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in archivio dal 07 dic 2005

Maria Vittoria Morokovski

20 gennaio 1950, Roma
Segni particolari: LibrI editi: "La cosa più bella della nostra vita", Edizioni Vida. "I canti di Venere", in cui sono accanto a B. Alberti E D. Maraini. Per Folci Editorie: "L'utero? a che serve?". Per Agebook: "Ho ricevuto una mail e la mia vita è cambiata".
Mi descrivo così: "La prima volta di Marily" (Ed. Giraldi). Ho scritto testo e sceneggiatura della biografia di Caterina di Russia e spero di trovare un editore serio. Giraldi non ha rispettato il contratto.
Mi trovi anche su:

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  • 10 dicembre 2005
    Quando

    Quando ti accorgi che per paura di una solitudine

    Se finita in un’altra più dura

    Quando alzi la cornetta per vedere se il telefono funziona

    Quando sei certa che nessuno ti farà una festa a sorpresa

    Quando la notiza che attendi non arriva

    E chi potrebbe darti certezze ti guarda senza vederti

    Quando senti la tua vita appesa ad un filo e sai che solo il denaro ptrebbe ridarti amicie allegria

    Quando dubiti delle tue risorse e ti credi sbagliata

    Quandogli occhi s’inumidiscono senza motivo

    Quando che dovrebbe rispondere al tuo buon giorno tace

    Quando nessuno ti chiede come stai

    Né come è andato il lavoro

    Quando se dormi

    Qualcuno ti sveglia in malo modo

    Quando se stai male qualcuno ti dà dell’inetto

    Quando dai notizie di te solo ai tuoi creditori

    Sapendo che anch’essi non voglion sapere di te

    Ma ti senti in dovere di farlo

    Quando gli ultimi appigli ti sfuggono dalle mani malate

    Quando ti chiedi che mostro tu sia per meritare tanta indifferente ostilità

    Quando chi ti sta accanto gode ne vederti in difficoltà

    E più ti fai piccola per non essere vista

    Più ti rincorre con il suo disprezzo gratuito

    Con dispetti indantili mirati a farti sapere quanto non ti sopporta

    Quando vorresti non far parte del genere umano

    Sparire nel nulla e smettere di lottare e sperare

    Perché non te ne frega più niente di dimostrare che vali, che esisti

    Che sei stanca di essere zittita in continuazione senza ragione

    Che stupida, sei felice quando l’altro sorride

    Che ti privi di tutto cercando di compiacere

    Quandoil ricatto e la menzona ti feriscono nel prondo

    Quando ti danno del ladro quandola tua gioia è stata solo dare

    Quando ti danno del bugiardo senza che tu abbia mentito

    Quando anche le ultime parole buone svaniscono nella noia e nell’indifferenza

    E solo la carezza consapevole del tuo gatto, che per farti piacere si fa abbracciare dal tuo cane

    Nascondendo il fastidio solo per farti piacere

    Quando si si stringono accanto e vorresti farli vedere

    Quando persino il ricordo di un amore non può farti felice

    E ti domandi un po’ stupito perché

    Quano solo un bicchiere ed una dannata sigaretta ti calmano il desiderio di urlare

    Quando persino scrivere ti sembra inutile

    Perché la schiena duole e la testa gira

    E vorresti parlare di gioia e non ci riesci

    E vorresti parlare di speranze, ma nessuno crede in te

    Quando tutto questo avviene, e avresti motivo di odiare

    Non farlo

    Cerca di pregare

    Respira prondamente

    Scuoti le spalle

    Sciacquati il viso

    Cerda di non farti domande

    Non chiederti perché non ti aiuta nessuno, neppure i tuoi morti li senti vicino

    Traballi, scivoli e cadi

    Sei piena di lividi, ma ti sei sollevata

    Il sangue scorre copioso

    Nascondilo

    Farebbe solo schifo e ribrezzo

    Indossa un sorriso e va verso un domani

    Potrebbe essere migliore o forse, il peggio deve ancora arrivare.

     
  • Mi batte forte il cuore

    Per la prima volta

    Mi domando

    Se la sofferenza di questi anni

    Non sia stata una benedizione

    Da secoli gli uomini pregano

    Il sole, un totem,il Messia

    Gesù o Allah, Buddha o Confucio

    Pregano insieme, forse senza capire perché lo fanno

    Anch’io, pregavo distratta,

    A volte per un morto

    Altre perché il mio amore mi amasse,

    Altre per un esame riuscito.

