenzio strano di un teatro vuoto
    tra velluti e penombre in
    luogo misterioso...
    tende rosse di velluto pesante
    fra ori e rossi...solo noi.

     

    Atmosfera sensuale e frizzante
    nella penombra ricca di chiaroscuri
    in uno storico teatro venexiano
    appartati fra i tendaggi noi
    complici amanti dell'amore.

     

    In un loggione al quarto piano
    quelli della nostra età si volano addosso
    si stringono più forte per non perdersi
    e la magia della musica si sente
    pur nell'ovattato silenzio

     
  • 18 settembre 2006
    Autunno

    Scesa la sera


    Sui piedi scalzi,


    Tralci di vite


    E foglie gialle


    Intreccio armonioso


    Di radici.


    Specchi di corallo


    E fili di perle


    Sul collo


    In attesa di baci


    Blu.

     
  • 31 agosto 2006
    Occhi verdi

    Giravolte di lingue in delirio
    Disegnano arabeschi su pelle.
    Scandaloso arpeggio di voci,
    Petali sfogliati e disinganno.
    Declivio di rosee dolcezze,
    Muto banchetto d’ombre.
    Profili  di letti spogliati,
    Stanze, occhi verdi e laghi.
    Denudati battiti silenziosi, 
    Foglie, fiori, profumati specchi
    Riflessi d’Amore, null’altro.

     
  • 29 agosto 2006
    Lettere d'Amore (Manchi)

    Sono sola, manchi tantissimo,  ti ho nella pelle, fra le mani, nella testa…sento che mi pensi e che mi abbracci, lo vivo questo Amore che mi nutre di colori e di fantasia, lo sento il tuo “sentire”, sento che cerca il mio e lo stringe al petto.

     

    Amore, Amore mio difficile e lontano, Amore immenso e denso di carezze che vorrei, di baci mai dati e di mille parole.

     

    Ti parlerò soffiandoti sulle labbra, facendoti l’amore; parlerai piano e sentirò la tua emozione nel viverci, dopo esserci urlati e dilaniati di assenze e vuoti incolmabili.

     

    Finalmente noi, talmente vicini da poterci toccare, talmente presi da non riuscire a parlare.

     

    Guardandoci negli occhi capiremo se siamo sogni fragili, cristalli impazziti o abili giocatori di poker che  per noia, per disperazione, o solo per gioco, azzardano e vivono un grande Amore.

     
  • 29 agosto 2006
    Al tramontar del Sole

    Nasconde il rossore delle guance tonde
    Trono vaporoso di nuvole bionde
    Dio dei venti e tempeste di lino
    Scure sul giorno d’ ombroso declino

     

    Stropicciando gli occhi coi raggi
    Sovverte le previsioni dei saggi
    Batte i pugni in gran frastuono
    E schegge lucenti diventano tuono

     

    Mestamente il sole incupito
    Trova il suo spazio nell’infinito
    Lascia  gli ormeggi per farsi  cullare
    Morire ogni giorno è più bello nel mare

     
  • 29 agosto 2006
    Cuore scolorito

    Velato labirinto in burrasca

    Indulgente di romanticherie.

    Vita incagliata e solitudine,

    Cuore scolorito, senza pelle.

    Nei giorni confusi disperdo

    Palpiti d’anima solenne.

    Discreta, detestandomi arranco,

    Incido, graffiando, catene laccate.

     
  • Seni che scavi con le mani
    Notti soporose e liquirizia
    Sorsi freddi di gelato al gelso rosso
    Sogni vaniglia e dune da percorrere
    Destini intrecciati fra lenzuola vissute
    Odorose di fuoco vermiglio e lavanda
    Di noi assetati d'abbracci e di cieli
    Di luna di stelle tatuate per caso
    Agrumi cannella e brividi
    Perle di sudore argentee
    Su pelle annusata a gambe aperte
    Profumo di giochi indicibili
    E orchidee rosse nei  capelli

     
  • 29 agosto 2006
    Nella mente un eco

    Nella mente  un eco

    Che torna all’infinito

    Desiderio d’abbracci

    Che non si placa

     

    Sete di saliva

    Sulle mie labbra

    Di carezze audaci

    In sospiri tremuli

     

    Con lingua tesa

    Accendo il fuoco

    Disegno e ti percorro


    Azzero le distanze

    Per volare con te

    Oltre lo spazio tempo

     

     
  • 28 agosto 2006
    Temporale

    Un vecchio casolare ros' antico
    Si staglia dall'immagine campestre
    Estate gialla,  tutto s'è incupito
    Lavanda tinto il cielo e pur violetto

    Di corsa a ripararsi dal maltempo
    La pioggia infradiciati li ha parecchio
    Fra il fieno si può star qualche momento
    E togliersi quei panni  appiccicati

    Si sente un vento forte, poi  fragore
    Tempesta è fiato corto,  poi l'amore
    Amanti avvolt'in musical  frastuono
    Nel dondolio ondeggiante
    Sussulto... lampo e tuono!

