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Poesie di Nicola De Silla

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  • 22 aprile 2011 alle ore 16:33
    Prima che sorga l'alba

    Attendo silente in cima al Calvario
    Seduto sui cocci taglienti delle mie sciagure
    Feriscono la mia carne ma ancor di più il mio spirito
    Come chiodi infissi nelle  mani i miei ricordi mi trafiggono
    Bevo il fiele dell'oblio per dimenticare , per rinnegare
    Non posso fare a meno di pensare al peso della tua croce
    Al sapore metallico del sangue che ti attraversa le labbra
    La mia pena e niente rispetto alla tua
    il mio dolore è subìto il Tuo è voluto
    ma nononstante tutto soffro.
    Intuisco la mia fortuna ad aver incrociato il Tuo cammino
    disprezzo la mia viltà nell'averlo troppo spesso rifiutato.
    Avrei dovuto pensare meno alla mia soddisfazione
    avrei dovuto schiodare più fratelli dalle loro croci
    Solo la perfetta comprensione del dolore altrui ci rende liberi
    l'ho capito qui sul  monte della vergogna
    e con il cuore in fiamme guardo verso est
    sicuro che l'alba arriverà.

  • 21 marzo 2011 alle ore 17:27
    Nostra Signora

    Ti immagino presente negli angoli della mia vita
    Vigile ,allegra, attenta.

    Ti immagino nel mezzo tra terra e cielo
    Con labbra sorridenti ed una lacrima che ti solca il viso

    Ti immagino con l'umanità in grembo
    Materna , sicura,calma.

    Ti immagino col capo chino sul Suo orecchio
    Indulgente,premurosa,determinata.

    Oggi passi da qui ed io voglio vederti
    Ti devo ringraziare.
    Voglio che tu sappia quanto di buono ho fatto col tuo aiuto
    ma voglio anche parlarti del male che ho commesso volgendoti le spalle.

  • 01 ottobre 2010
    A te

    A te che più delle altre hai conosciuto la sofferenza
    A te che in uno scrigno di silenzio hai celato modestia e verità
    A te che hai pianto senza vergognarti
    A te che quando non hai avuto sicuri approdi
    con coraggio ne hai cercati di nuovi
    A te che non ti sei arresa al rancore
    ed hai avuto per me un sorriso anche se non dovevi
    A te che hai convissuto con un difficile paragone
    A te che non ami la ribalta ed usi l'ego con parsimonia
    A te che questi occhi hanno visto bambina, ragazza,donna
    A te che più di tutte mi assomigli
    A te che in questo giorno di festa raccogli le tue messi
    Va la mia preghiera ed il mio abbraccio amorevole, sincero, eterno.
    Che la natura ti riconosca come la più preziosa delle creature
    Che gli uomini imparino a guardarti dentro così da capire quanto vali
    Ed infine che Dio, padre amorevole, in te possa compiacersi.

  • 12 aprile 2010
    Rabbia

    Annebbiati i sensi
    batto col martello della rabbia
    l'incudine della realtà.

    Voglio trasformarla
    voglio cancellarla.

    Porto indietro i mie ricordi
    a quando la tua presenza
    discreta , mai invadente mi bastava.
    Poche parole e molti sguardi.

    Griderei se servisse
    Piangerei se bastasse
    Mi riesce meglio combattere

    Ma ho ancora i tuoi occhi
    Faro di salvezza
    Pozzo di sapienza
    Sorgente di speranza

  • 29 dicembre 2009
    Inquietudine

    Scrivo sul ghiaccio parole incomprensibili
    parto infelice di un'angoscia la cui fine non vedo.

    La mia inquietudine mi attanaglia, compio respiri corti
    agogno la pace ridotta ad un lontano lumicino che non si avvicina
    non si ingrandisce , non illumina la mia stanca anima.

    E' pari ad un miraggio d'acqua nel deserto
    al sogno di lauti banchetti compiuto da un affamato
    alla visione effimera della donna di un amore non ricambiato.

    La desidero più di ogni altra cosa
    ma non c'è.
    Mi dico : arriverà domani!
    Ma simile ad un viaggiatore deluso
    aspetto il ritorno di un passeggero che invece non torna.

