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in archivio dal 17 gen 2007

Mario Guarna

11 gennaio 1974, Varese
Segni particolari: Filosofo, scrittore, pittore.
Mi descrivo così: Filosofo poliedrico, che si dedica alla composizione di poesie, testi teatrali, racconti, romanzi, saggi filosofici, dipinti.
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  • Nel tempo sospeso s'innalzano come voci ultime,
    l'estremo sospiro di mio nonno,
    il tetro lamento di mio padre,
    l'addio taciuto del mio silenzio.
    L'alba osserva intenerita e intristisce.
    La sua luce funebre emana dolenti sussurri,
    la stessa voce del mio pianto.

     

    All'alba del 20 gennaio 2003
    A mio nonno, Vincenzo Guarna,
    con la speranza che questi versi diventino una carezza interminabile.

     
  • 17 gennaio 2007
    Soffio

    Zefiro oscuro,
    freme l’intensa alba,
    ricolma del tuo flusso,
    palpita fra le plaghe dell’etere
    e ansima fra le aride crepe.
    Nulla può deviare l’amplesso armonico,
    che scorre senza increspare l’immenso.
    Io siedo quietamente,
    inebriato d’incanto,
    il culmine giunge silente
    e il sublime s’innalza da sé.

     

     
  • 17 gennaio 2007
    In riva ai tuoi occhi

    In riva ai tuoi occhi,
    le orme della mia solitudine scompaiono.
    La tua presenza è grazia terrena, che in me risveglia il mistero materno.
    Quietamente poso il mio voltosul capezzale del tuo seno,
    colmo di gioia e di premura e solo in questo istante,
    il mio desiderio d'eternità, riconosce la sua dimora.

     
  • 17 gennaio 2007
    Ante rem

    Del mio essere ignoto,
    che germogliava nel tuo grembo,
    solo l'intimo della tua coscienza possedeva il segreto della mia comparsa.
    M'insinuai nell'aurea della tua essenza animante e sentivo la mia anima inquieta intenerirsi nell'assorbire la tua linfa ammaliante.
    O madre, dinanzi a me, adesso si rivela, uno spaventoso imprevisto, una tremenda verità.
    Il nostro tempo è tragico!
    Ora e per sempre insieme ed eternamente lontani.

     
  • 17 gennaio 2007
    Epigramma

    Nella selva informe
    s’incita come un’ombra nell’oscurità,
    una rivelazione fluente e indistinta.
    Nel vago mormorare della penombra,
    aleggia un riso silente e potente,
    mentre, inatteso, un respiro tragico e sensuale,
    scuote i foschi arbusti.
    E dietro essi, le fronde maliarde,
    esalano lusinghe fatali,
    che m’attraggono come un immane incanto.

     
  • 17 gennaio 2007
    Interstiziale

    Dopo tanto esperire,
    finalmente son giunto nel luogo di nessuno.
    Qui il mio silenzio diviene la pausa
    dei consensi e delle smentite.
    Ora, non ho più nulla da perdere né da conseguire,
    simboli e assiomi vengono tacciati e poi rimossi.
    In queste movenze alternate
    l’essenza si fa ignota
    e tutto diventa possibile.

     
  • 17 gennaio 2007
    Eufonia

    Gloria a voi
    Stupendi amanti
    Che con gesti spediti oppure lenti,
    v’inoltrate fra delizie beate e solenni.
    A ritmi diversi,
    fremono i vostri corpi,
    calmi o violenti,
    sereni o irruenti.
    Lode alle vostre carni soavi,
    che s’avvolgono d’intenso piacere,
    effigie d’un angelico incanto.

     
  • 17 gennaio 2007
    Melanconia

    Dal principio al declino,
    ogni cosa accoglie un identico splendore armonico,
    che ne riduce l’impotenza e ne salva la meraviglia.
    Cosi continua l’interpretazione fidente, che senza fine,
    illustrerà il meglio dell’esistenza,
    mentre le avversità si riverseranno,
    come spoglie sempre più vaghe, nell’estinzione.

     
  • 17 gennaio 2007
    Spontaneità

    Lascerò che l’orecchio ascolti le melodie anonime,
    che lo sguardo penetri la grazia dell’essenza,
    che le narici odorino fragranze esenti,
    che la bocca gridi l’ineffabile.
    Lascerò che il corpo incalzi la bellezza del respiro
    e il pensiero s’incanti dinanzi al nulla.
    Aspetterò quietamente, senza esortare alcunché
    e ogni cosa avrà luogo da sé.