    Poi dimenticavo me stessa,

    I morti, i vivi e il mio amore.

    Il silenzio, il dolore, la sconfitta

    Soffrire l’ingiustizia dell’incomprensione

    Assistere all’orrrore delle guerre

    Omicidi, pedofilia

    Serial killers

    Corruzione, disastri,

    Mi allontanavano dal senso della vita

    Drogati di potere, denaro e vanità

    Mi allontanavano dal senso della vita

    Oggi guardavo il mio volto senza rughe e senza paure

    La mia foto mi sorride con discrezione

    Mi ricorda che ero una bella persona

    Il mio sguardo sereno, dolce e inoffensivo,

    Mi riconcilia con gli errori commessi e

    Mi guardo allo specchio, la pelle è ancora morbida

    Le rughe non le sento, ma il volto non è lo stesso

    Eppure sono io

    Oppure no

    Il cuore oggi

    Per la prima volta

    Ha battuto forte

    Che sia solo attraverso la sofferenza, l’umiliazione, la disperazione

    Che si possa giungere ad emozioni particolari che ti facciano intendere

    Davvero cosa vuol dire pregare

    Sollevarsi dagli affanni della terra, dai propri e guardare oltre.

    Oggi mi hanno offerto un’elemosina, ero così sorpresa che l’ho accettata.

    Chiedevo aiuto, sostegno, protezione

    Mi hanno offerto del denaro

    L’ho accettato.

    Chiedevo conforto, amore, giustizia

    La delusione mi ha fatto battere il cuore e pregare

    Pregare per colui che non ha capito

    O, forse, ha solo finto di non capire.

    Stamattina qualcuno, cui ho detto buongiorno

    Mi ha offeso, urlando parole insulse ed ingiuste

    Sfogando una rabbia sconosciuta e rancori antichi

    Ho pregato per lui, perché capisse quanto fossero colpevoli le sue accuse.

    Oggi ho visto qualcuno licenziato senza una vera ragione

    E ho pregato per lui e per me che attendo la sua stessa sorte.

    Ho visto gente cacciata dalle proprie case

    Perseguitata,picchiata e lapidata

    L’uomo non è cambiato

    Commette le stesse nefandezze, negli stessi modi, da millenni.

    Duemila anni di cristianesimo non ci hanno insegnato nulla.

    Cacciatori usano esche vive divertendosi a vedere la morte

    Scienziati di regime sperimentano e studiano usando uomini schiavi

    Della miseria, del potere,dell’ignoranza e della crudeltà di chi

    Ingiustamente

    Si sente superiore

    Io oggi ho pregato anche per loro, perché capiscano

    Perché si rendano conto

    Perché si pentano

    Ma chi preghi? Direte voi e mi sono chiesta anch’io

    Non il creatore, non lui

    Non posso credere in un dio che abbia potuto creare tanto orrore

    E tanta bellezza, allo stesso tempo

    Non posso credere che la disobbedienza di uno, abbia potuto determinare la sofferenza di tutti.

    Animali, piante, vecchi, bambini, uomini e donne.

    No,ma colui che ha ispirato i Vangeli, calpestati, disattesi, maltrattati

    Sì, quello lo posso pregare serena

    Chiunque fosse è Grande, Eterno, Universale

    Maestoso nella sua semplicità

    Credo sia giusto chiamarlo Amore

    Pregare l’Amore, perché se ami davvero, non riesci

    A portare rancore, non riesci a fare del male, sei felice del sorriso del tuo nemico

    Desideri il suo bene perché sia felice, non ti odi e non ti faccia del male.

    Mi sono chiesta se dovevo davvero soffrire tanto per riuscire a capire e trovare conforto

    Speranza e coraggio

    Pronunciando solo le uniche due preghiere che conosco.

    Non mi sono mai sentita cattiva, forse presuntuosa, arrogante, a volte orgogliosa

    E la vita mi ha insegnato e punita per questo,mi ha umiliata, desisa, fatta sentire stupida

    Inadeguata, incompresa, ignorata,

    mi ha costretto a supplicare, mendicare, umiliarmi

    ma forse, tutto questo, mi è servito per imparare a pregare, pregare davvero,

    mettendoci davvero la mia linfa, il mio spirito, la mia vita stessa.