    Rimando ancora
    con il viso raccolto tra le mie mani disperate
    ed un urlo silenzioso il cui suono solo a me è noto.

  • 09 novembre 2009
    Nubi

    Guardo da dietro una finestra
    le nuvole profonde e grigie
    che sfrecciano verso est.

    La prospettiva è alterata dal vetro
    ma rimane comunque
    la grazia innaturale del loro moto.

    Le studio affascinato
    cercando di capire
    perché rimango tanto rapito
    da quelle forme astratte
    così plasmabili.

    Si trasformano in tutto ciò che desidero
    Già... ma cosa desidero?
    Cosa cerco , cos'è che mi rende tanto inquieto.

    Finirà mai la mia ricerca?
    Avrò anch'io il mio riposo?
    Oppure condividerò l'inesorabile fato
    di chi considera difficile
    dismettere gli abiti del cercatore.

    Sollevo dinuovo lo sguardo al cielo
    e comincio a ripassare
    la storia della mia esistenza.

    Quanto è arduo scorgere la luce oltre le nubi.

  • 28 ottobre 2009
    Un sospiro di sollievo

    Troppo complicato stare bene
    senza tormentare l'anima

    la ragione non mi basta
    ho bisogno del sogno
    anche quando questo è impossibile

    infondo non ti conosco
    sei come un frammento, un barbaglio
    lo spezzone di un vecchio film
    rivisto infinite volte eppure...

    eppure tocca a me , solo a me
    nutrire il sentimento con l'entusiasmo
    l'amore con la fiducia
    la freddezza con l'umiliante strumento della persuasione

    a volte penso che tu non esista
    ed allora, solo allora,
    riavvolgo il nastro rotto della mia vita
    e tiro un sospiro di sollievo.

  • 23 ottobre 2009
    Silenzio

    Non ridere del mio silenzio.
    Vivo di esso.

    Non giudicare il mio silenzio.
    Dice molte cose, se solo vuoi ascoltarle.

    Non spazientirti del mio silenzio.
    Mi permette di evitare tante inutili parole.

    Accetta il mio silenzio
    come parte di me stesso
    e non come un mancato talento.

    Ama il mio silenzio.
    Così come decidesti di amare me.

    Non si può cambiare mai del tutto un uomo.
    Non puoi cambiare me.

    Irrimediabilmente perso e felice di esserlo
    nel mio preziosissimo silenzio
    che allontana il rumore ma non il suono della vita.

  • 23 marzo 2009
    Cercando l'ombra

    Vorrei parlarvi di come a lungo guardo cadere la pioggia
    di quanto quelle gocce trasparenti mi incantano.

    Piccole sfere cristalline simili a minuscoli mondi
    attraverso i quali scorgo come un'intuizione la realtà deformata.

    E di come la preferisco al volgare sole meridiano
    la cui luce offende e troppo illumina le nostre brutture.

    Da esso mi proteggono i mie occhiali
    ecco perché sempre li porto.
    Preziosi strumenti posti ad argine tra me e quanto mi circonda.

    Come un viandante nella canicola del meriggio
    mi muovo sulla strada dell'esistenza cercando l'ombra
    che protegge e ristora.
    Effimero seppur unico riparo dall'ardente calura della mia vita.

  • 25 febbraio 2009
    Sono

    Sono il dubbio che come fuoco mi divora
    Sono la notte insonne che dell'inquietudine è compagna
    Sono il tremore febbrile dell'incertezza
    Sono il morso schiumante di un cavallo pronto per la corsa
    e le sue froge dilatate segno di impazienza
    Sono l'uomo delle dicotomie, quello del bianco o nero
    del tutto o niente
    Sono la passione potente del vento che piega gli ulivi
    e la brezza delicata che accarezza i fiori
    Sono il freddo del ghiaccio che gela il cuore
    e la brace ardente che lo riscalda
    Sono il filo della lama che non esita a colpire
    ma anche lo scudo pronto ad ergersi a difesa
    Sono l'argilla che plasma una maschera impassibile
    indossata solo per nascondere le lacrime che rigano il volto
    Sono la dura corazza che sigilla le paure di un cavaliere
    Sono un alambicco che distilla le parole
    e la bilancia che le pesa una ad una
    Sono le ciglia inarcate di chi si chiede sempre perché
    Il lavorìo di un meccano che non cessa di porsi domande
    Sono il Leviatano di Giona che ti divora
    ed il Tonno di Pinocchio che ti accompagna a riva
    Sono l'incoscienza che apprezza la bellezza del gesto
    Lo schiaffo ed il pugno che scuote
    la carezza delicata che consola
    Sono la solitudine di un meriggio assolato che dialoga con se stessa
    La fragilità di un gigante che crolla sotto il peso dei propri limiti
    Sono colui che ha generato dei figli
    senza sapere se essi hanno un buon padre
    Sono il viaggiatore che percorre un cammino lontano
    ma che si volta spesso indietro nel tentativo si scorgere la sua casa
    Uno fra tanti, ma come tutti, unico.

