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Autore

Paolo Goglio

in archivio dal 03 ago 2011

29 agosto 1960, Milano - Italia

13 marzo 2012 alle ore 19:00

Nastro isolante

Il racconto

E’ un arcipelago di isole frammentate nella mia mente, ogni isola un tesoro, un pensiero, un segreto da scoprire, un sentiero da percorrere per giungere alle fonti della sopravvivenza: riserve di acqua, scorte di cibo e sementi per coltivare le nuove stagioni, il nuovo futuro...

Si fermano tutti sulla prima spiaggia, sulla prima riva, alla prima sabbia, depongono il telo, il lettino o il gazebo e dichiarano finita la ricerca di un habitat esistenziale ma poi si lamentano per il caldo, il freddo, il sole, l’ombra, non va mai bene niente... si mettono ad arrostire con 50 gradi sulla battigia e non usano creme per paura di non abbronzarsi abbastanza, si ustionano, cuociono, soffrono, passano pene dell’inferno ma un giorno, rientrando alla propria scrivania a lume di neon potranno dire con fierezza:
“Sono stato in vacanza”
e lo sguardo invidioso dei colleghi sarà il premio finale di questa tortura marina che milioni di lucertole umane si affliggono regolarmente, pagando pure a peso d’oro alberghi da due soldi per sovraffollarsi ombrellone su ombrellone, in un microscopico spazio vitale di due metrixdue entro il quale devono farci stare tutto e di tutto: la moglie ( spesso obesamente ingombrante ) sdraio e lettini, giocattoli, ombrellone, riviste, libri, ghiacciaia, teli e teloni, cambi e ricambi, ciabatte, zoccoli, gonfiabili vari, palloni, quotidiani, bibite, occhiali, cellulari e creme di vario genere... a pochi metri, se non centimetri starnazzano i vicini e i vicini dei vicini, decine, centinaia, migliaia di anime disperse sul litorale a cuocere ma noi, che siamo figli di un dio maggiore e sentiamo il richiamo di una verità superiore, andiamo oltre, più in alto, al centro, nel cuore dell’isola e cerchiamo risposte, biodiversità, soluzioni, piacere, elezione, sublimazione, piacere...

Chi può dire se è più piacevole stare nella qualunquistica semplicità di fare ciò che fanno tutti o complicarsi la vita per fare qualcosa di diverso? alla fine gli sforzi non sempre sono premiati!
Andare controcorrente è un impegno molto oneroso, faticosissimo e che dispendia enormi energie: l’unico premio che possiamo ottenere è in fondo un po’ di tranquillità reale, sempreché riusciamo a trovare spazi deserti e silenziosi, cime inviolate, oasi, spazio non inquinato...

Quando riusciamo a giungere al centro del sistema, al cuore della grande isola dell’umanità, cominciamo ad esplorare: terreno ostile, servizi precari, natura, sì... la natura ci circonda ma non sempre ha voglia di donarci il cielo sereno e il clima mite! Se ci scappa il temporale va tutto a rotoli e ci ritroviamo al bagnato, travolti da acquazzoni gelidi a naufragare nel nostro stesso desiderio di naufragio e allora? come la mettiamo? non era forse più saggio, semplice e pacifico restare lì nella grande massa dell’esodo delle masse a massificarci il cervello negli schemi di massa? se la stragrande maggioranza della popolazione ha precise abitudini in fondo ci sarà una logica, una ragione no??? ovvio che c’è!

Optano per la soluzione migliore che non è per forza bella, ma è la meno peggio!

E per renderla il più godibile possibile la corredano di gelati Algida e cornetti, ghiaccioli, calippi e rustichelle, focaccine e pizzettine, pizza e fritto misto, spiedini di mare, scampi e gamberoni alla griglia, risottino e spaghetti allo scoglio, vongole e cozze alla marinara e ad un bel momento cosa vuoi di più dalla vita? che cosa, dimmelo!!!

Nulla può essere meglio!

Per loro...

Io ho qualche problema, non riesco, non me ne frega nulla di leggere gossip o vedere partitelle amichevoli non me ne importa proprio, non me ne sbatte, non è di mio interesse! e non vado necessariamente controcorrente, così... per fare il diverso, semplicemente non riesco, non voglio, non posso fare certe cose... muoio!