    Non so se ho imparato, certo dovrò migliorare ancora, ma è come se avessi fatto un passo avanti

    Nella consapevolezza,

    Vorrei poter trasmettere queste emozioni

    Sensazioni, vibrazioni

    So solo che ho l’impressione di aver fatto un passo avanti,

    Di essere migliore, vorrei poter trasmettere quello che provo e spiegare come dall’infelicità

    più totale e assoluta, possa nascere una nuova forza

    Forse m’illudo, forse commetto l’ennesimo errore,

    Quando si mette a nudo la propria anima, troppo spesso, si trova silenzio

    La gente si allontana, come dalla propria coscienza, infastidita e delusa.

    E tu resti nel silenzio, rotto solo da insulti e arroganze, gratuite come le tue lacrime

    Non ti resta che pregare, non hai più forze per gridare

    Né coraggio per supplicare

    Piano, dall’anima, si alza una voce

    Padre Nostro...

    E tu non credi che esista

    Vorresti dire qualcos’altro

    Questo Padre nostro ti sembra troppo crudele, orgoglioso e cattivo

    Ma chi ha ispirato il Vangelo, se fosse stato ascoltato, anche da coloro che lo predicano e troppo spesso lo dimenticano

    Certo era guidato dall’Amore, un amore Umano che diventa Sovrumano solo perché

    Troppo spesso non lo sappiamo comprendere, né sentire

    Gesù, se hai detto davvero quelle cose, sei e resterai grande.

    Torna tra noi, la tua parola ha bisogno di pubblicità,

    Esempi, silenzi, abbandono degli idoli.

    Bisogna frustare ancora i farisei,

    La mia preghiera non è rivolta neppure a te, troppo hai sofferto e se esisti ancora,

    Troppo ancora soffri e soffrirai.

    Io invoco qualcuno, qualcosa, che insegni l’Amore, quello vero, per le cose, per la vita

    Che faccia provare anche agli altri la gioia che ho provato ieri

    Salvando una lumaca giovanissina, che stavo facendo annegare, involontariamente.

    Quando l’ho tolta dall’acqua, minuscola come un brecciolino

    Senza più paura, ha tirato fuori la sua piccola testa cornuta,

    Ha allungato il collo e mi ha guardata, certo mi ringraziava.

    Rimetterla al riparo, nel verde di un prato è stato come darle la vita

    È stato bello, forse, se non avessi sofferto tanto, non lo avrei neppure capito.

    Sto imparanso cosa vuol dire Amore, anche per chi ti fa del male

    Sto cominciando a capire cosa vuol dire perdonare ed amare il proprio aguzzino

    E’ un’emozione violenta, che ti sfianca e ti toglie il respiro

    Ma ti dà un altro genere di forza, inspiegabile.

    Oggi comunque ho incontrato la potenza di pregare l’Amore

    Spero solo che l’incontriate anche voi, tutti.

     
  • 07 dicembre 2005
    Ce la farai

    Ce la farai

    Mi ripeto senza sosta in un misto di preghiera e autosuggestione profana.

    Ripeto senza sosta Padre Nostri e Ave Marie improvvisati a queste poche parole.

    Ce la farai

    A vivere?

    A riconquistare il rispetto degli altri?

    A dare un senso alla tua esistenza?

    Ce la farai a fare cosa?

    Non sei riuscita a farti amare da tuo padre, non ha voluto neppure conoscerti…

    Tua madre, forse ti ha amata, certo non ti ha capita e tu non lei hai dato ciò che si aspettava da te

    Le hai dedicato la vita, ma non è bastata a renderla felice, né a farti amare come avresti voluto tu.

    E’ morta nell’equivoco, senza benedirti, forse odiandoti

    L’Amore? Forse credevi di non meritarlo

    Ti legavi a persone che speravi ti sarebbero state grate di ciò che davi loro.

    L’Amore te lo volevi conquistare, non ritenevi ti spettasse di diritto

    Così hai collezionato legami sbagliati.

    Nessuno ti ha amata per quello che eri, né per quello che tentavi di dare

    Il destino non ti ha offerto incontri miracolosi

    Intese spontanee

    Attrazioni fatali

    Solo amori sofferti, unilaterali forse, certo non costruttivi, anche se stupendi

    Nel momento dell’illusione, del desiderio e della fantasia

    Progetti a due mancati, attese interminabili, speranze disattese, illusioni pervicaci, convinzioni sbagliate

    Ossessioni,tormenti, delusioni non riconosciute come tali, sconfitte innumerevoli senza la capacità di arrendersi

    Neppure l’evidenza mi bastava, non i consigli degli amici, non il dolore provato

    Avevi diritto ad essere amata

    Avevi diritto ad un momento di gioia vera

    Ma i tuoi diritti sono stati calpestati

    Volevi essere amata per quello che eri, non per quello che avevi

    Foese per questo il destino ti ha offerto la possibilità di non avere nulla e stare a guardare

    Per vedere se qualcuno ti avrebbe amata anche così

    Nuda, sola, non più sana, né bella

    Cercavi amore, hai trovato solitudine, indifferenza, sarcasmo, disprezzo, ma tu ti ostini ad aspettare

    Sai bene che l’Amore non ti conosce e ha sempre evitato d’incontrarti,volutamente o no non ti è dato sapere

    Ce la farò

    A fare cosa?

