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Autore

Michele Sarti Magi

in archivio dal 06 feb 2009

19 giugno 1997, Rio Branco Brasile

segni particolari:
Bellissimo!

mi descrivo così:
Sono un Indio della Foresta Amazzonica. La mia mamma è Cristina e il mio papà è Massimo.

28 aprile 2012 alle ore 19:11

Parodia dell'uccisione di Ettore - Iliade.

Intro: Questo breve racconto è la parodia della narrazione omerica de 'Il riscatto di Ettore', che si trova nell'ultimo libro dell'Iliade.
E' un lavoro da tenere in considerazione, perché chi lo ha fatto non ha ancora quindici anni!
Cristina Tarabella.

Il racconto

(Parodia del riscatto di Ettore)

LA RICHIESTA DEL CORPO DI GIANFRANCO

Non molti giorni dopo la morte di Gianfranco, Silvio, il suo grande padre, si incamminò verso l’Hotel ‘Sti Casini per chiedere all’uccisore di suo figlio, Pierferdy, la restituzione del corpo del Grande Gianfranco.
Fu un lungo viaggio per il vecchio re di Arcore, Silvio. Arrivò verso sera all’Hotel degli ‘Uddicciniani’, appunto l’Hotel ‘Sti Casini. Erano tutti riuniti sotto l’ordine di Bersani Dalla Grande Astuzia, per vedere la partita di calcio.
Grazie all’aiuto del Dio Denaro, Silvio riuscì ad entrare nell’Hotel.
Pierferdy Dal Piede Lento, stava facendo la doccia nella sua camera e ad un tratto sentì dei rumori sinistri nel piccolo soggiorno. Quando uscì trovò il Potente Silvio Dai Grandi Stivali lì in salotto ad aspettarlo.  Subito disse Pierferdy Dai Capelli Grigi: “ Silvio, re di Arcore!, cosa ci fai nella mia stanza?”
A lui di rimando diceva il Vecchio e Basso Silvio: “ Sono qui per chiedere all’uccisore di mio figlio e dei miei tanti parlamentari, il corpo del bellissimo Gianfranco, ucciso da te.”
Subito, guardandolo storto, disse Pierferdy: “ Hai avuto il coraggio di venire qui?! Come hai fatto ad entrare? Almeno hai una valigia piena di soldi?”
Scocciato dalle tante domande, Silvio, Dalla Bassa Statura, rispose: “ Ho due milioni di euro, ti bastano?E poi, per entrare, mi ha aiutato il Dio Denaro, Bosseo. Purtroppo aveva da andare a prendere suo figlio, il venticinquenne, all’esame di quinta elementare. Ma torniamo a noi: pensa a tuo padre, il coraggioso comandante di Concordi, Stecchino, se tu morissi, non farebbe lo stesso gesto che ho fatto io per mio figlio? Ti prego… Basta solo che tu mi renda il corpo di Gianfranco. Avete avuto voi la vittoria alle elezioni! Ma rendimi il cadavere!”
Subito Pierferdy si mise a singhiozzare e a piangere pensando a suo padre.
Anche il re Silvio pianse.
Si guardarono: Silvio guardava i poster di Playboy, attaccati nella camera e Pierferdy, contemporaneamente, teneva gli occhi fissi sulla borsa traboccante di soldi.
Ma subito Pierferdy Dai Grigi Capelli disse: “ Ora basta! Se mi fai di nuovo soffrire, ti ucciderò con il mio coltellino multiuso. Siediti e aspetta.”
Così Pierferdy Dal Piede Lento buttò nella bauliera della sua Porsche il corpo di Gianfranco e lo portò al Centro Estetico più vicino: Centro Estetico Muba-Arack.
Lo fece pulire, lavare, vestire e gli fece mettere qualche banconota da 500 € nelle tasche, in segno di rispetto verso Silvio.
Dopo circa trenta minuti tornò dal vecchio re e, guardandolo storto, il bravo Pierfery gli ridette il cadavere.
Silvio, Dallo Stivale di Marca, tornò alla sua residenza, ad Arcore, fiero di avercela fatta a convincere l’eroe uddicciniano.
Giorni dopo, ci furono i funerali di Gianfranco alla villa di Silvio, LE  INVITATE ERANO TANTE. E il corpo del bellissimo Gianfranco fu onorato.

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