     
  • 28 agosto 2006
    Silenzio

    Silenzio di parole da trovare
    Tramestio di passi sotto pelle
    Intonaci si sfaldano poi cadono

    Non posso io cambiare la mia vita
    Sul cuore rosso i palpiti attenuati
    E dentro le mie spalle mi ritrovo

     
  • 28 agosto 2006
    Nonostante Noi

    Ironicamente soli
    fra mille altre solitudini
    vestite di colori e suoni
    di carezze mai date

    Umiliati, Noi
    a leccarci  ferite
    ancora  una volta
    per non abbracciarci

    Per non cedere
    alle lusinghe
    di un bacio in gola

    A mezz'ora 
    di silenzi e sguardi
    o ad una vita
    di passione fortissima

    Amore impossibile
    vivrai sottovoce
    in  pensieri dolcissimi
    dolcezze e battiti
    nodi in gola e lacrime

    Nonostante Noi
    stupidi
    orgogliosi
    cuori vaganti
    in cammino
    verso Te

     
  • 26 agosto 2006
    Lettere d'amore

    Conseverò tue lettere d’amore
    Le terrò strette con un nastro di velluto
    Nascoste  che nessun possa sfiorarle
    E poserò le labbra a trattenerle

    Respirerò  il profumo su di loro
    Impresso fra i tuoi polsi e la camicia
    Sospesa fra l’amore e le parole
    Cercando fra i pensieri un tuo ricordo

     
  • 26 agosto 2006
    Cose Così (uva nera)

    Passeggiate di bocche
    Umide  pressioni
    E fiati su declivi.
    Morbidezze squisite
    Levigati dolci seni
    Di frutta e sensi.
    Acquerelli e saliva
    Grappoli d’uva nera
    Setosi riti magici
    Di deliziose coppe.

     
  • 22 agosto 2006
    Salvami

    Tuffati in onde di pizzo e di raso
    Ricamato con canottiglie di vetro
    Culotte che accarezzano i fianchi
    Il tuo umore si illumina subito
    Sciogli ogni imbarazzo
    Guidami in performance
    Vietatissime
    Intercetta il mio sguardo
    Prendimi e salvami.

     
  • 18 agosto 2006
    Un bacio vero

    Sulle tue labbra
    Che mordo piano
    Un bacio vero
    Nei tuoi angoli morbidi
    Mi fermo
    Ti bacio
    Respiro la tua pelle
    Appoggio premendo
    Il mio seno su di te
    Abbraccio ed intreccio
    Mi perdo
    In un tuo brivido
    Gemito ad occhi chiusi
    Sospiro d’alito caldo
    E briciole di noi
    Su un letto di passaggio
    Il cuore a mille
    Ne sento il rumore
    Nudità d’amore pervade
    E rimanendo sogno
    Il tempo non scolora

     
  • Con le tue fantasie

    Di lingerie da sogno

    Verrai a cercarmi

    Nelle tue passioni

    Fra setosi lividi

    Io sarò atmosfera

    Di frutta candita

    Su  divanetti appartati

    E musica jazz

     
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  • 16 febbraio 2007
    Giulio

    Come comincia: Ommioddio quanto ti amavo Giulio, quando mi cantavi stonato come una campana "Buonanotte fiorellino" in Val Canzoi, al campeggio col prete e mi prestavi i tuoi enormi maglioni di lana perché non prendessi freddo.
    Passavamo ore a baciarci, giornate intere, una volta tornati dalle vacanze, anziché fare matemetica,  nell'ufficio di tuo padre... sento ancora i brividi delle leccate sul collo e le tue mani e la tua barba a sfiorarmi le labbra...
    Gli sguardi innamorati e l'amore in piedi nel sottoscala della canonica.
    Oh Giulio! quello è stato l'amore della passione, le superiori e le giornate a far finta d'andare a scuola per stare assieme. Le manifestazioni non so nemmeno per quali ideali...  Una giornata alla stazione, un freddo assurdo, le mie mani fra le tue e il tuo alito a scaldare dita intirizzite...  dentro il fuoco rosso della passione... non esisteva il mondo intorno, avremmo potuto far l'amore anche lì alla stazione.
    Poi ti ho invitato al mio matrimonio per farti dispetto e dimostrarti che sopravvivevo senza te però non son riuscita a guardarti tutto il giorno...  hai anche suonato e cantato le nostre canzoni assieme ai nostri amici.
    Mi avevi lasciata Giulio perché non era "giusto" in una compagnia stare sempre soli in disparte... eri cretino Giulio? Io ti amavo tantissimo! Ho sofferto per mesi. Tu hai detto a tanti che ti eri pentito d'avermi lasciata... bastava lo dicessi a me... avevi diciott'anni, io quindici...
    Tu vivi a trecento metri da casa mia... sposato hai avuto una bambino l'anno... forse per questo tua moglie è quasi calva.
    Mi somiglia pure, occhi verdi... slanciata verso il basso...  però è più bassa e un pò calva... ti sta bene, Giulio.