E quindi rifuggo, mi isolo nell’isola, entro in un’oasi virtuale e cerco la mia zona perfetta! Con tutte le spiagge incontaminate, candide, da marchiare camminando a piedi nudi lì dove si infrangono le onde, nel fragoroso odor di mare, oceanica luce che mi amplifica il cuore, salgo sulla scogliera e osservo la distesa infinita che si incolla all’orizzonte, nessuna barca, nessuna casa, nessun albergo, nessuno stabilimento balneare... sono solo con me stesso e solamente a me devo rispondere, dipendo da me, dalle mie forze, le mie energie, sono padrone di me stesso e del mondo intorno a me, sovrano della mia anima, re e suddito al tempo stesso, presidente della repubblica del mio spirito, io e me, noi soli, a cercare il centro di gravità del nostro baricentro esistenziale: dove sarà? esiste un equilibrio a cui ricorrere per trovare la pace, la vita, la gioia? O corro piuttosto il rischio di finire abbandonato, smarrito in una pozzanghera, annegato in un calice di lacrime, disperso in un fazzoletto di paure come una tigre senza artigli, o un leone senza il proprio branco?

Cercherò il branco dei gabbiani per volare candido tra la condensa delle nuvole... verso stelle diurne, stelle marine, astri dorati... remare, nuotare, camminare, esplorare, cercare, trovare, scoprire... un Cameltrophy, un Marlboro adventure alla ricerca di un codice smarrito da tempo nelle viscere del passato, è quasi impossibile trovarlo, bisogna innanzitutto resettare il proprio sistema operativo e ripartire da zero... dall’accensione, bhe! non è mica facile sapete? bisogna dimenticare le proprie origini, i percorsi che ci hanno portato qui a identificarci in una comunità, una società, a sfruttare il pensiero comune per uniformarci a una metodologia comune, un minimo comune multiplo che vada bene a tutti affinché quei pochi che ci vedono chiaro possano farsi i comodi loro a spese dei polli... no!

Ci sono quelli come me che non ci stanno, né al gioco né alle regole: vogliono chiarezza, pulizia, sincerità, lealtà trasparenza, correttezza, amore... e non facciamo rivoluzioni, proclami o partiti politici no... facciamo una cosa estremamente innocua e pacifica che si chiama:
“I cazzi nostri!”
PCN
Partito dei Cazzi Nostri
Non male no? tanto, assurdità per assurdità  qual’è il problema?
Pensate che io sia meno sensuale di Cicciolina? Per gli uomini forse sì ma vengano le donne vengano, a ficcarmi la lingua in gola.. ho saliva per tutto l’universo femminile, vi lascio senza fiato, incollate alle mie labbra, tranquille... ho baci per tutte, ogni donna, ogni bocca da sfamare, dissetare, venite, votatemi, sarò io la vostra luce e tutto il mondo potrà, finalmente, girare nel verso giusto, nella direzione corretta, dai, credici, credeteci, crediamoci, ce la faremo è più facile del previsto basta fidarsi di me... io ci credo in me, ciecamente...

Ah...

Voi no?

Giusto in fondo... non ho ancora dimostrato mai nulla... MAI

Niente di niente, a parte qualche problemino di algebra sui banchi di scuola...
Quindi facciamo così...

Io ora mi addentro, lì, nelle viscere, nel cuore del pianeta, della terra, nelle voragini dell’umanità intera e voi aspettate, ok?

Quando torno, se torno... ne riparliamo, e decidiamo il da farsi!

Io vi racconto cosa ho visto, vissuto passato e trapassato un pò come una specie di Dante del 2000, mi butto laggiù al centro del sistema e se devo scottarmi un pochino, sballottami, bruciacchiarmi un pò niente di male perchè, poi, sarò premiato dalla vostra riconoscenza e chissà... magari ci ficcate pure me in parlamento a ciacolare di leggi e ideologia... chi lo sa?

Datemi un paio di pagine per sistemarmi e vado, a raccontare...

A presto !

Ciiiiiaooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

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