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Autore

Paolo Goglio

in archivio dal 03 ago 2011

29 agosto 1960, Milano - Italia

13 dicembre 2011 alle ore 11:22

Il Mendicante

Il racconto

Arrostiti su una lamina tagliente restano, carbonizzati, pietrificati, i pensieri di un lontano mendicante che tutto osserva con l’occhio spento del proprio cuore.

Osserva uomini arricchiti dal proprio egoismo, che volteggiano come pavoni nel grande circo della carriera individuale... hanno i gomiti consumati a furia di spingere e se gli offri una stella da guardare ti chiedono:

“Cos’è?”

Uomini di cultura che hanno dedicato il proprio circuito temporale a saturare le proprie fibre cerebrali caricandole di dati e nozioni, quando gli porgi un fiore non sentono il profumo né colgono il colore, sanno solamente indicarne la specie e la classificazione botanica.

Uomini di scienza che dividono il mondo tra ciò che si dimostra e ciò che non si dimostra... quando gli parli di amore non sanno bene cosa rispondere...

Uomini di teatro che hanno dedicato la propria chance esistenziale ad indossare maschere senza rendersi conto che la vera parodia era imitare il mondo che li circonda in cui tutti recitano e pochi, pochissimi “sono”.

Uomini di politica, ingrassati dalla propria sete di potere, viscidi ippopotami imbalsamati preoccupati solamente di ormeggiare la propria barca accanto ad una più piccola, a guardare il mondo dall’alto, annegati nella propria presunzione e nella voragine di ipocrisia in cui propagano falsi valori per guadagnare privilegi... se gli porgi un dono si chiedono:
“Cosa ci sarà sotto?”
Non sanno donare e non sanno ricevere, vivono nel dubbio, nel timore dell’inganno perché solo questo conoscono!

Donne dal grande portamento, eleganti e sensuali si massacrano la muscolatura pur di indossare trampoli affilati che ne slancino la silouhette: hanno dedicato la vita a tirarsi la pelle, abbronzarla, idratarla, rassodarla, depilarla e truccarla ma se le porti in un prato non sanno camminare a piedi nudi sull’erba...

Il mendicante, ricco di cuore, profondo di amore, osserva, osserva solamente...

Loro lo chiamano:

“Pezzente”

“Barbone”

“Straccione”

Si sentono benevoli quando allungano una misera monetina, credono di fargli del bene ma è lui che concede a loro la possibilità di un gesto, minimo, di amore...

La carità è un gesto di amore.

Quando gli porgi una moneta i suoi occhi ti rimandano sincera gratitudine e il suo cuore osserva la tua capacità di amare...

Ringrazialo...

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