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Mirco De Pretto

15 febbraio 1956, Thiene (VI) - Italia

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  • 06 gennaio 2013 alle ore 18:15
    Esempio di porno/grafia bucolica

    Come comincia: Ora per carità mai se la sarebbe sentita d'incolpare la mamma ed al solo tal pensiero rabbrividiva... se non che c'era poco da fare tutto cominciò allorché appunto la sua mamma... diciamo intorno ai dodici anni... volle comperarle una sontuosa bicicletta fuoristrada.
    Manubrio dalla presa anatomica... frenata eccezionale... doppio cambio... pedali e catena perfettamente lubrificati... forcelle ammortizzanti e sellino comodo nonostante una certa durezza ed una forma parecchio appuntita ed allungata sul davanti.
    Intendiamoci non è che non le piacesse il dono e s'era divertita assai con tricicli e bici per piccoli... non vorrei interpretaste male... anzi fin dal primo attimo le saltò su felicissima ed incominciò ad assaggiarne le particolarità curiosa... dapprima con brevi tragitti intorno a casa... in seguito allargando il raggio su strada asfaltata ed infine... una volta imparato bene ad usarla... via per itinerari sconnessi e strade bianche di campagna e di montagna e sentieri di bosco e greti di fiume.
    Una delizia.
    I paesaggi incontrati... i silenzi di alcune valli... il vento che perde tempo a scompigliarti i capelli... estasi diventavano spesso in lei al che assieme ad un oramai buon allenamento... gli elementi le donavano sicurezza massima tanto che adesso poteva perfino rilassarsi... dimenticare la fatica e gustarsi il suo essere ed il suo corpo sparati per la natura e temo...
    temo fu proprio ciò l'origine del c'è poco da fare cui si accennava prima.
    Il sellino... il sellino infatti... forse chissà coinvolto pure lui in si tanta armonia... il sellino cavolo... soprattutto lungo le lunghe discese e qualche volta anche su salite impegnative... il sellino strusciava sbatteva vibrava cozzava agitava scrollava e diremo come turbava furbetto una sua parte anatomica decisamente sensibile e lei previo le normali iniziali titubanze... forse spinta dal ricavarne una piacevole sensazione d'ignoto... col tempo lo lasciò agire indisturbato.
    E lui agiva agiva agiva finché diremo il suo primo orgasmo in assoluto le procuro diverse sorprese e fratture.
    Che nel mentre perse il controllo del mezzo ovviamente e cadde rovinosamente travolta dal piacere quasi a metà d'una tortuosa discesa di tre chilometri variamente accidentati.
    Un trionfo... sì sì sì alcuni doloretti e due mesi di letto ma... ricordiamo lei giovane ignara non conosceva altri metodi per procurarsi così tanta gioia... ma ci riprovo di sicuro appena possibile.. la convinzione assoluta.
    E di nuovo a cavalcioni dunque e di nuovo di nuovo di nuovo esaltazione sessuale assoluta... che nel frattempo si andava specializzando.
    Per dire... mai strisciare di proposito o accentuare il contatto artificialmente... si gode comunque bensì non è la medesima storia del lasciare fluire casuale... manco lontanamente.
    Poi le salite... è duro e sofferto l'orgasmo pedalando in salita... anche se tranquilli ne vale la pena... liquidi seminali e sudore mescolati hanno lascivamente pochi rivali ben si sa.
    Mentre le discesa leggere e zero sconnesse sono poca roba rispetto a quelle che per gioco denominò da frattura multipla con enfasi moltiplicata.
    Ed intanto cresceva chiaramente la nostra bella ed aveva imparato sul campo il resto sul sesso... o meglio che nulla del sesso valeva il "suo" di sesso... il quale però bisogna sottolineare nel contempo cominciava ad avere bisogno di rilanci... che minimo ora quasi sarebbe servita un'ascesa dell'Everest... che caccio s'era abituata alle performance ripetute uguali mille volte e non sortivano più effetti... pertanto medita medita medita un giorno realizzò e mise in pratica l'unione fra opzioni seducendo un'occasionale cercatore di funghi.
    Lo spogliò nudo lo fece "indurire" di baci lo caricò sul sellino gambe penzoloni schiena indietro... si accomodò con le mani sul manubrio... i piedi ancorati sulle pedaliere ed un membro non da niente inserito in vagina e...
    e si lanciò giù per una discesa... classificata da plurifrattura scomposta con enfasi secolare... di dodici chilometri.
    E l'aveva vista giusta sapete.
    Lui urlava che pareva indemoniato lei gemeva e si eccitava ad ognuno dei numerosissimi sobbalzi e veniva veniva veniva e non usciva di strada.
    E furono sei chilometri di paradiso e...
    e chi c'è di là del paradiso?
    Ovvio c'è il cambiare buco al pezzo e...
    e furono cinque chilometri e mezzo di nirvana e...
    e finalmente un'invasione di fratture composte e scomposte ed orgasmi stratosferici racimolati percorrendo strisciando rotolando e graffiando terra radici e sassi negli ultimi cinquecento metri.
    Un'apoteosi.
    Mai s'era sentita meglio in vita sua.
    Giuro!
    Mai mai e mai.
    Sicuro la mamma invece nell'accudirla nuovamente inferma stava turbata e si vedeva moralmente sofferente e del regalo pentita allora giusto per non lanciare colpe lei pensava... d'altronde stanno normali codesti suoi comportamenti.
    Non capita a tanti di sentirsi dire hai voluto regalarmi la bicicletta?... be' adesso pedala!... che ne avrai ad iosa da pedalare.
    Che ho già in mente un progettino futuro mitico mitico mitico.
    Non capita a tanti.

