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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 30 maggio 2008
    Europa

    Quasi scomparso il maniero,fra il verde,di là dal fiume,
    quasi non c'è, ma resta immutato il suono delle armature,
    nello sfavillio delle corazze e delle lunghe e pesanti lame,
    garrisce un drappo lacero, resta l'ultimo di tante catture.

    Galoppa il destriero nel sentiero che sale alla torre,
    il cavaliere è vestito di bianco con la gran croce sul petto,
    nessuno lo vede, nessuno si volta, solo l'acqua scorre,
    il mantello si specchia laggiù, un falco stacca di scatto.

    I giapponesi fanno le foto,due giovani ridono,e saltano, e corrono,
    un gatto sonnecchia, il vento spazza le pietre, s'ode il grido del gallo,
    tutti alla vecchia fontana si fermano stanchi, e siedono, e bevono,
    il cavaliere li aspetta, li vede lontano ed appena spariti, fa bere il cavallo.

  • Il mondo si chiude in questo spazio :
    una finestra alle spalle di Rembrandt;
    Un oceano biondo mi rallegra e mi invita,
    i caffè brillano, i gatti scattano,nessuno è mai sazio.

    Il gusto acre dei crauti e dell'olio mi penetra,
    scendere o non scendere, pensare o non pensare,
    e guardare, oltre le siepi, oltre la ronda.Ai tavoli dei bar
    ognuno suona la sua musica languida: è insieme un'orchestra.

    Domani non saremo più qui,ma non saremo nemmeno altrove,
    la piccola fanciulla con la perla all'orecchio, occhieggia,
    scaltra e malinconica, dallo scaffale della vecchia libreria,
    la rivedremo, la rivedrò, tornerà a casa? O sarà in ogni dove.

    L'acqua è cupa e ferma, la luce la scandaglia inutilmente,
    è piccolo e tortuoso questo canale, come il suo ponte sospeso
    fra il nostro sorriso ed il cielo. La piccola dutch sorride, e le sue
    treccine bionde si perdono fra oli e tempere del secolo splendente.

  • Eri méntore
    e del tuo frinire
    mi allietasti in percorsi di autunno
    e fu un fiorire di ciclamini,
    ora è sequela di aneliti
    per un calco di disubbidienza

    (Il passo della notte, Lupo editore, 2012)

  • 30 maggio 2008
    Cuori randagi

    Trema e suda la città.
    Non ha più gambe per correre
    il fiume
    e le strade non conoscono
    le impronte sotto i colpi di mortaio.
    Ci sono palazzi storditi
    dal fuoco
    e corpi travestiti da cadavere
    abbandonati agli occhi increduli
    del mondo.
    Avanzi di giocattolo
    sui marciapiedi hanno domande
    da porre al fumo che sorride alla notte.
    E pezzi di vita
    finiscono per diventare cuori randagi
    da lanciare nei cassonetti
    in quel che resta
    di una terra senza luce.

  • 30 maggio 2008
    L'acqua delle Fiandre

    Scivola lenta fra l'erba,le case e le pietre,
    l'acqua a Brugges, i cappelli, i pizzi e le piume
    a prora guardano i ponti, il ferro e le lastre
    dei Vosgi ridanno rosso all'acqua del fiume.

    Ha un cappello di paglia e sorride, e col suo cavallo è rapida
    fra le strade strette e tanta gente, e sorride a ognuno, e brilla,
    a tutti resta negli occhi, e a guardarla un brivido fredda
    di sottil piacere, gli occhi ed il sorriso, ed un bimbo strilla.

    E' Brugges, lenta a svegliarsi, lenta a spogliarsi,
    lenta nei bar, che scivola nel suono dei violini fra i prati
    e l'altezza delle guglie, la piazza è bianca, i palazzi arsi,

    l'ultimo sole d'estate poggia la luce fra oggi ed altr'istanti.

  • 30 maggio 2008
    I gatti di Marken

    Rapidi,
    come il bagliore del sole
    sull'acqua,
    i gatti di Marken,
    Si voltano e ti guardano
    beffardi,
    e soli.

