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Poesie di Marco Saya

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  • 17 settembre 2015 alle ore 20:34
    Untori

    Ci si affanna
    a correre (a vuoto)
    per essere comunque.
    La natura, invece,
    segue il volere
    del tempo.
    Non ha fretta,
    osserva
    l’ordinato andamento
    delle formichine.
    In fila indiana evitano
    come la peste gli untori
    del dubbio travestito
    da certezza.
     

  • 17 settembre 2015 alle ore 19:05
    Resurrezione

    L’occhiata nemica
    del mondo
    (o il tuo non ascolto …?)
    annichilisce il marasma
    del dettato secolare,
    pause temporali
    stanche e strofinate
    di sangue,
    e noi,
    piatti come una lisca
    che si lascia buttare
    nel mare
    o ancora più piatti,
    sottili come quei sassolini
    piccolissimi e bruciati
    dal sole
    che si insinuano perversi
    tra le dita di piedi
    veloci sulla spiaggia.
    C’è una nave che passa
    all’orizzonte (immagine scontata),
    potremmo raggiungerla,
    (il dove della poesia, banale)
    e poi salire, ecco salire
    solo per un attimo,
    un attimo di resurrezione.

  • 15 settembre 2015 alle ore 18:25
    Dissolvenza

    Nel pensare il principio
    e la fine,
    due occhi aperti
    non si guardano
    mai,
    due fanali si spengono
    con l’autista
    in dissolvenza

  • 15 settembre 2015 alle ore 15:59
    Chiamale se vuoi … emozioni

    Mi emoziona un gatto
    che fa le fusa,
    chi si commuove
    per il sorgere
    dell’alba
    o per il truculento graffiti
    di un pisciatoio
    dell’autogrill.
    C’è poi chi palpita
    d’amore
    per una donna
    o per un uomo
    o per entrambi
    o per un proprio dio
    o per il proprio io.
    Stolto chi pretende
    di etichettare le emozioni
    come fossero confezioni
    di pasta Barilla esposte
    per pochi centesimi
    ai discount delle merci avariate.

  • 13 settembre 2015 alle ore 21:16
    Poesia

    Eravamo versi liberi
    a spasso

    ubriachi tra le strade
    a senso unico
    della forma

    cercavamo lettere d’oro
    in profondi tombini
    scoperchiati da una bomba
    inaspettata
    di scroscianti parole

  • 12 settembre 2015 alle ore 10:42
    Élite

    Guardateli, quale pena
    con penna d’oro
    scrivono del meteo
    esclusi dalle concimaie!

  • 11 settembre 2015 alle ore 18:36
    Lobotomia

    Un mattino qualunque,
    tacchi bucano l’asfalto
    come scavi di trivelle.
    Tintinnii di orecchini,
    bisbiglii metallici,
    mercatini meccanici
    giostre in movimento,
    odori di kebab,
    un telegiornale sbraita
    da chissà dove,
    distrattamente osservo un albero,
    poveretto … sembra un gingillo
    fuori posto
    come le parole a caso,
    tanto per dire,
    tanto per cucinare qualcosa,
    tanto per dormire una notte
    qualunque,
    tutto confluisce
    nell’unico fiume,
    orgia di liquidi seminali,
    scarichi di lavatrici,
    neonati nei bidoni,
    città bidonville,
    teste ciondolanti,
    bambolotti senza pile,
    il sole scalda meno,
    ottobre è vicino,
    passo dai cinesi,
    le pile sono
    a buon mercato!

  • 10 settembre 2015 alle ore 18:03
    Tendone

    La Storia mi ha scritto una lettera
    spiegandomi che io appartengo ad essa.
    Le ho risposto che è una pagliaccia,
    gli spettatori del suo circo sono
    bambini accompagnati
    da adulti “consenzienti”.
    Se nascessimo orfani
    potremmo sceglierci
    il palinsesto, abbattere
    quel tendone liberando
    tigri, leoni, cavalli, elefanti
    e di nuovo riempire l’arca
    pronta a salpare per una
    nuova destinazione.
     

