username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 29 dicembre 2008
    Falluja

    Le mura cadono, tra me e l’asfalto fatto di paura,
    un uomo urla, tra i fucili che gli attraversano il petto,
    la disperazione cresce, tra la rabbia e l’innocenza
    Nelle braccia gli occhi spenti di mio figlio,
    le sue piccole mani che cercano il mio viso,
    le ferite che straziano l’amore di una madre,
    … lo perdo, avvolto nel calore del mio petto
    mentre il cuore si ferma, nell’ultimo respiro che lo lega a me.
    Il silenzio è inferno con le luci del tramonto,
    il respiro è dolore nel vedere ancora.
    Urlo… alzando le mani al cielo, verso un Dio che non vedrò,
    sopravvivo…  all’odio nelle briciole di vita che mi restano,
    la forza cede… tra gli aerei in volo sul nulla
    nella città che ha smesso di vessare.
    Resto sola, nella notte illuminata dalle bombe,
    resto viva, tra il sangue di chi mi ha amato,
    resto calma, perché la morte mi raggiunga in fretta.
    Gli occhi sono spenti mentre ascolto i passi...
    si avvicinano, mi circondano, mi afferrano...
    ... è l'illusione prima del dolore,
    ... prima di capire,
    ... prima di morire.

  • 29 dicembre 2008
    4 agosto blues

    Anch'io ho un "blues da piangere"

     

    Anch'io ho suoni
    fra le dita
    come gocce salate
    sulla pelle

     

    Slittando in bending appena temperati
    oltre il tempo
    che mi desti

     

    Il tempo breve
    incollatosi addosso
    come pelle nuova
    senza rughe né strati vissuti
    dai sensi vergini
    attenti
    eccitati
    inutilmente pronti per le tue carezze
    tesi a cercare la vita

     

    (cieco sulla soglia
    in attesa di parole amate
    nel frastuono di voci sconosciute)

     

    Un blues da piangere
    nel giorno del silenzio
    dopo l'ultima boa
    lasciata a mezzogiorno
    di un viaggio perduto
    senza mete né approdi

     

    (quale luogo ci appartiene?
    quali terre hai voluto per noi?)

     

    Un blues da piangere

     

    senza corde strappate
    né canto d'un hammond
    (vuote matrici di storie inventate)

     

    Un blues da piangere

     

    Muto
    inascoltato
    notturno

     

    Ai margini del vuoto
    spalancato
    irridente
    beffardo
    indicibile

     

    Un blues per te

     

    Un blues per quanto resta di me

  • 29 dicembre 2008
    Geometria dell'abisso

    Un pensiero senza ragione
    priva d’emozione un’emozione,
    creando il vuoto intorno alla vertigine.

     

    La vita spazia in un oceano senza sponde
    sulla cui superficie immagini indefinite si riflettono,
    mentre dal fondo ricordi inesplicabili si dileguano.

     

    Ed io?
    Il centro di un tutto intorno al nulla:
    un cerchio che esiste per far quadrare il cerchio,
    per una pura geometria dell’abisso…

  • 29 dicembre 2008
    La marionetta

    Piccola creatura, chiusa dentro un carro,
    che ad ogni buca, dondolavi
    di crociccho, in crocicchio,
    di paese, in paese,
    hai difeso Galileo
    resuscitato Giovanna d'Arco,
    hai dato voce, a chi non ha
    santi in Paradiso,
    hai sbeffeggiato i potenti, 
    saltavi, ballavi, ti inchinavi
    ricordo, quando concluso lo
    spettacolo, ti portavi
    la manina sul petto,
    in pochi han capito
    che i tuoi fili
    erano attaccati
    al cuore

  • 29 dicembre 2008
    Teatro di vita

    In repliche di nostalgia
    s’inscena un possesso indisturbato
    - senza desiderio né speranza -
    sempre veglio rifugio della solitudine.

     

    Un amore drogato dal destino
    fugge in fiamme
    tra i vicoli di disillusioni e incanti
    di un giardino abbandonato…

     

    Nel silenzio
    spazi liberi si riempiono d’intrecci
    mentre sprofonda - bugiarda - la verità
    in paludi di parole fatte fango.

