username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Michela Farinazzo

in archivio dal 08 mag 2006

14 maggio 1964, Casale Monferrato

segni particolari:
Uno, nessuno, centomila...

mi descrivo così:
Porto gli occhiali per vedere meglio le sfumature della vita, le mie mani che scrivono quello che il cuore vede. Tutto questo senza poter mai lasciare la mia gabbia dorata della mia casa perché una grave malattia un'ala mia ha spezzata!

14 novembre 2007

Il Rumore dei Ricordi

Intro: Una ricerca che necessita di forza e coraggio. Qualcosa è stata smarrita ma si intravede, si può ancora afferrarla, riprenderla. Bisogna impiegare tutte le energie per ritrovarla: la missione è difficile ma non impossibile.

Il racconto

Sono stanca della pioggia…
Vorrei ogni tanto rivedere il sole.
Sono stanca delle lunghe giornate lente, monotone e noiose passate tra mille sogni infranti.
Sono stanca delle interminabili notti che si fanno sempre più fredde e buie con l’avvicinarsi di un altro angoscioso giorno.
Non ho più paura di ciò che potrebbe succedermi.
Non temo il domani più di quanto possa temere l’oggi.
Non temo il futuro più di ciò che mi ha dato il passato.
E’ difficile e faticoso scegliere di lasciarsi alle spalle il proprio destino anche quando si è fermamente pronti a farlo.
Non è la ragione ma le emozioni ed i forti sentimenti, quando si fanno sentire, i più difficili da tenere a bada.
Con loro si deve fare i conti tutti i giorni, in ogni istante della vita, perché rendono difficili le nostre scelte.
Sono i battiti del cuore a rendere confuso ciò che alla ragione appare chiaro.
Non si deve temere il futuro se si è fatto tesoro del passato.
La vita è un eterno presente. Occorre assaporarla attimo per attimo conservando pochi ricordi del passato e senza bramare l’attesa di ciò che potrebbe avvenire.
E’ vero: non si soffre ma neppure si gioisce.
Riuscire a pensare il passato senza dolore ci aiuta ad affrontare l’incertezza del futuro.
Vorrei parlare con qualcuno ma sono talmente lunghe le ore in cui il silenzio è mio compagno che credo di non essere più capace a formulare un pensiero o una frase che abbia un senso.
Nessuno di noi è realmente vivo se non possiede i suoi ricordi.
Io è di questi che mi nutro per trovare quella forza e fede necessarie per sperare ancora.
Non saprei dire quanti sono i giorni che vivo così, incatenata a quattro mura, con questo silenzio incantato che mi crea un luogo di falsa e surreale pace.
Non so più cosa significhi questa parola che continua a rotolare nella mia mente.
Bisogna stare attenti ai sogni perché potrebbero avverarsi ed allora dobbiamo essere pronti a viverli prima di accorgersi che non sono come li volevamo.
Ho sognato così a lungo di tornare ad essere me stessa e non la mia ombra che mi sono lasciata scivolare la vita dalle mani e sotterrare dalla stanchezza.
Vorrei tornare indietro…
Vorrei che mi fosse data la possibilità di riavvolgere il nastro per poter rivivere i momenti felici della mia vita e avere la possibilità di recuperare gli errori fatti.
Però sono consapevole che anche questo è un sogno.
Mi rendo conto di volere l’impossibile quando chiedo di poter avere delle risposte sicure alle mie troppe domande.
Forse nuovi quesiti cancelleranno quelli vecchi ed anche in questo caso difficilmente verranno esauditi. Non riesco a ricordare attimi di grande e spensierata felicità anche di un solo giorno di questi opprimenti anni vissuti stancamente fra quattro mura che di ora in ora sembra ti cadano addosso e si facciano sempre più strette intorno alla gola fino quasi a soffocarti.
A volte penso sia sbagliato volersi attaccare al ricordo della mia vita passata da persona normale, coi suoi alti e bassi, come tutti, in fondo...
So di averne vissuta una, è ovvio, ed ora, il ripensarla mi fa soffrire ma preferisco così anziché vivere nell’incertezza, in questa fitta nebbia che ottenebra le mie emozioni.
Senza la speranza, la vita è solo una conchiglia che il mare ha lasciato, indifesa, sulla spiaggia.
So che devo reagire: mi accorgo che voglio continuare a sperare… ad avere fede… a tentare di comprendere questo inaccettabile destino raccogliendo tutte le forze.
Anche se sono stanca…
Al punto tale che non so riconoscere se non ho le forze o se non sono più capace di trovarle.

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento