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in archivio dal 08 ago 2011

Maxwell Bodenheim

26 maggio 1892, Hermanville, Missouri - Stati Uniti
06 febbraio 1954, New York - Stati Uniti
Segni particolari: Il mio romanzo più noto è "Replenishing Jessica" (1925; "Jessica resa incinta"), che ha suscitato un profondo scalpore per l'audacia del linguaggio e delle situazioni da me descritte.
Mi descrivo così: Sono stato autore di romanzi realistici che mostrano l'influsso del naturalismo francese e, come dicono i critici, una chiara adesione all'ideologia comunista.

elementi per pagina
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  • 13 aprile 2015 alle ore 20:05
    Il poeta al suo amore

    È una vecchia chiesa d'argento in una foresta
    il mio amore per te.
    Gli alberi attorno ad essa
    sono parole che ho rubato dal tuo cuore.
    Una vecchia campana d'argento, l'ultimo sorriso che mi desti,
    è appesa in cima alla mia chiesa.
    Suona soltanto quando vieni per la foresta
    e stai in piedi accanto ad essa.
    E allora non c'è bisogno di suonare,
    perché la tua voce prende il suo posto.

     
  • 13 aprile 2015 alle ore 20:03
    La morte

    Camminerò giù nella via,
    mi volterò e sentirò sui miei piedi
    i baci della Morte come fragrante pioggia.
    Poiché la morte è un bruno schiavo con piccoli uccelli d'argento
    appollaiati su una dormiente ghirlanda sulla sua testa.
    Egli mi dirà, la sua voce come gioielli
    che cadono in una borsa di raso,
    come mi è venuto dietro in punta di piedi giù nella strada.
    Il suo cuore ha fatto un nero alone col desiderio di me stesso.
    Poi mi sfiorirà con le sue mani
    e io sarò uno dei dormienti uccelli d'argento
    fra le fredde onde dei suoi capelli
    mentre egli se ne va in punta di piedi.

     
  • 13 aprile 2015 alle ore 20:02
    Intermezzo

    Il sole si ritira dalla montagna in lunghi steli d'oro,
    come le colonne cadenti d'un tempio.
    Poi il melodioso silenzio quasi troppo rapido per udirsi;
    i tenori della montagna lanciano le loro chiare voci
    nel salone azzurro del cielo,
    e attraverso una rigida colonna di queste voci
    tacitamente cammina la notte.
    La notte, che schiaccia il suono fra le sue dita,
    finchè ne forma un letto leggermente ghiacciato
    sul quale essa sogna.