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in archivio dal 05 dic 2012

Massimo Dagrada

26 luglio 1957, Santa Cristina e Bissone (PV)
Mi descrivo così: Tristallegro a minuti alterni, insonne perenne, grafomane notturno, pensatore diurno. Sognatore sempre.
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  • 09 giugno 2013 alle ore 1:00
    Sei

    Sei la mia luce nelle tenebre della vita
    Sei il volto che mi accompagna in ogni momento
    Sei il sorriso al mattino che mi riempie di gioia il giorno.
    Sei la voce che mi riscalda i giorni e le notti
    Sei gli occhi che guardano la mia anima e la rendono leggera
    Sei gli occhi in cui perdermi quando ti guardo
     

     
  • 28 aprile 2013 alle ore 0:43
    Donna

    Il volto tumefatto,
    lividi sulle braccia
    “lo spigolo di un uscio”
    un sorriso, un urlo,
    uno schiaffo ben dato.
    Pianti di scuse e di dolore.
    Non succederà più.
    Sai che non è così,
    scappa finché puoi.
    Non succederà più,
    fino alla prossima volta,
    fino al prossimo pugno,
    fino al prossimo pianto.
    Fuggi, vattene, non puoi,
    era diverso prima,
    speri non succeda più.
    Succederà ancora.
    Ti lascerai uccidere, amandolo.

     
  • 21 aprile 2013 alle ore 16:11
    Che ne sarà di me?

    Sfortuna, scelte errate,
    destino o chissa che
    mi hanno portato qui.
    Metà della strada percorsa
    non so quanta ancora da fare,
    sogni sfuggiti man mano
    come molliche di pane
    disperse a segnare il cammino.
    Cammino che non ha ritorno.
    Non puoi far rivivere i sogni.
    La strada davanti è in salita,
    più avanzi e più l’erta cresce
    e più la stanchezza ti assale
    Ma il cuore, la mente, le idee
    mi sembra rimangano indietro,
    là, giù, all’inizio dell’erta,
    mi seguono ad ogni mio passo,
    ma distanti rimangon da me.
    Raccolgono i sogni lasciati
    e prendono ricordi perduti,
    li portano correndo da me,
    e di colpo la strada davanti
    si appiana e poi va in discesa,
    stanchezza lascia le membra,
    il passo s’allunga veloce.
    Non so quanta strada ho da fare
    ma so che avrò sogni da vivere
    e cuore per farli parlare.

     
  • 17 aprile 2013 alle ore 22:54
    Andata e (forse) ritorno

    La strada che porta lontano da me
    è dritta e senza ostacoli.
    La percorri senza fatica
    anche se ti volti a guardarmi
    perché hai una nuova meta,
    un nuovo luogo da vivere,
    con nuovi e più vividi sogni.
    Se mai tu volessi tornare,
    riprendere inversa la strada,
    la troveresti cambiata.
    Diversa nel senso diverso.
    Arduo sarebbe percorrerla,
    irta e difficile a fare
    ostacoli ad ogni tuo passo
    ti sembrerebbero indomiti.
    Ostacoli che nascon da te,
    paura, ansia, orgoglio.
    Paura del tempo passato
    di giudizi, odio, vendette.
    Orgoglio di non dire ho sbagliato,
    l’ansia di un mancato perdono,
    di occhi che guardano oltre,
    di spalle girate a lasciarti.
    Di domande pressanti
    rimproveri, accuse, condanne,
    di braccia richiuse a respingere.
    Se mai la dovessi riprendere
    nel senso che riporta da me,
    domani, tra un anno, tra anni,
    non devi veder quegli ostacoli.
    Non mi dovrai dire ho sbagliato.
    Non mi dovrai chieder perdono.
    Vedrai i miei occhi guardarti
    negli occhi, cercando il profondo.
    Vedrai le mie braccia abbracciarti.
    Parole soltanto d’amore,
    gesti che ne emanano altro.
    Ne danno, senza chiedere in cambio
    che il senso di una nuova presenza.
    Non devi veder quegli ostacoli
    perché cercherò di spianarli,
    di rendere liscia la strada,
    di darle un abbrivio in discesa.
    Perché, se dovessi rifarla
    vorrei che sia svelta da fare.
    Perché ogni minuto che tardi
    è un poco di cuore che manca.

     
  • 17 aprile 2013 alle ore 1:35
    Pensieri…..

    Allontanali se puoi
    ritorneranno forti.
    Oppure seppelliscili.
    Ma certo, san scavare,
    e dalla terra uscire,
    vengono a tormentarti.
    Gettali in fondo al mare
    legati a pietre enormi
    leggeri ed impalpabili
    riaffiorano improvvisi.
    Mandali tra le nubi
    appesi a un aquilone.
    Ricadono pesanti
    togliendoti all’oblio.
    Chiudili in una grotta
    profonda e senza luce,
    eterei e inconsistenti
    passano nella roccia
    fino nella tua mente.
    E arrivano, istantanei
    se ti credevi libero,
    se riappariva il riso
    se gli occhi erano allegri
    e il corpo più leggero.
    Ti fan curve le spalle
    ti velano lo sguardo,
    ti mettono in catene.
    Pensieri. Inesorabili.