     
  • 04 dicembre 2012 alle ore 9:18
    L'evasore elevato

    Come comincia: Sembrava la classica lettera di un amico... indirizzo scritto con penna biro abbastanza mordicchiata ed un mittente ignoto ma simpatico... il signor Non tal dei tali.
    L'aprii insomma con questa convinzione in testa e cominciai a leggere.
    "Buon giorno egregio De pretto e scusi l'intrusione mattutina... lei non mi conosce ed a questo se mi ascolta rimedieremo presto... bensì io invece la conosco bene... ho letto molto di lei infatti sa.
    Molto molto molto e su tutti i siti in cui con vari nick ha cercato di sfuggirmi meticolosamente.
    Lei mi piace mister Mirco... ha uno stile che mi calza a pennello ed infinite volte è in grado di stupirmi attraverso gli incontri sui sentieri dove vengo condotto seguendo le tracce... cerebrali... delle sue file di parole.
    Ed inoltre aggiungo che... per via di parecchie sue opinioni espresse in sede di commento a post di altri... mi sono fatto un'idea accattivante pure rispetto alla di lei personalità... e mi garba assai anche quella Mirco... assai assai.
    Mi ascolti signor De Pretto con la presente le dico unicamente ciò.
    Lei deve venire in città... qui da me... che ho da farle una proposta.
    La più semplice è arriva in treno... scende il metrò... infila la linea due verso XXXX e scende in piazza XXXX.
    Dopo sale su... uscita XXXX e lasciando il monumento alla sua sinistra... infili la prima a destra... dove in breve vedrà scritto dall'altro lato della via libreria XXXX e sarà arrivato.
    Parta allorché vuole io sono sempre lì... e se arriva la notte suoni il campanello sette volte.
    L'aspetto ed intanto di nuovo scusi dell'intrusione... tanta riverenza... e buona giornata".
    Ci vado pensai immediatamente... ci vado.
    Questo è un matto e mi piacciono i matti di alcuni ambienti... almeno quanto non mi garbano quelli di altri.
    E due giorni avanti sul presto salii pertanto il treno e seguendo le indicazioni non ebbi difficoltà ad arrivare al poter spingere... non privo di uno smargiasso batticuore... la porta del mistero ed un maturo giovanile normalissimo signore trovai seduto dietro la cassa.
    Io vorrei descrivervelo se non che m'è balzata subito il mente una canzone al vederlo... il topo con gli occhiali dello zecchino d'oro e se non erro di per cui non serve ancora... la descrizione.
    Balbettando mi presentai.
    Buon giorno... possibile le dica niente... io sarei De Pretto Mirco.
    Cavolo balzò dalla poltroncina manco avesse visto la fortuna e m'accolse raggiante di mano allungata sincera e multi avvolgente.
    "Buon giorno... buon giorno... ah lei non mi crederà ma sono commosso emozionato e veramente felice felice di vederla qui e conoscerla personalmente".
    No no le credo l'ho appena visto.
    "Ecco vede... questa risposta è il miglior esempio del perché mi eccito emotivamente in sua presenza... cartacea o reale che sia Mirco... posso chiamarla Mirco?".
    Ovvio ed io...
    "Oh lei mi chiami Marco".
    Bene Marco noto in questo momento non stazionare clienti e scusi l'ansia... passerebbe al dunque?
    "Il nostro dunque è una cosa semplicissima Mirco.
    Lei si guardi in giro e noterà un'attività commerciale.
    Arrivano libri e vanno venduti libri qui Mirco e si mimetizzano ed incrociano fra di loro accendendo una grande confusione le creature... nella quale... da buon italiano e pari ad in tutte le altre attività commerciali... uso infilare delle pubblicazioni in nero.
    In genere testi di gente sconosciuta... che stampa e distribuisce privatamente.
    Loro me li portano già prezzati e mi lasciano... privi di qualsivoglia riscontro... delle copie da vendere sulle quali riconoscono un piccolo sconto... che rimane lì in cassa codesto sconto e si ammucchia e non posso dichiararlo e lo potrei spendere e spandere a piacimento visto le vendite normali vanno bene... però invece a me è venuta "l'idea" al riguardo ed io allora ho deciso di non buttarli in vanità o in altre merci quei soldi... anzi ho deliberato... qualora acconsenta... di "aiutare" proprio lei... ed eccoli qua dunque... li denari esuberanti... che nel tempo li ho riuniti in giallo sacchetto e sono diventati piano piano cinquantamila euro tondi tondi... che io appunto offro a lei Mirco... in cambio dei diritti delle sue opere.
    Se dice andiamo di sopra dal notaio... il contratto in due minuti è pronto... lei mi cede i diritti in cambio della somma innominabile ed io le riconosco il venti per cento di ogni eventuale libro o diritto rivenduto... in qualsiasi parte o lingua del mondo e... e siamo a posto.
    Tutto chiarissimo e nessun inganno Mirco".
    A parte non so se ha ragione riguardo alle mie cose... a parte quello... ho risposto... lei vuole dirmi signor Marco che qualunque editore eventualmente interessato ad un mio libro dovrà trattare i termini con lei... ed a lei dovrà versare l'oboli?
    "Sì Mirco".
    Non sta possibile Marco... non esistono tali generi di editore nel panorama né libri miei nel reale.
    "Io voglio dirle Mirco non importa è l'idea a spingermi... capisca e non incide la sua fase di realizzazione attuale e lo so... è una vicenda casomai in divenire la mia... ma lo stesso io punto su di lei... e mi esalta il pensiero di agevolare giusto lei... a mio avviso meritevolissimo... al posto di sperperare assurdamente il maltolto... squallidamente uguale a tanti o riguardo a necessità infinitamente false.
    Mi segua Mirco è l'idea donata che in questa maniera mi consente di riparare coscientemente al danno combinato evadendo e di farlo in una maniera perlomeno creativa... che se tutti usassero i proventi illeciti così... staremo certamente meglio Mirco...
    io ci scommetto i gioielli".
    Stupefacente stupefacente e stupefacente e...
    sono onorato della sua attenzione Marco... ho ribadito allibito...  ed onorato è poco.
    Capisco benissimo.
    La possibilità di trasformare la disobbedienza truffaldina ed antipatica... in forma di contributo buono autonomo e liberamente gestito e distribuito Marco.
    Praticamente l'evasione solidale m'ha inventato lei signor Marco!
    Incredibile!
    "E lei... rispettando ogni mia previsione... l'ha capito d'istinto Mirco... unico al mondo che l'avrebbe potuto fare e potrà divulgarla e poi dice che rischio di perdere i miei risparmi".
    Urca...
    io per lei firmo in bianco signor Marco.
    Per me vostra signoria è la prova vivente l'intelligenza è viva e lotta insieme a me signor Marco... e pensavo fosse estinta signor Marco.
    Sono sconvolto.
    Datemi un notaio.
    Per favore datemi immediatamente un... NOTAIOOOOOO.

