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Maria Angela Carosia

13 marzo 1965, Genova - Italia
Mi descrivo così: Scrivo in diversi siti, e sono in cinque antologie. Ho scoperto di amare la scrittura qualche anno fa, da allora non riesco più a smettere, questa passione mi ha davvero travolta. È uscito il mio primo libro, "Il sole s'affacciava"e un'altra vita

elementi per pagina
  • 17 gennaio alle ore 16:34
    C'è deserto nell'aria

    C'è deserto nell'aria
    la paura sgretola
    il mondo. Lo invita
    a munirsi di spade
    a salvare l'anima
    a fronteggiare fantasmi
    usciti da covi
    scurissimi, un'ora di respiro
    soltanto, nei nascondigli segreti
    rimprovero alla vita
    che nulla non fa
    per mettersi al riparo

     
  • 08 gennaio alle ore 10:57
    Non cercare di capire

    Non cercare di capire
    perchè è il silenzio
    che ti spiega
    lui è la soluzione
    di tutto, è il mezzo
    che fa arrivare
    alla verità, verità attesa
    in un temporale di fine estate
    fra parole forse molte
    molte da soffocare, toglierti
    una calma vera, quella sempre
    cercata, che quando arriva
    rimpiangi, di non averla trovata prima

     
  • 27 novembre 2016 alle ore 22:21
    Nelle ombre ti specchi

    Quando perdi una mano
    sicura, nelle ombre ti specchi
    e cammini inseguendo il vento
    tornare vorresti rivedere quelle onde
    calme attraverso l'anima
    spenta al centro di un vuoto
    che rimane su di un fianco penetrando
    mentre senti palpebre leggere
    dove scendono gocce di pioggia
    che lavano dolori, forse per sempre
    come acque infinite

     
  • 25 ottobre 2016 alle ore 17:14
    Ballerina

    In un soffio sei felice
    voli come una colomba
    sulle punte danzi
    e attenta il pubblico guardi
    mentre giri saltellando
    nelle tue morbide grazie
    rivestite di un bianco soave
    in un unico balletto che avvolge
    nella magia della tua bellezza
    con i capelli ben raccolti
    Sul palco ti lasci andare
    ed i fari alti, illuminano
    la danza, applaudita dopo
    un silenzio educato
    nel cuore che batte
    emozionandosi

     
  • 06 settembre 2016 alle ore 16:39
    Ombre dubbiose

    Un colore è mutato
    è diventato più opaco
    quei valori salgono
    tendono a salire
    e le giornate pensano
    guardandosi leggendo
    qualche riga per trovare
    risposte distensive
    in ombre dubbiose

     
  • 06 settembre 2016 alle ore 12:17
    Quando l'ispirazione non c'è più

    Un raggio di sole
    se ne va. Ti lascia
    senza parole
    fra lacrime di un vento
    che tiepido si scioglie
    scrutandoti tra righe
    di un foglio dove
    non sai cosa scriverai
    Guardandolo pensavi
    a quanta ispirazione
    arrivava, e sprigionava
    la tua fantasia.
    Tu felice scrivevi
    la tua penna scorreva
    in frasi
    che non avresti mai
    creduto potessero arrivare
    prima di fermarti a pensare
    nella malinconica
    poesia, tenuta stretta per un po'
    e dopo pubblicata timidamente.

     
  • 08 agosto 2016 alle ore 23:06
    Apatia

    Ti perdi in quelle
    oscure dimensioni
    che non possono
    essere adatte a te
    Ti perdi mentre provi
    a cancellare ricordi
    fastidiosi e noiose
    interruzioni in zone
    limitate per te
    Ti perdi in quei segnali
    che ti lanciano quelle vie
    vivaci, e tu, stanca di esser
    viva, vorresti addormentarti
    assaporare soltanto la vera
    serenità, che senti solo tu
    dentro di te, accompagnata
    da una musica soave
    nel silenzio del cuore

     
  • 08 agosto 2016 alle ore 11:03
    Quegli alberi

    Quegli alberi si abbattono
    cercano un sostegno
    e lo cercano morendo
    Fra le case sbiadiscono
    Uno scroscio d'acqua
    incessante cerca fra siepi
    la pace ed una culla che conforta
    lasciandoci sereni
    farci scoprire parti migliori
    accantonate in angolini sfruttati
    negli stessi dialoghi
    che non hanno mai fine

