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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 30 settembre 2011 alle ore 23:33
    Piango ogni lacrima versi un uomo.

    Ovunque si trovi
    ovunque sia vittima del potere
    piango ogni lacrima versi un uomo.

    Nessun piegarsi però
    a chi chiede servitù e ossequio
    compatisco
    o perdono
    anche se piango ogni lacrima versi un uomo.

    Luciano lodoli 30 09 11

  • 30 settembre 2011 alle ore 10:19
    La fame

    Un calamaro alla griglia,

    grosso,

    bianco,

    striato,

    rosso dorato,

    profumato,

    ha allietato il mio palato.

    Un enorme calamaro,

    alla griglia,

    ha saziato l’inedia mia.

    Disgraziato calamaro!

  • 30 settembre 2011 alle ore 9:44
    Nella tana dell'inverno

    La bagnante si riveste
    controluce al mio paese
    l’affetto si fa ruvido
    che non lo puoi gestire.

    Mi addormenta come un ghiro
    nella tana dell’inverno
    mi sfama coi ricordi
    prima di uscire al sole.

    La bagnante si riveste
    sullo sfondo il paese invaso
    tremule si piegano le ciglia
    sotto il peso mentitore della neve.

    (da Tutto ciò che amo ha dentro il mare, Eva Laudace, La Vita Felice 2013)

  • 29 settembre 2011 alle ore 21:55
    distanti assenti

    quanta commozione
    con le lacrime agli occhi
    mi scrivi mi parli
    mi senti mi guardi

    momenti difficili
    a cercare conforto
    la mano sul cuore
    quella di un morto

    un volto un sorriso
    andato da tempo
    un viso un abbraccio
    rimasto nel tempo

    con me sei sempre
    nella mente nel cuore
    come sempre l'amore

    che avevo per te
    che provavi per me

    anche distanti
    siamo presenti
    l'uno nell'altra
    anche se assenti

  • 29 settembre 2011 alle ore 19:39
    Repetition

    Chirurgo di cuori che da bambino smontava le bambole affrante
    plastica crepitante che ti ricomponi ogni giorno
    cadendo prima del sonno
    in pezzetti minuscoli senza ago e filo
    rotondità ansante riporti a te il quadrato obliante
    in cui iscrivere un cuore pulsante

  • 29 settembre 2011 alle ore 14:53
    Raccolta di gusci

    Molti mi chiedono del modo in cui ti amo ed e' come lo spaurito lattante di piume ama la tiepida beccata materna prima del gelido dente rapace. Ti amo come l'ultima cosa bella prima di tutto il dolore.

  • 29 settembre 2011 alle ore 14:53
    Raccolta di gusci

    Molti mi chiedono del modo in cui ti amo ed e' come lo spaurito lattante di piume ama la tiepida beccata materna prima del gelido dente rapace. Ti amo come l'ultima cosa bella prima di tutto il dolore.

  • 29 settembre 2011 alle ore 8:56
    Inno alla vita


     

    Un sorriso,
    ogni giorno.

    Un sorriso,

    ogni giorno,

    per godere dell’arcana vita,

    pupa truccata

    incipriata

    tinta

    illusoria.

     

    Vita amabile,

    fuggevole,

    pari a nota

    di musica gaia e greve.

     

    Vita dolce,

    effimera,

    gustosa vivanda,

    fragrante suffumigio.

     

    Vita odiabile,

    benevola

    crudele

    generosa

    spietata.

     

    Vita

    come un alito,

    un batter d’ali,

    un soffio di vento,

    un sussurro,

    un effluvio,

    una rosa scarlatta,

    un fremito d’amor,

    che come stilla di miele

    cade.

  • 28 settembre 2011 alle ore 21:08
    TI VEDO

    Ti vedo ….. andare via,
    piccola speranza di una vita migliore,
    racchiusa nel tuo sdegno,
    tra orgoglio e lacrime nascoste,
    nel sentiero greve della vita.
    Ti vedo ….. a testa china,
    tra la gente estranea al tuo dolore,
    fantasma di un amore
    che lotta per non finire,
    stringendo forte i pezzi del cuore.
    Ti vedo ….. respirare
    con l’affanno dell'amarezza,
    stretta nelle tue braccia,
    accarezzata dal vento
    che sospira tra i tuoi capelli.
    Ti vedo ….. sempre più lontana,
    passo dopo passo, lentamente
    un oceano fra noi,
    opposti tra opposte sponde
    che non  si toccheranno mai.
    Ti vedo ….. anima mia
    movente di gioventù,
    nello spazio infinito dei miei sogni,
    nel tempo dei ricordi,
    nel vuoto immenso della mia vita,

    Ti vedo … ti vedo...