     
  • 28 novembre 2012 alle ore 17:43
    La teoria B

    Come comincia: È molto semplice Mamo.
    La formazione del mondo intendo Mamo... io l'ho capito subito come avvenne e la sua origine Mamo di un banale incredibile... altro che mistero ga... odioso Mamo.
    All'inizio un gigantesco tipo annoiato immortale e stranamente trasparente e no... che s'era scoperto poteri inimmaginabili e non poteva fare niente Mamo.
    Che non esisteva nulla su cui dirigere le sue propensioni... manco uno stupido spettatore intendo... oltre un'immensa cielo desolazione Mamo e lo stress e la noia ed il senso di inutile montavano Mamo... indi in lui la rabbia cresceva Mamo e diventò incontenibile Mamo codesto fermento d'animo... incontenibile... incontenibile... incontenibile tanto da indurlo disperato e pur di fare qualcosa ad usare le sue prerogative immense per trasformarsi in bomba Mamo... per diventare un kamikaze e distruggere l'ingiustizia in cui si realizzava inguaiato e fare scoppiare la situazione Mamo... talmente odiava questo tutto/nulla in cui stava immerso.
    Ed aveva poteri immensi dicevamo Mamo...
    e dunque usò il suo corpo da laboratorio e si manipolò le strutture chimiche a dovere Mamo... fino ad arrivare a rompere chissà cosa oltre l'atomo Mamo ed infine sprigionò il fatal contatto e fu il big bang Mamo.
    Una botta furiosa Mamo... durante anni ed anni Mamo. Credo nemmeno lui lo sospettasse Mamo.
    E polveri roventi in ogni dove Mamo ed ammassi incandescenti Mamo e... importantissimo... pezzi... ricordiamo immortali... dello sproporzionato essere superiore sparsi dappertutto Mamo e piano piano i più grossi diventarono il sole e la luna eccetera eccetera Mamo... mentre i piccoli agglomerarono dentro lava in fase di raffreddamento... ed assumendo le caratteristiche dell'organo... "divino"... da cui il frammento proveniva... minuto previo minuto sono evoluti... dentro un geode Mamo... chi in rubino... che magari figliava dal cuore Mamo... chi virando su gallina. 
    Probabile povera discendente di caviglia spappolata Mamo.
    Ed i geodi stavano dentro la roccia Mamo ed i fiumi erosero la roccia Mamo e le acque trascinarono grandi sassi a valle Mamo ed i sassi si apersero Mamo... e spuntò una scimmia Mamo... e spuntò il seme di betulla e spuntò quello di pino Mamo... e spuntò l'ametista e spuntò la balena e spuntarono il coccodrillo la rana e tutti gli altri Mamo... ed ognuno conservando la porzione di immortalità che la formula del suo "gene" aveva dentro Mamo.
    Ergo alcuni pressoché interamente Mamo altri purtroppo meno Mamo.
    Nella totalità comunque... all'inizio... parti di "dio" rigenerate attraverso il combinarsi con massimo uno o due elementi  alla volta e possibilmente sotto vuoto.
    Solo in seguito... spostandosi intorno con le loro possibilità motorie... che poverino colui innescato dai capelli si sa non avrebbe mai potuto mostrare esagerato movimento... cominciarono ad incontrarsi ed alle volte perfino a realizzarsi della medesima specie... pure se un minimo... in dei punti... ancora diversi Mamo...
    e furono il sesso la prole e la società Mamo.
    Organizzata Mamo a seconda dei casi... in città o in bosco... in branco... in cespuglio o in stormo.
    È filante assai Mamo.
    Per me è avvenuto così il fatto Mamo.
    Gli esseri brutti hanno preso che ne so da calcificazioni sul colon... quelli belli da alcune lacrime e sono spiegate pure le differenze inspiegabili Mamo.
    "Li" intelligenti dallo spirito di reazione e gli stupidi dai peli del naso Mamo.
    Non c'è soluzione Mamo e non serve prova Mamo infatti al solo permettersi di pensare l'assoluto si frantuma ogni volta immediatamente in miriadi di pezzettini Mamo.
    Immediatamente...
    e prova migliore di questa non esiste Mamo.
    Non esiste.