  • 30 maggio 2008
    Il Compiacere

    Chi troppo gli altri compiace,
    inver poco si piace,
    e per piacersi
    degli altri vuol avvalersi.

     

    Ma in uno specchio comprato,
    ci vedi solo quel che hai pagato.

     

    Cercati nel mare
    laddove
    l’ipocrisia scompare.

  • 30 maggio 2008
    Uomo Piccola Chiesa

    Uomo Piccola Chiesa,
    nel silenzio del tuo intimo pensiero,
    celebrerai la comunione col tuo profondo essere;

     

    Uomo Piccola Chiesa,
    camminerai nella sacralità della tua esistenza,
    attraverso il tuo semplice esistere;

     

    Uomo Piccola Chiesa,
    pregherai in ginocchio sull’altare innalzato al tuo pianto,
    il Sole che ne asciughi le lacrime;

     

    Uomo Piccola Chiesa,
    aprirai questo luogo sacro
    a chi ugual preghiera innalzerà canto
    ed insieme mano nella mano
    schiuderete al vivere le chiese del mondo.

  • Ciò che l’uomo produce, a se stesso resta.
    Nulla di ciò che pensi, navigherà lontano dal tuo animo,
    ogni pensiero ti accompagnerà dall’alba al tramonto
    e dal tramonto alla notte.
    Non creda l’uomo d’esser immune dai suoi stessi oscuri pensieri,
    i mali che lo affliggono altro non sono che i suoi frutti malati.
    Sempre grida i suoi affanni l’uomo afflitto,
    e della sua voce ne ha orecchie la montagna e il mare,
    ma delle sue colpe ne ha la certezza il cuore.
    Raccogli le tue lacrime e pesane il senso,
    raccogli i tuoi sorrisi e pesane il senso,
    la bilancia del vivere troverà sempre in se il suo equilibrio
    se a guidarla sarà stata la mano del tuo cuore.

  • 30 maggio 2008
    Disciplinati

    Tu sei il Generale del tuo esercito,
    Disciplinati.
    Sarai condottiero di malnati,
    se malnati avrai saputo allevare;
    O condottiero di eroi
    se eroi avrai saputo indottrinare.

     

    Tu sei il Generale del tuo esercito,
    Disciplinati.
    Comanderai un gregge di pecore,
    se per tali le avrai allevate;
    O uno stuolo d’aquile
    se nel giusto le avrai involate.

     

    Tu sei il Generale del tuo esercito,
    destati
    allinea le tue truppe
    impartisci i comandi
    e assesta la tua esistenza.

     

    Fornisci al tuo esercito
    il suo obiettivo
    e raggiungilo.

     

    Tu sei il Generale del tuo esercito,
    Disciplinati.

  • 30 maggio 2008
    Normale o Labile

    Profondamente emozionale
    è l’uomo “normale”;

     

    Schermato ed insondabile
    è l’uomo “labile”.

     

    Sii normale nell’ amare;
    Sii normale nel guardare;
    Sii normale anche se  fa male.

     

    Sii normale,
    apri le porte del cuore
    tra dolore e amore
    di te diverrai dottore.

  • 30 maggio 2008
    La selezione naturale

    Nella trappola ci devi  cadere,
    per poter davvero vedere,
    ma se ne esci,
    non ti convien allarmare i pesci.

     

    L’esperienza
    è del prossimo l’idoneo trono,
    lascia alla selezione naturale,
    reclutare l’esercito del domani.

     

    Il forzare,
    potrebbe cambiare il disegno primordiale,
    alla Vita lascia fare sa dove andare.

  • 30 maggio 2008
    Accasciati di più

    … Sei visto …
    … Sei pensato …
    … Sei sofferto …
    … Se pesato …

     

    “Chi non ti può vedere”
    …ti avrà talmente guardato
    da avere nel confronto il viso voltato;

     

    “Chi non ti pensa”
    …ti avrà talmente pensato
    da esserne ormai ossessionato;

     

    “Chi non ti può soffrire”
    …avrà talmente sofferto
    d’aver deciso di dare un taglio netto.