  • 28 settembre 2011 alle ore 21:06
    POESIE

    Lampi di affetto
    come lame di rasoio
    tagliano il cuore.
    Sono ricordi sopiti, oscuri momenti,
    che affiorano da gelidi antri
    negli inverni dell'anima.
    Sono strazi di luce
    che accecano gli occhi
    nella vacuità di una lacrima.
    Sono aridi slanci d'amore
    perduti nel vento dell'oblio
    o disciolti nel mare della vita.
    Questioni di noi,
    ragioni di esistere
    smarrite nel nostro universo.
    Riecheggiano ancora
    anche senza di noi
    nel tempo di altri

    sono poesie ....!

  • 28 settembre 2011 alle ore 13:35
    Alba

    Albeggia e solo ora vedo il giorno,
    tra la sua luce abbagliante, che dà calore
    e scalda il profondo del cielo.

    Quando si pensa che si sia ormai fatto giorno,
    forse, solo allora si saprà che
    il giorno vero non l'ha mai visto nessuno.

    E come una vita che ritorna,
    continuerà a sopraggiungere oggi e domani
    per sempre in ogni domani:

    Nel giorno in cui nella luce
    sarò voce eterna del sole.

  • 28 settembre 2011 alle ore 13:23
    Segreto

    Ti amo;
    detto quasi silenziosamente
    nella segretezza
    delle coperte d'un letto,
    che non parleranno mai,
    che taceranno per sempre
    l'immenso amore
    di cui sono state testimoni:
    che tu sei mia
    e che io sarò solo tuo
    per le eternità delle eternità.

  • 27 settembre 2011 alle ore 23:26
    And I think of you/E penso a te

    Sometimes, at night, I lie in bed
    and I think of you.
    Mindless years have gone by:
    busy people walking on the pavement,
    and I think of you.
    Pitiless ifs chew my brain cells:
    tiny bedbugs gnawing at my feet,
    and I think of you.
    Voiceless words have melted:
    heavy raindrops meeting the river,
    that flows over this muddy bed
    made of memories and regrets,
    where I lie now
    and I think of you.

    Trad.

    Qualche volta, la notte, sono a letto
    e penso a te.
    Incuranti anni sono passati:
    passanti indaffarati che camminano sul marciapiede,
    e penso a te.
    Impietosi se masticano le mie cellule celebrali:
    cimici minuscole che rosicchiano i miei piedi,
    e penso a te.
    Sorde parole si sono dissolte:
    gocce di pioggia fitte che incontrano il fiume,
    che scorre sopra questo letto fangoso
    fatto di ricordi e rimpianti,
    su cui ora sono distesa
    e penso a te.

  • 27 settembre 2011 alle ore 22:14
    A Shakleton

    Partisti dall’Inghilterra nel ’14.
    Volevi attraversare a piedi l’Antartide.
    Sapevi di essere il primo a tentare di farlo.
    Ma l’Endurance
    la nave sulla quale viaggiavi
    rimase intrappolata dai ghiacci e affondò.
    Lasciasti la maggior parte dei tuoi uomini
    in una specie di campo sul ghiaccio
    e partisti
    alla ricerca di soccorsi
    in direzione della Georgia Australe
    con una scialuppa
    e 5 marinai coraggiosi.
    Lottando contro onde oceaniche
    burrasche
    e venti micidiali
    approdasti su un isola
    con montagne alte e ghiacciai.
    Lasciasti ancora 3 uomini
    in un altro campo
    e scalasti una montagna
    con 2 compagni.
    Raggiungesti una base baleniera
    e facesti partire i soccorsi
    che per due volte fallirono.
    Solo al terzo tentativo
    2 anni e 10 mesi dopo la partenza
    portasti in salvo tutti i tuoi uomini.
    Tornasti in patria come un eroe
    e il tuo buon amico Raymond
    il fondatore dello Scott Polar Institute scrisse:

    “Mettete Scott a capo di una spedizione scientifica, Amundsen per un raid rapido ed efficace. Ma quando siete nelle avversità e non intravedete via d’uscita, inginocchiatevi e pregate Dio che vi mandi Shackleton!”

    Dopo aver letto
    gettasti il giornale a terra
    e lanciasti un’occhiata
    oltre la finestra del tuo studio.
    Pioveva forte
    e l’acqua lavava le strade
    con forza inaudita.

    “ Sono ancora vivo” – pensasti
    “Ancora vivo!”

    Delle gocce caddero sul pavimento.
    Non era pioggia.
    I tuoi occhi
    finalmente
    nel silenzio della solitudine
    non obbedirono ai tuoi ordini.
    .