     
  • 15 novembre 2012 alle ore 16:40
    La favola di c'è orco ed orco

    Come comincia: Che dici se ti racconto una favola Sandro?
    <Una favola tipo c'era una volta Cobra?>.
    Sì Sandro.
    <Ok dai Cobra... perché no?>.
    Allora ovviamente c'era una volta una fanciulla carina carina Sandro e viveva in una povera casa piena di poveri fratelli... poveri nonni e povera mamma sottomessi ad un bruto padre terribile Sandro.
    E vagando nel bosco alla ricerca di cibo e legna Sandro codesta fanciulla si perse una mattina spaventandosi... non appena ne fu consapevole... senza equilibrio alcuno.
    E venne il temporale Sandro e l'impaurita fanciulla cammina cammina... e vennero i fulmini Sandro e la terrorizzata fanciulla cammina cammina e vennero i lupi Sandro e questa fanciulla cammina cammina... e vennero gli orsi Sandro e la fanciulla cammina cammina... e venne la notte Sandro e fanciulla cammina cammina... e venne il gufo Sandro e cammina cammina... e vennero le pupille inquietanti nel buio Sandro e cammina cammina e vennero parecchie albe Sandro e cammina cammina... cammina cammina... cammina cammina la fanciulla infine si accorse di essere rimasta incinta Sandro.
    Non so se comprendi Sandro.
    Ora non era più perduta nel bosco Sandro... ora il bosco stava il solo luogo sicuro in cui sottrarsi dai rimbrotti dei grandi e dalle legnate violente del padre.
    Che peraltro... non appena realizzato... nel frattempo Sandro si dava da fare preoccupato... organizzava squadre di ricerca... ed aveva ingaggiato perfino un principe azzurro di pronto intervento nel caso la sua creatura fosse caduta nelle grinfie di una strega.
    Ma lei cammina cammina si nascondeva sempre meglio e cammina cammina s'allontanò inesorabilmente.
    I fratelli piangevano Sandro i nonni disperavano Sandro e non ti dico i numeri della madre Sandro... uno strazio struggente quella dimora Sandro.
    Bensì il padre inalberato non s'arrese mai e continuò a cercare a perlustrare a chiedere ed ad informarsi su avvistamenti strani o misteriose fanciulle sconosciute di passaggio... finché ventisei anni appresso finalmente la riconobbe in una senzatetto della capitale.
    E lei insieme lo riconobbe e l'emozione di entrambi scaturì in un tenero abbraccio ed in una domanda dalla voce roca e grezza Sandro...
    perché non tornasti fanciulla?
    All'inizio cammina cammina mi persi padre fu la risposta e cammina cammina vagai per ritrovare la strada se non che cammina cammina ad un certo punto mi ritrovai incinta padre e cammina cammina realizzai di non sapere assolutamente nulla di chi potesse ritenersi il papà né della maniera in cui fece in modo di potersi ritenere tale e dunque cammina cammina con paura e vergogna decisi di andarmene padre.
    Per così poco fanciulla mia?... sbottò l'uomo.
    Su dai torniamo a casa tutti ti aspettano e bastava lo chiedevi a me chi era il papà fanciulla cammina cammina.
    Tu non hai niente da nascondere e non possiedi nessuna colpa fanciulla cammina cammina.
    Sarò anche un orco però so riconoscere ed accettare i doni che ottengo allorché perdo la testa libidinoso fanciulla cammina cammina.
    Li so ammettere ed accettare e per il resto dio ha voluto svenisti e sta ottimo credi il non ricordi conseguente fanciulla cammina cammina...
    sta ottimo.
    <E vissero felici e contenti Cobra?>.
    Non barare Sandro... mi avevi chiesto se la favola partiva con c'era una volta mica se finiva e vissero felici e contenti... ed adesso ti devi accontentare di un finale del genere Sandro...
    mi dispiace...
    Sandro.

     
  • 23 luglio 2012 alle ore 18:14
    La saggezza della donna

    Come comincia: Un libro persiano che lessi tempo fa mi disse...
    <Ascolta i consigli con orecchio attento e cervello sveglio ma...
    Non avere fretta di metterli in pratica.
    Non avere fretta>.
    L'indaco infatti si ottiene dopo che le foglie della pianta sono marcite...
    Replicai d'istinto.
    <A parlarti è un grave pericolo> rimpallò.
    <Bensì nell'oceano bisogna immergersi se vogliamo pescare le perle.
    Non esiste alternativa>.
    D'altronde continuai non c'è ragione di annacquare il latte...
    Che non sia "economica".
    <Ovvio> sentenziò lui.
    <Quindi l'unico caso per cui serve veramente chiedere aiuto a dio...
    È che ti faccia incontrare e conoscere uomini esperti>.
    Esperti?
    <Certo.
    Sono due mio caro le faccende da evitare accuratamente nel mondo.
    Fare il grillo parlante sulla mano di un grullo e...
    Rotolare giù da un trono dove ci si era installati unilateralmente>.
    Allora è facile conclusi...
    La virtù più alta di un giudice sta racchiusa in una condotta irreprensibile.
    <Uhm... non so> a questo punto fece il libro.
    <Non so... devi comunque tenere presente che uno stile di vita può in grandissima parte dipendere da svariate casuali.
    Ergo non essere naturale>.
    Dimmi per conto tuo chi è colei... di queste casuali... contenente incidenza maggiore allora gli domandai.
    E lui fece...
    <Ah! magari il giudice in questione è uno che mette immediatamente in pratica i consigli>.
    E che succederebbe a me nell'eventualità mi fidassi lo stesso?
    <Temo...
    Temo l'acqua fuoriuscirebbe dal latte... si riunirebbe in grande massa e correrebbe veloce e feroce...
    Portandoti via tutte le mucche>.
    La saggezza della donna insomma mi consigli... conclusi.
    <Assolutamente> confermò.
    <Lei sa bene che lo sbruffone maleducato le dice...
    Dai puttanella ora gira il culo di qua...
    Ed il timido educato...
    Per favore con la faccia amore mio adesso volgiti di là.
    Lo sa molto bene>. 