    Sei sola, nuda, brutta, malata e ti senti bella dentro

    Ma non farmi ridere, tiu senti pulita,mentre l’odore della miseria ti si sta appiccicando addosso

    Ti senti fortunata, perché non hai fatto del male,mentre l’odio degli uomini e forse anche quello degli dei, ti si sta scagliando contro

    Ti senti fortunata per le emozioni, per le sensazioni che provi,ma non ti è permesso condividerle

    Quando piangi di gratitudine per una parola buone, la stessa ti viene negata, forse per sempre.

    Ce la farò, ripete la mia mente

    Cela farò, ripete il mio cuore

    A fare cosa?

    Forse a farmi amare da Dio, l’unico in cui forse non ho mai creduto davvero, l’unico che non ho saputo amare né capire

    Lo imploro di permettermi di morire con dignità

    Dopo aver saldato i debiti terreni e portare in cielo i crediti d’amore

    Ho debiti di denaro, forse debiti d’umiltà, presunzione pagata a caro prezzo, ma certo, vanto crediti d’amore

    I miei errori, le mie prevaricazioni, i miei capricci, erano tutti, sempre e solo, richieste d’amore

    Un annuncio, cui pochi hanno risposto

    Forse non ho capito, forse non hanno saputo spiegarsi, certo se ne sono andati troppo presto

    Prima che potessi intendere il loro amore, se mai c’è stato

    Ce la farò, devo farcela

    A fare cosa?

    A farmi credere? Difficile, contro pregiudizi e autoconvinzioni, la lotta è impari

    A pagare i debiti pecuniari? Difficile anche questo, ma possibile, con un pizzico di aiuto del destino, un lavoro e qualche sacrificio, potrei farcela, ma anche questo è nelle mani di Dio

    A trovare pace? Forse, pagati i debiti materiali, rassegnata alla solitudine e al non amore umano

    Forse potrei continuare a vivere, paga dell’amore animale di spiriti amici e del perdono divino

    Che imploro per peccati sconosciuti, forse commessi, inconsapevole marionetta della vita.

     
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  • 19 gennaio 2006
    Il pianobar

    Come comincia:

    E’ sera, cammino senza meta cercando di ritrovare la città amata e odiata tanto tempo fa.

    Non credevo di tornarci, e invece sono qui.

    Non ho telefonato a nessuno, sono passati troppi anni!

    Eppure vorrei rivederli, gli amici di un tempo!

    So di mentire, ho voglia di rivedere solo lui,ma ho paura

    Sono invecchiata, imbruttita, intristita, delusa e rassegnata.

    Eppure sono qui, ho avuto un riconoscimento, mi hanno offerto una targa, un soggiorno e un premio.

    Dovrei festeggiare!

    Solo dieci anni fa non sarei mai entrata in un locale da sola, ma oggi chi vuoi che mi disturbi?

    Entro, è ancora presto e il pianista strimpella svogliatamente una musica sconosciuta.

    Sono secoli che non accendo la radio e non compro dischi, io li chiamo ancora così i modernissimi CD.

    Vorrei trovare un angolo buio, dove non mi possa vedere nessuno, e, allo stesso tempo, vorrei essere vicina al pianoforte e poter chiedere qualche canzone.

    Ordino un toast e uno spumante.

    Non dovrei bere, né essere lì.

    Chiudo gli occhi e vedo la neve in una piazza di Perugia, ero lì con Roberto, cercando di dimenticarti, sperando mi saresti venuto a cercare.

    Enra una coppia, lei è molto carina, porta tacchi vertiginosi, che io faticavo a portare anche allora.

    Lei ride e lui le sussurra qualcosa all’orecchio, sembrano felici, noto che lui ha la fede, lei no.

    Forse non sono felici come sembrano, ma quella è la loro serata e certo sarà un momento da ricordare.