     

    Fino a quando recitare
    nel teatro della vita
    costruendo castelli di sogno
    sulle nostre menti inquiete?

  • 29 dicembre 2008
    La rivelazione

    Per voi scaltri, perbenisti,
    per voi furbi, moralisti,
    tipi svegli e un po' sinistri,
    delatori, revanscisti.
    Oh, mi spiace tutto quello che voi dite
    dalle cose più forbite alle cazzate
    sono cose già sentite,
    superate.


    E non sperate
    nella mia conversione
    alle vostre menate.


    Non mi fanno alcun effetto

    e da quelli come voi non mi aspetto

    proprio niente.

    Scusate gente

    non ho mai vissuto di rendita,

    tantomeno delle varie ipocrisie che spacciate.

    Io non sono in vendita

    e voi non mi comprate.

    Finalmente l'ho detto,

    mi sono liberato.

    E care donne: io non sono sul mercato.

  • 29 dicembre 2008
    Panta rei

    Aveva davvero quel colore il passato?
    Vi si sovrappone il presente
    e lo muta
    ne varia i contorni
    li sfuma.
    E quella felicità perde il suo volto
    e il suo nome
    non coincidono più i ricordi
    la voce è un'altra
    non trema più il cuore.
    Chi mentiva
    allora
    promettendo l'eterno?

  • 29 dicembre 2008
    Inferno

    Qui dove tutto è buio.
    Qui dove la nebbia è nera
    e il vento è un unico grido
    di polvere da sparo.


    Qui dove le montagne
    sono denti insanguinati
    e le ossa fischiano
    nella tempesta.


    Qui dove i vetri nascono rotti
    E i muri nascono marci.
    Dove i rovi stringono i polsi
    E le grida spariscono.


    Qui dove le lacrime si asciugano
    Prima di essere versate
    E dove nessuno
    Ti può vedere.


    Qui dove i sussurri
    Sembrano grida
    E le grida
    Le porta via la pioggia
    E la pioggia
    Si mischia al sangue


    Qui dove il sangue
    Diventa un profumo
    Che evapora presto


    Qui dove non esistono parole
    Non esistono pensieri


    Non esiste ieri


    Qui dove resistono
    Solo i rimpianti


    Qui dove sono arrivata io.
    Qui dove muoio io.
    Muoio perché la vita è sparita
    La vita è bandita
    Da queste terre
    Qui dove nessuno
    Sa davvero di esistere.


    Ricordo ancora come sono
    Arrivata qui.


    -


    Cicatrici appena nate,
    cicatrici-bambine,
    piangevano
    lungo i miei polsi.


    Nacquero da una lametta.
    Nacquero nell’angoscia.
    Le loro lacrime erano fredde.
    Il loro grido
    Muto
    ancora mi devasta.


    Le loro lacrime
    erano fiocchi di neve che
    scendevano fino ai palmi
    e lì
    si scioglievano di dolore.


    Cicatrici-bambine che
    mi tormentavano dentro.
    Cicatrici-bambine che
    mi accompagnano ancora
    nel cammino.


    Lui mi ha chiesto
    quando è successo.
    Non gli ho risposto.
    Le guardavo.
    Guardavo loro.
    Le mie cicatrici.
    Nuove sulle vecchie.


    Le mie cicatrici
    Qui
    Dove tutto è sepolto
    Risplendono ancora


    I miei polsi sono solo
    vene e cicatrici
    biancore
    di pelle che luccica.


    I miei polsi colano lacrime.
    I miei polsi ricordano.


    Lui mi ha chiesto
    cosa ho fatto.


    Non mi piace
    Dirgli della mia morte.


    Lui si è avvicinato ancora.
    Lacrime sui polsi.
    Bambine gementi.


    Ricordo delle persone
    Che mi parlavano
    Che chiedevano
    Chi, perché, cosa
    Chiedevano
    Perché lo facessi
    Volevano salvarmi


    Io che invece volevo
    Salvarmi da loro.
    Io che invece volevo solo morire.