     
  • 17 luglio 2012 alle ore 17:51
    Brodino

    Come comincia: Una sera ho cucinato due bistecche... direttamente sull'asse ed ovviamente con il ferro da stiro.
    Avevano preso proprio delle belle silouette... tanto che sul piatto sembravano capienti tasche vuote applicate esterne sulla loro camicia.
    Mi è venuto allora però un dilemma.
    Adesso pensai mi ci vuole un contorno a modo.
    Una chicca tipo doppio bottone di classe sul polsino... al che saltai del radicchio... sicuramente dop... sul prendi zanzare elettrico.
    E per non voler trascurare nulla... bollii pure dei cavoletti belgi dentro la boule dell'acqua calda opportunamente richiusa col suo tappo una volta inseriti... in modo da poter scecherarli e massaggiarli un tot durante la cottura.
    Una finezza culinaria questa finora sconosciuta ed assolutamente innovativa... se non sbaglio.
    Cazzo!
    Ero contento.
    Finalmente una cena eccitante sul serio pensavo.
    Con sopra stili e digeribilità manipolati accompagnati da...
    Dinamiche e finalità confermate... però spostate un po' più in là del solito e con...
    Con cosa da bere accompagnerò sì tanto ciò?... quindi sobbalzai...
    In preda all'ansia.
    Se non che... ancora una volta... ebbi così modo di apprezzare la mia lungimiranza... che tempo prima mi aveva fatto mettere sul cornicione ad invecchiare... il vino del contadino nella vasca del fu pesciolino.
    Lo presi.
    A questo punto era tutto a posto... non mancava altro che mettersi a gambe in aria sul tavolo ed assaporare... dato che non dovevo "pertanto" anche farmi il bagno o cambiarmi figo per l'occasione.
    No non ce n'era bisogno.
    Per quel giorno e me ne rendevo conto... avevo già oltrepassato fin troppo.
    Ecco.
    Ho raccontato questi fatti che mi sono successi di sabato... perché purtroppo fu dopo mangiato... che mi venne una voglia... irrefrenabile... di abbigliarmi ed uscire ad aiutare il prossimo.
    ... Cioè "logicamente" non il primo bensì quello dopo.
    Sembra infatti... che lì per lì non fui molto molto capito... vestito da vescovo in tanga ma tranquilli...
    Tranquilli.
    Quel che successe... è solamente che adesso siamo in due ad aver assolutamente bisogno di evadere.
    ... Io da codesto numerato e blindato stanzino e voi...
    Voi dal vostro classico opulento brodino.

     
  • 12 luglio 2012 alle ore 19:26
    L'abbracciatore

    Come comincia: Fu una mattina di fronte ad una chiesa...
    Con le campane martellanti nei timpani.
    ... Che incominciarono la sua fortuna ed anche la sua sfortuna.
    Potremo dire.
    Era in quel luogo per l'ultimo saluto al padre di un grande amico.
    Con il quale si erano conosciuti oramai quarant'anni prima.
    ... Quando avevano quindici sedici primavere.
    E mai avrebbe potuto mancare dunque.
    Solito capannello di persone con la faccia seria.
    Soliti saluti di parecchi conoscenti comuni.
    Solito arrivo del carro con bara.
    Un minimo per fortuna composto di scene di disperazione.
    E via tutti in chiesa per la cerimonia.
    E lui ancora al solito ad aspettare di fuori.
    Caffettino con alcuni "colleghi".
    Cicchetta nervosa e la salma presto riapparve dal portone.
    ... Sorretta dall'amico e dai suoi fratelli o parenti stretti...
    Che dopo averla inserita in macchina si fermano dietro e sono a disposizione per condoglianze ed onorificenze... al morto queste... varie.
    Lui allora fece come tanti... arrivò dall'amico e gli strinse la mano guardandolo negli occhi.
    E ciò fece sì che un abbraccio forte forte stretto stretto per nulla programmato ed incredibile...
    Sorse ad entrambi spontaneo.
    E carico carico carico.
    Non riusciva più a terminare da solo l'abbraccio.
    E l'adrenalina nel frattempo straripava fin quasi ad uscire per dentro i pantaloni.
    ... Dove questi si appoggiano alle calze.
    E l'emozione invitava lacrime a materializzarsi per alleggerire sensazioni pesanti.
    E la sensazione di mai immaginato porse così le sue migliori credenziali.
    Tanto che gli scapparono perfino un tot di gocce di pipì ed uno sguardo di odio alla persona che li interruppe.
    Pazzesco pensò mai provato una cosa simile.
    Ma quale primo bacio.
    Ma quale prima scopata.
    Ma quale diploma o laurea.
    Ma quale realizzazione lavorativa.
    Ma quale paesaggio.
    Ma quale scoperta.
    Ma quale vincita alla lotteria.
    Ma quale nascita di figlio.
    Niente niente niente aveva suscitato altrettanto in lui.
    E decise di per cui che l'avrebbe voluta ancora questa sensazione.
    E la moglie di suo fratello dopo un mese morì senza una valida motivazione.
    E la mamma della sua sposa fu trovata morta in circostanze anomale.
    Ed il fratello del suo caro collega cadde nel burrone accidentalmente.
    Ed il figlio di un altro amico fu trovato morto di overdose.
    Che non aveva giammai nemmeno fumato uno spinello.
    E altri casi strani insomma cominciarono ad apparire intorno a lui.
    Che nel frattempo oltre a cogliere a dismisura ed avere una dimensione ottimale di quello che poteva donare il mondo...
    Si era pure organizzato di conseguenza.
    Mettendo ad esempio un pannolone prima di recarsi all'ennesimo funerale.
    Alla fine comunque lo beccarono che era rimasta solamente una vecchia bisnonna... tra i parenti prossimi di tutto il suo entourage ed era guardata a vista.
    Che oramai qualche sospetto aveva cominciato a serpeggiare.
    Il giudice... pur trovando per una volta le motivazioni interessanti... non poté non dargli un ergastolo per ogni omicidio e...
    Se non fosse che la gemella del suo compagno di cella... appena sei settimane appresso... si è suicidata stranamente soffocandosi con centotrenta big bable ingerite contemporaneamente...
    Tutto sarebbe finito lì.

