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Autore

Marco Di Milla

in archivio dal 13 mar 2006

15 luglio 1972, Roma

mi descrivo così:
"Come faccio a far capire a mia moglie che anche quando guardo fuori dalla finestra sto lavorando?" J.Conrad

13 marzo 2006

Fuori niente

I giorni arrivano strani

e nulla mi è dovuto

fuori succede

che niente mi sopravvive

la luna si arrende

all’alba che caldeggia

e mi cancella nella nebbia

nell’approssimazione

del mio destino

che tenta invano,

dove l’anima è muta

e il desiderio vuoto

Chi può stupirmi

chi, se non tu

Ma quanto sei lontana

Sei frutto inarrivabile

precipitato

nell’abisso umano

di un vile pudore

e non ci avvicina neanche

il nostro bicchiere

che si svuota

nella futile ebbrezza,

nel narcisismo

di una superba solitudine

Vorrei sentirti al tatto

in tutta la tua sostanza

per avvertirmi ancora

una presenza

disciolta nella vita

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