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in archivio dal 17 apr 2012

Maria Grazia Crozzoli

30 dicembre 1962, Torino - Italia
Segni particolari: Apparentemente musona, ma sorridente nel cuore
 
Mi descrivo così: Eternamente bambina, provo meraviglia per le piccole cose  che ci rendono partecipi della meraviglia che è la vita
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  • 17 aprile 2012 alle ore 14:14
    Ricordi

    Ti penso ogni giorno che passa
    Con te ho diviso dieci anni della mia vita
    con te ho imparato a godermi il sole e la pioggia
    con te sono tornata bambina
    con te non mi vergognavo di apparire stupida.
    Tu non giudicavi
    sempre pronto a perdonare i miei sbagli,
    sempre disponibile a giocare,
    in grado di rispettare il mio dolore
    capace di sopportare la mia assenza
    e ogni giorno,
    ogni minuto
    ogni ora e ogni secondo
    mi guardavi sempre con lo stesso entusiasmo.
    Non hai mai perso la tua giovinezza, nonostante il tempo passasse veloce.
    Ricordo il tuo ultimo sguardo
    sotto il profumato glicine.
    Ricordo il nostro ultimo abbraccio.
    Ricordo il nostro addio.
    Sarai sempre nel mio cuore Cico.
    Corri libero in mezzo al verde

     
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  • 29 ottobre 2013 alle ore 18:21
    Scoprirsi

    Come comincia: Prato bianco. La neve non ne aveva risparmiato neanche un centimetro. Ci correvo con il mio amico a quattro zampe; le nostre impronte dovevano essere là sotto, sepolte con i miei ricordi. E il cuore? Gelato, sordo, chiuso in una morsa di disperazione:  lui se n’era andato. Ogni volta che ci pensavo, le lacrime affioravano in automatico. Ancora un pianto sgocciola su un album di foto, sulla foto dei capelli ricci, del sorriso aperto, caldo, sul suo sguardo diritto. Guardavo quella foto con occhi diversi. Ero proprio io? Era proprio lei? E dov’era finita la nostra amicizia? Finita in un amore contro natura che cercavo togliermi dalla testa. Benedetta morale che mi aveva bloccato, risparmiandomi chissà quanti guai. Meglio così, meglio restare fedele alla mia vita ordinata, regolare, stimata e un po’ noiosa. Il campanello mi risvegliò da quel senso di sicurezza di chi ha corso un grosso pericolo. Proprio adesso! Il tragitto tra il divano - vuoto, pulito, insolitamente in ordine - e la porta mi sembrò infinito. Ogni passo mi costava la fatica di anni di rinunce, compromessi sbilenchi, relazioni ipocrite, e un misto frutta di divieti e doveri. Quando trovai il coraggio di aprire  - coraggio, ci voleva coraggio, avevo coraggio? – un gigante peloso e sporco cominciò a scodinzolare, e dietro, proprio dietro, qualcuno con la erre moscia, i capelli ricci, il sorriso aperto, caldo, lo sguardo dritto, le braccia spalancate, il sospiro ansimante, la bocca sempre più vicina, i corpi sempre più vicini, le vite sempre più vicine.
     

     
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