     
  • 29 giugno 2012 alle ore 11:10
    Il quantirametto

    Come comincia: Stavo congelando cazzo.
    Il freddo era intensissimo e senza che me ne rendessi conto pienamente...
    Mi conquistava poco a poco il corpo ed intontiva la testa...
    Con una velocità di cui appunto non avevo parametri.
    Il suo avanzare in me era comunque inesorabile ed inarrestabile.
    Indi dovevo fare qualcosa però non è che avevo molte possibilità di riparo... nudo e preso com'ero.
    Nel frattempo i fiocchi continuavano a cadere ed io vagavo.. da qualche ora... solo e sperduto...
    In quella steppa di radi bassi cespugli e virgulti pungenti... privo di meta.
    Mi devo inventare qualcosa pensai...
    Se non che la neve non era sufficiente per costruirmi un riparo ed anche raccogliendo fasci d'erba secca mai avrei potuto accendere un fuoco...
    Senza accendino.
    E che tipo di trovata potrebbe mai venirmi?... mi chiesi.
    Serve una cosa atta al concentrare energia decisi.
    Quindi mi metto seduto a meditare... conclusi.
    Al che mi resi conto immediatamente di non possedere in quei momenti la predisposizione necessaria... per applicare tale pratica.
    Allora pregherò... continuai.
    Pertanto scoprii presto di non aver voluto imparare nessuna preghiera...
    E di non essere nemmeno in grado di inventarne una al momento.
    ... Che il cervello andava lesto verso la disperazione e l'irrazionale.
    Così andai avanti del tempo nel propormi ipotesi man mano più sbandate finché...
    Finché non mi sembrò di vedere una luce lampeggiante laggiù in fondo...
    Dove la nebbia diventava spessa pari alla panna montata.
    E mi ci diressi dunque e perfino correndo...
    Solo che invece inciampai e caddi rovinosamente e chiaramente aggiungendo pena a pena.
    Tuttavia mi tirai su e sorpresa...
    Ritrovai fra le mani un bastoncino biforcuto. 
    Una specie di pezzo di ramo lungo un metro circa...
    Che mi stupì cavolo.
    Mi stupì tantissimo.
    E mi attirò...
    Mi attirò curioso... per via del modo in cui era stata incisa la sua corteccia.
    Dei segni stranissimi e di varie dimensioni infatti la solcavano incredibilmente scavati e disposti.
    Mi misi ad osservarli rapito.
    Sembravano voler illustrare un testo...
    Quasi a mo' delle scritte d'amore sui tronchi al parco.
    Ma non si distinguevano lettere o numeri.
    No no.
    Erano tipo caratteri di un codice piuttosto.
    Un messaggio che nelle intenzioni doveva rimanere incomprensibile a tutti...
    Meno a chi conosceva le coordinate buone per decifrarlo.
    Tra l'altro... considerai pure che stava proprio strano un rametto in quel posto... abbandonato da dio e dagli alberi.
    E ciò aumentò se possibile l'interesse.
    Ergo il dilemma dell'interpretare i segni mi divenne "oltre" complesso.
    Ed oramai loro mi avevano pressoché rapito e stregato.
    E continuavo a studiarli ed osservarli...
    A "rigirarlo" dentro le mani sempre maggiormente coinvolto.
    A fare ipotesi.
    A congetturare.
    Ad immaginare quale animale avrebbe potuto rosicchiarlo in quel modo perfetto.
    O che agente atmosferico fosse stato in grado di compiere un simile prodigio.
    O su dove poteva essere ora l'uomo che l'aveva inciso.
    E con che attrezzo l'aveva manipolato.
    Aspetta rilanciai...
    Potrebbe contenere una mappa o magari indica "la" direzione o probabilmente è un calendario, una pianta del cosmo, un oroscopo...
    Un messaggio divino a me rivolto...
    Il mio testamento spirituale...
    Uno scritto ufo.
    E via di questo passo insomma...
    Durante non so quanto tempo.
    Ah!
    Durante quanto tempo te lo so dire io amico...
    Che ti ho trovato e soccorso.
    Minimo...
    Minimo settantadue ore... tutte chiare in questo periodo qui nel circolo polare... sei rimasto là fuori in quelle condizioni e...
    Ed in aggiunta so un'altra cosa fondamentale...
    Quell'attacco di interesse irrazionale verso il bastoncino ti ha certamente salvato la vita...
    Distraendoti dal fatto di percepire unicamente il freddo.
    Manco se catturando intera la tua attenzione lui fosse riuscito a riscaldarti per dentro...
    Meglio di qualsiasi fuoco da fuori o qualsivoglia soluzione logica del tuo problema.
    ... Ti ha salvato la vita.
    E questa direi è una morale bastante buona per una storia altrimenti insulsa.
    Altrimenti insulsa.