     
  • 09 settembre 2006
    New York, New York

    Come comincia:

    Dalla finestra si stagliava un panorama desolante e la frustrazione aumentava quando costretta a fare l’avvilente confronto fra quanto vedevo e quanto avevo visto nel mio recente viaggio in America.
    Meglio fare un caffè e fumare una sigaretta...
     
    Sul ponte a metà strada tra Manhattan e Brooklyn il vento pungeva il mio viso, pallido e tirato, preoccupata per l’esame che avrei dovuto sostenere di lì a poco...si ero preparata, ero pronta, ma perché quest’ansia?
    Veloce fra la gente nella confusione un po’ kitsch di Timesquare noto la vetrina di un negozio di souvenir, in bella mostra spicca un vasetto di “Love Tonic”, crema al cacao da spalmare sul corpo, ottima per il gelato o qualsiasi altro uso ti venga in mente, dice l’etichetta... chiaro no? Per sei euro non posso chiedere di meglio! Sorriso ebete stampato fisso: non so se per avere in borsetta ben due confezioni di Love Tonic  e la certezza che mai l’avrei usato, ma non avevo potuto resistere alla curiosità di prendelo, o per l’agitazione di dover sostenere l’esame.
    L’appuntamento è al St Ann’s Warehouse splendido teatro e sala concerti.
    Uno sguardo all’orologio, odio fare tardi, mi mette in una situazione di disagio.
    C’è un signore ad attendermi, si avvicina per salutarmi: è molto elegante capello brizzolato sui cinquanta penso, ben portati, una persona decisa, dalla stretta di mano lo capisco: non sopporto che mi si dia la mano moscia, penso che appartenga a persone mosce in tutti i sensi.
    Amo le persone decise.
    Lui ha un profumo che conosco, ricordo esattamente è il Kouros di YsL..adoro questo profumo speziato!
    Prima,  ceniamo, dice con un sorriso (data l’ora e il mio pallore, avrà pensato che stessi svenendo dalla fame! Non era per niente fame, ma mi sembrava scortese rifiutare un invito al Rice, vicinissimo e straordinario).
    Tutto è particolarmente chic, devo ammettere che il mio cappotto Armani fa la sua bella figura in questo contesto: è praticamente perfetto sopra il vestito in lana leggera, mi sento anch’io perfettamente adatta all’ambiente ed alla compagnia.
    Cena elegante.
    iniziamo a discutere il progetto per cui sono qui, lui mi pone domande mirate e precise cui rispondo piuttosto tranquillamente, parliamo di pubblicità, è il mio pane, del lancio di un prodotto a livello mondiale.
    Fra tempi stretti, preventivi e idee fintamente spontanee arriviamo al dessert, lui  mi dice con un bel sorriso: Manuela,  le affido la campagna pubblicitaria che dovrà organizzare qui a New York nei nostri studi, penso sia la persona adatta.
    Da svenire!
    Mi sentivo svuotata felice e preoccupatissima di non essere all’altezza, preoccupata quanto eccitata di rimanere in America per tutto il tempo che sarebbe servito.
    Stranamente silenziosa, per non far trasparire l’agitazione che mi fa essere logorroica, stavo torturando il tovagliolo.
    Lui propone di scendere al bar sotterraneo Low: musica live, ambiente molto raffinato e riservato...ci tratterremo ancora un po’. Ma si, perchè no.
    Piacevole serata, piacevole compagnia, ci sarà modo d’approfondire la conoscenza o forse no.
    Un pò mi ha corteggiata ma senza esagerare, mi ha chiesto il numero del cellulare, che aveva già, probabilmente per essere autorizzato a chiamarmi. Perché no? Sono sposata. Perché si?
    Mi consegna un mazzetto di chiavi, mi accompagna al portone enorme di un grattacielo, saluta e va via.
    Mi dico da sola che pensavo  mi stesse corteggiando mentre era solo gentile, e io già m’ero fatta il film, un bel film a dir la verità.
    La realtà è diversa, sorrido fra me della mia sceneggiatura fantasiosa.
    Chiedo al portiere di accompagnarmi, eccomi arrivata: una porta da aprire, ho le chiavi in mano, sono distrutta e non so cosa troverò oltre quella porta.
    Un respiro profondo:ormai devo entrare!
    Entro in un loft fantastico, con enormi finestre che danno su Broadway. Luci colori, vita e io sono qui!
    Le mie valige enormi al centro, potrei non aprirle, girare i tacchi e tornare a casa, farmi portare da un taxi all’aeroporto io e le mie belle valige firmate...forse sarebbe meglio!
    ...forse sarei pazza! Resto!
    Una doccia, mi sento rinata, ridiscendo prendo un taxi e chiedo di fare un giro per la città, per curiosare, vedere tutto ciò che posso per il tempo che starò qui.
    Siamo a metà ottobre, voglio vedere Manhattan stasera, subito, lo sogno da una vita, chiedo di portarmici.
    Quante luci! Quanta gente!
    Un quartiere multietnico perfetto per gli Artisti, ogni giorno c’è un Vernissage e la Night Life non si ferma mai; manifesti pubblicizzano il Festival Art Under The Bridge, uno degli eventi più importanti di New York.
    Chiedo al taxista di fermarsi.
    Scendo, sentendomi attratta dal "Bar quattro" famosissimo,  che ha un menù solo per i Martini! Il barman mi suggerisce la versione Espresso: Vodka alla vaniglia, Kahlua e caffè.
    Nelle narici e nella mente quel profumo: Kureos di YsL, strano.
    Un tocco leggero sulla mano mentre avvicino il bicchiere alle labbra: è qui anche lui! Mi va per traverso il Martini! Che pessima figura! Macchiato il mio vestito e pure la sua camicia!
    Iniziamo a ridere e a guardarci meglio negli occhi: lui scuri, io verdi, lui sa parlare, io so tacere...
    Una sigaretta, penso che avevo ragione io e non era un film, la sua voce le sue mani a sfiorar la mia scollatura, e un tentativo di bacio che va a buon fine.
    L’inizio di una storia come tante o forse unica, per me sicuramente importante. Torniamo assieme al mio appartamento, a fatica riesco a non farmi spogliare del tutto in ascensore.
    Dopo la guerra fra le lenzuola, dico dispiaciuta: non ho visto nulla di Manhattan!
    Lui mi prende i polsi e mi blocca le braccia in alto mentre mi bacia il collo...non riesco a muovermi, blocca le mie con le sue ginocchia, mi bacia le labbra, mi respira...penso che ci sa fare.
    Poi ha un buon profumo: è sicuramente il Kouros di YsL.
     ...Manhattan può attendere.

