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in archivio dal 04 lug 2009

Nadia Miano

24/12/19??, Caltagirone
Segni particolari: Unica nel mio genere.
Mi descrivo così: Sono una persona coraggiosa e anticonformista, odio le false apparenze. Elegante e sensibile, attratta dalla purezza del pensiero, dal fascino dell'intelligenza e della creatività

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  • 13 aprile 2010
    Al calar della sera

    Va’ da lei
    vestita di seta e rose
    inerme
    si nutre di te
    morbida
    Estenuante l’attesa
    respiri e sapori dolciastri
    per te ha lasciato  giorni felici
    e vive sospesa
    senza sorrisi
    trovi ristoro tra le braccia stanche
    leggero il tuo cuore
    lei ti osserva muta
    conosce l’ultima pagina
    di un quaderno consumato tra le dita
    è finito il tempo di frasi recitate
    lasci la porta socchiusa
    i suoi occhi cristallo
    si libererà dei momenti immaginati
    cose conservate senza un buon motivo
    avrà spazio ciò che realmente desidera
    tu non ci sei.

     
  • 09 dicembre 2009
    Quando ci amavamo

    Tutto era semplice
    quando ci amavamo
    ogni cosa al suo posto.
    Notti spese a dimenticare il giorno
    I risvegli frammenti di sole
    dentro l’anima
    I rumori della strada al mattino
    La tavola imbandita
    sorridevo
    mentre assaporavi
    spicchi di mandarino.
    La musica
    Bach e la brina.
    Taglierò quel pezzo di cielo che guardavamo insieme
    Voglio tenerlo per me.
    E’ l’ora della luna
    Portami con te
    lungo questo viaggio.
    Ho un cancellino per i pensieri dolciastri
    La polvere copre i ricordi
    l’odore della città nuova allontana
    questo dolore.
    Una finestra spalancata mostra colori accesi
    Rimani nel tempo
    Lontano
    Io non sono sola
    Ho tutti i miei sogni
    con me.

     
  • 23 ottobre 2009
    Notte d'inverno

    Notte d’inverno
    con un fiocco rosa
    un gomitolo di vita 
    ansioso di correre
    verso l’infinito.
    Tintinna la pioggia
    danza l’ orologio
    cambia il tempo della veglia.
    Volgi ogni sguardo verso lei
    Piccola e bianca
    il rumore del mare
    ascolta e tace.
    Sul fare dell’alba
    attendi il suo risveglio
    quando dischiude gli occhi
    senti caldo nelle vene.
    Il sole nascente lancia strascichi di luce qua e là
    Il giorno che viene ha nuovi orecchi ad ascoltare le sue melodie
    labbra sottili che assaporano  ogni  istante
    piedi minuti a solcare angoli di mondo

     
  • 04 settembre 2009
    Un amore

    Nel giardino di primule e viole
    coltivo un amore
    leggero come foglia che cade
    odore di rugiada
    vivido battito d’ali.
    Lo proteggo con muri di cinta
    curo le sue paure coi miei sorrisi
    raggianti.
    Gli dono unicità
    come quel fiore colto lungo il viale
    non ve n’è uno simile
    che desti pari stupore.
    Al riparo dal vento di ponente
    gli regalo favole disegnate
    perché ami sognare…

     
  • 24 agosto 2009
    Armonia

    Sotto un cielo di stelle d’argento
    una luna di seta guarda e tace
    la brezza marina accarezza i miei silenzi
    Soave  armonia di onde lievi
    un mare sinuoso,
    dolce tentazione
    mi richiama a sé .
    Ritrovo la leggerezza di giorni lontani.
    Rimango lì
    ammutolito da sì  grande meraviglia...

     
  • 31 luglio 2009
    Le tue parole

    Le tue parole
    dolce rifugio nella frescura della sera
    dopo una lunga corsa
    piacevole refrigerio di estati assolate
    mi cullavano
    mi proteggevano
    erano sogni da sveglia.
    Le tue parole
    le mie certezze.
    Ti amavo
    e le sentivo vere.
    Le tue parole
    a volte pezzi di vetro.
    Che non fanno più male.
    Mi volto a guardare
    solo spazi immensi da raggiungere
    davanti a me
    grandi distese di prati d' argento.
    E mi accorgo di quel che prima non vedevo.
    Sorrido per cose futili
    piango di gioia
    rido per nulla
    m'innamoro della vita.
    Le tue parole
    oramai non ne ho più bisogno
    le credevo importanti
    ma erano solo parole...