  • 09 settembre 2015 alle ore 18:41
    Universi

    Siamo universi
    di molecole
    in universi di astri.
    Essere soli
    tra Soli
    accecati dall’Insieme.
     

  • 01 settembre 2015 alle ore 21:06
    Domani

    Domani sarà come oggi.
    Dopodomani sbraiterò
    contro il passato per l’imbroglio
    di stagioni che non mutano mai.
    Nel reclinare il capo da una parte
    il sonno mi condurrà in un tempo
    da cui imparerò a vedere la mia
    pellicola a ritroso. La forbice taglierà
    il non ricordo delle cose morte.
    Un ago ricucirà l’unico fotogramma
    vivo nel prenatale limbo
    di un cordone che ci lega
    all’origine celata.

  • 29 agosto 2015 alle ore 19:44
    Amniosi

    Ritorneremo nell’amniosi
    amnesia del prima, del dopo
    ci toccherà bere qualcosa
    di nuovo, che sia buono
    - stavolta -
     

  • 29 agosto 2015 alle ore 19:10
    Tutto uguale

    Tutto uguale, la banda del paese
    ripete i suoni di ogni anno,
    rulli di tamburi e bambini festosi
    tagliano zigzagando il corteo.
    Agli angoli delle stradine una
    folla di curiosi  osserva, fedele,
    la consunzione del rito.
    La processione segue il percorso
    prestabilito, c’è chi applaude,
    chi sorride, chi piange il proprio Dio,
    nessuna preghiera per il vicino
    di casa che muore ogni giorno.
    Questa piccola umanità raggiunge
    la piazza principale, polpi fritti
    alimentano l’allegra compagnia
    che si scioglie come neve al sole
    in attesa di una nuova primavera
    sempre uguale.
     

  • 28 agosto 2015 alle ore 16:25
    Caipirinha

    Si diventa vecchi prima dell’andare
    a capo.
    Una caipirinha e quattro giovani in un bar
    ci risvegliano dal coma della vita
    e la routine torna, scornata, tra
    gli scaffali di riserve doc impolverate.
     

  • 05 luglio 2015 alle ore 12:38
    così presero la mira

    così presero la mira
    nel  presente dei ciechi
    schivando pensieri
    sparando su lattine
    di Coca ammaccate
    poi riutilizzate
    con i filamenti
    di una cicca umiliata
     

  • 05 luglio 2015 alle ore 12:37
    si dice sempre che sarebbe

    si dice sempre che sarebbe
    auspicabile schiattare di colpo
    così come quando la poesia
    ti chiama all’improvviso
    e non devi agonizzare
    per giorni solo nel pensarla.
     

  • 05 luglio 2015 alle ore 12:36
    ho finito la scorta di infiniti

    ho finito la scorta di infiniti
    che avevo a disposizione.
    mi toccherà scrivere
    in orizzontale su qualche centimetro
    di foglio. tante parole brevissime
    ma che siano tante così da sommarle
    verso dopo verso. l’infinito sarà
    un limite finito algebrico
    che tenderà allo zero della lettera.
     

  • 05 luglio 2015 alle ore 12:35
    si sta … o come eravamo …

    si sta … o come eravamo …
    né Ungaretti né Robert Redford
    e Barbra Streisand.
    la poesia è in scena
    da Godard:
    - bisogna vivere piuttosto che durare -
    il palcoscenico dell’oggi
    non dura e non vive.
    solo bruciature di sigaretta
    nello scorrere della bobina
     

  • 05 luglio 2015 alle ore 12:34
    Il vento muove le foglie attaccate

    Il vento muove le foglie attaccate
    ai rami,
    paiono salutarti,
    così maestosi,
    giganti buoni,
    tante mani protese
    per un abbraccio solidale,
    noi e loro, de-urbanizzati
    e de-forestalizzati
    sangue e clorofilla
    anemizzate nel pallore
    di un viso
    o di un tronco secco estinto
    nel cemento,
    una stretta di ramo
    e un arrivederci. 
     