    La mia mente mi rimanda a strane immagini, mi rivedo ad un semaforo, ero a Roma, in quel punto, non ricordavo mai dove svoltare.

    Perché mi vengono in mente, momenti così insignificanti?

    Entra un gruppo di amici, sono rumorosi, allegri, certo festeggiano qualcosa.

    Mi viene in mente un vestito che mi donava molto.

    Il toast è freddo e mi guarda tristemente, lo spumantino invece è brioso e invitante.

    Vedo l’immagine di una scrittrice candidata al Nobel per la letteratura, non ricordo il suo nome, non ho mai letto nulla di suo, ma quel viso sofferto, quella sigaretta accesa e la sua risposta mi hanno detto molto di lei.

    Al giornalista che le chiedeva se era felice di essere candidata al Nobel, la donna sgraziatamente ha risposto: ‘’Che m’importa del Nobel, io volevo essere amata!’’

    Perché mai penso a quella donna, brutta, infelice e scorbutica?

    La musica è gradevole, avvolgente, tamburello con le dita e batto il tempo con il piede.

    Entra un uomo con la chitarra, vorrebbe suonare, ma lo mandano via.

    Lo chiamo al mio tavolo e gli offro un bicchiere e il toast abbandonato sul suo candido piattino.

    L’uomo ringrazia timidamente, ha i capelli grigi che spuntano prepotenti da un biondo artificiale che non gli appartiene.

    L’uomo ringrazia a voce bassa,capisco che una banconota sarebbe più gradita, insisto e allungo la banconota.

    Gli chiedo da dove viene, che canzoni suona, mi sembra di conoscere la sua storia.

    Le storie di persone come lui si assomigliano un po’ tutte; guardo le sue mani, sono più adatte ad un muratore che a un musicista, ma quando parla della sua chitarra gli brillano gli occhi.

    E’ evidente che ama il suo lavoro, malgrado le umiliazioni e le difficoltà.

    Mi racconta che la famiglia lo ha sempre contrastato, che non ha mai trovato una donna che lo abbia capito e si congeda dicendo che deve tentare di trovare altri locali per poter lavorare.

    Ordino un altro spumante, ho sentito due canzoni che mi hanno risvegliato emozioni, vedo un uomo solo che entra.

    Non sei tu, ma potresti esserlo.

    E’ solo come te, ha i capelli lunghi come i tuoi , non vedo i suoi occhi, ma certo non sono belli e divertiti come i tuoi.

    Si siede vicino al piano, come facevi tu.

    Qualche ragazza lo osserva, lui sorride, alza il bicchiere in segno di saluto e poi le ignora.

    Parla con il pianista, che annuisce e beve un sorso d’acqua.

    Un’immagine di sole mi acceca, nel locale c’è buio e non vedo che immagini indistinte.

    Troppo spumante?

    Un tizio si avvicina e mi chiede se voglio sentire una canzone, lo ringrazio e chiedo la nostra, la mia.

    L’uomo si siede senza chiedermi se aspetto qualcuno, come se sapesse che da troppo tempo non aspetto più nessuno.

    Ascolto la melodia con un nodo alla gola.

    L’uomo mi guarda, mi sembra di vederlo solo in quel momento.

    E’ un bel signore, ha un viso sereno e mi aspetto che mi presenti sua moglie e mi dica che sono lì a festeggiare il loro anniversario.

    Mi guardo attorno per cercarla.

    ‘’Dov’è? ’’ domando

    ‘’ Signora, non si ricorda di me? ‘’

    Metto gli occhiali, li avevo tolti per un rimasuglio di civetteria, lo guardo meglio.

    L’uomo non mi ricorda nessuno.

    Il tipo sorride. ‘’Poco fa le ho conferito il premio, io la conosco.’’

    ‘’Mi scusi, sarà il buio, lo spumante…’’

    ‘’L’ho vista entrare, io vengo spesso, ho vissuto qui bei momenti e ogni tanto torno per ritrovarli, credevo aspettasse qualcuno, ma vedo che non arriva, posso  restare un po’ qui con lei? ‘’

    Un altro flash del passato mi folgora la mente, è la mia immagine scatenata in una pista da ballo, sto ballando da sola e tu mi guardi.

    ‘’Resti pure, se le fa piacere, mi racconti pure...’’.gli dico rassegnata ad ascoltare un’altra triste storia.

    ‘’No, non voglio raccontarle nulla, vorrei invitarla a ballare.’’

    ‘’Perché no? E’ tanto tempo che non ballo!’’

     
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