    Hal

  • 27 settembre 2011 alle ore 21:11
    Quand'anche

    Quand'anche non fossi poeta
    m'è forse negato il diletto
    di colloquiare con l'anima?

    Mi aggrada farlo rimando
    domande in una catena
    cui qualche risposta ricerco.

    Quesiti non da meraviglia
    perchè ad esempio son nato
    se dono o castigo la vita.

    Ma l'anima non la raggiungo
    ahi che la Fede vacilla
    grido e risponde il silenzio.

  • 27 settembre 2011 alle ore 17:34
    il sogno

    Come un brutto sogno
    che non finisce mai,
    vivo il tuo ricordo.

    Come un bel sogno interrotto,
    muore l'inganno della tua esistenza.

  • 26 settembre 2011 alle ore 19:44
    Silenzio

    Smetti, ti prego.
    Terribile è il suono
    Urla il tuo ego
    Troppo è il frastuono
    Rimbomba nelle pareti
    Sorride sul divano
    Mi svela i segreti
    Di un futuro lontano.
    Assordante nella stanza
    Il silenzio della tua mancanza.

  • 26 settembre 2011 alle ore 18:57
    25 Settembre

    Ci volevi tu.
    Strano e nodoso
    il vento di ieri
    nei freddi inverni
    steppa dell’anima.
    Avvinghiato
    Ad una facciata
    Rigata adesso.
    Non un terremoto
    Ma un fiore caduto
    Distrugge l’anima.

  • 26 settembre 2011 alle ore 15:29
    Molte volte

    tante volte
    quante volte
    sempre insieme
    altre volte
    ad udire
    a sentire
    molte volte
    tante volte
    per aprire
    poi fiorire
    quante volte
    altre volte
    per sentire
    e poi riaprire
    sempre insieme
    quante volte
    molte volte
    a baciare
    e poi riunire
    tante volte
    sempre molte
    ad abbracciare
    e poi ad amare
    in un attimo
    le volte
    sempre molte
    tante volte
    a credere
    e a volere
    sempre insieme
    per volare
    molte volte
    quante volte
    poi per mano
    sempre insieme
    piu vicini
    a sussurrare
    tante volte
    quante volte
    a sentire
    e poi parlare
    molte volte
    sempre molte
    ad udire
    e poi baciare.

  • 26 settembre 2011 alle ore 14:14
    Vorrei essere lì

    Vorrei essere lì,
    a reggere il peso
    dei tuoi problemi,
    vorrei essere lì,
    ad ascoltare
    il tuo malessere
    e porvi rimedio,
    vorrei essere lì,
    ad accettare
    un silenzio o
    uno sguardo
    o una carezza
    di complicità,
    vorrei essere lì,
    a condividere
    la tua malinconia
    e sentire il tuo
    cuore battere,
    vorrei essere lì,
    per porre una
    fresca benda
    sulle tue più
    nascoste ferite,
    vorrei essere lì,
    perchè stare
    insieme a te
    per alleviare
    il tuo dolore
    è tutto ciò
    che posso darti,
    niente più
    e niente meno
    di tutto il mio amore.

  • 26 settembre 2011 alle ore 9:22
    HAIKU (settembre 2011)

    Funi di porto
    che riposano al sole.
    Sollievi d’acqua

  • 26 settembre 2011 alle ore 9:21
    HAIKU (settembre 2011)

    Come cristalli
    inquiete nella notte
    luci del mare

  • 26 settembre 2011 alle ore 9:21
    HAIKU (settembre 2011)

    Salici immensi.
    Con lo sguardo invecchiato
    muore settembre

  • 25 settembre 2011 alle ore 23:55
    Parla il silenzio

    Mi piace ascoltar le parole
    che fuoriescono spontanee
    dal tuo umido corpo in estasi,
    mormorii di piacere
    e intensi silenzi da condividere
    che parlano di noi
    come nessun poeta
    potrebbe fare.
    Come posso io rinunciare
    a questo piacere,
    come posso evitare
    di nutrirmi della tua gioia
    che come nettare
    scende giù da bianchi petali?
    E' vita questa, che va vissuta,
    piacevole sentiero
    dalla giuste curve
    e dalla misteriosa
    desintazione,
    che è insieme
    certezza e scoperta,
    e vortice di sogni
    che invece di cadere,
    spiccano il volo.

  • 25 settembre 2011 alle ore 21:21
    inutilità

    Ragazzi incerti,
    normali come pochi,
    assuefatti dalla vita come tanti.
    Davanti ad avidi spettatori facciamo divertire
    con il nostro comune e triste spettacolo,
    chi siamo ora?
    cosa saremo poi?
    nient'altro che fluenti ricordi in persone continuamente distratte.