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in archivio dal 19 ago 2011

Mario Telmi

05 settembre 1979, Formia (LT)
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  • 09 febbraio 2012 alle ore 17:17
    Risvegliarsi domani

    Il tempo si distende
    su sottili distese d’ipocrisia;
    mentre battiti di cuore attenuano lor’ sentire.
    Universi paralleli si rincorrono senza mai trovarsi,
    l’aurora si tinge si sfavilli cosmici
    e l’essere ha paura solo di se stesso.

    L’odio di animi esausti
    si riversa in campi di solitudini e malinconia;
    le certezze di ere passate,
    si tramutano in scusa accusatrici funesti;
    ogni parola scatena tempesta,
    anche se non vi è vento in esse.

    Ed è notte in culture ormai sepolte;
    libero il pensar rinchiuso già da tempo;
    si appassisce ogni esula speranza.

    Qual è il domani del nostro risveglio?

     
  • 27 gennaio 2012 alle ore 18:39
    Cadenze Temporali

    I cancelli della perdizione
    si chiudono dietro sguardi increduli;
    rugiada del mattino
    bacia corpi nudi e sfatti;
    riversi in campi di malinconia.
    Cuori che battono il loro essere,
    consumano le ultime gocce d’adrenalina,
    il silenzio di mondi lontani
    prende forma nel suo essere peggiore: paura.

    Sublimanti aurore
    si tingono d’odio;
    lune si riversano in rifugi sommersi,
    dove cieli stellati,
    indicano la via verso quell’amplesso chiamato infinito.

    Camere buie,
    diventano certezze dove riversare le emozioni più nascoste.
    Una flebile luce illumina la mente
    e  suoni si sentono tutt’intorno;
    l’essere assuefa i suoi sensi,
    con tormenti alcolici divini;
    ogni secondo che cade dal piano temporale;
    rinasce in attimi di vita vissuta
    sottoforma di deliri mentali chiamati ricordi.

    Tutto si assuefa di amplessi femminili
    e li dove la mente devasta con il suo essere;
    nascono speranze di vita migliore,
    rubate a sogni troppo spesso disfatti.

    Il silenzio ritorna a riempirsi di rumori;
    ed è nuovo inizio nella mia mente.

     
  • 08 ottobre 2011 alle ore 8:32
    Sorrento

    In quel di Sorrento;
    mentre il sole sorge a est,
    profumo di limoni su alberi secolari;
    irti su passioni invecchiate,
    pose da mani sapienti;
    nell’incalzar di un tempo ormai andato.

    Canti di maestri a mezzo servizio,
    si mescolano in vicoli d’artisti;
    dove folle di forestieri erranti,
    posano sguardi su luminosi e profumati bazar.

     
  • 08 ottobre 2011 alle ore 8:20
    Come un tempo

    La pioggia batteva forte,
    su grondaie e moderni camignoli vorticosi;
    mentre la città continuava a vivere,
    in cielo battaglie atmosferiche si consumavano senza sosta.

    Abbaglianti lampi,
    rischiaravano cupi orizzonti
    e fragorosi suoni boatosi
    si liberavano nell’aria;
    come note di orchestre
    dirette da famelici diavoli tentatori.

    Il desiderio ritorna bambino;
    richiamando a se attenzioni morbose;
    un tempo assuefazioni di animi erranti,
    celati dietro momenti di vita passati.

    E sguardi si perdono tra fiamme scoppiettanti,
    distogliendo la mente da ogni remoto pensiero.
    La mano scorre libera come un tempo;
    un nuovo inizio,un felice ritorno.

     
  • 17 settembre 2011 alle ore 11:12
    Tutto ciò che siamo

    Ascolto i tuoi sguardi,
    mentre vedo i tuoi suoni.
    Assaggio le tue vellutate carezze
    e le mie mani si riempiono della tua bocca.
    I nostri sensi all’unisono
    nell’ aria.
    Paradiso dei sensi; amore.

     
  • 25 agosto 2011 alle ore 20:10
    Pensieri Alati

    Il vento spinge le vele delle mie emozioni;
    lasciandole cadere in quel mare che mi attendeva gagliardo.
    Le paure che fermavano il mio essere;
    ora erano forza per  non mollare.
    Mi lasciai Aventuria alle spalle,ed il cielo si tinse di rosso.

    Scivolai su onde spumeggianti,
    inabissandomi nei meandri dei miei pensieri;
    aggrappato ad ogni singola illusione,
    caddi sull’orizzonte del mio essere.

    Mi addormentai o forse mi risvegliai;
    disteso sulla chiglia della mia vita,
    entrando in una realtà terribilmente sognata;
    dove ogni  singolo giorno ti scivola addosso,
    vidi le rovine del tempio della mia coscienza.

    Il sole segnava la mezza,
    assetando la mia lingua di parole già dette;
    e mentre i pensieri si offuscavano inerti,
    ascoltai il canto delle sirene che rapiva ogni mia sensazione,
    lasciandomi cadere nella gola dei pellegrini erranti.

