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Autore

Maurizio Cannavò

in archivio dal 29 nov 2011

19 giugno 1947, Roma - Italia

mi descrivo così:
Sono sposato, ho una figlia di 35 anni, sposata a Genova, con due bambini che sono i miei nipotini, un maschietto di 5 anni ed una femminuccia di 3 anni. Mi piace scrivere perché provo un grande piacere e mi aiuta molto a riflettere. Scrivere mi ha sempre dato gioia.

30 novembre 2011 alle ore 8:59

Mascali

Il racconto

Turi viveva da sempre nella grande casa.
Era una specie di villa secolare che era stata divisa in otto grandi appartamenti in uno dei quali la sua famiglia viveva da diverso tempo, forse dagli anni ’60.
La casa affacciava sulla strada che da Catania va a Messina, fuori del centro abitato di Mascali. Il portone d’ingresso stava a chiudere un grande arco che portava ad un interno caratterizzato da portici stilizzati che cingevano un grande giardino, pieno di alberi,cespugli, aiuole, fioriere, vialetti, numerose fontanelle, una fontana grande al centro, diverse statue che ti sbucavano davanti a sorpresa.
Il giardino Turi lo ricordava sempre molto curato e un giardiniere se ne era preso cura da sempre. Di fronte alla grande casa, oltre la strada, c’era una spiaggia molto larga ed il mare si presentava con quel colore caratteristico di quel tratto, un azzurro intenso, quello stesso mare da cui era partita la barca dei Malavoglia carica di lupini.
Era d’estate, Turi era rimasto a studiare per quel maledetto esame di procedura civile che tentava di superare, dopo aver subito per la prima volta nella sua vita una solenne bocciatura. I suoi stavano in vacanza sulla Sila, a Lorica, dove avevano una casetta e dove a sua madre piaceva trascorrere tutta l’estate. Suo padre, che faceva l’architetto, rientrava a Mascali il lunedì pomeriggio e se ne andava a Lorica il giovedì mattina. Ma ora che si avvicinava agosto aveva detto che si sarebbe assentato completamente fino a dopo ferragosto.
Era venerdì pomeriggio,Turi interruppe il suo studiare stanco e distratto. Vagava inquieto per quelle pagine del manuale, alla ricerca forse di qualche ispirazione,  si aggirava tra le competenze dei diversi giudici e non riusciva ad inquadrarle, capì che doveva staccare, che i suoi occhi cercavano tra quelle parole astruse una qualche immagine che non riuscivano a trovare, che la sua mente andava altrove.
Squillava il suo cellulare, ecco, era quello che aspettava, guardò sul display e capì che era Rosa, rispose con tono quasi seccato (o perlomeno che doveva sembrare tale) per l’interruzione, lei gli chiese come andava e lui le accennò che era andato avanti di una ventina di pagine, ma che era in difficoltà, lei gli chiese se si potevano vedere quella sera, lui rispose di sì, che però sarebbe stato meglio per lui non uscire per niente, perché aveva paura che se si allontanava fisicamente il manuale si sarebbe chiuso, e tu poi lo riapri, gli fece lei con una risata, il fatto è che se si chiude poi riaprirlo è comunque un’impresa,, io invece io vorrei tenerlo aperto ed ogni tanto dargli un’occhiata, così capisce che sei tu che comandi, gli fece lei con un’altra risata, sì, è così, fece lui. Inaspettatamente Rosa gli disse subito di sì e che sarebbe stata lì tra un’oretta. Turi chiuse con un va bene, poi rimase perplesso, non se l’aspettava che cedesse così in fretta, e cominciò a gioire da una parte, ma dall’altra  iniziavano a montargli dentro i sospetti più diversi.
Forse lei ha in mente qualcun altro. Forse mi vuole lasciare.
Poi però cominciò a pensare che lei stava per venire lì, e che si sarebbero trovati da soli e tranquilli, lontani da qualunque occhio indiscreto, loro due soli, che avrebbero fatto l’amore. Turi cominciò a desiderarla, lui non amava correrle appresso con i pensieri, però in quel momento cominciò a pensarla, si smarrì in un ricordo d’amore, amore fatto in macchina, era una delle prime volte che erano usciti insieme, lui l’aveva baciata appassionatamente e poi aveva cercato il suo seno, lei non faceva altro che allontanare le sue mani, era stata una battaglia prolungata per qualche minuto, poi lei aveva ceduto o forse aveva lottato per fargli capire che gli cedeva, infine aveva preso la sua mano e l’aveva accompagnata a passeggio sul suo seno.
Turi sorrise ed il dolce ricordo gli stimolò il desiderio di Rosa. E cominciò a vagare con l’immaginazione.
Si prospettava un pomeriggio davvero interessante. E chiuse il libro, tanto era servito per lo scopo che era stato raggiunto ormai.
Ed il manuale si lasciò chiudere docilmente.

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