     
  • 25 giugno 2016 alle ore 8:07
    Illusioni nel buio

    Albergano nelle reti
    dei lamenti
    che intrappolano i sogni
    ad occhi aperti, dicendosi
    è vero, verissimo
    non può essere falso
    e si prova a trovar
    un altro alibi
    più convincente del primo
    sospeso ad una cordicella
    che tintinna, aspettando
    di esser sostituito
    dal suo successore
    mentre il viaggio
    prosegue, verso la meta
    bellissima, quella sperata
    vissuta in armonia
    dove ti convincono ad illuderti
    ancora e fantasticare all'orizzonte
    allontanato dalla magia
    nel sole senza un sorriso
    con un'altra melodia

     

     
  • 22 giugno 2016 alle ore 9:49
    Senza una continuazione

    Aprono spie scure
    appaiono come lingue
    biforcute, nei soli
    di complessi vani
    che tengono tendoni
    scuri dividendoli
    e subito richiusi
    la luce non deve entrare
    deve rimanere coperta
    dalle tenebre inabissate
    nei luoghi delle tombe
    centenarie, ove la nascita
    non viene ricordata
    sepolta dall'infinito
    da quelle distese di ghiaccio
    glaciale, abitate da bestie
    in via di estinzione, su lastroni
    senza una continuazione

    NB mi riferisco ai misteri

     
  • 04 maggio 2016 alle ore 16:52
    Si smorta il sole

    Si smorta il sole
    coprendo il giorno
    che nel buio non respira
    ed il sospiro cresce
    negli occhi in fari
    luminosi
    dove si rivedono
    oggetti fuori posto
     

     
  • 28 aprile 2016 alle ore 11:53
    Sono attimi

    Sono attimi
    d'improvviso si perde
    la vita non senti più nulla
    non vedi più niente mentre
    chi resta batte i pugni piangendo
    prendendosi le mani portandosele
    al petto come se non esistesse
    neanche un frangente di tempo sereno
    per nessuno, ed invece sì
    che non guarda nemmeno
    sfiorando appena con lo sguardo
    senza pensare che potrebbe
    succedere anche a lui, la stessa
    bruttissima cosa improvvisamente
    quando sta ridendo, credendo
    che non succederà

     
  • 08 aprile 2016 alle ore 16:06
    Com'è triste

    Com'è triste vedere
    vite che si sfaldano
    ogni giorno
    fare i conti
    con la propria paura
    senza un raggio di sole
    in colori spenti
    mentre il timore avanza
    e a nulla serve richiamare
    certe attenzioni
    quelle respirate
    nella speranza
    che sia quella giusta
    di una salvezza desiderata
    un sogno soltanto
    allontanato con crudeltà
    come se non fosse
    importante per la vita
    di ogni essere umano

     
  • 03 aprile 2016 alle ore 13:56
    Non ci sono ricordi

    Non ci sono ricordi
    e neanche speranze
    quando viene a mancare
    tutto qualsiasi cosa
    si rivolta su stessa
    volendo cancellare
    ogni minimo dettaglio
    ogni minimo particolare
    che può aver fatto
    per un attimo felice
    uno dei pochi scorci
    che possa aver incoraggiato
    a dire ma dai non sono
    proprio così male
    come sembrerebbe
    ed invece ci si accorge
    con il trascorrere del tempo
    nelle tristezze che niente
    esiste, di divertente
    che in realtà non è mai esistito
    continuando a chiedersi
    se forse era solamente
    un sogno e nulla più

     

     
  • 29 marzo 2016 alle ore 13:40
    Un fuggi fuggi

    Un fuggi fuggi
    ci ritroviamo
    a dover inseguire
    Nel correre
    si perdono
    tutte le speranze
    quelle che aspettavamo
    e quelle realizzate
    in un dramma annunciato
    con nastri avvolti
    nei dolori che uccidono
    ancor prima di morire
    davvero con la morte
    finta
    ma più brutta
    di quella vera
    mentre tutto se ne va

     
  • 24 marzo 2016 alle ore 18:18
    Nascerà

    Foto sbiadiscono
    passando negli anni
    impolverandosi
    come ricche biografie
    distratte da profonde
    malinconie, che scoppiano
    in pianti dirompenti
    fra spighe di grano
    coltivate tra la luce
    che nascerà
     