    Per questo la lama
    Partorì cicatrici.
    Per questo
    Mi sono tagliata le vene.
    Patetico e
    Tragico
    Spreco di battiti.


    Le mie ossa
    Le mangiano i vermi.
    Non ho più labbra
    Non ho più cuore
    Non ho più niente
    Solo gli occhi per piangere
    la gola per gridare
    e i polsi per ricordare


    Forse tremo, forse dormo.
    Sono tanto stanca.
    Magari domani finisce il mondo.
    Magari il domani
    non faccio in tempo a vederlo.
    Magari domani
    Sarà ancora tutto uguale.


    Invece di stare qui vorrei
    tornare pura.
    Vorrei pensarmi
    appena nata.
    Vorrei poter
    Tornare indietro


    Indietro nel tempo, prima di tutto
    Prima di lui
    Prima di noi
    Nascere di nuovo


    Culla di placenta,
    occhi come conchiglie.
    Pugni chiusi
    contro il mondo
    e vagiti silenziosi.


    Loro chiamavano il mio nome.
    Io non rispondevo:
    Non volevo guardarli
    non volevo sentire
    le loro voci.
    Mai più.


    -


    Quando mi sono svegliata
    Ho chiesto dove fossi
    Pur essendo sola
    Sapevo di essere ascoltata.


    Lui mi ha chiesto
    Cosa provassi
    In quel momento
    Non lo so


    Ero sola
    In un posto deserto
    E pensavo che tutto
    Sarebbe andato per il meglio
    Pensavo che tutto
    Sarebbe tornato bello


    I tramonti di sangue
    Mi piacciono
    E non ho mai
    Chiesto di tornare a casa
    Non volevo provocare
    Il disprezzo degli altri


    Ma
    Oltre ogni previsione
    Mi sono finalmente sentita
    Al sicuro
    Fra gli alberi genuflessi d’inverno
    E la fredda scure di vento d’estate


    Sto bene ora
    Trovando lui
    E parlando con lui
    E pensando come lui
    Che è bello
    Anche da morto
    Qualcuno
    A cui poter dire ti amo


    La vita era la mia prigione
    E morendo ho trovato la salvezza
    I tagli sui polsi
    Erano la porta
    Per la mia nuova casa


    Le albe e i tramonti qui
    Sono uguali
    Hanno lo stesso colore
    Giallo e malato
    E l’aria è acida e pesante
    Quando il sole nero
    È alto nel cielo
    Io e lui lo guardiamo parlando
    Senza davvero ascoltarci
    Le nostre parole sono solo musica
    Dolce musica in un mondo di
    Mostri stupendi


    Lui era qui prima di me
    Si è sparato
    Un colpo in testa
    Facendosi esplodere il cervello
    Davanti a sua madre


    Ha il cranio aperto e posso
    Guardarci dentro
    Ma ancora non vedo cosa pensa
    Quando gli dico di me


    Anche lui mi ha chiesto perché
    Ma non gli ho mai risposto
    Guardo le navi sulla banchina
    Velieri di piombo che trasportano
    Altri come noi


    Persone che si sono
    Impiccate, affogate,
    Avvelenate
    Affamate, fucilate,
    Bruciate
    Esplose, accoltellate,
    Drogate
    Fulminate, dissanguate –
    Persone che si sono
    Uccise
    Per venire qui


    Le accoglie un cielo infetto
    Le accogliamo noi
    Con gli occhi senza lacrime
    Con i corpi senza respiro


    Sulle nostre guance cave
    È scritta la mappa di questo posto
    Nei nostri sguardi e nei nostri gesti
    Nei nostri racconti e nel nostro passato
    Nei nostri pochi intatti istanti di vita terrena
    Nell’urlo abbandonato dall’ultimo respiro
    Si indica il loro cammino


    Guardano me e lui,
    Ci guardano come mostri,
    Loro ancora attaccati ai loro
    Ricordi di vivi


    Loro il cui corpo
    Non ha cominciato
    A decomporsi


    Loro che volevano solo
    Trovare un posto migliore


    Sembrano schifati
    Dalle nostre sembianze


    Non li sfiora il pensiero
    Che fossimo come loro
    Che amassimo e fossimo amati
    Che pian piano le nostre vite
    Si erano fatte troppo strette
    E i nostri respiri troppo gonfi di bile
    Non li sfiora il pensiero
    Che come loro era il dolore
    La nostra unica emozione
    Non capiscono, non pensano
    Non vogliono ascoltarci


    Non sanno cosa vuol dire


    Speravano forse
    in qualcosa di meglio?


