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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 31 dicembre 2011 alle ore 14:21
    Rumore bianco

    Rumore bianco,
    bianco come neve
    sovrappongo come un manto
    alla tua traccia
    a ricoprir silenzi
    e troppe parole.
    Scorre veloce
    comprimendo le battute
    disgregando
    violente approvazioni
    a far tabula rasa
    di compiacenti regole.
    Rumore bianco,
    bianco come neve
    scende sulle catene dentro
    a ricoprire imposizioni,
    falso perbenismo
    e la tua mediocre musica
    che non mi piace affatto.

  • 31 dicembre 2011 alle ore 8:23
    Occhi dolenti (sociale)

    Lacrime si bagnano
    del peccato
    e ripide salite
    con occhi dolenti
    dietro le sbarre
    incise sul marmo
    di sangue seccato
    che lambisce nera esistenza
    colpita duramente
    da destini segnati
    stelle cattive
    che lacerano dentro
    non cicatrizzano mai
    morendo
    negli stormi di uccelli
    che migrano
    e l'anima
    rimane
    nelle sponde
    della terra

  • 31 dicembre 2011 alle ore 2:25
    Auguri di un Buon Anno

    Anno nuovo, vita nuova;
    esser più felice, chi si prova?
    Giorni d'argento, giorni d'oro;
    perché la vita è un gran tesoro!

    Anno nuovo, nuove sfide;
    Se si ha fede, si è felice!
    Senza paura, senza timore;
    ma col cuore pieno d'amore!

    Anno nuovo, nuovi orizzonti;
    siamo forti, andiamo avanti!
    Senza fretta, ma senza sosta;
    testa alzata, da costa a costa!

    Anno nuovo, nuove conquiste;
    non voglio vedere nessuno triste!
    siamo in gamba, siamo felici;
    insieme ai nostri cari ed amici!

  • 31 dicembre 2011 alle ore 1:00
    ULTIMO

    La poesia dell'ultimo

    giorno dell'anno

    quando ho rotto la scodella

    del caffelatte

    riempita di liquore

    e troppe volte svuotata

    ho lanciato i cocci

    circa a mezzanotte

    dicono porti bene

    sulla strada attutita

    da ore di nevischio

    e una folata gelida

    mi è trapanata in casa

    col baccano dei botti

    da strapparmi un rutto

    se fosse entrata un'angela

    con tette sorprendenti

    mi sarei trattenuto.

  • 30 dicembre 2011 alle ore 23:15
    In una pozza

    E' bellissimo ammirare
    gli aquiloni volare
    manovrati dai pensieri
    svolazzanti
    in una pozza
    di ozono
    dove si avverte
    nel verde
    fili lunghi
    che fissano il silenzio
    spensierato
    oltre l'universo
    misterioso
    del pane
    spezzato
    alla fame
    sulla tremula luce
    senza profumi pesanti
    di gesta affacciate
    tra i cerchi
    delle piccole
    cascate
    ricordandoti
    lontanamente

  • 30 dicembre 2011 alle ore 23:10
    PA la ZZESCA

    Gocc
    gocc
    gocc... cia

    gocc
    gocc
    gocc... cia

    lento,
    monotono, il rubinetto;

    intanto
    passano minuti e ore

    e il giorno
    la sua quiete attende.

  • 30 dicembre 2011 alle ore 18:13
    Estensione ad alta voce

    Ho immaginato pene che non bastano
    flagellanti colpi di parole
    e sentito ululare il vento al posto mio
    Non capisco quel che fa male di più
    la pelle non sfiorata o i bacini esistenziali

    Metto in fila ordinata i peccati
    presunti e insubordinati
    conto e riconto quante volte
    m’è piovuto addosso
    e mi sentivo asciutta

    Alla fine voglio restare così
    vagamente sbilanciata
    da un’ingenua aspettativa
    di parto indolore

    mi innaffio le radici
    e aspetto che sgorghi la clorofilla

    Dentro ho tenuto intatto
    tutt’un prato di fiori spontanei
    posso ben disertare
    posso... vero?

  • 30 dicembre 2011 alle ore 18:12
    Albeggiare tra sé

    In cima alla notte
    il mio risveglio
    che domanda di te 

    tra due virgole
    di passaggio

    Nessun inciso
    nessun segnale
    È  solo il merlo
    che
    tra gorgheggi

    due volte
    fischia il mio nome
    dalla lettera u

  • 30 dicembre 2011 alle ore 15:01
    IL PULLOVER CHE M'HAI DATO TU

    Ho smarrito il pullover
    che m'hai dato tu
    nelle distese del PIT
    Parco Interrazziale Terrestre
    ho appoggiato i glutei
    su diverse qualità di legni
    nonchè di ferri
    del mestiere di fabbro
    seggioloni, sgabelli, amache
    assi piallate, tronchi scavati
    piccoli tralicci caduti
    preda di liane voraci,
    per estasiarmi davanti
    a visioni mozzafiato
    intere foreste amalgamate
    animalini in copiose entità
    sommovimenti acquatici
    a volo radente su rocce
    bitorzoli acuminati
    svettanti nel cielo
    spumeggiante di nuvole immense
    e accecanti ferite d'azzurro,
    ma ho il cuore ingabbiato
    nel bunker della disperazione
    perchè ho smarrito il pullover
    tra i rovi della fitta boscaglia
    nei campi infiniti di dragoncello
    di trifoglio ed erbaspagna
    o peggio su una qualunque
    panca tra miriadi di panche.
    Il pullover che m'hai dato tu
    sai mia cara possiede una virtù...
    cantarellavo sommessamente
    tornando nella bifolca civiltà
    dopo giorni d'estenuanti ricerche
    come un bastardino fradicio
    con la coda tra le gambe,
    senza pullover.

