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in archivio dal 06 dic 2007

Michele Macchi

03 ottobre 1980, Digione
Segni particolari: Pallido in volto come un Re sul Trono
Mi descrivo così: Sono un Romanzo di formazione

elementi per pagina
  • 12 dicembre 2007
    Alessandra

    Ho appena capito i cirri abbassati
    sui tronchi toscani.
    E fuori dal vetro attesi
    gli odori
    riarsi
    in rinascite.
    Ho sentito il passo lesto e il tamburello
    del polso estivo più distante.
    Le spunte agli ondeggi,
    capelli filanti neri.
    Ho immaginato come sarebbe se fossero
    fragole.


    E il sogno vetero ricresce in più rami.
    Sulle pupille lustre ho specchiato
    le corolle rosee di ogni infiorescenza
    e le rovine del mondo
    e il saltello sul cuore d’ombra
    e la caduta della stella erta
    e gli occhi grandi di Alessandra.

     
  • 07 dicembre 2007
    Rameggiare giallo

    Avvampò ramingo il maggio

    avvampò col taglio

    del suo rameggiare giallo

    incurvando il tramonto e l’arcata.

    Cortese mi mostrò lei

    avvampando il maggio.

    Il maggio bianco sui muriccioli rosi

    che ascoltavano la vampa

    le voci

    i baci

    E tu…

    … tu taci, tu…

    taci.

    Torsioni sul sedile,

    sul volante

    dove distante

    usciva qualche nostra nota,

    che a quei due spiritelli incerti

    così prossimi alla sera

    ammiccava.

     

    Accadde ieri leggera

    e

    già oggi mi sciupa il ricordo

    del vaneggio

    e il

    giro

    grave della

    grande ruota sul

    grano.

     
  • 06 dicembre 2007
    Scolatesta

    Vedo irrigidire
    illividire
    le mani digerire tremando
    i rigurgiti della nostra era.


    Sì, tremar col tentenno e l’indugio.
    Così sciabordo da una notte
    a un’altra men buia
    e il titubar dei moti dentro scola.