     
  • 21 marzo 2016 alle ore 9:58
    A volte penso

    A volte penso
    ai migliori
    che muoiono
    giovani
    ed altri che non lo sono
    non muoiono mai
    come uomini abbandonati
    a destini stanchi
    A volte mi domando
    se è giusto tutto questo
    in un'atmosfera
    appesantita
    dalle troppe prigioni
    di un vivere spento
    per i più sfortunati
    innamorati
    ma senza punti
    di riferimento
    nelle accese sintonie
    di esseri ingordi
    affamati delle luci

     

     
  • 11 marzo 2016 alle ore 16:01
    Senza umanità

    Le parole non sono più
    come quelle di una volta
    sono cambiate
    e con esse
    anche le abitudini
    più vuote, senza valori
    senza umanità
    quella che distingue
    tutti gli esseri viventi
    rendendoli meno acidi
    meno opportunisti
    Quando c'era poco
    si viveva, rispettandosi
    davvero
    non trascurando i deboli
    quelli veri, che si amano
    e si aiutano reciprocamente

     
  • 24 febbraio 2016 alle ore 13:09
    Notti insonne

    Appaiono incerti
    questi venti
    hanno bisogno
    di chiarezze
    che apprenderemo
    assimilandole
    accompagnate
    sin dal mattino
    con cuori
    che battono
    e frastornati
    guarderanno
    vetrate
    toccate da pensieri
    assonnati ma vigili
    per evitare il buio
    delle notti insonne
    iniziando un nuovo
    anno, spaccato
     

     
  • 26 gennaio 2016 alle ore 10:25
    C'è tanto egoismo

    C'è tanto egoismo
    troppo, imperversa
    su ogni pensiero
    che non vuole
    comprendere
    fin dove il male
    si diffonde
    fin dove arriva
    ad intaccare il cuore
    che si riversa
    lacrimando
    ogni volta
    nel suo mare
    tempestoso
    non capito
    neanche quando
    si dispera e piange
    nel chiedere aiuto
    che mai dall'uomo avrà
    ma da Dio sì.

     
  • 09 dicembre 2015 alle ore 17:27
    Poeti che spariscono

    Poeti che spariscono
    si immergono nel tempo
    di una lacrima sottile
    senza volto ne nome
    in cerca di cosa
    Volano come ballerini
    sognando di essere
    ancora vivi mentre
    si sentono persi
    posseduti dal nulla
    da un buio
    che li acceca
    e non li fa ritrovare
    continuando a cercarsi
    con la rabbia di fuoco
    fiamme alte li prendono
    portandoseli via
    in una distesa solitaria
    dovve stanno con se stessi
    a disvelare la fine delle illusioni
     

     
  • 03 agosto 2015 alle ore 18:50
    Crimine

    Orrori lasci
    sugli usci
    delle porte
    che gemono
    eterni drammi
    di disperazione
    con i più efferati
    atti criminali
    in guerre convocate
    dal cielo, di donne
    uomini e bambini, messi
    a supplicare difronte
    ad ordinazioni supreme
    fra vittorie di potenze
    e massimi controlli
    esistenziali
     

     
  • 03 agosto 2015 alle ore 18:30
    Il viale dei tramonti

    Il viale dei tramonti
    scorge fiori appassiti
    e dal terreno li vede
    assopiti, come addormentati
    aspettando che un magico
    risveglio vada a riprendere
    ad un barbaro destino
    nei pressi di un lago
    incantato, e solitario
    nell'acqua curata
    assiduamente
     

     
  • 22 luglio 2015 alle ore 9:35
    L'amore non può

    L'amore non può, portare
    ad una desolazione
    quando un sentimento comprime
    spingendo verso il ritorno
    affrettandosi ad essere vaghi
    per i minuti contati, al rigetto
    delle emozioni, che si trasformano
    in freddi sospiri
    L'amore non può, comunicare
    periodi intensi, come candeline
    illuminate dalle cere viaggianti
    schierate all'interno, del mistero
    che sparge dissapori montando
    scenette modificate, allontanandole
    dalla vita reale

     
  • 02 giugno 2015 alle ore 14:11
    Luna storta

    La vedi che non brilla
    ti colora di nero
    momenti oscurati
    da nuvole
    che non si accorgono
    di te in un frangente
    di tempo indifeso
    Quel tempo insofferente
    come un petalo caduto
    staccandosi dalla corolla
    del suo fiore che a lui
    ha donato la vita
    e l'ha fatto bellissimo
    per esser catturato
    dai raggi luminosi
    e coperti dalle disperazioni
    che lacrimano pensando
    alle false promesse
     

     
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  • 27 febbraio 2014 alle ore 16:58
    Innamorata dell'esistenza

    Come comincia: Quel giorno Roberto, non era tornato a casa, Regina sapeva che al suo ritorno l’avrebbe tradita, troppo tempo era stata via sistemandosi in un paradiso dove i brutti ricordi scivolavano sulla sua pelle recisa dal tempo. Quegli anni sfuocati, riflettevano su di essa, chiedendosi: perchè, diede la mano a un uomo, insolente, attaccato al lavoro e poco alla famiglia, a lei, ai bambini, che proprio lui, in un primo momento desiderava? Regina smise di pensare, accendendo la radio e ballando immersa dal calore creato, nell’appartamento luminoso, tappezzato da quadri meravigliosi, pieni di natura, non contaminata, dipinti dalla bravura di un giovane pittore poco conosciuto, ma che lei insieme al suo bambino più grande, tantissimo amava. Essa ad un tratto, distolse l’attenzione dai suoi pensieri, decidendo di rivedere gli abiti nel grande laboratorio delle sarte, lasciate sole, per mesi, senza avere i suoi consigli, che esse apprezzavano tanto, perchè Regina oltre ad essere una brava stilista, era molto attenta, ai loro problemi, di donne, trascurate dal marito, proprio come lei, innamorata, dell’esistenza.
     

     
  • 26 febbraio 2014 alle ore 8:37
    Le campane suonavano

    Come comincia: Le campane suonavano a festa, il matrimonio di Stefano e Marina era stato celebrato in una chiesa gotica romana, con navate meravigliose, lunghe e larghe, che catturavano gli invitati degli sposi molto eleganti, contenti di essere li, per quell evento tanto voluto, da un periodo dove esisteva solamente delusione, caratterizzata dai momenti inconsueti, litigi all’ordine del giorno, che straziavano il cuore. Essi prima di sposarsi si ripudiavano, perchè troppo diversi. Lei proveniva da una famiglia altolocata, possedeva terreni, ville, su altipiani di montagna, dove andava spesso, per sentire il silenzio, e ammirare i prati in fiore, quando la neve si scioglieva, e il sole arrivava a scaldare la solitudine di una mamma premurosa, che Marina adorava, comprandole tutti gli anni un regalo per il suo compleanno, festeggiato in ristoranti famosi, molto richiesti. Sua madre era stata lasciata dal marito, giocatore d’azzardo, oltre che direttore bancario. Stefano al contrario di lei apparteneva a una famiglia contadina, la quale viveva con poco, ma era felice, unita, ogni giorno mangiavano tutti insieme, in una rustica cucina, scaldata da una stufa a legna, in certi periodi anche d’estate, per via del bosco, che si trovava a fianco all’abitazione. Loro comunque impararono ad amarsi, e a capire che il vero amore prevale su tutto, e niente è più forte di lui
     

     
  • 25 febbraio 2014 alle ore 15:38
    Firenze addormentata

    Come comincia: Faceva freddo, le sue mani non sentivano più niente, sembrava quasi che avesse perso sensibilità, lucidità, sotto quella coltre di neve bianca, che le aveva fatto dimenticare come lei e Giorgio si fossero lasciati, quella giornata, iniziata bene, ma finita male, vicino alla propria abitazione, “villa stupenda”, con piscina, dove ai bordi della vasca prendevano spesso il sole, vicini vicini, senza staccarsi gli occhi di dosso, per un paio d'ore, finchè il tempo glielo permetteva, e la voglia non smetteva, di conoscere bene, il vero motivo, del perchè volevano stare insieme per sempre, viaggiando su strade che li conducevano sul posto di lavoro, “edificio enorme”, frequentato da colleghi avvocati, due dei quali uomo, e donna, che si davano da fare, per complicargli la vita, cercando di farli dividere, per riavere il controllo, di un processo, che avrebbe dato ad essi maggiore popolarità, maggiore ricchezza. Laura piangeva, ripensando al diverbio avuto con lui, alle parole cattive, che dicevano: vattene, tu non puoi stare con me, stamattina sono stato dal dottore, e mi ha dato la conferma che tanto temevo, dicendo che non potrò avere figli, con nessuna, per una malattia avuta da ragazzo, in un'età un pò avanzata. Essa a quel punto, scappò, e si ritrovò sola, chiamando un taxi, che la portò all'aereoporto, dove prese un aereo, per una destinazione molto lontana, affianco a uno, che la guardava, mentre si sistemava i suoi lunghi capelli e lasciava Firenze, addormentata