  • 23 febbraio 2009
    Fumo

    Seduto sulla mia poltrona
    osservo le volute di fumo
    che il mio sigaro acceso genera.
    Come nuvole grigie spinte da un refolo scherzoso
    danno forma a disegni indefiniti che solo la fantasia chiarisce.
    Le osservo, mi parlano di te
    della tua bellezza delicata.
    Ecco ora vedo i tuoi occhi tondi, perfetti, profondi
    ora scopro la forma sinuosa delle tue labbra generose, frementi ma pudiche
    ed infine per un attimo,solo un attimo
    contemplo il tuo sorriso magico, accattivante, schietto.
    Di esso vorrei nutrirmi, dissetarmi, coprirmi.
    Passione mia irrefrenabile, incontenibile, intima.
    Con te, solo con te io sono.

  • 16 febbraio 2009
    Aeropuerto

    Solo, seduto su una sedia in aeroporto attendo
    I bianchi pilastri che svettano in alto a farmi compagnia
    Come alberi giganteschi stendono i loro rami verso il cielo
    E sotto passa una moltitudine di gente
    Quanta umanità , quanti sentimenti lo attraversano
    Ciascuno con il suo bagaglio di gioie e dolori, aspettative e delusioni
    Siamo seduti vicino , stretti gli uni agli altri
    Eppure isolati, ermetici , racchiusi nei nostri mondi
    Respiro questa vita che vedo , tocco, sento ma che non mi appartiene
    Chiudo gli occhi lasciando che sia il cuore a guardare
    Oltre questo edificio, oltre questa terra iberica, oltre tutti i confini
    Per giungere infine a te. Ultima meta, unico approdo.

  • 06 dicembre 2008
    Chi sei

    Chi sei tu per ridere dei sentimenti
    per scherzare delle emozioni
    per canzonare la verità.

     

    Chi sei tu per prendere tutto alla leggera
    per pensare che la tua vita sia ormai un monolite
    che il ricordo delle tue disgrazie
    sia l'unico antidoto per non riceverne altre.

     

    Chi sei tu che dileggi la sensibilità
    confondi il riso con la felicità
    e credi che passando leggeri sull'esistenza
    essa sia più sopportabile.

     

    Chi sei tu che pensi di non poter esser migliore
    che rinunci alla ricerca per paura di cosa ci sia alla meta
    che accetti il rischio di passare per stupido
    perché hai paura della tua intelligenza.

     

    Chi sei tu che fai tanto male a te stesso
    da celare sotto una cappa di ilarità la tua vera natura
    che non hai il coraggio di guardarti l'anima
    che sei incapace di affrontare i tuoi fantasmi.

     

    Chi sei tu che non comprendi
    che l'aggressività è compagna della debolezza
    e la serenità della forza.

     

    Chi sei tu chiuso nel tuo formidabile castello di incertezze
    fatto di vere lacrime e apparente indifferenza.

     

    Chi potrai diventare tu se non ti chiedi , ora , chi sei.