  • 05 luglio 2015 alle ore 12:33
    avrei potuto dire di no

    avrei potuto dire di no
    a tante cose, avrei potuto dirne
    di sì ad altrettante, avrei potuto
    dire forse all’incedere del dubbio,
    le cose, alla fine, decisero
    per il manichino esposto in una
    vetrina dove solerti commessi
    lo rivestivano a festa!
     

  • 05 luglio 2015 alle ore 12:33
    Ho sempre considerato la mente

    Ho sempre considerato la mente
    un’orgia di tempi,
    pensieri sparsi tra passati remoti
    e presenti non presenti,
    futuri trascorsi nell’attesa
    del rinfresco di pareti
    chiuse. L’allodola
    trilla nella gabbia,
    così noi felici
    cantiamo
    nel pianto del mondo.
     

  • 05 luglio 2015 alle ore 12:32
    Oggi a Milano era una splendida giornata

    Oggi a Milano era una splendida giornata
    con un cielo terso.
    Una badante portava a spasso una vecchietta
    su una carrozzina.
    Mi sorrideva la vecchietta, un sorriso sincero
    accompagnava i suoi occhi ridenti.
    Osservava l’azzurro intenso
    del cielo. Considerava
    che mai avrebbe potuto essere migliore,
    questo suo ultimo stare
    tra i sensi della vita.
     
     

  • 05 luglio 2015 alle ore 12:31
    che esista o non esista

    che esista o non esista
    chi o non chi
    insomma ma poi …
    millenni che ne parliamo
    prepara la cena
    che il TG7 inizia alla 20,
    puntuale.
     

  • 05 luglio 2015 alle ore 12:30
    guarda la copertina di quel libro

    guarda  la copertina di quel libro
    ruvida e vissuta
    le pagine sono sempre lì,
    il filo refe le rende immortali.
    la superficie di pelli raggrinzite,
    gli organi in sofferenza 
    e forse l’anima appartiene
    a quella pagina eterna prima
    dell’incendio o di una scucitura
    del collant.
     

  • 23 marzo 2015 alle ore 18:19
    riflessi circensi

    Una mattina di Marzo mi recai in posta dopo aver preso prima un caffè al bar
    e poi capovolsi specchiandomi le immagini degli accadimenti. Mi ritrovai a testa
    in giù in un doppio ufficio postale dopo aver sorseggiato un caffè doppio in un
    doppio bar ed elevando all’ennesima potenza questo gioco di riflessi circensi
    tanti me facevano la fila in posta, tanti me gustavano la tazzina di caffè. Ero
    divertito dallo specchio dell’ego che si trastullava su anonimi sconosciuti quasi
    volesse impossessarsi di tutte le loro vite. Bastava solo la mia, la somma non
    avrebbe mai raggiunto il capolinea del tempo, i binari erano stati sostituiti dalle
    veloci rotaie e Italo era solo uno dei tanti nomi comuni, uno dei tanti avventori
    di un qualsiasi ufficio postale o di un qualsiasi bar.

  • 19 marzo 2015 alle ore 16:03
    concetti

    gioca pure con i concetti,
    sempre gli stessi: il tempo e la natura,
    la vita e la morte, il vecchio
    e il bambino, la pace e la guerra,
    l’amore e la solitudine. ora mischiali:
    il bambino e la guerra, il vecchio e il tempo,
    la vita e l’amore, la morte e la solitudine,
    la natura e la pace.  e poi rimischiali
    e rimischiali ancora come in un mazzo di carte.
    il jolly ti sorride beffardo, il concetto
    appartiene ai sinonimi. ritenta
    con un mazzo truccato e senza il jolly.