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Autore

Martina S.

in archivio dal 15 dic 2011

06 luglio 1989, Napoli

segni particolari:
"Ma come vorrei avere da guardare ancora tutto/come i libri da sfogliare/e avere ancora tutto, o quasi tutto, da provare" [F. Guccini]

mi descrivo così:
"Sicché, per buona parte della vita, avrei raccolto/dato nome, amorosamente messo in serbo.../neppure delle nuvole o delle bolle di sapone/- che per un poeta sarebbe già bello;/ma qualcosa di più inconsistente ancora:/delle effervescenze." [C. Sbarbaro]

09 marzo 2012 alle ore 21:27

Gli eterni ritorni

Gli eterni ritorni
son muri son grotte
di fango maestose
che coprono platani
teneri, carnosi,
distesi ai miei piedi,
son vischio, son rose,
ma gelide, erose
dai tarli tremendi
dei troppi ritardi.
Gli eterni ritorni
son carri in discesa
ed a valle, nascoste
nel buio, le spine a
carezza scoscesa
s’attaccano al cuore
di dura corazza
(bambola di pezza
a cui strappi ogni
volta la testa).
Gli eterni ritorni
han sfumati i contorni
e l’inizio e la fine
e memoria perduta
di navi, giacigli,
giocolieri, figli.

Di vite claudicanti
paghiamo tutti i fii, tra
palestre d’emozioni e
foreste d’addii.

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