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Autore

Massimo Elia

in archivio dal 06 giu 2006

08 agosto 1971, Torino

segni particolari:
Una gran voglia di fantasia.

mi descrivo così:
Mi piace creare e vivere, per quanto non sempre possibile, in modo spontaneo

09 settembre 2006

Sabbia e Mare

Intro: In questo racconto la disperazione e la rabbia d’amore si materializzano in una storia tesa e in crescendo. Il non voler vedere ciò che è più grande di noi, il rifiutare attimi e momenti, il temere gli altri e mettere in dubbio se stessi…

Il racconto

Mare era un tipo fatto di tante sfumature e dalla personalità complessa, capelli mossi e voluminosi, occhi chiari ma pieni! E profondi, di rabbia e di paura, secondo alcuni dolci anche se salati…..

 


Mare era calmo ed agitato nella sessa goccia.

 


Un giorno della sua vita……

 


Mentre veniva dalla sua vita dove stava per affogare dentro se stesso e il sole lo afferrò con un raggio, e da allora cercava di imparare a nuotare giorno dopo giorno.

 


…….Venendo dalla sua vita morta aveva incontrato situazioni e persone che ora incontrava vivendo e provando a sentire piano piano, come quando si mette il piede nell’acqua per abituarsi alla temperatura prima di tuffarsi. Come un bambino che ha paura dell’acqua….

 


E mentre un po’ nuotava e un po’ si riposava un giorno vide Sabbia..

 


Capelli lisci e occhi scuri che sembrava non volessero vedere il mondo

 


….e sentì così forte un’attrazione, voleva entrare dentro di lei! Ma perché voleva entrarle dentro così fortemente?

 


Cosa c’era dentro di lei?

 


Una scatola chiusa che gli faceva presagire tutte le emozioni che schiacciava sotto pesanti granelli.

 


Erano tanto diversi perché erano uguali, perché gli opposti si attraggono e gli uguali si attraggono.

 


Sabbia era combattuta, e si mostrava in un momento in cui il vento scopriva un po’ di sé dai granelli di polvere, dicendo a mare senza dirlo che le piaceva. Mare era per sua natura incerto, restava preso e si cullava tra le onde di questa energia senza però farsi avanti.

 


Si erano incontrati Sabbia e Mare, o almeno si erano visti! Per la prima volta, forse.

 


Mare voleva arrivare sulla Sabbia….era qualcosa di più grande a volerlo!.

 


Sabbia non sapeva neanche lei cosa voleva, ma voleva! Non riusciva a vedere quello che voleva: non lo voleva!

 


La prima volta che furono soli si persero in un tramonto. Si trovarono ad essere loro due da soli senza sapere come, si lasciarono accarezzare e abbracciare da un tramonto.

 


Lei cominciò a parlare di sé e a rilassarsi vicino a Mare e abbracciarlo, senza che Mare avesse detto o fatto nulla! Mare trasmetteva calma a chi gli stava vicino, nonostante fosse molto agitato nel’anima e questo era un mistero per lui.

 


Gli altri gli dicevano che trasmetteva calma, altrimenti lui non lo avrebbe mai immaginato ed anche sabbia glie lo disse quel pomeriggio di quella calda domenica di dicembre….Sembrava estate!

 


Mare volle fare una passeggiata sulla spiaggia e guardare il riflesso del sole sull’acqua ed andarono! Ma non ci furono contatti e Sabbia era diventata a un tratto più fredda per la brezza del vento. Intuì che Mare avrebbe voluto baciarla, aveva freddo e gli disse che voleva andare…la accompagnò a casa….Era stata una bellissima giornata…Qualcosa si stava compenetrando dell’uno nell’altra e dell’altra nell’uno ad un livello più profondo.

 


Mare cominciò così a prendere coraggio e per la prima volta la chiamò e la invitò ad uscire da soli!

 


Lei un po’ in difficoltà ma poi accettò. Un giro e una sosta sotto le stelle. Mare non fece niente nel suo silenzio, e sabbia si accoccolò fra le sue braccia…..Mare sentì che poteva baciarla…..

 


Mare e Sabbia stanno insieme! Ci provano…..

 


Si vedono spesso. Hanno entrambi una paura fottuta, qualche scusa ogni tanto, il rischio di scappare….

 


….Ma….la tensione nello stomaco, nella pancia, nel petto…Mare è agitato!

 


Lei sembra più a suo agio! Sembra che per lei le cose vadano meglio. Mare ci crede!

 


Ma un giorno Sabbia comincia ad esitare, va avanti a fatica, la fluidità viene meno e il vento fa sempre più fatica a soffiarle sopra. Si sente costretta a guardarsi dentro, sta rischiando di vedere delle cose, vedere cosa vuole! Ha paura! Non si può! Qualcuno ha detto che non si può, che non si deve essere felici e qualcosa dentro di lei ci crede anche se non lo sa.

 


Aveva deciso di allontanarsi da quello strano Mare.

 


Se la sentì scivolare via dalle mani e non riuscì più ad afferrarla.

 


Intuì che guardando nel mare si vedono un sacco di cose, un sacco di cose che non volle vedere e si fermò e decise di continuare a mettere la testa sotto se stessa.

 


Si allontanò da quello strano Mare, dalle sue mani calde che la toccavano e preferì avere freddo.

 


Sabbia non puoi più tornare indietro! Sabbia non chiudere le finestre: ti farai male!….

 


Sabbia mi manchi e mi lasci un sapore amaro.

 


Sabbia Vaffanculo!

 


Sabbiaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!

 


Sabbia io devo nuotare! Sabbia io continuo a nuotare, io non mi voglio fermare, io continuo a nuotare!

 


Sabbia non puoi asciugarti, sei sabbia bagnata!

 


Sabbia

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