  • 07 novembre 2008
    Pioggia

    Cadono gocce di pioggia sulla terra assetata
    In un silenzio ovattato quasi mistico
    bagnano le foglie , scivolano sugli ulivi testimoni silenti del tempo
    e sulle vigne esauste che si apprestano al riposo
    Il paesaggio è cambiato
    è sfumato , rotondo , morbido
    come un acquerello di Gauguin
    come il sonno di un giusto
    come la carezza di un bambino
    Cadono gocce di pioggia sul mio viso
    ma non mi metto al riparo
    anzi cerco l'acqua con la sua forza purificatrice
    lavacro delle mie angoscie
    vita per i miei sensi
    Essa acuisce la mia percezione della natura
    mi accomuna al resto delle cose
    appaia la mia vita all'esistenza di tutto ciò che è vivo
    Guardo il mio cavallo
    ha il manto nero assoluto
    come l'abisso in cui a volte sprofondo
    come quando la speranza mi abbandona
    come il luogo dove , solo , incontro Dio
    Anch'esso incurante della pioggia
    guarda un punto all'orizzonte
    le orecchie dritte e gli occhi fissi
    forse su un luogo o forse su un pensiero
    Mi avvicino , lo accarezzo
    ed insieme a lui respiro
    l'aria umida ed i profumi dell'erba
    E così attendo quieto
    assaporando ogni singolo istante di questo momento magico
    chiedendomi cosa avverrà domani.

  • 20 ottobre 2008
    Modernità

    Lasciate che il mondo attraversi il precipizio
    Lasciate che il sole si spenga e che la luna precipiti
    Lasciate che la morte avanzi in trionfo e che la vita si ritiri sconfitta
    Mettete il bavaglio ai poeti e portate al patibolo i filosofi
    Abbattete le chiese, spaccate le croci
    Trasformate l'argento degli incensieri in pallottole
    Che delle anime si cancelli la memoria
    e dello spirito anche i più sfocati ricordi
    Disprezzate l'onore e dileggiate le virtù
    Stracciate i libri o peggio metteteli tutti in un museo chiuso a chiave
    Che nessuno li guardi, che nessuno se ne rammenti
    Guai a chi non è moderno.

  • 02 settembre 2008
    Perdono

    Perdonami anima mia
    se l'insoddisfazione mi turba
    se quella sensazione di vivere una vita estranea mi avvilisce
    se a volte non colgo i segni del tempo perché questo tempo non è il mio
    se la rabbia dell'impotenza mi sovrasta
    e la mia coscienza, giudice impietoso, mi giudica reo
    se non riesco a farti partecipe del profondo amore che provo
    se rimango muto e freddo anche quando la vita mi sorride
    se sono incapace di darti la mano e Dio sa quanto lo vorrei
    se spesso mi tuffo nelle pagine che narrano di epoche lontane
    solo perché l'attuale mi ripugna
    questi per me non sono i giorni dell\'onore , ne quelli della passione
    non posso considerarli momenti di felicità ne di appagamento
    sono i giorni del caos e del disordine
    la morte per gli ideali e la speranza.

  • 12 agosto 2008
    Festa

    Cos'è una festa patronale?
    E' lo scintillio delle luci
    il suono della banda
    il caldo opprimente che fa sudare i corpi vestiti degli abiti migliori
    il profumo delle mandorle tostate e dello zucchero a velo
    lo stupore dei bambini allo scoppiare dei fuochi d'artificio
    il saluto di paesani che non vedevi da tempo
    la commossa devozione all'uscita della processione
    la parentesi aperta sui nostri problemi quotidiani.
    Ma la festa patronale è molto di più.
    E' la matrice della nostra cultura
    è quel filo pur esile che ci tiene uniti
    vecchi, giovani, lontani e vicini
    e tutti ci accomuna
    e a tutti indica un comune denominatore
    la stessa vecchia vecchissima radice
    da cui i nostri cuori distratti e stanchi suggono ancora
    lo spirito identitario che la tradizione conserva.