  • 30 dicembre 2011 alle ore 14:39
    DOMENICA MATTINA

    Un rimbalzo sull'acqua,
    una frase dolce, un albero di fico,
    una frase che vorrei ma non dico.

    Due rimbalzi sull'acqua,
    Il suono delle campane, il profumo del vento,
    il mio cuore che sempre più spesso, mi dà il tormento.

    Tre rimbalzi sull'acqua,
    guardo gli occhi tuoi, perchè negli occhi tuoi si vede il cielo,
    il tuo viso così bello da non sembrare vero.

    Quattro rimbalzi sull'acqua,
    il mondo che gira e continua ad urlare,
    intanto il tuo cuore, mi continua ad amare.

    Un rumore in lontananza, il paese è in festa, ora passa la banda,
    mentre osservo il tuo corpo che danza.

    Cinque rimbalzi sull'acqua,
    la giornata sta per terminare,
    mentre il sole tramonta per andare a riposare.

    Sei rimbalzi sull'acqua,
    la musica che suona,
    ora tu del mio cuore, sarai sempre padrona.

  • 30 dicembre 2011 alle ore 8:19
    Pittori

    Pittori disegnavano
    le passioni
    sui pavimenti
    calpestati
    dall'afflusso di turisti
    incuriositi
    dalle grazie dei pennelli
    intinti nei colori
    che ralleggravano
    le ore

  • 30 dicembre 2011 alle ore 4:00
    Notte d'inverno

    E' notte fonda,inverno puro. Ma è il buio stellato,
    dal gelido sapore di arcane galassie,
    a diffondere nel mio cuore la suggestione
    di mondi felici,l'illusione di vite gioiose.
    E nel buio mi perdo,in un irresistibile abbandono.

  • 30 dicembre 2011 alle ore 0:10
    Pensieri fra le dita

    Scrivo tra un silenzio e l’altro.

    Quando tutto attorno a me

    si colora di grigio.

    Quando i pensieri

    si fan vivi

    e l’emozioni svaniscono

    come fantasmi.

    Quando il cielo

    annuncia il suo pianto

    e il mondo

    il dolore per i suoi figli.

    Quando il dolore di una madre

    diventa l’eco della nostra sofferenza

    e il sorriso di un bimbo

    il simbolo della purezza umana.

    Quando una mano assassina

    nasconde il suo crimine

    e il suo male cresce

    in un campo maledetto.

    Scrivo tra un silenzio e l’altro.

    Quando tutto attorno a me svanisce,

    lasciandomi solo,

    con la paura del mondo,

    con la mia paura.

  • 29 dicembre 2011 alle ore 22:36
    Andava oltre

    Il suo amore
    andava oltre
    i confini
    del margine
    tracciato
    del suo povero destino
    stagioni
    affamate
    di storia
    sicura
    che arrivò
    sul pelo
    dell'acqua
    in un'abile mano
    su tela
    dipinta e incantata
    da forme
    generose
    che baciarono
    sulla prua
    di una nave
    affondata
    rimanendo sole
    a piangere
    nel ghiaccio
    assassino

    Titanic

  • 28 dicembre 2011 alle ore 23:55
    La Gioventù

    Come il tempo che va e lesto fluisce,
    come  fiume che in mar presto finisce,
    com’erba che nasce e tosto appassisce,
    come  pianta di rosa che fiorisce
    e in vita poco resta , indi perisce,
    così è la gioventù: Presto svanisce.

  • 28 dicembre 2011 alle ore 19:42
    Nei freddi attimi

    La morte non perdona
    il suo fuoco arde
    e ci riporta all'origine
    di polvere che eravamo
    e ritorneremo
    a coprire la pace
    dell'oltretomba
    fiorita
    e innaffiata
    inondata
    d'amore cosparso
    di pianti raccontati
    al cimitero
    la casa dei sogni perduti
    speranze invocate
    invano attese
    in fiammelle che si spengono
    sciogliendo i ricordi
    nei freddi attimi
    scaldati dal lume
    della ragione

  • 28 dicembre 2011 alle ore 15:49
    Il Signore delle lucertole

    Tu che regolare
    rompi i tediosi gusci
    delle mie pallide ore
    e malvagiamente le mutili
    lasciandomi in balia
    di un'invasione di code mozzate
    al confine
    tra la fine e l'inizio,
    placati!
    Placami
    e placa il mio cuore
    tra i platini!
    Circondato da immobili specchi
    mi hai armato la mano
    ed assetato i miei occhi
    intenti a seguire
    bersagli che ruotano intorno
    come fossero macabre giostre,
    un poligono scempio.
    Tutto è calcolo nelle tue code
    e nelle tue biforcute lingue
    mentre rabbioso
    colpisco i bersagli
    di antichi fantasmi.
    Ma tu giochi sporco
    e lo sai,
    mentre digrigno i denti
    e fermo i miei occhi iniettati di sangue
    sull'ultima sagoma.
    Trema la mano
    la bocca si apre
    e spalancando gli occhi
    una lacrima cade...
    ...non posso.