     

    “Chi non ti pesa”
    …sicuramente ti avrà già pesato,
    da saper persino, cosa hai mangiato.

     

    Se dal prossimo vuoi essere amato
    sii meno preparato,
    accasciati di più
    e avrai amici anche tu.

  • 30 maggio 2008
    Quanto sei fortunato!

    Puoi costruire castello
    o trascinare fardello
    dipende da te questo e quello.

     

    La vita è un cammino
    fallo a te vicino.

    La vita è un mare
    fattelo bastare.

     

    Dove sei nato
    ti ha già premiato
    pensa a chi non ha mai parlato
    a chi neppure si è svegliato,
    pensa a chi è malato
    pensa a quanto sei fortunato!

     

    Sii grato
    a quello che hai semplicemente
    trovato.

     

    E’ un reato
    non amare il creato,
    alla tua fortuna sii grato.

  • 30 maggio 2008
    Semina parola

    Nella ricerca di un mondo a misura d’Uomo

    Accasciati di più
    Stiamo a seminare
    il frutto non puoi trovare,
    patisce l’attesa
    solo chi questa cosa non l’ha compresa;

     

    Il mondo è terra arida e brulla
    da cui fiorisce il nulla.

     

    Di lavoranti c’è ne voglion tanti,
    duri come diamanti
    e della vita amanti.

     

    Stiamo a seminare
    lontano non guardare.

     

    Pensa ad ora
    questo è il tempo che ti sfiora,
    semina parola.

  • Il pensiero è un seme
    che sempre diviene,
    talvolta fiorisce,
    altre impigrisce e perisce;

     

    Il pensiero è un albero sano
    che vianda lontano,
    e tra le stagioni cambia spesso opinioni;

     

    Il pensiero è un sole
    che nasce e muore
    talvolta senza far rumore.

     

    Il pensiero vero
    cambia sentiero
    nel restar comunque sincero.

     

    Chi non cambia mai pensiero
    del viver non è foriero.

     

    Il pensiero che diviene
    realmente ti appartiene;

     

    Il pensiero costante ,
    è il frutto di un viver ignorante.

     

    Il pensiero non resta mai com’è nato,
    lo trovi sempre mutato.

  • 30 maggio 2008
    La mia ragione

    La ricerca della propria ragione a tutti i costi

     

     

    Aver  ragione non serve a niente
    se non a nutrire il proprio “IO” saccente;

     

    E’ già un perdente  chi
    asserve la propria mente
    ad un pensier  insistente.

     

    La ragione è un vento strano
    che ti entra nella mano
    e in un attimo è già  lontano;

     

    La ragione è un sentiero distorto
     che ha nel proseguir l’asfalto rotto.

     

    La ragione pura
    non esiste in natura,
    ma se proprio ragione vuoi  avere
    chiudi  gli occhi
    tappati le orecchie
    e mettiti  a sedere…

     

    La ragione costante…
    e del demente
    il diamante.

     

    La ragione è
    invero  quel  veliero
    che sa, di non sapere mai davvero,
    che  danza con pazienza
    sull’onda della propria coscienza,
    e gode della luce a intermittenza.

  • 30 maggio 2008
    Prova il resto

    Quando un pensiero ti è indigesto,
    forse hai mangiato qualcosa di diverso.


    Se ti vuoi correttamente alimentare
    il cibo devi saper variare.


    Tra varie pietanze
    tu saprai trarne
    le giuste sostanze,
    per imbiancar di luce
    le tue stanze.


    Quando un pensiero ti è indigesto,
    forse hai mangiato qualcosa di diverso.


    Lo digerirai presto,
    prova anche il resto.

  • 30 maggio 2008
    Cuore d'Artista

    Perché aprire porta
    se sai quel che comporta?

     

    Rimanda la diretta
    non serve avere fretta,
    l’attesa in questi casi
    lo sai riempie i vasi,
    e se travasa il vaso
    l’odore viene al naso.

     

    Perché aprire porta
    se sai quel che comporta?

     

    Prosegui nel cammino
    il traguardo ti è vicino,
    quando toccato lo avrai con mano
    da quella porta ormai sarai lontano.