    Fui travolto da tormente di raggi gelidi,
    mentre il vento oscillava la percezione del mio essere;
    e come il mattino si liberava dalle gabbie della notte,
    la mia mente spezzava le catene dei miei sogni,
    lasciandomi cadere nella realtà di questi giorni.

     
  • 21 agosto 2011 alle ore 10:41
    5 e un quarto

    Si risvegliano i pensieri;
    come cieli mattutini
    colmi di notti viziose appena passate.
    L’orologio scandisce rintocchi;
    spiragli di nuovo giorno.

    Eolo spinge ancora
    su finestre chiuse già da tempo;
    a nascondere privatezze colme di paura,
    dove animi assopiti su giacigli ormai disfatti,
    tradiscono abbracci notturni divini.

    Gli ultimi barlumi,
    si spengono su strade silenziose
    che riprendono a condurci verso pazzie conosciute;
    dove riversiamo il miglior tempo di noi stessi,
    contraccambiato da uno stato confusionale destabilizzato.

    Rombi rumorosi
    solcano pavimenti d’asfalto;
    direzione sconosciuta,
    rotta di consumismi moderni.

    E cieli stellati scompaiono,
    coperti sotto coltre d’albe celesti;
    per risvegliarsi mentre tutto dorme,
    in questo nuovo eterno giorno.

     
  • 20 agosto 2011 alle ore 9:55
    Pagine di vita

    Avventuratomi dall’ètà della mia nascita,
    nel autunnar’ settembrino avvolto ancora
    in caldi torpori estivi.
    Donando dolor a chi mi mise al mondo,
    lacrime come principio di tutto.

    Passai al cospetto di giorni lieti,
    spensieratezza di animi puri;
    che si affacciava al primo vivere con remore incoscienza,
    voci di verità celate.

    Fui seduto tra banchi di sapere,
    assaporando ogni attimo di nuova esperienza;
    ritrovandomi accanto a meravigliosi incanti
    troppo presto lasciati cadere nel silenzio dei ricordi.

    Vidi il demone del mio essere
    sfiorarmi l’anima impaurita;
    riversa in torrenti alcolici notturni;
    meta di sciagurate convinzioni goliardiche.

    Ed il tempo si lasciava inseguire,
    nascondendosi nel vivere dei suoi giorni;
    donandomi stati di emotive sensazioni.
    L’ingiallir di libri mai letti avanzava inesorabile
    e il vento sfogliava le pagine della mia vita.

    Vidi figure amorevolmente paterne
    andar via in un istante;
    senza che dolor potesse colpire,
    viaggiarono nell’ infinito della vita
    rifugiandosi con madri, in porti sicuri già noti.

    Ed i giorni scorrono ancora;
    come ieri,più di allora.
    Donandomi sensazioni ed emozioni sempre nuove;
    ma queste sono solo parole.

     
  • 19 agosto 2011 alle ore 17:05
    Deliri di natura impazzita

    Il cielo gridava terrore;
    luci abbaglianti squarciavano le tenebre
    come ostrobi in disco impazzite;
    Finestre baciate da venti sempre più imponenti
    e tutto si trasforma in paura mai vissuta.

    La terra prima bagnata da candidi baci di rugiada;
    affoga sotto scrosci che annebbiano viste umane,
    ed ora più di allora;
    reclama aridità di giorni funesti già passati.

    Aree familiari,
    si riempiono di schegge impazzite;
    mentre tonfi e ovattati suoni,
    avvertono che il delirio è ancora in corso.

    Paure su sguardi di madri stanche;
    che cercano conforto da chi conforto hanno sempre donato.
    Mentre figli campioni,
    si rifocillano al cospetto di lontani ristori,
    e risposte telefoniche sono certezze in queste notti spettrali.

    Lentamente il vorticoso battere acquitrino,
    si placa tramutandosi in lacrime cristalline di cielo;
    li dove è passato il delirio di natura impazzita,
    ora vi sono occhi che cercano conforti vicini.

    Tutt’ intorno ancora bagliori,
    che lentamente corrono verso lontane realtà quotidiane;
    mentre il mattino è ancora ingabbiato in questa notte delirata;
    il cielo calma anime affrante.

    Braccia operose prosciugano ciò che hanno creato;
    e figlie ingrate ascoltano con fare impaurito le menzioni di danni subiti;
    tutto sembra essersi acquietato,
    un grido; e fiamme al cielo.

     
  • 19 agosto 2011 alle ore 11:29
    Spiragli

    Il torpore del sole,
    non rischiara un mattino già vivo;
    riverso in un mare di pioggia,
    che lentamente vien giù suonando.

    La notte passata tra balordi calici
    di nettare di perdizione;
    è stata preludio di questo mattino uggioso.
    Dove animi sfatti;
    cercano di ritrovarsi nell’esser’ di se stessi.

    Tutto si tinge di una purezza incolore,
    che porta via quell’ultima speranza rimasta,
    di vivere questi giorni andati come un tempo.

    E non si ferma quest’impeto
    che viene giù dal cielo;
    nel silenzio di giornate oziose;
    spiragli; è ciò che ci vuole.

    Telmi Mario