  • 28 dicembre 2011 alle ore 14:55
    E' come un sogno

    E' come un sogno
    questa vita
    percorriamo i nostri destini
    e involontariamente
    ci facciamo travolgere
    dalla furia degli uragani
    che aggrediscono gli occhi
    distruggendo ogni cosa
    stelle di cartone
    che non valgono più niente
    nel bel mezzo della recessione
    dello spartimento delle acque
    lasciate scivolare
    sulle scogliere asciugate
    dagli amori che ammirano
    le gocce spensierate
    in un viaggio immaginario

  • 27 dicembre 2011 alle ore 19:43
    pioggia....

    Pioggia.....  lungamente mi soffermo a meditare in quest'esterna nostalgia e rimpianto....

  • 27 dicembre 2011 alle ore 15:32
    L'ascoltava

    L'ascoltava
    la sua voce era delicata
    sentiva nel silenzio
    il suo tormento
    che nasceva
    la paura
    assalire
    forse ricordando quell'attimo
    sfuggente
    capitato per debolezza
    o confusione
    in un buio creato
    per gli spifferi
    d'aria
    che imbarazzavano
    preparandosi
    e salutando
    con un arrivederci
    pensato al suo ritorno

    La sintesi di un romanzo

  • 27 dicembre 2011 alle ore 14:42
    Anger / Rabbia

    Cracks, burns and cracks
    inside and outside
    feeding the black hole
    sucking the marrow
    and spitting it out.
    Anger, like a cancer grows.
    There’s no cure,
    only emptiness
    that crawls under the skin
    freezing the body
    crippling the mind
    squashing the heart
    like a rotten apple.

    Trad.

    Crepe, bruciature e crepe
    fuori e dentro
    nutrono il buco nero
    succhiano il midollo
    e lo sputano.
    La rabbia, cresce come un cancro.
    Non c'è cura, 
    solo vuoto
    che brulica sotto la pelle
    gelando il corpo
    paralizzando la mente
    spappolando il cuore
    come una mela marcia.

  • 26 dicembre 2011 alle ore 14:00
    Nell'umiltà

    Canti
    adornano la chiesa
    il vagito si estende
    a tutte le genti
    di opere buone
    in attesa dello Spirito
    vivente
    secoli d'amore
    che continua a soffiare
    nella nascita
    d'ogni bambino
    battezzato
    nell'umiltà
    dell'uomo
    al servizio di Dio
    che predica il vangel
    alla carne
    puramente contaminata
    dalla tentazion

  • 26 dicembre 2011 alle ore 1:12
    Oltrevisus

    Mai appaiono a occhio nudo
    sorprese invisibili

    eppure basta metà cielo
    da un davanzale
    a carpire fughe
    e meteore

    La mente, sottratta,
    moltiplicata altrove
    non ha riserbo

    dell’esser folle
    e visione

  • 26 dicembre 2011 alle ore 0:41
    Passepartout

    Controluce si scheggia
    un tepore di ossa
    oltre il sospetto della polvere

    emozioni estinte si svegliano:
    è accerchiata la memoria

    Mossa tardiva
    scivolare in una stanza vuota...

    a tradimento, ombre invadenti
    m’hanno affollato l’aria
    dal buco della serratura

  • 25 dicembre 2011 alle ore 14:40
    Natale

    Ed è arrivato questo strano giorno,
    vuoto contenitore d'amore
    che ci occupa nelle fredde giornate,
    corriamo indaffarati, senza meta,
    per acquistare un momento,
    un sorriso, del calore umano
    a scadenza annuale.
    Si sta attorno ad un tavolo
    colmo di sapori e genti,
    volti a drogarsi di cibo
    ed alcoliche bevande,
    così che quel falso sorriso
    risulti più leggero,
    così che quei ringraziamenti
    appaiano più sinceri.
    E di ciò che siamo noi
    nulla appare,
    niente interessa
    ai nostri commensali,
    se non la facciata
    che ogni uomo
    per dovere deve
    portare avanti.
    Forzata consuetudine,
    pensieri ad altri luoghi,
    e tutti insieme
    gridiamo attorno
    ad un tavolo imbandito
    nel pieno silenzio
    delle nostre menti,
    che piangenti
    si rifiguano
    dentro di noi,
    sperando presto
    di viver momenti diversi,
    in compagia di coloro
    a cui teniamo veramente.