  • 09 maggio 2008
    Vorrei

    Vorrei dirti tutto quello che il mio cuore sente
    Vorrei guardarti ed annegare nel riflesso dei tuoi occhi
    Vorrei cantare un carme che lodi le tue virtù
    Vorrei camminare per percorrere insieme a te sentieri mai battuti
    Vorrei avere tempo per sedermi a contemplare la dignità della tua matura bellezza
    Vorrei strapparti un sorriso tutte le volte che una lacrima solca il tuo volto
    Vorrei imparare dalla tua moderazione e dalla tua saggezza
    Vorrei infine concludere i miei giorni insieme a te tenendo ben stretti i nostri ricordi
    Se tutto questo mi fosse concesso da un Dio benevolo
    sarei l'uomo più felice del mondo
    Libero finalmente da questa dura maschera
    che mi costringe a recitare una parte che non voglio

  • 23 aprile 2008
    Autunno

    In questi giorni di tempo bizzarro
    ripenso al mio amato autunno
    Le brume mattutine, i lenti tramonti
    il rosso delle foglie di vigna
    l'incedere calmo delle nuvole
    La natura agogna il riposo
    ed io mi lascio andare tranquillo
    stanco della frenetica estate
    cullando come un dolce infante i miei più intimi pensieri.

  • 10 aprile 2008
    Salvezza

    Cosa salverei del mondo ?
    Il sorriso di un bambino salverei
    purezza e gioia della vita
    Lo sguardo di un vecchio salverei
    saggezza e disincanto della vita
    Il bacio di due innamorati salverei
    bellezza ed incoscienza della vita
    L'abbraccio ad un reietto salverei
    carità e sacrificio della vita
    Le pagine di un libro salverei
    consapevolezza e aiuto per la vita
    Le parole "I have a dream" salverei
    speranza e fede nella vita
    Quell'uomo morto in croce salverei
    unica salvezza della vita.

  • 08 aprile 2008
    Stabat Mater

    C'è tua madre sotto la croce
    Attonita, incredula, stupita
    Si dondola e si lamenta completamente svuotata
    Come se non avesse più un'anima
    Come se le avessero strappato le viscere.
    Ripercorre in quegli attimi tutta la tua vita
    Chissà quante volte ti ha abbracciato
    Ti ha consolato quando eri afflitto
    Ha esultato con te quando eri felice
    Ti ha visto bambino, adolescente e poi uomo
    scacciato, osannato, ascoltato, disprezzato
    In cuor suo ha sempre intuito il tuo destino
    Ma non si è mai rassegnata ad esso
    Non si può pretendere questo da una madre
    Ci sono le altre donne sotto la croce
    Alcune gemono altre strillano
    Consolano Maria
    Partecipano ad una tragedia
    Di cui forse non comprendono a fondo la portata
    C'è Giovanni sotto la croce
    Il tuo discepolo prediletto
    Il più docile a seguire i tuoi insegnamenti
    Ti ha creduto sempre, sin dall'inizio
    E mai una domanda, mai un perché
    Gli affidi tua madre
    E a lei affidi Giovanni e con lui tutti noi
    Ci sono anch'io sotto la croce
    Un po più distante
    Non ho il diritto di starti vicino
    Ma sono certo che avverti la mia presenza
    Non ho il coraggio di guardarti
    Ma invece so che è quello che vuoi
    Desideri che io ti veda
    Nudo, morente, inerme
    Desideri che io sappia
    Che cosa sei disposto a fare per amore
    Alzo incerto gli occhi e osservo il tuo volto
    Il sangue che scende dalla tua fronte
    L'ultimo macabro scherzo che potevamo farti
    Invece che di una corona di gloria
    Ti abbiamo cinto il capo con una corona di spine
    Ad un tratto gridi qualcosa
    Forse chiami tuo padre
    E chinando il capo...
    Esali l'ultimo respiro
    Il tempo si ferma
    Il mio cuore non batte
    Avverto in me tutta la profondità del silenzio
    Lo sgomento di una vita senza la tua
    Piango
    Piango per te
    Piango per tua madre e per Giovanni
    E piango per tutte le croci
    Che ogni giorno vengono innalzate nel mondo
    Le tenebre avanzano
    Coprendo la terra con l'oscurità del peccato.

  • 03 aprile 2008
    La mia vita

    Se la mia vita fosse un fuscello
    la piegherei sino a spezzarla
    Se la mia vita fosse metallo
    lo rifonderei per farne ferro di lancia
    Se la mia vita fosse creta
    la modellerei per farne un viso senza occhi
    Se la mia vita fosse grano
    lo impasterei per farne pane

    Ma se fossi io a scegliere la mia vita
    allora sceglierei il legno
    ne farei una croce
    per ricordare chi sono
    per ricordare da dove vengo
    per ricordare dove andrò a riposare.