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Autore

Paolo Goglio

in archivio dal 03 ago 2011

29 agosto 1960, Milano - Italia

03 agosto 2011 alle ore 19:16

Sorgente d'amore

Il racconto

Eri una piccola sorgente... sgorgavi cristallina... pura... figlia delle nevi disciolte al sole...
filtravi tra le rocce, nel terreno vivo, tra le erbe e
i fiori, dissetavi le aquile sulle alte cime... e il pettirosso quando più giù... dolcemente... sgocciolavi trasparente... puro alimento di vita per la vita stessa...

Io no... ero lontano... molto lontano...

 

una macchia paludosa nel cuore melmoso di un acquitrino, partorivo insetti e soffocavo tra le sabbie mobili che mi impedivano di essere, esistere...

Eri la melodica armonia di un ruscello... il dolce tintinnare delle gocce smeraldine...

Aprivo le falle, per uscire, liberarmi... il fango mi travolgeva portandomi con sè... trasportavo rifiuti, rami senza foglie, non avevo aria... non ce
n'era più... ristagnavo, esondavo...

Scendevi, scendevi ancora... sempre più bella, eri una piccola sorgente che cresceva raccogliendo le piogge, danzavi saltellando tra le pietre... splendevi... libera di scorrere... libera di essere...

 

Cercavo un argine... un appiglio... qualcosa cui aggrapparmi per sopravvivere... un sostegno per uscire dal buio vortice che cercava di
risucchiarmi... riportarmi laggiù...

Ero in una grande conca, in fondo alla valle... ho iniziato a costruire uno sbarramento, sempre più grande... ora resistevo... la diga mi proteggeva...
mi difendeva... mi custodiva nel suo ventre... lasciando che le acque torbide decantassero lentamente... accadeva... mi ripulivo, tornavo a
respirare... vedere... sentire... percepire...

Scendevi ancora... scorrevi... sempre più bella, più dolce, alimentavi le farfalle che dischiudevano le ali, brillavi sotto i raggi colorati della vita che donavi, ricevevi, gorgheggiavi...

Sì.. ora respiravo e vedevo, ascoltavo e sentivo... esistevo... il sole poteva penetrare in me... fotone per fotone... riflettevo tutto ciò che mi circondava, mi dipingevo di rosso con il tramonto... e la notte mi argentavo con i raggi della luna... e delle stelle...

Scendevi stupenda... scendevi sola, eri sola... sognavi di incontrare un ruscello limpido con cui fondere le tue acque... per crescere... lanciarti
giù tra le rocce, spumeggiare...

La diga stava cedendo... non resisteva... il bacino che mi conteneva era ormai saturo... il livello stava superando il limite... dovevo impedire che altre acque confluissero in me... sarei crollato... cercavo di difendere, difendermi... proteggermi... ostruivo i canali di accesso... deviavo gli affluenti  canalizzandoli altrove, disponevo chiuse ovunque per chiudere, sigillare l'accesso...

Ma tu eri figlia del ghiacciaio, regina di un celeste reame... portavi luce, vita... conoscevi la strada, il passaggio... scendevi ancora... proprio da quella sponda cosi scoscesa che non pensavo fosse possibile... giungere a me... ti trasformavi in una piccola cascatella dorata e fresca... scendevi dal cielo... angelica sorgente di vita, di amore...

Goccia dopo goccia hai portato i cristalli delle nevi lontane... la rugiada del mattino... la bellezza e la purezza che nasceva lassù... tra le nuvole,
gli arcobaleni... le aurore...
Crollava l'argine... sembrava crollare... ma era solo un'ombra, una figura immaginaria... una barriera inesistente... una protezione inconscia,
invisibile... temevo di infrangermi devastante tra le pareti delle montagne... temevo di distruggere, distruggermi... ma ora che le acque erano
limpide potevo vedere, sentire, accogliere, amare...
Mi scioglievo tra le tue labbra... il sole osservava, la luna ci accarezzava... il cielo abbracciava il nuovo corso che fondeva lo spirito dei nostri sogni, le acque si univano e ora potevamo scendere, scendere insieme... scendere ancora... aggiravamo le pietre, giocavamo con la ghiaia, il muschio, portavamo fresca linfa vitale a tutte le piante che ci circondavano, a tutti i fiori... e scendevamo ancora...

Eri una piccola sorgente cristallina... carica di vita e di amore...
consapevole della tua luce, della tua bellezza... ma eri sola... sapevi che un tesoro prezioso è sempre custodito nel profondo... più è nascosto... più
è prezioso...

Ora scendiamo insieme... veramente insieme... preparati amore, tienimi stretto, comincia a gridare... perchè tra poco iniziano le rapide, tutto
aumenterà in noi, saremo più grandi, più forti, più belli. più vivi, salteremo roboanti, la nostra energia sposterà ogni ostacolo, erodendolo, aggirandolo, tieniti forte, vicino, vicinissimi... uniti in un solo insieme, nello stesso cammino, nello stesso percorso... andiamo... seguimi... ti seguo... tienimi per mano... ti bacio profondamente... stringiti a me... lanciamoci nel cielo, nello spazio... senza paura...

Così...
Volando...

Spumeggiando…

.

Siamo una splendida cascata... proiettata verso il mondo laggiù... verso un
mondo di amore... con amore...

Là... davanti a noi... guarda che meraviglia... quanto spazio... senza confini... tutto per noi... andiamooooooooooo

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