    Io l’inferno
    L’ho sempre immaginato
    Riflesso nel mio specchio.
    Era tutto nei miei occhi
    Era nei respiri che non volevo compiere
    Era nei battiti del cuore
    Che non ascoltavo più
    L’inferno era in me
    Lo cercavo da sempre


    Sono stata la sola
    A non spaventarmi
    Quando lui mi ha
    Spiegato dove fossi.
    Mi sentivo nata davvero
    Dopo un parto dissanguato


    Tutti gli altri sembrano
    Maiali al macello.


    Urlano piangono e si disperano
    E pregano
    Supplicando
    Per una seconda occasione
    Pregano
    Qualcuno
    Che per loro non esiste più.
    Pregano qualcuno
    Che li ha rifiutati
    Da quando erano vivi
    Le loro voci ora
    Sono schiuma di mare
    Le loro voci
    Non sono qui


    Presi dal panico
    Cominciano a
    strapparsi la pelle di dosso
    Convinti che questo
    li porterà indietro.


    Vogliono
    Scappare anche dalla morte
    Vogliono
    Sparire anche da questo posto
    Vogliono
    Consumarsi di lacrime
    Vogliono pensare che esista
    Qualcosa di meglio
    Qualcosa in cui speravano
    Qualcosa che è solo illusione.


    Mi divertono tanto.


    A differenza di loro
    Sono contenta:
    L’inferno è
    Il mio posto perfetto.

  • 29 dicembre 2008
    Benedetta

    Ecco. La musica si ferma.
    Ogni cosa non è eterna. Ha i suoi tempi, le sue cadenze.
    E le sue insensate aritmie.

     

    Tu per me un giorno eri una donna perfetta.
    Con tutto ciò che si può e non si può dire.
    A  te che un dì mi hai fatto soffrire e or mi fai sorridere.
    A  te che in fondo sai essere grande
    e qualche volta ancor bambina.
    A  te dedico questi versi. Parole d’affetto.
    Parole che sino a ieri forse non avrei mai scritto.

     

    Il sentiero è lungo ma nulla ti potrà fermare.
    Mia cara amica, mia grande forza.
    Come stretti in una morsa
    i nostri destini si sono incrociati.
    Donami un po’,
    ancora un po’ della tua immensa comprensione.
    E  se potrò ti donerò tutta la mia attenzione.

     

    Insegnami la tua delicatezza.
    Amica mia, demone della dolcezza.

  • 29 dicembre 2008
    Libero

    Svegliarsi,
    dopo una notte insonne,
    dolci incubi
    ricordi di vita

    Sentire il cuore
    ricolmo di dolore,
    di amore senza confini,
    come coriandoli variopinti

    in un giorno di carnevale

    Infilarsi il primo giaccone,
    non importa il colore

    Incamminarsi
    verso la sofferenza,
    non importa di chi

    Ti ho trovato,
    piccolo amico
    e ti ho portato via.

    Ci siamo infine
    scambiati un grande segreto.

  • 29 dicembre 2008
    Notte di Natale

    Qualche scoppio lontano,
    le lucine nella notte fresca.

    Vorrei essere altrove,
    nelle mie vigilie
    di bimba.

    Non mi importa di essere qui,
    potrei andarmene anche in questo istante.

    Ma poi rientro,
    la tavola ancora apparecchiata,
    i doni dei miei ragazzi,
    la mia solitudine interiore
    di sempre.

    E la vita ancora ti chiama,
    con qualche lacrima in più.

