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Autore

Nadia Turriziani

in archivio dal 07 ott 2011

23 aprile 1964, Massafra (TA) - Italia

mi descrivo così:
Nadia Turriziani è nata a Massafra (Ta) nel 1964. Si è trasferita a Latina in tenera età dove attualmente vive e lavora.
Collabora con varie testate giornalistiche sia sul Web che sul cartaceo dove cura cultura, teatro e novità librarie.

07 ottobre 2011 alle ore 11:41

Dizionario di una golosa

di Nadia Turriziani

editore: Sangel

pagine: 217

prezzo: 10,80 €

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Il "Dizionario di una golosa" di Nadia Turriziani, non è un semplice ricettario, ma può definirsi senza problemi "un'opera letteraria". E non solo perché le dolci ricette sono intervallate da poesie, curiosità, racconti brevi, ma perché in queste pagine c'è il profumo della passione per un'arte antica come quella della cucina.
I dolci di Nadia, che si professa una golosa dalla nascita, fanno parte della nostra tradizione culinaria. Dietro ogni preparazione ci sono tante storie, usi e costumi della nostra terra che si possono ripercorrere attraverso ciò che mangiavamo e ciò che mangiamo. I segreti della nonna, la geografia dell'amaretto, la storia del babà che arriva dalla Polonia, il "Parrozzo" pescarese...
Insomma, cucinare un dolce è raccontare anche la sua storia, e la scrittrice pugliese trapiantata a Latina, ci fa rivivere tutte queste emozioni del ricordo attraverso la sua passione per la ricerca, prima ancora che per il babà.
"Dizionario di una golosa" è un libro che bisogna portare a casa, sfogliarlo comodi sul divano, porlo nella credenza della cucina, e appena avete una serata libera, invitate amici o parenti, preparategli un dolce, ma prima raccontategli la sua storia. I tuoi ospiti avranno un giovamento doppio, perché la gola, è anche questione di cervello e di cuore.
Nadia Turriziani sa di aver peccato, perché 210 pagine di dolcezze sono un'esagerazione, e un diabetico svenirebbe solo a leggerne la metà. Ma lei che ama la poesia, così come la cucina, è pronta a rispondere senza mezzi termini: "Ho peccato? E chi se ne frega!"
Ora devo proprio andare. Ho un salame turco che mi aspetta... è tra i miei preferiti.

recensione di Paolo Coiro

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