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in archivio dal 18 giu 2007

Nicholas Caporusso

31 marzo 1981, Bari
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  • Sur les ecueils les plus durs
    Su scogli durissimi
    dans un océan de pensées
    in un oceano di pensieri
    les paroles nagent, poissons
    le parole nuotano, pesci
    dans tous les fragments
    tra tutti i frammenti
    de ma voix.
    della mia voce.

    Frère,
    Fratello,
    laisse t’écouter.
    lasciati ascoltare.

     
  • 20 giugno 2007
    Ad un poeta

    La poesia piange lacrime
    sbiadisce le pagine
    la memoria di parole sudate di nero.

    Sul terreno il sangue scorreva
    sulle foglie bagnate dall’alba
    fuori dal corpo spento.

    Occhi immobili, spenti,
    piangono il silenzio.

    Tre lacrime,
    tre fazzoletti al vento
    per l’uomo, per il poeta, per il mondo intero.

    Tre pugni
    e la terra tutta si stringe in un solo lamento,
    in una veste inutile e fredda.

    Tre parole.
    Nei versi nessun commento.

     
  • 18 giugno 2007
    Acqua sul muro

    Acqua sul muro, incido la polvere,
    soffio l’inutile dai solchi d’eterno.
    Acqua nera che germoglia d’inverno,
    muro a secco al calore d’estate…
    ora acqua e muro sono pagine e sale.

     

    Vesto d’acqua nera ogni immenso mio vuoto,
    accarezzo d’istinto questa pelle rugosa.
    Di strappare incapace il muro imbevuto,
    rannicchio in un pugno le mie scarne parole;
    le getto via.

     

    L’acqua nera mi spoglia le spalle,
    goccia a goccia, cade, ombra dalla fronte.
    Danzano nel silenzio i tuffi,
    schizzano lettere da questo stagno imbiancato,
    bagnano gli occhi di un uomo.

     

    Bevo. Mi disseto. Ma ingordo divoro la fonte,
    affondo i denti nell’oceano carnoso.
    Scorre l’inchiostro dalla bocca sottile,
    tinge e liquida la notte,
    che di nuovo liquida cola nel mare
    e fino a domani fermenta in me.