     
  • Se fossi mia
    ti regalerei un fiore
    e se non basta
    ti porterei il sole.
    Ti donerei la semplicità delle mie giornate
    ti starei accanto
    mentre guardi barche veleggiare.
    Ti osserverei
    senza giudicare
    ti amerei
    senza farlo pesare.
    Ti racconterei i miei momenti di follia
    quando non credevo
    esistesse qualcosa di così grande
    e vivevo una vita a sprazzi
    prigioniero della mia libertà
    prima che tu arrivassi.
    Mi hai reso felice di quel che sono
    e fiero di quel che potrò essere.
    Leggo il libro delle mie speranze
    faccio tesoro di tutte le esperienze
    scrivo e parlo di te
    che sei l'unico racconto possibile
    in questo angolo di vita
    Tu che sai amare
    anche se non m'appartieni.

     
  • 06 luglio 2009
    Le colline dei ricordi

    Cammino lungo un sentiero più volte battuto
    Il fruscio delle acque del ruscello a me familiare
    accompagna i miei passi incerti.
    Non importa quante volte tu abbia calpestato la stessa via,
    ogni momento non è mai quello che lo ha preceduto.
    Tutto cambia
    istante dopo istante,
    la direzione del vento,
    queste colline.
    Vorrei fermare il tempo
    agli attimi in cui eravamo felici.
    Ce ne stavamo qui
    fermi e muti
    ad ascoltare le foglie tremare
    e non ci pareva vero di gioire solo di questo,
    semplicemente,
    dei nostri silenzi ricchi di parole.
    Quegli istanti vivono nei ricordi delle mie passeggiate
    tra queste colline.
    Li cerco  li accarezzo
    poi li lascio andare,
    liberi,
    perché a questi rilievi essi appartengono.
    Saluto il respiro del vento
    che lambisce le colline.
    Sorrido e mi allontano
    insicuro di aver trovato quel che cercavo.
    ma con la voglia di sperare ancora...

     
  • 04 luglio 2009
    Tramonti

    Tramonti
    preludio di gelidi incontri
    con pensieri infiniti
    la voglia di perdermi
    per ritrovarmi diverso
    alla ricerca di una terra
    assetato
    di stelle.
    Ascolto note di una voce fioca
    suoni indefiniti
    frammisti ai miei pensieri
    dissonanti,
    triste melodia…
    Non voglio ascoltare.
    E’ tempo di riposare
    nel silenzio fatto di sguardi
    di immagini mute
    che parlano di te
    dell’amore preso
    e non dato
    della mia solitudine tra la gente
    della vita che non ho vissuto
    dei momenti che rivivrò.
    Non conosco il percorso dei miei passi
    Eppure ora so
    dove andare

     
  • 04 luglio 2009
    Amanti

    Ora è tempo di gioire
    di ridere sognare.
    Tu mi sfuggi
    Scappi e io ti inseguo
    Torni ti afferro
    Non ti prendo
    Te ne vai..
    Voglio amare tu giocare
    vieni qui
    voglio giocare…

     
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  • 10 ottobre 2009
    La bambina