  • 29 dicembre 2008
    Fili di fumo

    Fili di fumo
    giocano, danzano ,urlano
    chiacchere, soffocate da smog…

    E tu, mentre
    sfogli un giornale
    chiazzato di nero e bianco,
    distratta,
    affronti i tuoi pensieri.

    La tua faccia
    ancora
    affondata nel cuscino…
    mostra,
    lieve una ruga
    che gioca
    con  rigagnoli di vita passata

    Mentre ti alzi,
    non mi vedi.

    Concentrici e soli
    salgono
    fili di fumo
    verso l’alto.
    Guardo ancora
    verso la porta
    si socchiude
    e la luce mi invade.

    Tra suoni
    e chiari
    sento su di me
    la tua distrazione!

  • 24 dicembre 2008
    Epilogo

    Guardando
    nel vuoto dove il tutto è il nulla
    affacciato alla finestra della solitudine
    vedo il dramma di questa mia vita
    da troppi anni ormai prigoniera
    del mio male che non mi da tregua
    con le mie ossa sempre più fragili
    i miei ricordi sempre più labili
    coi vuoti di memoria che mi colgono
    lasciadomi senza brandelli del passato
    con un presente inquieto e impreparato
    un futuro che non sarà più realizzato
    e sempre più precario ostaggio di chi
    beffe si fa di me e gioca con la mia vita
    da quel dannato giovedì

    stramaledetto
    se anche straziandomi ti prenderai
    tutto il mio corpo poco me ne cale
    ma se capirò che la mia testa vorrai
    e con essa poi il mio cervello
    quindi la mia intelligenza
    privandomi della sola mia richezza
    allora butterò questa mia vita e tu
    mi seguirai all’inferno e brucerai
    con me e riderò io riderò forte
    e se cercherai di fuggire al mortale
    abbraccio deciderò io della tua sorte
    stretto ti terrò con l’ultime mie forze
    e creperemo insieme io e te
    così capirai quanto grande fu l’errore
    di sfidare me

  • 24 dicembre 2008
    Il lato oscuro dell'amore

    ... A volte può accadere ...
    ... di dover custodire un’idea piuttosto che stringere una realtà,
    di ricordare piuttosto che avere,
    di piangere piuttosto che ridere,
    di rincorrere piuttosto che attendere ...
    è il lato oscuro dell’amore che si manifesta...
    ... così affascinante da far persino impallidire quello luminoso...
    Sensazioni contrastanti si alternano allora nell’essere…
    ... odio e amore,
    dolore e piacere,
    speranza e rimpianto...
    ... la vittima fronteggia il suo carnefice e lentamente va alla deriva su esili lastre di ghiaccio rafforzate dal gelo dell’indifferenza...
    ... a volta può accadere...
    ... che il troppo silenzio divenga talmente forte da poter essere udito,
    così importante da non poter essere più ignorato ...
    è il lato oscuro dell’amore che reclama la sua parte di dolore...
    che impedisce alle ferite di rimarginarsi ...
    che pretende che il sangue fuoriesca,
    che il cuore conservi,
    e che la mente ricordi...
    ... a volte può accadere...

  • 24 dicembre 2008
    Tiziana

    Tiziana è bella da sempre
    con ciglia che vibrano
    trasparenti e diafani  segni di sole
    Un sole speciale
    quel sole che scalda gli ultimi attimi di una giornata
    entrando  leggero nel cuore
    accende una  notte di sogni
    quel sole che acceca dolcemente lo sguardo
    e avvisa una notte di luna
    Tiziana è stata poco bambina
    cresciuta come taglio e cristallo  di rosa
    Stupita sull'acqua dal profilo di donna
    in qualche modo tradita
    Tiziana
    (perché la vita non era poi chiara quanto lei la pensava )
    E' sempre certa della sua anima Tiziana
    (ma spesso diverso il resto del mondo)
    porta in dote la luce dorata dei capelli
    una carnagione di porcellana e gli occhi d'acqua
    (come tutti i ribelli credera' di restare impunita)
    Facile da guardare difficile da leggere
    Sognando d'amore e per questo restando segnata
    Tiziana  (materia di fuoco) a volte rimpiange
    a volte sogna
    (quando il buio riempie  e sbatte forte tra i muri nella stanza dei segreti)
    Tiziana
    tenero riccio avvezzo a mostrare gli aculei
    (aculei leggeri come piccole piume)
    Imprevedibilmente candida.
    Penso sia nata per questo.