     
  • 09 settembre 2006
    Venezia 25 Novembre 2005

    Come comincia: Lo sguardo pigro di chi vuole rimanere in balia del sonno poggiato su un luogo familiare mentre il cuore e i sensi cominciano ad aprirsi per raccontare l’amore e la passione per quello che sono, ridotti ai minimiLa stanza ha un vecchio logoro balcone con le colonne di marmo bucherellate, divorate impietosamente dal tempo e dall’aria che sa di salsedine. C’è una tenda d’organza che tenta d’uscire e godere della brezza pungente di questa mattinata novembrina. Il caffè, poco zuccherato, lo assaporo poggiata sul davanzale, non mi và di svegliarmi, di vestirmi, di uscire fra le formiche che riempiono la mia città di colori e di rumori.

     

    Gusto lentamente il caffè e mi nutro di quel paesaggio antico, surreale; la tenda d’organza non smette di carezzare le mie gambe scoperte.

    Avvolta nella vestaglia lunga di velluto rosso porpora, ultimi minuti di silente pensiero, accendo una sigaretta,  ti penso, vedo le tue labbra che accennano ad un sorriso, ti  sento fortemente  come fossi qui, so a memoria come toccano le tue mani, so che gusto ha la tua bocca.
    Non smetto mai, mai  di pensarti e di sentirti: ora vorrei fossi qui... sorridi stringendomi, in un abbraccio.
    Carezza il mio desiderio, fallo tu, con le mie mani,  mi desideri io ti vorrei dentro me per tenerti qui, non farti andare via. Chiudo gli occhi, sento il tuo profumo di dopobarba, mi sento osservata…quella percezione che sento quando gli occhi di qualcuno mi stanno scrutando.
    Le tue mani su di me, le tue labbra umide sul mio collo, mi cade la tazzina dalle mani, mi chino a raccoglierne i pezzi.
    Tu sei qui, amore mio dolcissimo, avvolgente, continui a carezzarmi e baciarmi, con labbra socchiuse mi parli sulla bocca, le sensazioni si moltiplicano, mi sento in balia di te; mi piaci così tanto, mi piace amarti,  sento il mio corpo cercarti, insistentemente cercarti…mi manca il respiro…respiro col tuo respiro, sospiro nei tuoi sospiri.
    Mi abbandono al desiderio, alla voglia di te. Nel nostro letto sognato, lenzuola stropicciate e petali di rosa. Dirompente il diluvio, gemendo, respirando a tratti... la quiete.
    Potrei morire adesso tanto sono felice. Ora, come allora.