SERVIZI

Aphorism.it è un progetto sostenuto da Ehinet Srl | Imposta come HP

Venerdì 10 Settembre 2010
06:58

Aphorism è attivo dal 2001. Propone ai visitatori testi di nomi celebri e di autori non ancora conosciuti al grande pubblico. Raccolti in una ormai celebre Scuderia di talenti letterari, gli scrittori di Aphorism sono sempre più ricercati nel Web.
Per far leggere i tuoi testi alla Redazione registrati ora!

AREA RISERVATA

Nickname:
Password:
Ricorda Password

Inserisci la tua e-mail nel box e sarai sempre aggiornato sulle nostre novità!

NEWSLETTER



Home > Autori > D > Maria Luisa Daina > Racconti

Racconti di Maria Luisa Daina


I colori più intensi
Visto da noi: I veri valori della vita ci sfuggono a causa dei nostri comportamenti spesso frenetici e finalizzati al tornaconto personale. Le vere gioie e i veri sapori del vivere bisogna saperli cercare con semplicità e rallentando la nostra pazza corsa.

Come comincia: Mi chiamo Mario e oggi andando a lavorare, mentre camminavo lungo la strada, ho avuto come una folgorazione. Ero fermo, intrappolato nella lunga fila di macchine che ogni mattina intasano le strade di questa città, il sole ancora alto nel cielo mi colpiva il viso arrivandomi dritto negli [...continua]

Notte insonne
Visto da noi: L’angoscia di una figlia che veglia la madre durante una lunga notte, in attesa di un segno di vita. La sensazione atroce che stritola il cuore nel vedere quella donna, un tempo forte, inerme e sofferente in un letto d’ospedale. È l’attesa che ti mangia dentro.

Come comincia: L’ospedale è deserto a quest’ora di notte, pochi rumori dalle stanze di degenza, qualcuno che russa, le luci soffuse, me ne sto seduta su di una sedia di plastica ad ascoltare la mia angoscia crescere, controllo con la poca lucidità che mi rimane se tutto va bene, se [...continua]

Le due ere
Visto da noi: La mamma è sempre la mamma. Frase classica e abusata, ma in questa storia rispecchia alla perfezione il sentimento della nostra autrice, soffermandosi soprattutto sul vuoto del “dopo”.

Come comincia: Mia madre era una cultrice delle caffettiere e del buon caffè, non le collezionava le caffettiere ma ne comprava tante, troppe forse, aveva la casa piena di grandi e piccole, piccolissime macchine per il caffè. In verità cercava quella perfetta, quella dalla quale la preziosa [...continua]

Le elucubrazioni di Lele
Visto da noi: Talvolta è solo un senso di inquietudine che si tenta di scacciare, esorcizzandolo, aggrappandosi ai ricordi, a quelle situazioni che rimangono impresse determinando un senso di continuità. Poi una sfumatura, una lievissima sfumatura cambia i ritmi del respiro.

Come comincia: Lele se ne stava seduto sul letto, occhi spalancati, fissi sul muro bianco davanti a lui a cercar di capire con la sua piccola mente, che forse potevano esistere cose infinite, benché lui provasse sempre a dare un inizio e una fine a tutto. Lo faceva così, solo per rassicurarsi, per [...continua]

L'appuntamento
Visto da noi: Una madre e una figlia sono state divise da scelte e da percorsi di vita diversi. I rancori emergono prepotenti anche quando sembra che la pace sia vicina. Il cattivo orgoglio spesso porta a comportarsi nella maniera errata.

Come comincia: Martina guardò distrattamente l’orologio da polso, sollevò meccanicamente il braccio destro e si accorse che le lancette segnavano le dodici. “Cavolo! Ho fatto tardi”, pensò, “Sarà meglio andare”. Spense il PC velocemente, si alzò [...continua]


Torna indietro