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in archivio dal 09 dic 2011

Pietro Congedo

06 maggio 1959, Brindisi

elementi per pagina
  • 08 maggio 2012 alle ore 17:32
    Libero dalla mia vita

    Cosa resta della mia vita?
    Delle lunghe corse
    Sognate
    Delle mille labbra
    che mi aspettavano
    Degli infiniti giorni
    Di libertà da vivere

    Cosa ne resta nella mia vita?
    Piccoli affannati passi
    Grigi rimpianti
    Monotone ore di attesa del nulla

    Chi ha rubato la mia vita?
    Giurando nell'infinito
    Nella fortuna
    Nel caso
    Seguendo da formica
    La lunga fila delle necessità.

    E sogno ancora
    Di correre a perdifiato
    Di baciare mille volte come la prima
    Di lunghe giornate senza meta
    Libero
    Dalla mia vita

     
  • 24 febbraio 2012 alle ore 18:43
    Ora

    Cerco
    un varco per la fuga
    un relitto per aggrapparmi
    una speranza che placa la paura.
    Lo cerco
    In ogni pensiero
    in tutte le voci
    in tutte le direzioni
    Come preda mi dimeno
    stretta ad un laccio
    che morde e taglia la mia anima.

     
  • 09 dicembre 2011 alle ore 17:19
    Fa bene

    Fa bene perdersi tra i poeti

    dietro una voce di donna.

    Se chiedono il cuore

    è per scherzo

    e non ti chiedono altro.

    Parlano solo d'amore

    e anche quello fa bene

    fa bene cercarlo

    fa bene sognarlo

    un po meno trovarlo.

    Fa bene la musica

    come fare l'amore

    è il ritmo della vita

    quello che non fa pensare

    e toglie il respiro

    come le corse per gioco

    giri tu e gira il mondo

    e scoppiano i polmoni.

    Fa bene far finta

    almeno per un ora

    Per un ora

    Far finta che non esista niente.

     
  • 09 dicembre 2011 alle ore 17:16
    Passa e soffia

    Passa e soffia

    sulla mia pelle

    la tua

    Soffia il tuo odore

    l'anima calda di te

    Passano e soffiano

    sulle mie

    le tue labbra

    Soffiano parole

    ricordi

    promesse

    Quelle che mi hai fatto

    quelle che farai

    Soffi di questo vento

    che domani sarà da te

    Restituiscimelo

    quando puoi

    caldo e carico del tuo odore.

     
  • 09 dicembre 2011 alle ore 17:10
    Le dolci e sicure attese

    Se potessi fermare
    il tuo fuoco
    il tuo impeto
    le tue urgenze

    il tuo fuoco che crea cenere
    il tuo impeto che fa feriti
    le tue urgenze che saziano

    Se potessi trasformare
    il tuo fuoco in calore
    il tuo impeto in carezze
    le tue urgenze in dolci e sicure attese

    Ma amo
    il tuo fuoco
    il tuo impeto
    le tue urgenze

    E nella mia vita restano
    cenere e feriti

    La mia vita che vorrebbe
    calore
    carezze
    dolci e sicure attese.

     
  • 09 dicembre 2011 alle ore 17:09
    Tutto quello che farei a te

    Le mie tasche sono piene
    di parole che non ti ho mai detto
    ci infilo le mani
    quando sono fredde

    Ho le scarpe strette
    e fanno male
    come i pensieri di te
    ma solo cosi riesco a camminare
    solo il pensiero di te
    mi fa ancora un po' volare

    Tu
    cerca di non avere mai le mani fredde
    e le scarpe strette
    vola per me
    vivi per me
    ama per me
    fai l'amore per me
    tutto
    tutto quello che farei a te

     

     
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  • 09 dicembre 2011 alle ore 17:06
    Lettera

    Come comincia: Ehi..
    sei lì?
    Ma quanto lontana?
    "lontana come una lunga fila di formiche".
    Senti la mia voce?
    Io non sento più la mia.
    Ho chiuso tutto dentro pacchi e scatoloni.
    Come per un trasloco.
    Ma è per metter tutto via, come i ricordi di qualcun'altro che se ne è andato.
    Non voglio lasciar disordine.
    Sei partita o no?
    E cosa aspetti?
    I treni partono sempre.
    Non trovare scuse.
    Non fare come quelli che sono sempre in vacanza e dicono di non  essere mai andati via.
    Manda, manda le cartoline.
    Fammi vedere i bei posti dove non sono andato mai.
    Non mi farà rabbia.
    Almeno saprò dove sei.
    E' vero dovrei chiamarti.
    Potrei telefonarti.
    Il numero, anzi due..li ho sempre...
    Ma non saprei in che stanza entrerei...e poi, lo sai, un mInuto dopo avrei voglia di sentire la tua voce di nuovo e...ancora...ancora...e ancora.
    Ma non si può...non è da fare...no e no....
    E poi..lo sai ..c'e' chi non capirebbe....e tu...sei troppo brava a metterti nei casini...e io ne morirei.
    Non ho più nemmeno una tua foto...nulla di te...si..una cartolina....quella si....catene e lucchetti...e mi ricordo..quei giorni.......ma con te non sono mai tornati....eppure...forse per quello conti ancora...
    Non arrovellarti tanto a capire tutto....ogni frase....
    Questa è una lettera REM...una serie di associazioni d'idee...i pensieri che la notte ti portano ai sogni...
    Già...non ho più foto...ma le ricordo tutte....
    Un matrimonio, un ultimo dell'anno...risate su una sedia..un abbraccio...una venere su un lettino...e altre...ma quelle non le racconto..ma scorrono...scorrono nella mia mente....
    Ma lo sai....è la tua voce che ricordo meglio....anche quella quando urlavi...o quando ridevi....mosca tze tze....
    E' scesa la sera insieme ai ricordi..e alla malinconia.....
    E alla sera seguirà la notte...e tu...nella notte ci sei sempre