     
  • 24 febbraio 2014 alle ore 22:48
    Là fuori sapevano

    Come comincia: Rientrò in serata, nell'albergo, dalle luci soffuse, che scoprivano un'eleganza che lasciava senza fiato, in una stanza bellissima, dove c'erano vasi pieni di fiori profumati, nascosti da tende, alla vista di chi ci abitava di fronte. Là fuori sapevano, che era frequentato da un'attrice di teatro affascinante, che recitava divinamente, davanti ad un pubblico attento, seguendo la bravura disinvolta e audace dall'aria solare. Girava quasi tutta l'Italia, avendo sempre tanto successo. Valentina ne era fiera, ma in alcuni momenti no, perchè aveva perso l'amore, un uomo stanco, della sua passione, dei suoi continui spostamenti. Thomas era una persona riflessiva, che si conosceva molto bene, sapeva esattamente di cosa aveva bisogno, qual era quella lei, che poteva veramente conquistarlo. Lui viveva la sua vita, chiusa, nella cattiveria degli altri, a volte insopportabile, per quello che faceva. Egli scriveva, pubblicò tanti libri, che purtroppo solo pochi avevano avuto ottimi risultati, non riuscendo a guadagnare abbastanza, neanche per poco tempo. Valentina quella sera si distese presto sul letto, voleva pensare unicamente a lui, a quando le massaggiava il collo, e le diceva ti amo, nel fruscio del vento agitato, che lo guardava vicino a un camino, posto accanto al divano, scaldato anche da un cagnolino innamorato della sua padrona, che lo viziava. L'attrice all'alba decise di prepararsi, indossando un abito fresco, dai colori vivaci, correndo da Thomas, che le corse incontro, al centro della citta piena d'arte, importante, incoronata da un anello al dito meraviglioso, e una nascita inaspettata

     
  • 26 dicembre 2011 alle ore 14:13
    Si allontanava rapidamente

    Come comincia: Era bello quel giorno, il vento stava spazzando le nuvole e il suo umore cattivo che voleva pensare a lei, non riusciva, suo figlio un bimbo piccolo si trovava in ospedale, sua moglie lo aveva dato alla luce con tanta gioia, andando via, dopo poche ore dal parto. Il cuore non era riuscito a sopportare quel lungo travaglio, che poteva evitare, se il personale di turno si fosse precipitato tempestivamente nella sua stanza, dove il sole filtrava, illuminandole il viso, sconvolto dal dolore, che appesantiva la sua schiena, sorretta da lui, mentre il sudore gli gocciolava. In quel periodo il reparto si trovava a fronteggiare una situazione di emergenza molto estenuante, erano arrivate tante straniere, sbarcate con mezzi di fortuna, che avevano rischiato di affondare, lontano dalla riva, presa d’assalto, costringendo abitanti di un’isola americana a fare un passo indietro, accettando estreme condizioni per tutti, davvero disastrose. Marina era stata una donna sempre forte, amava la vita e quando conobbe Mauro ancora di più, tanto che si faceva portare in locali lussuosi, dove si baciavano, alla vista di molti, sotto riflettori, testimoni di un amore, sentito e conosciuto, quando tutto ormai per entrambi sembrava finito Erano cresciuti troppo in fretta, il tempo per essi non era stato proprio buono, i loro genitori avevano deciso di separarsi, lasciandoli soli, all’età di quattordici, sedici anni, in una piccola casa, scampata alla guerra, che non dimenticò facilmente, nei lunghi anni vissuti. Quegli anziani si amavano, prendendosi cura calorosamente dei nipoti, i quali li ricambiarono teneramente. La giornata di Mauro cambiò, egli tornando indietro  con la mente rivolta al passato giurò a se stesso di non legarsi mai a un’altra, anche se Gloria in alcuni momenti lo faceva sentire bene come rinato, non appena si poteva sfogare in ufficio, parlando a lei, dei suoi problemi, di essersi innamorato, di una donna malata, consapevole della sua malattia, che presto l’avrebbe uccisa. All’improvviso i suoi pensieri spostarono l’attenzione, al campanello, fuori sul pianerottolo di casa c’era Gloria, desiderosa di vedere lui, che potè guardarlo soltanto dalla finestra, mentre si allontanava, rapidamente