  • 24 dicembre 2008
    Lo scrigno

    Metti in quello scrigno
    i versi che per te ho scritto
    mettici i momenti
    tascorsi insieme
    i ricordi le rissa i tormenti
    le nostre fughe romantiche
    le gioie e le paure
    che ci siamo regalati
    mettici i pianti i litigi
    la mia insolenza
    le tue carezze sui miei
    capelli grigi
    e anche la tua
    testarda ossessione
    per il mio essere
    così diverso
    senza mai renderti conto
    che cambiando
    sari stato un uomo perso

    conservalo amore mio
    perché lì c’è tutto me stesso
    e ci sei anche tu
    immortalata dai miei versi
    che fanno di quest’amore
    un bene universale
    e se ancora hanno
    un senso le parole
    non ti scordare di quelle
    dette al sole
    “nel posto dove l’occhio si perde
    all’orizzonte di Duna Verde”
    parole
    dette mentre facevamo
    all’amore
    “io sono solo ombra
    e vivo solo se tu
    sei il mio sole”

  • 24 dicembre 2008
    Sopra una nuvola

    Guardami sono sopra una nuvola.
    Guardami vedo il sole è di plastica.
    E le altre nuvole non sono come la mia.
    Sono effimere. Sono fantasia.

     

    I tuoi occhi, le tue labbra
    sono come lame
    che tagliano il mio cuore e la mia mente.

     

    Ho altre stelle che vorrebbero entrare nel mio cielo.
    Le caccio via tutte che preferirei star solo.
    Dove sei, dove sei…

     

    Cielo pieno di nuvole e senza una stella vera.
    Cielo, senza di te anche stasera.
    La luna non si illumina neanche più.
    In questo cielo manchi solo tu.

  • 24 dicembre 2008
    Il satiro e la sua musa

    Troppa pioggia e rumore
    tormentano le mie ore.
    E tu intanto ti nascondi così bene,
    che per nulla capisco dove sei.
    Se altrove o in un sogno dei miei.

     

    La mia barba sta crescendo a vista d’occhio
    e qualcuno mi fa sentire vecchio.
    Non li ascolto! E’ un imbroglio, un deterrente.
    Loro non sanno quanto per me sia importante.

     

    I pregiudizi sono figli di ignoranza,
    di cattivi pensieri e d’imprudenza.
    Non mi avranno come loro hanno in testa.
    Non mi avranno, non sono un mercenario.  E basta.

     

    I sorrisi regalati e non richiesti
    sono come le bugie che raccontate.
    Allo scioglier della neve appaion mesti,
    come tristi ipocrisie mal celate.

     

    E tu donna di un altro paese,
    tu delle tante possibili muse,
    non sei quella che passa dopo un mese.
    Non vorrei che passassi come le altre.

     

    Se ti fermassi ad ascoltarmi, ad ispirarmi
    vedresti quella coltre
    di immagini affollate ch’ho in testa.
    Musa, tu, che resta.

  • 24 dicembre 2008
    Il calore dell'amore

    Non  puoi  capire quanto è grande
    il mio  desiderio  di  svegliarmi
    Ogni  mattina  accanto  a  te.
    Non  puoi  immaginare  il  bene
    che  sento  portare  dall’amore,
    come  una  fiaccola,
    quando  ti  sono  accanto.
    Quanto  in  ogni  stagione,
    vorrei  con  te  dividere  e  condividere
    il  pasto  del  giorno  ed  il  sonno  della  notte.
    Abbracciarti in  ogni  momento,
    sussurrarti  quanto  ti  amo,
    dimostrarti  di  più  in  ogni  istante
    e  darti  tutto  ciò  che  posso.
    Ritenerti  compagno, amico, amore, amante,
    in  un  tempo  in  cui  di  tutto  son  privata,
    per  una  via  dal  destino  segnata.
    Ed in  ogni  istante  sentire  la  tua  voce,
    poterti toccare, baciare, coccolare
    e  nutrire  di  tutto  l’amore  che  sento.
    Addormentarci  insieme ,
    stretti  in  un  abbraccio  e  sapere  che
    ogni  volta  sarà  differente,
    ma sempre  uguale,
    col calore del  tuo  cuore,
    mio  amato  amore.