     
  • 17 aprile 2013 alle ore 1:32
    Blood, sorrow and tears

    Si son presi da me
    sangue, dolore e lacrime,
    Così, senza pensare.
    Così, senza rimorso.
    Come se fossi niente.
    Un niente da schernire,
    da prendere e buttare,
    come una cosa rotta
    dopo finito il gioco.

    Sangue non più ho da dare.
    Per angustianti pene
    ne potrei fare dono.
    Potrei farlo a difesa
    del debole, incolpevole,
    sconfitto, calpestato,
    afflitto o depredato,
    per donne sopraffatte,
    o per bambini offesi

    Aridi sono gli occhi.
    Secche dune biancastre
    Han pianto Dei crollati,
    ideali abbandonati,
    assurde morti han visto,
    grandi amori dispersi,
    anime solitarie,
    madri piangenti figli,
    bimbi imploranti aiuto.

    Dolore, è custodito,
    con cura e con affetto.
    Lo tengo dentro al cuore,
    nell’anima, la mente,
    e nella carne inflitto
    a mia memoria rendere
    Non voglio condividerlo.
    Non voglio regalarlo.
    Rimanga mio soltanto.

     
  • 13 aprile 2013 alle ore 18:38
    Parole...

    Ho prestato la mia vita,
    mi è ritornata a pezzi
    ho sbagliato sempre
    le cose giuste mai.
    Non mi è rimasto molto,
    nulla da regalare.
    Vi posso dar parole
    se possono bastare.
    Parole a volontà.
    Prendete se volete
    e siano fatte vostre,
    che portino sollievo
    a chi le vuol sentire
    che esprimano disprezzo
    da offrire a chi vi odia.
    Di zucchero dorato
    per chi volete amare,
    che invoglino speranza
    a chi non ha futuro.
    Oppure solamente
    per farci qualche gioco
    Parole sparpagliate
    buttate, ritrovate,
    distorte e raddrizzate.
    Parole senza costo
    per chi le sta a sentire,
    parole senza prezzo
    per chi le vuole usare.
    Parole, parole in abbondanza
    Questo vi posso dare

     
  • 06 aprile 2013 alle ore 19:01
    Guerre dimenticate

    Bimbi sdraiati su tavoli nudi
    sembran dormire
    i corpi straziati
    dicono altro
    "Javè, Dio, Allah, sei con me"
    urla il carnefice
    Il tuo dio tace
    il tuo dio piange
    "tu hai l'arbitrio
    io solo lacrime
    sul sangue versato
    su corpi silenti
    su membra disperse
    su madri piangenti
    con voci spezzate
    il nome gridato
    di nomi innocenti"
    Il mondo in silenzio,
    ma non per vergogna,
    il mondo nasconde
    per non disturbare
    il mondo finisce
    coi corpi straziati
    di bimbi che sembran dormire

     
  • 01 aprile 2013 alle ore 10:56
    Avere e essere

    Deboli del vostro denaro
    arroccatevi nel castello
    deboli del vostro potere
    urlate il vostro apparire
    Forti delle nostre idee
    verremo ad assediarvi
    forti della nostra verità
    urleremo la nostra ragione
    Non avete speranza
    avete solo paure
    voi, che avete tutto
    ma non siete
    Noi abbiamo solo
    speranza, volontà, idee.
    nulla da perdere
    possiamo solo vincere

    perchè noi siamo

     
  • 15 marzo 2013 alle ore 22:31
    Parentesi chiusa

    Sei arrivata, così, d’improvviso
    Hai messo una virgola
    nella frase sgrammaticata
    della mia vita,
    Hai cambiato
    quella frase senza senso
    in un’armoniosa strofa
    di una poesia infinita.
    Volevo continuasse,
    diventasse un poema,
    con le parole al loro posto
    e la giusta punteggiatura.
    Hai messo un’altra virgola
    in un’altra frase, in un’altra vita,
    senza un punto che chiudesse la mia.
    La tua virgola è diventata parentesi,
    aperta e chiusa di colpo.
    E da quella parentesi,
    col tempo tutto fugge,
    alla fine resterà soltanto
    una frase sgrammaticata
    interrotta da una parentesi vuota.

     
  • 22 dicembre 2012 alle ore 14:55
    Sòm fiò d'la pianura

    Som fiò d'la pianura

    Sòm fiò d'la pianura,
    sòm fiò d'la campagna,
    sòm fiò di riser,
    cui ran e i airon,

    d'la melga d'estad,
    di marsid giasà. d'la nev inti prà,
    c'andevat a cà
    cui pè tut bagnà.

