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Autore

Patrizia Solazzi

in archivio dal 20 set 2007

30 maggio 1955, Milano

mi descrivo così:
Sono una scultrice, scrivo per dare lentezza alla polvere che troppo rapida passa tra le mia dita.

22 agosto 2008

batte il suono

Batte il suono
dentro il correre a perdifiato,
sollevando il petto per un sospiro grande,
attesa
la risoluzione dell'enigma del dire,
come un salto
che avanza un respiro,
mette da parte un pò di dolore
prende
quel raggio discostato
la sorprendente luna
fredda e circolare
nel mentre s'innamora
della sua variabile ombra.

Laddove lunghe processioni
di animali notturni
impauriscono la strada nera.

Forse del canto e del battere
insistente
ritroverò alla fine
il salto ardito della civetta,
occhi larghi
di solitudine intensa,
artigli di idee immacolate,
sentieri divisi,
rivoli d'acqua lenta a sottile.

Richiamo di armi e di orme,
scala armonica
lavoro di controcanti,
spettacolari modestie.

Magmatiche orche assassine
agonizzanti
sulle spiagge notturne,
greti di sassi disperati
rotoleranno nel mio dire,

dispendiosi contrordini,
mormoranti fraseggi
batteranno
lenti e immensi,
come nei quarti delle ore
inseriti
negli ingranaggi circolari,
denti larghi
di sorrisi timidi e impietosi.

Presto
dissi a me stessa
Presto, ancora di più.

Battono svelte
le ritmiche incerte
nella musica sbalordita
laddove sèguita e continua
un passo davanti e un passo passato.

Un certo nel vuoto,
un incerto sulla lavagna,
gesso sottile
scrive formule
che il tempo cancella
a tratti,
la sorprendente
sincerità del dire
il battito
insistente del fare.

Sull'onda morbida
dell’ amore mendicante
tracce sorridenti e confuse
lungo la strada
rotonda di un lago,
orme di piccoli piedi,
piume galleggianti
furono
gli abbracci silenziosi
per un vento solitario
bramoso di parole e tempo
il soffio caldo
nell’aria spettacolare.

Verranno, dissi
verranno,
i molluschi trasparenti
attraversati da ritmici bagliori
nelle profondità marine,
abissi perduti
che non sappiamo,

impazienti di non capire,
verranno
dissi,verranno.
Andranno, dirò.
Andrò.

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