  • 24 dicembre 2008
    Di me stesso. Part.1

    Sarò sporco e cattivo ma ho un cuore.
    Può essere una colpa: mi piace far l’amore.
    Io non vado quasi mai di moda
    perché le mode vanno e vengono. Passano.
    Io resto.

     

    Ho voglia soltanto di verità
    e mi fa schifo tutta l’ipocrisia che è al mondo.
    Non credo di esser  meglio nessuno.
    Nelle cose mi piace andare a fondo.

     

    Sono un’alchimia, la commistione
    tra sentimento e follia,
    tra ragione e passione.
    E un po’ di puro spirito.

     

    Può anche non piacervi la mia faccia,
    il mio pensare, il mio agire.
    Però quando vi parlo e non mi state a sentire
    potrei anche dire qualcosa di giusto.

     

    Mi cadono le braccia per tutta di la cattiveria che c’è in giro.
    Io sono un volitivo,
    un cantore dissennato,
    potreste anche dire che sono drogato.
    Di sapere, di conoscenza certamente.

     

    E non mi frega niente
    se per voi ho bestemmiato.

  • 24 dicembre 2008
    Per te

    Quanto ti amo solo dio lo sa,
    Scalerei la vetta del monte più scuro per chiederti la tua vanità,
    perderei la bellezza del mattino per avere soltanto un pensiero del tuo amore,
    griderei al mondo la mia verità, se solo lo vorrai.

  • Se il mio cuore potesse parlare, esprimerebbe soltanto parole di cordoglio, per una generazione che sta cadendo sempre più in basso.
    Guardateli nei loro abiti scuri, osservate l'operato dell uomo moderno, osservate l'impotenza delle nostre azioni, sopraffatte ormai da un era che non è più nostra.
    Chi cammina insieme a me, sente la pressione di questa forza, che ormai ci blocca.
    Ma io dico: si può fare qualcosa? qualcuno ci può aiutare?
    Non perdiamoci di vista!

  • 15 dicembre 2008
    Ancora...

    Cos'è questo nuovo tremore
    che, tiranno
    s'allarga nell'anima,
    come una colata di lava che tutto travolge
    e infiamma...

     

    Che inonda i pensieri,
    come acqua.
    Che scava e modella,
    cancella

     

    e trasporta e sommerge.

     

    Cos'è questo torpore e l'attesa,
    questo trasalimento...
    Cos'è la voglia di andare,
    scappare...

     

    Cuore,
    È troppo lungo il tuo sonno?
    Sospiri si destano e domande.
    E rossori.

     

    Quando imparerai
    la strada solitaria,
     la luce lontana da fissare,
    senza compagnia,
    le mani dietro la schiena?

  • 15 dicembre 2008
    Anima senza porto

    Fragile anima dispersa in mare,
    come una nave che non trova porto nella burrasca al volgere del giorno,
    tu che guardi con occhio critico il pensiero dell'uomo indeciso,
    tu indecisa di vita,
    tu che vivi la stessa con fare distratto,
    cercando nel destino di un attimo,
    la risposta di sempre!

  • 15 dicembre 2008
    Donna

    Donna dal pugno d'acciaio che piangi parole di guerra,
    guarda l'occhio del tuo fratello chiedere una mano,
    per risalire dal fondo in cui un tempo ti trovasti tu...
    ricchezza di pace,
    armonia di sapori che chiamano il tuo cuor distratto dal verde mantello padrone del tuo desiderio,
    ma non chiedermi perché,
    io l'ho chiesto a te!