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Autore

Nando Farro

in archivio dal 12 mag 2006

03 agosto 1979, Salerno

mi descrivo così:
Odio descrivermi.

12 maggio 2006

Ho poche speranze

Ho poche speranze, e questo mi conforta.

E non urlarmi nelle orecchie come una vecchia sgualdrina in calore senza più clienti.

E non soffiarmi addosso che il tuo alito farebbe schifo a un maiale.

Posso disegnarti dei baffi sul viso? Non ridere, non c’è nulla di buffo.

Potresti morire con due baffi finti sul viso. Ma tu sei incosciente.

E pensi a vivere. Hai ragione, fai pure, continua.

Guarda di soppiatto i cartelli stradali, le insegne dei bar

Le culle sui marciapiedi, i cani nell’immondizia

Gli alberi grigi, gli occhi scintillanti

Le vetrine imbrattate da gioielli di cattivo gusto

Le scarpe coi tacchi, le scarpe basse

Le scarpe da ginnastica, le scarpe da lavoro

Come si incastrano i sampietrini sul lastrico

Guarda bene, potresti riconoscere gesù cristo lì in mezzo.

Non ho sbagliato. gesù cristo ormai si scrive tutto in minuscolo.

Certo che ti amo, anche se riesco a scoparti benissimo

Anche se non ne ho nessuna voglia. Ma non vuol dire niente.

Ti amo. Come amo il mio cellulare.

Solo che la tua figa è meno funzionale, ma non importa.

 

Sei uscita presto stamattina. Ti ho sentita alzarti dal letto caldo.

Io non avevo nessuna fretta e mi sono alzato tardi. E ho riso di te.

Te lo giuro. Ho riso di te tutta la mattina, mentre preparavo il pranzo.

Ma non ho fame e so già che tu resterai alla mensa del dopolavoro.

E allora ho cucinato e poi ho buttato tutto. Senza senso hai detto.

Già, hai proprio ragione. Faccio cose senza senso.

Potresti provare a installarmi un meccanismo. Sotto i polsi magari.

Un meccanismo razionale che mi sincronizzi col resto del mondo.

Indipendente dal fuso orario. Devo adattarmi a qualsiasi parte del mondo.

Non mi costerebbe nulla fare da cavia in fondo. Potrebbe essere una trovata geniale.

Una delle tue tante trovate geniali di cui ha riempito questa casa.

Tictactictac. Ci sono timer dappertutto. Non muovo più un dito.

Interruttori che si accendono e si spengono da soli.

Abbiamo una casa perfetta, lo hai detto tu. Grazie a te, dico io.

Solo grazie a te. Grazie a Dio. Solo grazie a te.

Ho poche speranze ma sono tutte di qualità.

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