     

    La guida sacra
    ti accende gli occhi e “la Vista”
    segui il tuo cuore d’Artista,
    ogni uomo ha in sé pista.

  • 30 maggio 2008
    Il Cuore Nano

    Guarda ovunque
    ma non dove dovrebbe
    l’uomo che brucia della sua febbre.

     

    Agli altri mira,
    ma a se stesso mai la testa gira,
    l’uomo che al cuore non vira.

     

    Cerca lontano
    per non guardarsi in mano
    l’uomo che ha il cuore nano.

     

    Ha parole d’oro o coralline
    a secondo delle sue mattine,
    volubile ed incerto
    è il suo concerto.

     

    Cerca lontano
    ma non nella sua mano
    il cuore nano.

  • 30 maggio 2008
    La dignità

    Non è questione di età
    la Dignità.

     

    La Dignità è corona
    di chi la vita dona;

     

    La Dignità è il sole
    di chi sa cosa vuole;

     

    La Dignità è il mare
    di chi sa dove andare;

     

    La Dignità è presente
    in chi la Vita sente.

  • 30 maggio 2008
    A luci spente

    Quando vorrai il male della gente,
    sappi:


    A loro non accadrà niente;

     

    Non c’è corrente
    tra la  tua e la loro mente;


    Tu penserai al danno,
    ma è a  te stesso che farai inganno;

     

    Tu confabulerai vendetta,
    ma solo in te non vedrai vetta;

     

    Tu brucerai di rabbia,
    ma è al tuo cuore che avrai messo gabbia;

     

    Quando vorrai il male della gente
    ricorda:

     

    "Non c’è corrente
    tra la  tua e la loro mente".

     

    Solo nel tuo cuor
    le luci saran spente.

  • 30 maggio 2008
    Nel dir

    Non invidio e non lodo
    chi nel dir
    non sa usar modo.


    La gentilezza è della lingua
    la carezza.

     

    C’è modo e modo
    nel dir
    non divenir chiodo.

  • 30 maggio 2008
    Ode all'Invidia

    L’invidia, l’invidia
    che bella invenzione
    il suo esister ti innalza
     a giusta ragione.

     

    Ti veste di allori
    ti dona tesori,
    ti rende l’essenza,
    ti da appartenenza,
    sa metter evidenza
    alla tua stessa esistenza.

     

    L’invidia, l’invidia
    che grande occasione,
    ti chiama per nome
    pretende ragione,
    è sempre presente
    ha eco veemente,
    intesse i suoi inganni
    son tanti i suoi affanni
    per farti dei danni.

     

    Ascoltami invero
    e segui il pensiero
    l’invidia ti sfida?

     

    Ma falla finita,
    l’invidia è del cuore
    l’altare ad onore.

     

    La prima partita
    che ha vinto la sfida.

     

    L’invidia, l’invidia che storia infinita,
    ti insegni la vita che senza l’invidia
    non vinci partita.

     

    L’invidia è certezza
    di raggiunta altezza.

     

    L’invidia non mente
    se sei veramente nel cor della gente
    seppur con invidia
    hai vinto la sfida.

  • 30 maggio 2008
    Frenati Bimba

    Ci vuol tempo per ogni cosa,
    matura mica il frutto se non riposa?

     

    E la rosa in boccio?…
    Lo so che ora ti scoccio:
    Fiorisce mica prima
    del suo naturale sboccio?

     

    Frenati Bimba
    non è ancora tempo per far la tinta
    e inutile far finta d’esser spinta;

     

    La vita ti rivestirà di tinta
    e tu saprai quando esser spinta
    non prima d’esserne Convinta.

     

    Ci vuol tempo per ogni cosa
    anche la nonna prima che sposa
    è stata “tosa”*.

     

    Frenati Bimba
    non l’avrai mica vinta
    se ti sarai spinta sotto la cinta;

     

    Ci vuole tempo per ogni cosa
    fa che sbocci la tua rosa.

     

     
    * Tosa = Ragazza (dialetto milanese)