    Come comincia: In una giornata di settembre, riscopro nel grigio della mia soffitta tanti oggetti riposti e dimenticati: foto in bianco e nero, un vecchio diario, una bambola con la veste sdrucita e la chioma dorata, l’orsacchiotto di quand’ero bambina, uno specchio, una spazzola, il cavallo a dondolo, la borsetta rosa con dentro occhiali rotti, un portamonete colorato, vecchi pastelli. Apro la cassapanca dei ricordi e spolvero i miei sogni: sarò dottoressa, ballerina, pianista, attrice, pittrice, stilista… Da bambina mi aggiravo per la casa con invidiabile disinvoltura, una grande casa in lento rifacimento, indossando la sottoveste, sei collane di mia madre tutte contemporaneamente che mi davano un certo tono, tacchi naturalmente altissimi. Tanti fermagli di varie forme geometriche rendevano la mia acconciatura a dir poco singolare, difficilmente ne avreste trovata una simile in tutto il paese… e dire che non si tratta di un paese piccolissimo.
    Posto sulla collina, quarantamila anime, anima più anima meno, ogni tanto qualcuno muore ed è necessario sapere chi è, come sia potuto succedere, se per cause naturali o eccesso di alcol e sostanze di vario genere o magari un forte dispiacere.
    È fondamentale conoscere la verità e parlarne bene da morto se non lo si è fatto da vivo.
    Una forma di espiazione per tutte le maldicenze di cui è stato sommerso, ma per fortuna non potrà mai più sapere. Dicevo che se per qualcuno è giunto il triste momento, qualcun altro viene alla luce, si spera dopo un matrimonio fastoso con almeno centoquaranta invitati e trascorsi rigorosamente nove mesi nove, a meno che non sia prematuro.
    Altrimenti risulterà che è stato concepito prima delle nozze non dopo e l’unione davanti a Dio, ai parenti e ai santi (i parenti in Sicilia sono molto più in vista dei santi) è solo una forma di riparazione al mancato stato verginale della vivace sposa, che finalmente ha coronato il suo sogno... l’amore? No! Il matrimonio, evento atteso da tutta la vita, passo irrinunciabile superati i trent’anni, pena l’accusa di essere rimasta acida zitella. Fine ultimo della sua esistenza, per conseguire il quale si è scelto un ragazzo e si è imposta di amarlo per tutta la vita, fino a che non la lascerà vedova, si sa che i mariti se ne vanno sempre prima delle
    mogli, ma la ragione di questo fatto è ancora ignota ai più. Uno del paese il fortunato, affinché mai circolino voci tendenziose: che ha dovuto prendere un forestiero perché nessuno del paese l’ha voluta.
    Prima o dopo però, qualcuno nasce e riceve tanti regali da tutti o quasi: gioielli di grosse dimensioni perché possa indossarli anche da grande, abitini, scarpine, giochi, a seconda delle possibilità s’intesta al piccolo anche una casa, raramente un’automobile.
    Se il neonato è una femmina è un conto, ma se è maschio allora tutt’altra storia…
    Io sono nata femmina con tutto ciò che esser figlia femmina comporta, nel paese.
    Ci sono dei doveri a cui non ci si può sottrarre. Da piccina libera di giocare, ma non in cortile con gli altri bimbi, figli di chissà chi (e di chi siano figli lo si sa benissimo, una rete capillare di informazioni consente, infatti, di risalire fino al mestiere dei trisavoli dei nostri vicini). Solo in casa propria e con altri bimbi rigorosamente selezionati o a casa di questi, ma ogni tanto, per non risultar troppo invadenti.
    Dunque me ne stavo quasi sempre da sola, figlia unica, agghindata nella maniera anzidetta, poco trucco perché non avevo totale accesso alla trousse di mia madre, ragion per cui mi mettevo in faccia solo ciò che ero riuscita a rimediare nei giorni precedenti.  Assolutamente sicura di me, su trampoli vertiginosi barcollavo e ancheggiavo, passando di stanza in stanza con fare deciso e progettavo il mio avvenire.
    In effetti, non sognavo la famiglia, i miei piani erano altri … fare carriera come le donne americane, quelle dei film.  Andar a vivere da sola ben presto, in una grande città, conoscere tante persone diverse, uscire, lavorare, frequentare le amicizie giuste.
    Ero già pronta per il debutto in società, quella società che popolava la mia immaginazione.
    Non sapevo bene di cosa mi sarei occupata da grande, ma ero certa che avrei scelto di fare ciò che amavo.
    Ora sono una trentenne, parzialmente soddisfatta della sua vita, vivo in città, cambio spesso lavoro, provo in tutti i modi ad apprendere il più possibile da ogni giorno che viene, da ogni esperienza, da ogni persona che incontro. Leggo, studio, viaggio. Mi prendo cura di me, proteggo la mia vita, difendo i miei sogni.
    Sono distante dal posto in cui sono nata e cresciuta, ci torno ogni tanto, per ricordare gli eventi che mi han condotto fin qui e fatto di me la donna che sono. 
    Tutto questo con la pedissequa disapprovazione della mia famiglia e di tutti quelli nati e rimasti nel piccolo mondo, che non è il piccolo pianeta del piccolo principe. È un luogo tanto angusto, pieno di parole.
    Io amo le parole, ma ne faccio un uso totalmente diverso. Dimenticavo! Nonostante le frequenti pressioni esterne, non sono ancora sposata e forse non lo sarò mai. Il matrimonio non è nulla di serio al giorno d’oggi (e a noi donne del sud hanno insegnato che dobbiamo esser brave ragazze, “ragazze serie”), dunque non fa per me.
    Se un bel giorno dovessi decidermi, allora mi toccherà prima trovar un fidanzato. Per ora mi bastano gli amici, quelli veri e quelli immaginari, gli amici della bambina che ero e che probabilmente sono ancora.
    Quella bambina, fortunatamente, parla con me anche adesso e mi ricorda che i sogni sono fatti per esser realizzati e mi sprona tutti i giorni a vivere in modo semplice e genuino, ad apprezzare ogni momento, a guardare i colori con occhi nuovi, ad ascoltare le sensazioni e trovare da sola la strada giusta da seguire.