     
  • 23 giugno 2012 alle ore 16:57
    L'apprendista sprecone (ouverture)

    Come comincia: Credo fu "il cameriere di Siviglia" che mi indirizzò dalla "burina" "una notte sul ponte caldo".
    Disse che c'erano almeno "quattro (st)ragioni" per farlo.
    Era stata la donna del "torero di Raval"... quando massaggia "spiazzanoci"... spesso si trovava occupata con "Tristano"... al che io avrei potuto approfittare di "Isotta" e se per caso innestava "la nona"...
    Traversai allora deciso per una "toccata e fuga". 
    "Allegro ma non troppo" e con moto "andante".
    La incontrai alle "nozze di Sigaro".
    Me la indicò "l'Obello"... il "trombatore".
    Quello col "flauto magico" nella patta per intenderci.
    Subito mi diede l'impressione di una parecchio l'..."Aida" con la "Mona (molto) lisa"...
    Diremo dalle mie parti in "sinfonia" da veneti.
    Che difatti a prima vista sembrava "il lago dei cigni".
    Mostra la "tasca" se vuoi "la saga dei tempi lunghi" mi disse.
    "Adagio" le rimandai.
    Non sono " don Chisciotte".
    "In tal modo parlò Zarathustra" mi rispose...
    Ci ho appena cantato una "requiem" sopra.
    Facciamo in "coro" o "sol(f)etto"?
    Preferisco una "cavalleria rusticana" testa a testa.
    Come "Guglielmo Tell"'o metto mica sono un "Nabucco".
    Di "Norma" con "Manon" fan trenta euro.
    Per "Pimpinone" cinquanta.
    Sessanta se "Rigoletto" che devo metter la dentiera e si consuma.
    Per cento disturbo la "Maria Stuarda".
    Ed il gioco con il "Butter... fly"( che ci ho anche l'inglese) per lo di dietro levigato "Turandot"... are ti viene duecento soldoni.
    "Una follia" feci.
    "Otto mesi in due ore".
    Alla fine presi tutto il "concerto".
    Ne valse la pena.
    "L'Orlando furioso" sembrava "la zingara".
    Mi distrusse "Belisario", svuotò il portafoglio e sfondò perfino "gli stivaletti".
    Poi... ritirando la grana, con fare da "fanciulla del west" sorrise canticchiando un bel... stringi stringi alla fine caste o mignotte "così fan tutte"...
    "La traviata".
    E se ne andò "vivace" e sicura verso un'altra "sonata".
     
    P.s.
    È una "burletta" non un'"opera" ovviamente.