    Sòm fiò di fòs,
    d'andag a fà al bagn,
    d'andà a sugà, tirà su bis e pès,
    cui sanguet tacà dapartut.

    Sòm fiò d'la nebia
    c'at fà ved no i bòsc,
    d'andà a fà i ciudin
    tacà tac i cèp.

    Sòm fiò ad Canal,
    d'andag in barcè
    e no cul mutur,
    par ved ben i riv,

    i mòl, i prismà.
    Par vèd anca i sut,
    parchè cul barcè
    at'pò andà dapartut.

    Sòm fiò d'la pianura,
    sòm fiò di me temp,
    chi temp chi gh'en pù

     
  • 13 dicembre 2012 alle ore 12:26
    Ticino d'inverno

    Acqua lenta bacia la riva,
    quasi a fermarsi,
    lasciarmi un saluto,
    poi scorrere via,
    per lasciar posto
    a quella che viene
    Rami di alberi grigi
    la sfiorano appena,
    restando con dita di ghiaccio,
    pendenti ad indicare il terreno.
    Sui rami più alti
    scoiattoli bigi, frettolosi folletti
    sobbalzano al passo leggero
    su piccole macchie di neve,
    su foglie cadute a novembre
    che meste ricoprono e scaldano
    radici in attesa del sole.
    Ticino, il mio fiume
    incantato d'inverno, incantante d'estate.

     
  • 11 dicembre 2012 alle ore 12:57
    Parole che cambiano

    Tintinnanti parole di cristallo
    il dolore spezza.
    Gelido vento trasporta
    parole di ghiaccio, lame taglienti

    Parole che facevano fusa,
    or come cani randagi
    affamate azzannano,
    straziano chi le ascolta

    Parole come il cielo all'aurora,
    poi alba, poi giorno d'estate.
    Ora notte d'inverno infinita
    appaiono a chi le riceve

    Parole come onde leggere,
    accarezzanti sul bagnasciuga.
    Poi cavalloni rombanti,
    Afferrano, affondano chi le sente

    Parole che cambiano.
    Cambiando, cambiano un mondo.

     
  • 11 dicembre 2012 alle ore 12:55
    Non sorgere, sole

    Se il sole non sorgesse domani
    sarebbe una notte infinita,
    col freddo che avvolge le membra
    e il buio che ottenebra i sensi.
    Sarebbe il mio vivere di oggi

     
  • 06 dicembre 2012 alle ore 0:13
    Mattino

    Montagne sospese nel nulla
    Cime innevate appese alle nuvole
    brillano al sole d' autunno
    Come parole ghiacciate d' indifferenza

    Pendici invisibili agli occhi
    nascoste da bruma leggera
    all' avanzare del giorno
    staranno piantate nei campi

    Cosi' nella mente
    saranno i ricordi piu' tristi
    Quelle schiacciando case lontane
    Questi premendo su anime sole

    Solo al venire dell' alba
    le cose ritornano a posto
    Pendici nascoste da bruma
    Ricordi annebbiati d' insonnia

     
  • 06 dicembre 2012 alle ore 0:10
    Incontro

    Occhi
    Colpitemi al cuore
    Voce
    Entra nella mente
    Dolcezza di un gesto
    Che rimane per ore
    Forse e' un nuovo giorno
    Certo e' un giorno nuovo

     
  • 06 dicembre 2012 alle ore 0:07
    Sveglierò le stelle

    Sveglierò le stelle
    per farmi compagnia in questa notte sola
    chiamerò la luna a portare un pò di luce
    i graffi sulla mia anima
    non si vedono nel buio

    le cicatrici sul cuore
    sono dolenti e nette
    non basterà la notte a rimarginarle
    non basterà il giorno a nasconderle

    sorge il sole
    i miei pensieri l'attendono
    come per riscaldarsi
    e avere nuovo vigore

    per potermi colpire ancora
    graffiarmi l'anima
    tagliare il cuore
    incunearsi nella mente

    e inizia un nuovo giorno

     
  • 06 dicembre 2012 alle ore 0:04
    Ho chiesto aiuto

    Ho provato a chiedere aiuto,
    sussurrando,
    a chi mi era vicino

    Ho visto solo
    Occhi sfuggenti
    E spalle allontanarsi

    Ho provato a chiedere aiuto
    Urlando nel vento
    Che' tutti sapessero

    Ho visto solo
    Gente fuggire
    Urlandomi pazzo

    Ho provato a chiedere aiuto
    Senza parlare
    A me stesso

    La mia voce mi ha detto
    Posso farlo
    Ma tu devi aiutare me

    L'ho fatto
    Ed ora il buio e' piu' lontano