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in archivio dal 05 mar 2010

Maria Luisa Daina

10 novembre 1973, Palermo

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  • 05 marzo 2010
    Finestra

    Filo, trama, ordito di fitti pensieri
    Scivola lento lasciando
    L’impercettibile traccia
    Spalanco gli occhi e cerco al di là
    Di quella Finestra
    Un tempo lontano
    Ginocchi stretti a braccia di bimba
    lacrime.
    Marmo fresco su cui riposare nel cicaleccio estivo,
    capelli di sale, pelle brunita.
    Minuti divenuti anni,
    anni che si pettinano via
    insieme alla salsedine di inutili pensieri.

     
  • 05 marzo 2010
    Cercando... trovando

    E cerco le risposte,
    e non le trovo,
    mentre è primavera per poeti ed animali,
    e sale l’inquietudine di una moltitudine.
    E il padre che si affligge
    e il figlio che scappa
    e il fratello che spara
    ad un altro che muore.
    E cerco le risposte
    e non le trovo,
    mentre è quasi estate per turisti e bagnini,
    e aumenta l’insofferenza di chi è già troppo stanco.
    E tu che non mi chiami
    ed io che sono triste
    e lui che non c’è più
    e ha scritto le poesie
    che adesso leggo
    e piango
    e trovo le risposte.

     
  • 05 marzo 2010
    Delirio

    Vita,
    esplodi là dove morte imperversa
    e nessuno ti potrà capire,
    Nemmeno uno scrupolo
    lento e perverso quanto il mio
    salverà l’anima
    o laverà le notti.

    Vortice nel pianto
    sicuro confine di quel che toccheremo
    poveri, miseri uomini.

    E nel delirio degli anni
    si faranno più pesanti i timori,
    più vicini, spalancati come finestre
    i nostri occhi.
    E nessuno ci potrà capire.

     
  • 05 marzo 2010
    Bombe lontane

    Noi non capiamo
    Noi non sappiamo.

    Telegiornale, sguardi assenti,
    macerie umane,
    guerre lontane.

    Una lacrima solca guance arrossate,
    noi la guardiamo
    non la vediamo.

    Forchette e coltelli
    … rumori
    Fuochi di bombe lontane.

    Noi lo capiamo
    Noi lo sappiamo
    Non lo vogliamo!

     
  • 05 marzo 2010
    Accostati a me

    Accostati a me
    Come ci si accosta alla vita,
    sarò frutto succoso appeso al ramo d’estate,
    denso di inebrianti sapori e profumi da gustare

    Accostati a me
    Come ci si accosta al tempo,
    sarò l’attimo che non fugge e sta,
    indugiando fra l’oggi e il domani,
    avrò ali di carta per volare
    e sogni di seta da tessere nelle notti in cui mi lascerai

    Accostati a me
    Come ci sia accosta alla luce,
    sarò bagliore accecante di lampo
    ed i miei riflessi splenderanno tanto oltre la notte…
    …che farai fatica a guardarmi
    ed alzerai la mano a coprirti gli occhi

    Accostati a me
    Come ci si accosta alla morte,
    avrò lacrime ed oscuri presagi da asciugare,
    sarò foglia secca sospinta dal vento
    e dovrai cullarmi per far tacere il mio dolore

    Accostati a me
    Come ci si accosta alla musica,
    sarò rumore di pioggia sulla terra di casa
    ed il mio silenzio volteggerà sulle punte della tua anima

    Accostati a me
    Come ci si accosta all’amore,
    sarò vela spiegata nella tempesta
    che nessuno può fermare,
    avrò mani di cristallo e bocca di rugiada

    Accostati a me
    Come ci si accosta alla speranza,
    sarò indaco e violetto
    e canti di bimbi uniti in girotondo.

     
  • Quasi sempre mi perdo nei labirinti della mia inutilità,
    mentre un’altalena di pensieri oscilla vaga
    consumandomi.

    Ciò che può apparirmi seducente perde consistenza,
    assumendo informi, insignificanti pose,
    svanendo in assoluta oscurità,
    lasciandomi abissare senza ritegno.

    Cado giù,
    molto più giù delle prime volte
    e sempre mi perdo in stanze vuote della memoria.
    Isolo ogni contatto,
    rimango lontana da un’idea d’amore
    e desolata, con la voglia di fuggire.

    Si frantuma in cento e centomila schegge…
    … l’illusa speranza.

     
  • 05 marzo 2010
    In un'abbraccio

    Ricordi quei pomeriggi di primavera
    quando l’aria tiepida assopiva brutti pensieri
    e tu con mano delicata allontanavi le mie tristezze?

    Era tutta lì la vita,
    in un lembo di sabbia o dentro pazienti passeggiate al tramonto,
    nei visi della gente che incrociava i nostri visi…
    …paghi ma ignari.

    Magari bastasse chiudere gli occhi per tornare a quei giorni in cui tutto sembrava nero!
    Quei giorni amor mio, erano i tuoi, erano i miei,
    la felicità pareva un sogno remoto
    ed invece ci apparteneva.

    Rivivere quei momenti con la leggerezza dell’oggi significherebbe volare.

    Le immagini si muovono sulla mia pelle:
    un fresco vento ubriaco di profumi,
    la luce chiara di un mattino di mille anni fa…
    ed ecco, risento i tuoi passi
    scivolati via dietro l’ultimo uscio che ti sei chiuso alle spalle.
    Da quel giorno sono rimasta ad aspettarti sulla riva del tempo senza tempo,
    consapevole prigioniera di un improbabile futuro.

    Ma basta un sorriso a far rivivere dietro gli angoli della tua bocca
    un’antica armonia.
    In un abbraccio si scioglie tutto il nostro bene…
    …allora non servono parole, né negazioni,
    siamo qui, vissuti da qualcosa che muta ci sorprende
    portandoci con sé oltre i confini d’ogni umana ragione